6 agosto 2002
Visco e Tremonti
si scontrano sul fallimento delle entrate

All'erario mancano 5 miliardi di euro, crollano Irpef e Irpeg, le entrate sono ferme mentre il deficit aumenta. Su questo scenario economico s’innesta la polemica tra il Ministro dell'economia, Giulio Tremonti, e il suo predecessore Vincenzo Visco. "È colpa del sistema che ci ha lasciato l'Ulivo", afferma il primo; "la crescita promessa non c'è, del resto è andato al Governo il partito degli evasori fiscali" risponde il secondo. Giulio Tremonti

Giulio Tremonti nato a Sondrio il 18 agosto 1947, è un affermato tributarista e un docente universitario di discreta fama a Pavia. Editorialista del Mondo e del Corriere della Sera, avvocato patrocinante in Cassazione e autore di numerosi saggi in materia fiscale, è un personaggio noto negli ambienti accademici, ma sconosciuto ai più. Alle prime elezioni col sistema maggioritario, avvenute nel 1994, si candida con il Patto Segni e viene eletto per la prima volta alla Camera.

Ma non fa nemmeno un giorno di opposizione perché Silvio Berlusconi lo arruola nelle proprie file e gli affida il ministero delle Finanze.

Il suo primo provvedimento del 10 giugno 1994 è un decreto legge a favore delle imprese.

Prevede la deduzione dal reddito imponibile del cinquanta per cento degli investimenti realizzati nel biennio 1994-95 per la parte che eccede la media degli investimenti dei cinque anni precedenti. Applaudita da Confindustria, la legge Tremonti si rivela utile anche per la Fininvest di Berlusconi.

Tre giorni dopo il varo del decreto, si costituisce a Malta la Mediaset International Ltd, proprietà di Berlusconi, che acquista dalla Fininvest (di Berlusconi) un listino di film per duemila miliardi e lo classifica come nuovo investimento.

Il risultato è un bonus fiscale di 242 miliardi. Polemiche a non finire.

Della legge Tremonti si continua a parlare per anni e più volte il mondo industriale ha chiesto una sua riapplicazione.

Quando il governo Berlusconi cade, Tremonti comincia un lavoro serrato che ne fa uno dei più autorevoli oppositori del centrosinistra. Nella campagna elettorale del 1996 si confronta spesso con il candidato premier dell’Ulivo Romano Prodi.

Attacca ferocemente la gestione prodiana dell’Iri e il programma economico dell’Ulivo.

Persa la battaglia elettorale, fino al 2001 rimane il censore più puntuale e severo della politica economica dei governi del centrosinistra.

Per tutta la campagna elettorale del 2001 è il superministro dell’economia in pectore del secondo governo Berlusconi. Promette cento giorni magici, una luna di miele tra governo e Paese in grado di portare grossi cambiamenti. Annuncia: Il nostro nemico è la staticità, il nostro amico è il dinamismo. Come previsto, dopo la vittoria del 13 maggio, Berlusconi lo nomina ministro di Economia e finanze.

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RICORDIAMOLI

DOMENICO MODUGNO

Il grande Domenico Modugno

Oggi è il nono anniversario della morte di Domenico Modugno avvenuta a Lampedusa quando aveva 66 anni.

Domenico Modugno è considerato il padre dei cantautori italiani e come autore interprete è tra i più grandi d'Europa.

Nacque il 9 gennaio 1928 a Polignano a Mare (Bari), un paesino dalle case bianche a picco sul mare. Dal padre Cosimo comandante del Corpo delle Guardie Municipali a San Pietro Vernotico (BR), imparò fin da piccolo a suonare la chitarra e la fisarmonica ed ereditò una grande passione per la musica, componendo la sua prima canzone a 15 anni.

Insoddisfatto della vita di paese, a 19 anni scappò da casa e andò a Torino, la città più a nord d'Italia, dove si adattò a fare il gommista in una fabbrica.

Ritornato al paese per fare il servizio militare, ripartì per Roma dove pur d'iniziare la sua carriera artistica si mise a fare ancora una volta i più umili mestieri.

Partecipò al concorso per attori al Centro Sperimentale di Cinematografia, dove fu ammesso e dove, successivamente, vinse la borsa di studio quale migliore allievo della sezione di recitazione.Domenico Modugno

Nel 1951, ancora allievo, prese parte al film Filumena Marturano di Eduardo De Filippo e nel 1952 a Carica eroica di De Robertis dove interpretava la parte di un soldato siciliano che canta la Ninna Nanna ad una bambina. E' da questo episodio che nacque la leggenda del Modugno siciliano.

Sempre nel 1952 è attore giovane in teatro ne Il borghese gentiluomo di Molière nella Compagnia Tatiana Pavlova e prende parte ai films Anni facili di Zampa e all'episodio La giara con Turi Pandolfini e Franca Gandolfi, nel film di Giorgio Pàstina Questa è la vita.

Nel 1953 si presentò al concorso musicale radiofonico Trampolino e dopo prese parte alla trasmissione Radioclub in onore di Frank Sinatra. Fu allora che Fulvio Palmieri della Rai gli offrì una serie di trasmissioni radiofoniche intitolate Amuri... Amuri della quale egli stesso scriveva i testi ed in cui faceva il regista e, insieme a Franca Gandolfi, l'attore e persino il rumorista.

Durante questo periodo, compose molte canzoni in dialetto pugliese e in siciliano ispirandosi al folclore pugliese e siciliano. Minatori, pescatori, storie d'amore di pesci spada innamorati, fedeli fino alla morte nel massacro della tonnara, di cavalli diventati ciechi e spinti a morire nel gran sole rovente dopo il buio delle miniere.

Questi erano i personaggi delle sue prime canzoni che destarono e destano tuttora, interesse presso la critica. Le canzoni di quel periodo furono: LU PISCE SPADA, LU MINATURI, LA SVEGLIETTA, LA DONNA RICCIA, LU CICCAREDDU 'MBRIACU, ATTIMU D'AMURI, ecc.

Nella stagione teatrale 1955/1956 recitò al Piccolo Teatro di Milano in Italia ,Sabato sera di Contarello regia di Franco Parenti - Jacques Lecoq e ne Il Diluvio di Ugo Betti.Domenico Modugno

Nel 1957 vinse il II premio al Festival della Canzone Napoletana con Lazzarella cantata da Aurelio Fierro che gli portò il successo popolare. Ad essa seguirono: SOLE, SOLE, SOLE, STRADA 'NFOSA, RESTA CU MME, NISCIUNO PO' SAPE', IO, MAMMETA E TU, ecc. che rimodernarono lo stile della canzone napoletana.

Nel 1958 partecipò al Festival della Prosa a Venezia nella commedia di Antonio Aniante LA ROSA DI ZOLFO per la regia di Enriquez. Nello stesso anno partecipò al festival della Canzone Italiana a Sanremo con NEL BLU DIPINTO DI BLU, coautore Franco Migliacci, che vinse il primo premio, rivoluzionò la canzone italiana e dette inizio al boom della vendita discografica italiana fino ad allora molto bassa.

Volare fu tradotta in tutte le lingue, fu in testa alle classifiche di tutto il mondo, anche in America del Nord, in cui si vendettero milioni e milioni di copie tanto che nel 1958 gli furono assegnati due Grammy Awards, uno come disco dell'anno e uno come canzone dell'anno 1958.

Anche il Cash Box Bilboard gli conferì l'Oscar per la migliore canzone dell'anno e ricevette in dono dalle industrie musicali tre dischi d'oro, uno per il migliore cantante, uno per la migliore canzone e uno per il disco più venduto. Nel corso di una tournée gli furono offerte le chiavi di Washington e la stella di sceriffo di Atlantic City.

Per quattro mesi ininterrottamente gli altoparlanti di Broadway e le stazioni radio suonarono le originali note di VOLARE.

Modugno ha attraversato l'Atlantico decine di volte: tutti gli Stati del Sud e del Nord America lo hanno visto e sentito le sue canzoni, dalla viva voce.

A Caracas, ad uno spettacolo in cui cantò al Coney Island, é stata raggiunta la punta massima di 121.000 presenze. Furono molti i successi discografici ed editoriali di quel periodo, come L'uomo in frack, Notte di luna calante, Io, che è stata incisa come Ask me da Elvis Presley.

Nel 1959 rivinse il primo premio del Festival di Sanremo con PIOVE e nel 1960 il secondo con la canzone LIBERO.

Nel 1961 dopo un anno di inattività per un incidente avuto, debuttò come protagonista nella commedia musicale RINALDO IN CAMPO di Garinei e Giovannini, di cui compose anche tutte le musiche e che fu definito: Il più grosso successo teatrale di tutti i tempi avvenuto in Italia, registrando record d'incassi mai raggiunti in questo campo. RINALDO IN CAMPO ha rappresentato l'Italia al Festival Internazionale del Teatro in Francia, con enorme successo di critica. In questo spettacolo tra le altre ci sono le canzoni SE DIO VORRA', NOTTE CHIARA, TRE BRIGANTI E TRE SOMARI, e LA BANDIERA, che viene insegnata ai bambini di molte scuole elementari italianeDomenico Modugno al Festival di Sanremo

Nel 1962 rivinse il primo premio al Festival di Sanremo con la canzone ADDIO... ADDIO... cui seguirono GIOVANE AMORE e STASERA PAGO IO.

Nel 1963 si cimenta nella regia cinematografica del film TUTTO E' MUSICA.

Nello stesso anno lo ritroviamo in teatro nel dramma - storico - musicale TOMMASO D'AMALFI di Eduardo De Filippo.

Nel 1964 vince il Festival di Napoli con Tu si' 'na cosa grande.

Nel 1965 in televisione interpreta il ruolo di SCARAMOUCHE nell'omonimo sceneggiato per la regia di Daniele Danza e di cui compone tutte le musiche.

Nel 1966 vince ancora una volta il primo premio del Festival di Sanremo con la canzone DIO, COME TI AMO. Dopodiché interpretò LIOLA' di Luigi Pirandello per la regia di Giorgio Prosperi.

Nel 1973 - 1974 - 1975 fu Mackie Messer nell’ OPERA DA TRE SOLDI di Bertold Brecht e Kurt Weill per la regia di Giorgio Sthreler, produzione Piccolo Teatro Di Milano.

Nel 1972 fu in televisione nello sceneggiato televisivo IL MARCHESE DI ROCCAVERDINA di Luigi Capuana regia di Edmo Fenoglio; nel 1977 DON GIOVANNI IN SICILIA di Vitaliano Brancati.

Nel 1978 ritornò alla commedia musicale con Cyrano di Riccardo Pazzaglia tratto da Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand.

Nel 1984 fu ancora in televisione con lo sceneggiato WESTERN DI COSE NOSTRE tratto da un racconto di Leonardo Sciascia sceneggiato da Andrea Camilleri per la regia di Pino Passalacqua.

Appassionato di poesia musicò LE MORTE CHITARRE e ORA CHE SALE IL GIORNO di Salvatore Quasimodo.

Per Pasolini musicò COSA SONO LE NUVOLE che canta nell'episodio omonimo del film Capriccio all'italiana.

Nei suoi rapporti con il cinema non bisogna dimenticarsi dei films EUROPA DI NOTTE di Alessandro Blasetti dove tra le altre canta Domenico Modugnoanche SOLE, SOLE, SOLE testo di Riccardo Pazzaglia, NEL BLU DIPINTO DI BLU di Piero Tellini, LO SCOPONE SCIENTIFICO di Luigi Comencini e del IL GIUDIZIO UNIVERSALE di De Sica dove fornisce una prova notevole di attore e interprete cantando 'NA MUSICA coautore A. Pugliese.

Nel 1974 partecipò alla campagna sul divorzio del P.S.I., componendo per l'occasione la canzone L'ANNIVERSARIO su parole di Iaia Fiastri.

Nel 1984 durante le prove della trasmissione di Canale 5 LA LUNA DEL POZZO, un ictus lo menomerà nella parola e nei movimenti, ma non nello spirito.

Nel 1986 si iscrisse al Partito Radicale e fu eletto deputato nelle liste radicali il 15 giugno 1987 nella circoscrizione di Torino Novara Vercelli. Fu molto attivo nella battaglie civili, soprattutto quelle a favore dei più deboli.

Nel 1989 si batté contro le condizioni disumane dei pazienti dell'ospedale psichiatrico di Agrigento, tenendo anche un concerto in loro favore CONCERTO PER NON DIMENTICARE, che fu il primo dopo la malattia.

Nel 1990 fu eletto sempre ad Agrigento Consigliere Comunale. Nel 1991 fu nuovamente aggredito dalla malattia, ma nonostante questo nel 1993 incise il disco DELFINI insieme con suo figlio Massimo.

Muore a Lampedusa il 6 Agosto 1994 nella sua casa davanti al mare.


OMAGGIO POETICO
RICORDO DI MARCELLO EYDALIN (DEDICATA A Modugno)

M'hanno detto che sei morto, ma io ti sento,
ti vedo, caro usignuolo, arrampicarti in vetta
cantando la canzone della vita.
Passerotto non più rannicchiato
sotto l'albero a cercare la verità nella Poesia
l’amore tra gli uomini che non sanno amare.

M’hanno detto che sei morto, ma io ti vedo
Tra "Monologo a più voci", "Quattro ghigliottine"
E tu stesso sorridi dell’ironia che avvolge il
"Cianuroscopio",
felice come un bambino,
anche per le medaglie che ti davano ad ogni
concorso letterario vinto; e sorridevi davvero.

T'ho visto Gabbiano difendere, durante il Convegno
"Poesia della Vita", il punto di principio del Poeta
il tuo nido; e sul quel triangolo di terra sulla vetta
dove regnavi libero senza involucro e dove hai cantato
l'inno dell'amore: non era il tuo amore,
del primo e del secondo, gaio di vederci
aleggiare la verità celata dall’ironia sottile
forse, a volte, un poco sornione.
Ecco perché non credo alla tua morte.

M'hanno detto che sei morto

ma io ti sento ancora cantare

libero senza involucro, l'amore

che ti permette di stringere la mano

senza guardare il colore della pelle

senza domandare i pensieri della mente.

Odo il tuo canto e lo udrò, Uomo;

finché anch’io vivrò ed anche i figli

che cresceranno altri figli e altri ancora.

***

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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