5 ottobre 1712
Francesco Guardi

Il pittore Francesco Guardi nacque a Venezia il 5 ottobre 1712.

La formazione e la sua attività artistica si svolsero in gran parte accanto al fratello maggiore Giovanni Antonio, capo della bottega familiare.

Subito la sua personalità si rivelò indipendente e originale come dimostrano i dipinti non fatti in collaborazione, come Santo in estasi e Allegorie. Egli ricerca effetti drammatici tramite bruschi passaggi di colore e un contorno spezzato e nervoso. Intanto comincia a prendere corpo la sua straordinaria sensibilità per i motivi paesaggistici, mentre si stringono i rapporti tra la figura e l'ambiente.

Questo interesse per il paesaggio si approfondisce nelle vedute di fantasia che si ispirano ai Capricci di Marco Ricci e in parecchi altri dipinti. Francesco Guardi diviene quasi esclusivamente un "vedutista" dopo la morte del fratello Giovanni Antonio, il quale non raggiunse mai l'abilità e la sensibilità pittorica del fratello.

Le sue "vedute" più liriche sono quelle in cui l'architettura di Venezia perde consistenza diventando vibrante nell'atmosfera languida della laguna. Nel 1762 gli fu affidato l'incarico di ricordare sulla tela i festeggiamenti celebrati a Venezia per le visite di Pio IV e degli arciduchi di Russia.

Fra queste opere la più celebre è il Concerto di sala nel quale si confermano le sue più profonde qualità pittoriche. Le opere del Guardi, alcune di livello altissimo arricchiscono oggi le principali gallerie e raccolte italiane e straniere. Mori nel 1793.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1789: II popolo di Parigi decide di andare a cercare il re Luigi XVI a Versailles per riportarlo a Parigi.

1795:II giovane generale Bonaparte difende la Convenzione da una sollevazione monarchica: giornata del 1° vendemmiaio.

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RICORDIAMOLI

SANDRO BOTTICELLI

Alessandro Filipepi, detto "il Botticelli". Nacque a Firenze nel 1445 e vi morì nel 1510.

Dopo le primissime esperienze, svolte presso un orafo, i suoi inizi di pittore avvennero, secondo il Vasari, nella bottega di Filippo Lippi e ciò è avvalorato da una serie di dipinti giovanili Madonna del Roseto, ora al Louvre di Parigi, che riflettono chiaramente i modi del Lippi.

L'ultimo momento della formazione di Botticelli, si compie probabilmente nella bottega del Verrocchio, la cui influenza si fa evidente, assieme con elementi stilistici derivanti dal Pollaiolo, nelle linee incisive della Fortezza al Palazzo degli Uffizi di Firenze, eseguita nel 1470 per il Tribunale della Mercanzia, opera costruita con nettezza nervosa d’impianto, ma risolta negli stessi valori di raccoglimento e di grazia che sono propri delle delicate Madonne e che saranno la sintesi inconfondibile dei dipinti di Botticelli legati all'età e all'ambiente di Lorenzo de' Medici.

Dopo una serie di opere che preludono alla compiutezza formale della fase matura, tra le quali cito il dittico di Giuditta e Oloferne e l'Adorazione dei Magi, entrambi agli Uffizi, si giunge, verso il 1478, al primo capolavoro, l'Allegoria della Primavera ora agli Uffizi; eseguita per Lorenzo di Pier Francesco de' Medici.

Nella composizione, il cui simbolico riferimento a un mondo ideale dove la cultura nobilita natura e senso è collegabile con la descrizione del regno di Venere nelle Stanze di Poliziano e con la filosofia neoplatonica di Marsilio Ficino, si snoda fluente, nell'armonia perfetta della linea divenuta, assieme al colore terso e splendente, elemento essenziale della costruzione delle immagini, quasi sospese nell'atmosfera poetica e rarefatta di un sogno.

Della stessa atmosfera è pervaso, anche se dipinto a distanza di anni, La nascita di Venere anch’esso agli Uffizi, databile attorno al 1485. Tra i due capolavori è situato il soggiorno romano dell'artista dal 1481 al 1482, durante il quale Botticelli, lavorò, accanto a Cosimo Rosselli, al Ghirlandaio e al Perugino, ad affreschi nella Cappella Sistina, eseguendo i tre riquadri con la Punizione dei ribelli, le Prove di Mosè e le Prove di Cristo.

Posteriori al suo ritorno a Firenze sono Pallade che doma il centauro agli Uffizi, in cui il maggiore intensificarsi dei volumi è collegabile all'esperienza romana, e le splendide Madonne ora agli Uffizi, tra le quali si citano la Madonna del Magnificat e la Madonna della Melagrana.

Intorno al 1490 Lorenzo di Pier Francesco de' Medici gli affida l'incarico di illustrare la Divina Commedia, 94 disegni sono conservati parte alla Biblioteca Vaticana e parte al Gabinetto delle Stampe di Berlino.

In questo periodo Botticelli appare già volto verso una profonda religiosità che la predicazione del Savonarola trasformerà in esaltazione mistica: dissipate le visioni mitologiche improntate all'ideale della bellezza pagana, la pittura di Botticelli si fa di carattere prevalentemente sacro Crocifissione simbolica, CambridgeU.S.A., Fogg Art Museum; Pietà, Monaco, Alte Pinakothek e Milano, Museo Poldi-Pezzoli e di una drammaticità espressa con linee spezzate e violente, con colori lividi e cupi La Calunnia, Firenze, Uffizi, fino a toccare punte di alta tensione spirituale tradotte in forme volutamente arcaicizzanti La Natività, Londra, National Gallery; Storie di San Zanobi, opere che si collocano intorno all'inizio del secoli XVI: Londra, National Gallery; New York, Metropolitan Museum; Dresda, Gemäldegalerie).

Bibliografia L. Venturi, Botticelli, Parigi, 1937; S. Bettini, Botticelli, Bergamo, 1942; A. Bertini, Botticelli, Milano, 1953; G. C. Argan, Botticelli, Ginevra-Parigi-New York, 1957; R. Salvini, Botticelli, Milano, 1958; G. Mandel (a cura di), Botticelli, Milano, 1967; L. Cherubini, Botticelli, Roma, 1980.

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L’ANEDDOTO

PERSONAGGI PADULESI "LA FONTE VERGINALE"

Marco era riuscito con forti sacrifici, lesinando sul cinema, il teatro, le sigarette, e forse a qualche altra cosa, a comprare finalmente un "Modem" per navigare in Internet e partecipare al mailing list dei vari siti, con persone sconosciute e, forse proprio per questo, più care perché gli davano la sensazione di non parlare col prete in confessione o con lo psicologo. Era "su di giri" come non gli accadeva da anni.

Quindi niente di reale, di vero, nei nomi e nelle password: degli emeriti sconosciuti. Era Pasqua, sentì fortemente di porgere gli auguri a tutti i corrispondenti del mailing list con una poesia tratta da un suo libro del 1950. Marco era uno scrittore affermato ma non era il caso di dirlo. Il giorno del venerdì Santo, quindi due giorni prima di Pasqua, tra i trecentottanta messaggi e più ne trovò uno che lo intronò davanti al computer. Il messaggio che lo sconvolse era firmato "La tua fonte verginale".

Rimase davanti a quel messaggio l’intera giornata: non era possibile, dopo quarantanove anni! Finalmente si decise a rispondere: "Se l’acqua è ancora pura raggiungimi e ci sposiamo".

Attese la risposta che non venne. Si stava preparando a passare una Pasqua triste quando squillò il telefono. Alzò la cornetta e la voce melodiosa mai dimenticata disse: "Sono alla stazione. Ti aspetto o prendo in taxi?"

"Arrivo". Fu la risposta.

Al volante gli tremavano le mani, non si sentiva più tanto sicuro alla guida, solo all'ultimo istante si accorse che il semaforo era giallo. Bloccò l'auto e fu tamponato. Non si curò dei danni: un solo pensiero riempiva la mente e i sensi... dopo quarantanove anni l'avrebbe rivista! E rivisse in quei trenta secondi del semaforo sei anni interminabili d'amore. I Camaldoli, Coroglio, la spiaggia soffice dell'Averno: tutto gli pareva che si fosse fermato: il tempo non era passato.

Era bastata una Mailing per ritrovarsi. Una scarica di claxon come le sirene di Belgrado lo distrasse, come i pugni violenti dati sul vetro dello sportello. Telefonami e ci mettiamo d'accordo gridò, mentre partiva a razzo verso la stazione. Un solo pensiero lo accompagnava: fra poco mi disseterò ancora alla "fonte verginale" della mia giovinezza! Si, fra poco.

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LA POESIA DEL GIORNO

OCCHI CHE NON CAPIVANO

MI CHIEDI (16)

Mi chiedi
quando
non ci saranno più guerre?

Quando l'uomo
cesserà di essere
animale razionale.

Quando l'uomo
non farà più parole.

Quando l'uomo
dimenticherà
la sua intelligenza
e ti stringerà la mano:
mano putrefatta
callosa
purificata
dalle sue lacrime.

16) Una domanda fatta da mio fratello, mi fece scrivere questa lirica. Papà era ritornato da due o tre giorni. Era il 27 dicembre 1945.

Reno Bromuro da «Poesie della Vita» Ursini Editore Catanzaro 1991

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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