5 aprile 1973
In un attentato a Roma sono feriti il questore
Angelo Mangano e il suo autista Domenico Casella

Luciano LiggioIn un attentato a Roma sono feriti il questore Angelo Mangano, che nel 1964 aveva arrestato Luciano Liggio, e il suo autista Domenico Casella. Il 22 giugno sarà arrestato per l'agguato il boss mafioso Frank Coppola.

Il processo, nel 1975, susciterà inquietanti interrogativi, ma non farà luce sui rapporti tra Mangano, già appartenente alla direzione affari riservati del ministero degli interni, e Coppola.

In questo stesso giorno del 1998, Roberto Benigni vede assegnati al suo film "La vita è bella" ben cinque Nastri d’Argento: a Benigni per la miglior regia, a Benigni e a Vincenzo Cerami per il miglior soggetto e la migliore sceneggiatura, a Benigni per il miglior attore e a Giustino Durano come miglior attore non protagonista.

Roberto Benigni è nato a Misericordia, Arezzo, nel 1952. Dopo l'esordio in teatro con il monologo Cioni Mario di Gaspare fu Giulio, ha raggiunto la notorietà nel 1977, grazie alla trasmissione televisiva L'altra domenica.Roberto Benigni nel film "La vita è bella" Come attore ha lavorato in Berlinguer ti voglio bene di Bertolucci, Chiedo asilo di Ferreri, Il pap'occhio di Arbore, Regista-interprete di Tu mi turbi, Non ci resta che piangere, Il piccolo diavolo, Johnny Stecchino, Il mostro, protagonista di numerosi film, da Daunbailò e Taxisti di notte dell'americano Jamush a La voce della luna di Fellini, da Il figlio della Pantera rosa di Edwards ad Asterix di Zidì, tratto dall'omonimo fumetto di Goscinny e Uderzo; è stato narratore d'eccezione nell'esecuzione di Pierino e il lupo di Prokofey, diretta da Abbado.

Con La vita è bella nel 1997, come già anticipato, cui è regista e interprete e in cui, pur senza rinunciare alla sua vena comica, affronta un tema drammatico come la persecuzione nazista, ha conquistato la platea mondiale, aggiudicandosi nel 1999, primo nella storia della cinematografia italiana, l'Oscar come migliore attore protagonista. Il film, alla cui sceneggiatura ha lavorato Cerami, ha ricevuto altri due Oscar: come migliore film straniero e per la migliore colonna sonora. Nel 2002, sempre con il contributo di Cerami, ha realizzato la sua versione cinematografica della fiaba Pinocchio.

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RICORDIAMOLI

GIULIO EINAUDI

Il 5 aprile 1999 un’altra notizia da mettere in risalto: Muore l’editore Giulio Einaudi Giulio Einaudiaveva 87 anni. Giulio Einaudi, aveva fondato una delle più importanti case editrici italiane. Figlio dell’economista Luigi Einaudi, Presidente della Repubblica nel 1948, fondò nel 1933, a Torino, la casa editrice che si è distinta fra le più vive e importanti per la letteratura e per la cultura italiana ed europea del ‘900. Oggi la sede della casa editrice è a Torino, in via Biancamano 2, proprio di fronte al numero 1 dove un tempo c'era l'Einaudi di Pavese e Calvino. Della sede storica, la biblioteca, adibita a sala riunioni, ha conservato l'aspetto di sempre: la libreria fatta costruire da Giulio Einaudi, il tavolo ovale disegnato da Carlo Mollino, pareti e porte bianche, parquet di legno.

Oggi il presidente della Giulio Einaudi editore è Roberto Cerati,storico direttore commerciale della casa editrice, in cui lavora dal 1945; Gian Arturo Ferrari è l'amministratore delegato, Enrico Selva Coddé è il direttore generale, Walter Barberis il segretario generale, Giorgio Cavagnino il direttore amministrazione, finanza e controllo, Federico Fornaro il direttore marketing e rateale, Valerio Giuntini il responsabile della rete di vendita libraria. Ernesto Franco è il direttore editoriale e si avvale della collaborazione di Roberto Gilodi in materia di acquisizione e cessione diritti. Mauro Bersani il responsabile di letteratura e classici, Carlo Alberto Bonadies di saggistica e grandi opere, mentre da Lorenzo Fazio dipendono tascabili e saggistica varia. Severino Cesari e Paolo Repetti sono i responsabili per la collana Stile libero. L'ufficio stampa è affidato a Paola Novarese, la segreteria editoriale e l'ufficio diritti a Laura Piccarolo.Cesare Pavese

Attualmente il listino Einaudi include circa quattromila titoli di narrativa e saggistica. La produzione editoriale è declinata in 15 collane, anche se, includendo le collane non più attive, nel listino ne compaiono 36, di formato e prezzo differenti, dalle preziose edizioni de "I millenni", della Biblioteca della Pléiade agli economici Einaudi Tascabili. La collana di letteratura Supercoralli pubblica il meglio della narrativa contemporanea. Dai premi Nobel Günther Grass e José Saramago ai più importanti autori italiani e stranieri.

Nel 2002 tra gli altri sono usciti nei Supercoralli i romanzi di Nico Orengo, Sergio Givone, Alberto Asor Rosa, Michele Mari ed Emilio Tadini e, tra gli stranieri, l'ultimo lavoro di Ian McEwan, Espiazione, e Le correzioni, il romanzo di successo dell'americano Jonathan Franzen. Nel 2002 è anche nata una nuova collana di letteratura: L'Arcipelago Einaudi, di formato più piccolo rispetto alle altre collane di letteratura. A questa appartengono Dux di Sebastiano Vassalli, Selvaggi e sentimentali, il libro sul calcio di Javier Marìas e le Piccole storie nere di Marcello Fois, i libri di Ian Mc Ewan, Agotha Kristof, Diego De Silva, Tahar Ben Jelloun, Mario Rigoni Stern. Continua l'impegno della casa editrice nel settore della poesia: nella collana Collezione di poesia, la cosiddetta "bianca", compaiono circa sette novità all'anno.

Molto forte è l'impegno della casa editrice nella saggistica sia in campo scientifico, sia in campo storico, sia nel campo della critica letteraria che in quello dell'arte. Numerosi sono i contributi di psicologi, sociologi ed economisti su temi che riguardano la nostra società che sono pubblicati nel 2002. Da ricordare infine le Grandi Opere: nel primo semestre del 2002 è uscito Le forme, il secondo volume dell'apprezzata opera dedicata al romanzo a cura di Franco Moretti, di cui il terzo volume, Storia e geografia è in libreria da inizio dicembre. Italo Calvino

Obiettivo della casa editrice è salvaguardare e valorizzare settant'anni di attività e insieme proiettare nel futuro il senso di un lavoro orientato alla ricerca del nuovo, in tutti i campi del sapere, secondo i principi ispiratori del suo fondatore, che ha operato le sue scelte sempre in favore di una cultura laica e democratica, per una società più civile, raccogliendo e stimolando le sollecitazioni dei lettori. L'Einaudi vuole mantenere fede a questi valori.

Un impegno editoriale quindi ad ampio raggio, che tocca tutti i campi del sapere, testimoniato dalle numerose collane di narrativa e di saggistica per lo studio e la lettura e le Grandi Opere. Forte impulso è stato dato alla saggistica, soprattutto nei settori della psicologia e delle scienze. L'obiettivo è di offrire strumenti per lo studio e libri di servizio accanto a libri di ricerca, anche nel campo della letteratura, sondando nuove forme narrative e pensando contemporaneamente a contenitori diversificati, anche multimediali. La casa editrice non può non pensare al libro in un contesto più ampio che tenga conto delle innovazioni tecnologiche che in questi anni stanno stravolgendo il mondo della comunicazione e che possono rivelarsi un prezioso alleato anche della tradizione, soprattutto per l'Einaudi, che ha l'esigenza di salvaguardare, memorizzandolo e rivitalizzandolo, un catalogo di migliaia di titoli. In questo contesto di tradizione e innovazione si colloca anche il sito Internet www.einaudi.it, completamente rinnovato da maggio 2001, dal quale è possibile accedere a migliaia di schede libro speciali, approfondimenti, rubriche e appuntamenti della casa editrice.

Il 1998 inoltre l'Einaudi ha rilevato le Edizioni di Comunità, storica casa editrice fondata nel 1946 da Adriano Olivetti, l'ingegnere umanista che, a capo di una delle maggiori industrie italiane irruppe nella scena culturale e politica del tempo con idee e progetti ambiziosi per una nuova società. Le Edizioni di Comunità dunque, improntate alla pubblicazione di una saggistica impegnata nei campi della filosofia e della sociologia, dell'economia e della urbanistica, oggi sono di nuovo orientate alla funzione di stimolo culturale e assieme alla riedizione di tanti classici del Novecento stanno realizzando a una nuova stagione di lavori improntati all'analisi e alla critica delle problematiche tipiche della nostra epoca.

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IL FATTO

LE "SUPPLICI" di Eschilo

In questa singolare tragedia ci viene presentato un modello femminile assai estraneo al prototipo della fanciulla della Grecia classica: le Danaidi si ribellano alla supremazia maschile, rifiutano di sottoporsi alla giurisdizione famigliare e ai doveri della procreazione e anche ai richiami dell'amore e della sessualità: per loro sposarsi vorrebbe dire diventare schiave del marito. Questa prospettiva appare minacciosa e incomprensibile al pubblico ateniese. Ancora una volta il tema della donna nella società emerge nel teatro attico con figure femminili che rifiutano di accettare l'ordine famigliare.

EschiloIl prologo
[...] Non è una colpa di sangue
che per voto della città
ci condanna all'esilio,
ma la spontanea avversione al matrimonio.
Ci ripugnano le nozze con i figli d'Egitto
e la loro empia follia!
[...] In quale paese più ospitale
potremmo giungere noi che
nelle mani
stringiamo questi supplici rami velati di lana?
Questa città questa terra e queste limpide acque,
gli dei superi e i numi sotterranei
- implacabili giustizieri abitatori dei sepolcri -
e per terzo Zeus Salvatore, che venga sulla dimora
dei giusti, accolgano come supplici
il nostro stuolo di donne, con la pietosa brezza
di questo paese. Ma quello sciame violento
d'uomini, della stirpe d'Egitto,
prima che essi su questa riva sabbiosa pongano
piede, con la loro nave dai rapidi remi
ricacciateli al largo! Là si scontrino
col mare crudele, e d'una furibonda
tempesta, di tuoni e di lampi,
e di venti gravidi di pioggia infine periscano:
prima che a forza possano salire
su quel talamo cui non e lecito accedere,
appropriandosi di noi, loro cugine.

traduzione di L. Medda

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LA POESIA DEL GIORNO

UN FITTO BISBIGLIARE

Un fitto bisbigliare mi ha svegliato
è notte fonda ed ogni tetto è bianco.
sospiri, singhiozzi e poi…
due labbra, lievi, mi sfiorano la fronte:
«Ben tornato papà! Dove sei stato?»
Ho tredici anni cinque mesi ventun giorni!
E’ tutto sporco, la barba incolta
e ai piedi scarpe che non hanno suole.
Un suono di campane e lui in ginocchio
è nato il Redentore Gesù Cristo!
Reno Bromuro (da «Occhi che non capivano»).

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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