5 dicembre 1901
Walter Elias Disney

Quando Biancaneve e i sette nani apparve sugli schermi nel 1937, Walt Disney era già noto ai bambini di tutto il mondo. Walt DisneyEra il "padre" di Mickey, il topolino coraggioso, e di Donald, il paperino brontolone... Ma Biancaneve e i sette nani era il primo lungometraggio a colori, tutto a cartoni animati, il cui successo straordinario consentì ai fratelli Disney, Walt e Roy, di valutare meglio il cammino percorso in quindici anni...

Walter Elias Disney, nato a Chicago il 5 dicembre 1901, dimostrò fin da giovane una grande inclinazione per il disegno e s’iscrisse alla facoltà di belle arti di Kansas City. Siccome non era ricco, accettò di eseguire lavori pubblicitari che erano proiettati sugli schermi cinematografici, durante gli intervalli...

Quanto a suo fratello Roy, era diventato fotografo. Nel 1925 decisero entrambi di partire per Los Angeles, la "città del cinema" dove, dopo molte difficoltà, realizzarono la loro prima serie di cartoni animati, le Alice Comedies. Non furono un trionfo; però fruttarono ai Disney denaro sufficiente a permettere loro di realizzare altri film...

Nel 1937 non vi era ormai più proporzione tra la prima équipe e le centinaia di tecnici che lavoravano negli studi della Walt Disney. Dopo Biancaneve, Walt Disney produsse decine di film. Egli creò Disneyland, parco di divertimenti per bambini unico al mondo...

Dopo la sua scomparsa, avvenuta il 15 dicembre 1966, la sua équipe ha portato avanti il suo compito, e il successo mondiale degli Aristogatti ha dimostrato l'immortalità dell'opera del padre di Mickey.

 ***

E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1791:Muore a Vienna Mozart, all'età di trentacinque anni.
1830:Prima audizione pubblica della Sinfonia fantastica di Berlioz.

 ***

RICORDIAMOLI

WOLFGANG AMADEUS MOZART

Wolfgang Amadeus Mozart nacque a Salisburgo nel 1756 e si spense a Vienna nel 1791. Figlio di J. G. Leopold e di Anna Maria Pertl, fu avviato allo studio del cembalo e in seguito del violino e della composizione dal quarto anno d'età; al 1762 risalgono le sue prime composizioni, alcune brevi pagine pianistiche. Nel 1762 compì con il padre e con la sorella Nannerl il primo viaggio artistico a Monaco e a Vienna, dove suonò dinanzi alla corte di Maria Teresa.

Wolfgang Amadeus MozatL'anno successivo intraprese il primo grande viaggio europeo che lo condusse attraverso la Germania, l'Olanda e il Belgio alla volta di Parigi, dove il fanciullo prodigio suscitò il curioso interesse del mondo musicale e compose la prima pagina sacra, il Kyrie K. 33.

Da Parigi Mozart e il padre si diressero a Londra e da qui, attraverso l'Olanda, la Francia e la Svizzera, tornarono nel 1766 a Salisburgo, dove Mozart si dedicò sistematicamente alla composizione, portando su un piano di consapevolezza i molteplici influssi e le interessanti esperienze compiute durante il lungo viaggio.

Nel 1768, affrontò a Vienna le prime prove drammatiche, componendo l'opera buffa La finta semplice e il Singspiel intitolato Bastien und Bastienne. Tornato a Salisburgo, nel 1769 fu nominato maestro dei concerti presso la corte arcivescovile. Verso la fine dello stesso anno intraprese, in compagnia del padre, il primo viaggio in Italia, destinato ad avere un'importanza fondamentale nello sviluppo della sua personalità estetica.

Verona, dove fu nominato maestro di cappella onorario dell'Accademia Filarmonica, Mantova, dove inaugurò con un concerto il Teatro Scientifico, Milano,dove sotto l'influenza di Sammartini abbozzò il primo quartetto per archi, Bologna, dove conobbe Padre Martini che gli impartì lezioni di contrappunto, Firenze, dove conobbe Nardini e Campioni, Roma, dove fu insignito dell'Ordine dello Speron d'Oro dal papa e dove trascrisse dopo una sola audizione il Miserere di Allegri, Napoli, dove entrò in contatto diretto con la gloriosa tradizione dell'opera buffa, furono le principali tappe dell'importante viaggio.

Tornato a Milano nel 1770 per l'esecuzione del Mitridate, re di Ponto, commissionatogli dal governatore austriaco conte Firmian, intraprese l'anno successivo il viaggio di ritorno a Salisburgo. Altri due viaggi in Italia fece nello stesso 1771, anno nel quale compose per Milano la serenata Ascanio in Alba, su testo di Giuseppe Parini, seguita l'anno successivo dal dramma per musica Lucio Silla, su testo di de Gamerra, e nel 1773.

Nonostante i proficui risultati di ordine culturale, sul piano pratico entrambi i viaggi si rivelarono un fallimento, perché Mozart non riuscì a trovare, come cercava, una sistemazione presso una corte italiana. Tornato a Salisburgo, i rapporti con il nuovo vescovo Hyeronimus Colloredo, restio a concedergli ulteriori permessi ad abbandonare la città, vennero facendosi sempre più tesi. Il giovane Maestro sentiva, d'altra parte, sempre più opprimente il peso di un ufficio che lo costringeva in una città di provincia e che gli limitava le possibilità di nuove e formative esperienze, così come di più proficui rapporti di lavoro.

In cerca di una nuova sistemazione, più confacente alla sua personalità, partì per Parigi nel 1777, ma la città lo accolse freddamente. Alla delusione sul piano professionale si aggiunse la tragica perdita della madre, che lo aveva seguito in Francia. Rientrato a Salisburgo, riprese di malavoglia, nel 1779, il servizio come organista presso il duomo e la corte.

Dopo la trionfale esecuzione di Idomeneo, re di Creta a Monaco di Baviera nel 1781, un ennesimo scontro con l'arcivescovo Colloredo, che aveva usato nei suoi confronti un atteggiamento sprezzante e umiliante, indusse Mozart a rinunciare agli incarichi salisburghesi e a trasferirsi a Vienna, dove visse dando lezioni private e concerti e praticando come libero artista la professione di compositore: decisione che doveva rivelarsi alla lunga fatale al musicista, che fu da quel momento angosciato dall'assillo delle preoccupazioni economiche e da una situazione pratica destinata a farsi sempre più precaria, ma che allo stesso tempo rappresentava un rivoluzionario proclama di indipendenza ideale dell'artista dalla classe detentrice del potere, esempio che fu seguito coraggiosamente da Beethoven e che divenne una norma con la prima generazione degli artisti romantici.

Poco dopo la prima rappresentazione del Ratto dal Serraglio del 1782, sposò Costanza Weber, dalla quale ebbe cinque figli. A contatto con il fiorente ambiente culturale di Vienna, acquistò una sempre maggior consapevolezza sul piano culturale e politico, significativa la sua iscrizione alla massoneria nel 1784, e su quello estetico. Nacquero i grandi capolavori della maturità: accanto alle maggiori opere sinfoniche, cameristiche e religiose, le grandi prove drammatiche quali Le nozze di Figaro nel 1786, Don Giovanni, eseguito per la prima volta a Praga nel 1787 e Così fan tutte nel 1790, tutte su libretto di Lorenzo Da Ponte.

Nel 1787 aveva ottenuto la nomina di compositore di corte con un modesto stipendio. Dopo la morte di Giuseppe II chiese invano il posto di secondo maestro di cappella presso la corte viennese. Mentre le sue condizioni di salute peggioravano sino a diventare negli ultimi mesi precarie, componeva nell'ultimo anno di vita gli estremi capolavori: Il flauto magico, La clemenza di Tito e il Requiem, una pagina rimasta incompiuta e che il compositore affrontò, nella certezza della fine imminente, come un'altissima meditazione sulla morte. I suoi funerali, modestissimi, furono seguiti solo da pochi intimi: la sua salma venne sepolta nella fossa comune del cimitero di Saint Marx.

Bibliografia
M. Mila, Mozart, Torino, 1945; idem, Saggi mozartiani, Milano, 1945; R. Giazotto, Annali mozartiani, Milano, 1956; A. Della Corte, Tutto il teatro di Mozart, Torino, 1957; G. Carli Ballola, R. Parenti, Mozart, Milano, 1990.

 ***

IL FATTO

La primavera di Praga espressione con cui si designa la fase di liberalizzazione del regime comunista in Cecoslovacchia iniziata con l'ascesa di Dubcek alla segreteria del Partito Comunista il 5 gennaio 1968: nel giro di pochi mesi furono adottate misure favorevoli alla libertà di espressione e di stampa, vennero riabilitate le vittime dello stanilismo e posti in discussione gli aspetti più rigidi e autoritari del Partito Comunista in nome di un "socialismo dal volto umano". Il processo di liberalizzazione ebbe un entusiastico appoggio popolare, ma provocò la preoccupata reazione dell'URSS e degli altri regimi dell'Est europeo, culminata nell'invasione della Cecoslovacchia da parte delle truppe del Patto di Varsavia il 21 agosto 1968 e nella successiva deposizione di Dubcek.

***

UN LIBRO AL GIORNO

ANTONIO SPAGNUOLO "RAPINANDO ALFABETI"

"Rapinando alfabeti" sono versi, che si snodano sullo stile della "Poesia Visiva" e che fanno il viaggio dell’ Ulisse dantesco che valica le colonne d'Ercole e affronta l'ignoto mare. L'Oceano invalicabile, è simbolo di sete di conoscere che veramente distingue l'uomo da tutti gli esseri esistenti sulla terra. Questo bisogno di sapere fu grande presso gli antichi, ed ebbe poi momenti in cui fu quasi soffocato e spento: ciò avvenne nel Medio Evo, allorché le genti ridivennero ignoranti e imperversarono le guerre e gli arbitri: rinacque quando incominciò a splendere di nuovo nel mondo la libertà e con questa la civiltà.

Ecco perché all’Autore Antonio Spagnolo piace "dimostrare la verità e rigettare l'errore, non a parole, col vuoto sillogismo deduttivo, ma con i fatti, cioè con l'induzione, con la prova sperimentale matematicamente verificata".

Chi può dire quali e quante fiamme di sublime passione possa destare nell'anima dell'artista una parola musicale, un’immagine apparsa per un attimo e segnata nell’anima per sempre, un'opera d'arte? Chi può anche lontanamente immaginare quale tumulto di sentimenti abbia agitato la grande anima di Michelangelo durante la concezione e l’esecuzione dell'insuperabile Giudizio che con evidenza e dinamismo senza pari ci apre in uno stesso tempo e la visione catastrofica del precipizio di disperazione in cui si è cacciata l'umanità ostinata nel peccato, e quella di serena letizia irraggiante il viso dei Martiri e dei giusti che tanto lottarono e tanto soffrirono per il trionfo della fede e della virtù?...

Chi sa dirci, anche in via approssimativa quali e quanti pensieri e sentimenti turbinassero nella mente e nell'anima di Antonio Spagnuolo o di Dante Alighieri, quando nelle lunghe, insonni vigilie attendevano a scrivere l’uno "Rubando alfabeti", l’altro il poema sacro che lo fece "per più anni macro", e nel quale, attraverso mille e mille episodi così vivi e così toccanti, arriva alle profondità più inesplorate dell'anima umana, mettendo a nudo e colpendo a sante scudisciate tutti i vizi e tutte le umane aberrazioni ed esaltando e premiando tutti i meriti e tutti i progressi sulla via della rettitudine e del bene?...

Antonio Spagnuolo nell’assemblare le liriche come grani di un rosario, chissà quante volte ha sentito gridargli dentro, come la vita urla il suo grido di alta passione, di santo eroismo o di sacrificio supremo e lui lo ha raccolto, quel grido, con l'afflato divino, e lo ha tradotto in canto ora sociale, ora mistico per esaltare l’amore, consacrando così, le grandi azioni degli uomini e le mirabili gesta dei popoli del suo tempo, tenendo fede alla teoria desanctisiana che ricorda "Il poeta deve essere immediato e sintetico come il popolo" perché la sua opera sia feconda di nuovi ardimenti, di nuovi progressi, di nuove conquiste e di più brillanti vittorie.

Chi ama la poesia non può che amare Antonio Spagnuolo. E io penso certe volte al vantaggio che ricaverebbero gli storici dell'arte come quelli della letteratura da un'antologia spagnuoliana con opportuno corredo di belle illustrazioni riproducenti le immagini evocate dai versi, tanto che a volte sembra proprio che voglia entrare in gara con gli artisti del suo tempo e sostituirsi, lui artista della parola, al pittore.

Antonio Spagnuolo è nato a Napoli, è presente in numerose mostre internazionali di poesia visiva, inserito in molte antologie, collabora a periodici di varia cultura. Ha diretto la collana "poesia" per gli editori Guida, e attualmente dirige "l'assedio della poesia". Coordina in Internet la rassegna "Poetry wave /vico Acitillo" .

Fra le sue pubblicazioni segnaliamo: "Graffito controluce" (1980); "Le stanze" (1983); "Fogli dal calendario" (1984); "Candidai" (1985), premio Adelfia 85 e Stefanile 86, "Dieci poesie d'amore e una prova d'autore" (1987) premio Venezia 87; "II gesto, le camelie" (1992), premio Spallicci 91; "Dietro il restauro" (1993) premio Minturnae 93; "Attese" (1994).

Vi ho solo acennato la via da seguire per capire a fondo la Poesia di Spagnuolo, ma decisamente c’è poco da spiegare di questa raccolta, meglio è leggerla per goderla appieno.

"Rapinando Alfabeti" di Antonio Spagnuolo – edizione "L’assedio della poesia" fuori commercio. Richiedetela all’autore spagnuoloantonio@hotmail.com

***

LA POESIA DEL GIORNO

TI PENSAVO ALBATRO

Ti pensavo Albatro e ti ammiravo
per l'eleganza del volo.
Tentai anche di seguirti,
ma piccolo e senz'ali rimasi a guardarti.

Gioivo del tuo volo libero.

Oggi ti ritrovo rapace avvoltoio
jena pronta a spolpare l'osso
e non so piangere lacrime.

Hai ragione!

Tutti aspettiamo l'alba per aprire il sipario
del nostro palcoscenico: protagonisti tutti.
Non uno che si adatti ad essere caratterista
figuriamoci comparsa!
Presi dalla foga di essere il più bravo
non ci accorgiamo che i riflettori si spengono:
il teatro è vuoto, siamo spettatori di noi stessi.

Reno Bromuro (da "Senza levatrice" Edizione Albatros Roma 1983)

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

************************
L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

Torna all'indice

Reno Bromuro
reno.bromuro@elbasun.com

Home ElbaSun
www.elbasun.com - il sito del SOLE