5 agosto 2000
Muore Edgardo Sogno

È morto a Torino Edgardo Sogno Rata del Vallino, 84 anni, accusato e assolto per il cosiddetto "golpe bianco" di stampo conservatore. Era nato a Torino nel 1915. Conseguita la maturità nel 1933, frequenta la Scuola Allievi Ufficiali di Pinerolo ed è nominato sottotenente nel Reggimento "Nizza Cavalleria".Edgardo Sogno

Dopo la laurea in giurisprudenza e il concorso diplomatico partecipa alla guerra di Spagna sul fronte nazionalista, consegue altre due lauree, si trasferisce a Roma ed entra, nel 1940, al Ministero degli Esteri. A Roma frequenta gli ambienti dell'antifascismo clandestino, i circoli liberali vicini a Croce e stringe amicizia con Giaime Pintor. Nel 1942 si fa richiamare alle armi cercando senza successo di partire per il fronte russo; viene invece destinato alle forze d’occupazione e difesa costiera in Francia.

Nel maggio 1943 è arrestato per alto tradimento, essendosi espresso pubblicamente a favore della vittoria alleata. Dopo l'Otto settembre prende parte alla Resistenza armata dapprima come rappresentante del partito liberale nel comitato militare piemontese, poi alla testa dell'Organizzazione Franchi da lui stesso creata in accordo con la Special Force britannica e infine come membro del comando militare generale del CLNAI in rappresentanza del Partito Liberale.

Con Parri, Pajetta e Pizzoni costituisce la delegazione del CLNAI che concluse, nel novembre 1944, con il comando alleato gli accordi di Roma per la collaborazione politico militare. La sua partecipazione alla guerra di Liberazione gli vale una Medaglia d'Oro al Valor Militare.

Dopo la fine della guerra fonda e dirige il quotidiano milanese "Corriere Lombardo", la rivista "Costume" ed è membro della Consulta Nazionale,sempre in rappresentanza del partito liberale. In occasione del referendum istituzionale partecipa attivamente alla campagna elettorale in favore della monarchia, presentando poi uno dei ricorsi alla Cassazione contro l'esito del voto.

Dal 1946 al 1954 è in servizio diplomatico a Buenos Aires, a Parigi, a Londra e nuovamente a Parigi, al Nato Defense College. Dal 1954 è impegnato, con l'appoggio del governo, in molteplici attività anticomuniste, dal progetto degli Atlantici d'Italia al movimento Pace e Libertà, alla missione in Ungheria durante l'invasione sovietica del novembre 1956.

Dal 1959 presta nuovamente servizio diplomatico:

- Console generale a Filadelfia, - Ministro consigliere a Washington - dal 1967 Ambasciatore in Birmania. Rientrato in Italia fonda nel 1971 i Comitati di Resistenza Democratica in funzione anticomunista. Nel 1974 è incriminato, con Randolfo Pacciardi, per cospirazione politica e nel maggio 1976 verrà anche arrestato, ma nel 1978 è assolto da ogni accusa. Negli anni Ottanta fonda e dirige la rivista Strategia globale e il Centro di studi strategici Manlio Brosio.

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RICORDIAMOLI

GIOVANNI TRAPATTONI

Nato a Cusano Milanino (Mi) il 17 marzo 1939, nella sua carriera di calciatore si ricordano, oltre alle straordinarie vittorie conquistate con la maglia rossonera, i duri ma leali duelli col mitico Pelé. TrapattoniDopo una soddisfacente carriera di giocatore nel ruolo di mediano ed una breve parentesi sulla panchina del Milan iniziò ad allenare la Juventus nell'anno 1976. Fu quella una coraggiosa decisione dell'allora presidente bianconero Giampiero Boniperti che decise di affidare al giovane Trapattoni una delle panchine più prestigiose del massimo campionato. Tale scelta si rivelò vincente visto che il Trap, riuscì al primo colpo a conquistare il tricolore e a trionfare in Coppa UEFA battendo in finale gli spagnoli dell'Atletico Bilbao.

Dopo aver concluso l'attività calcistica nel Varese, sceglie di intraprendere la carriera di allenatore. Ha la fortuna di esordire subito con squadre prestigiose: dopo una breve parentesi al Cagliari e alla Fiorentina, è chiamato dal Milan, la Juventus, l'Inter, il Bayern Monaco.

Le sue capacità emergono immediatamente, tanto che i risultati arrivano in gran quantità, soprattutto con la squadra piemontese. Tanto per fare un resoconto, si parla di otto scudetti, sei con la Juventus, uno con Inter e Bayern, una Coppa dei Campioni con la Juventus, una Intercontinentale, sempre con la società torinese e tre Coppe Uefa due con la Juve ed una con l'Inter. L'eccezionale palmares è completato da una Supercoppa Europea, una Supercoppa di Lega italiana, due coppe Italia ed una di Germania. Il 6 luglio 2000, per il trainer lombardo, sposato e padre di due figli, arriva un prestigioso incarico: quello di commissario tecnico della nazionale italiana, in sostituzione del dimissionario Dino Zoff.

Il 3 settembre 2000, a Budapest, l'esordio sulla panchina azzurra in Ungheria - Italia, incontro valevole per il girone di qualificazione ai Mondiali 2002, terminato 2-2. E il 7 ottobre 2000 la prima vittoria: 3-0 al Meazza contro la Romania. Quasi un anno dopo - il 6 ottobre 2001 - concludendo al primo posto il girone di qualificazione, l'Italia accede alla fase finale dei Mondiali di calcio 2002 di Giappone e Corea.

Come giocatore, Giovanni Trapattoni, ha collezionato 284 presenze in serie A, quasi tutte con la maglia del Milan; in Nazionale ha disputato 17 partite, segnando un gol. Sempre dal campo ha vinto 2 scudetti, una Coppa Italia, due Coppe dei Campioni, una Coppa delle Coppe e una Coppa Intercontinentale.

In panchina, la squadra a cui è stato più legato è la Juventus: ha guidato la squadra torinese per ben 13 stagioni. Le altre formazioni dove è rimasto più a lungo sono l'Inter, cinque anni, il Bayern Monaco,tre, e naturalmente il suo ultimo impegno, la Fiorentina 2 anni. In tutto ha conquistato venti trofei: sette scudetti, due Coppe Italia, una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe, tre Coppe Uefa, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa europea, una Supercoppa di Lega. In Germania, ha conquistato uno scudetto, una Coppa di Germania e una Supercoppa tedesca. Con questi numeri, non sorprende che sia l'allenatore italiano ad aver vinto di più. Oggi come oggi, non più giovanissimo, lo attende il difficile compito di guidare la nazionale azzurra ai Mondiali di calcio.

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IL FATTO
UN POETA AL GIORNO

MONICA CARRARA "VOGLIO"

Monica Carrara, vive a Piombino; ha cominciato a scrivere a dieci anni. I suoi autori preferiti sono Asimov e Anne McCaffrey negli anni della prima adolescenza; superata l’età dell’adolescenza il suo amore si è trasferito a King, Koontz, Laymon ed altri; ma più leggeva e più sentiva prepotente il bisogno di creare qualcosa di suo. C’è riuscita quando ha conosciuto Stefano Massaron che, a suo parere, è uno dei migliori giovani autori italiani; invidiato anche un poco, al punto che avrebbe voluto avere il suo talento, ma la strega cattiva non glielo ha permesso, facendole scoprire che l’assenza di motivazione era l’essenza stessa del suo blocco. Il blocco! Si è scrostato ed ha messo in luce bagliori di poesia: versi danzanti nel cerchio magico di un caleidoscopio.

Spesso il poeta parla dell'immagine dell’amore, e riceve tale realtà nel suo spirito commosso fino a quando esso non diventa una cosa reale, vera. Nella dottrina dell’amore è detto che l’immagine bella balza dalle forme sensibili e passa nell'anima con rapida successione sempre più conforme alla divinità dell’esemplarità, secondo il grado della scala platonica. Ora la prima immagine che si è affacciata è la mediatrice tra amante ed amata, riconcilia l'amore, che gli da animo a continuare nel cammino e gli si offre compagna, si rifugia nella speranza e ritrova la certezza e la pace. Talora l’amore gli si presenta sotto le sembianze più vaghe e più vere insieme, ed egli cade nella dolce illusione che realmente esso viva e regni sovrano.

Pur sapendo che, ineluttabilmente, la risposta è già dentro di sé, sentiamo che giunge a quella realtà poetica, cercata disperatamente, riuscendo a far vibrare in noi la corda del sentimento.

E’ anche vero che si sente la reminiscenza petrarchesca, ma pare già di udirvi qualche nota del Leopardi, soprattutto dove dice:

"Ed ogni volta un po’ di dolcezza se ne va".

Le parole di questa immagine dominatrice, non meno delle parole dell’immagine creatrice, giungono come il suono di un'armonia angelica, che all'anima basta soffermarsi sulla prima immagine ricevuta dagli occhi e fatta quindi più pura e più bella; aggiungendo non il proprio diletto, ma la presenza dell'oggetto amato: l’immagine stessa che il poeta è invece ricondotto a contemplare le forme vere.

Finalmente il suo cuore, nell'incertezza, sa ritrovare negli occhi "quei pensieri da pensare" belli o brutti che siano e contemporaneamente chiuderseli nell’anima. È qualcosa, insomma, di ciò cui ragiona Socrate nel Fedone. Ed oltre a ciò non possiamo accennare ad altro, se si vuole non far conto che anche il linguaggio in generale fa risentire delle astrattezze fìlosofìche e avere talvolta l'aria di un sillogismo ch’è proprio dell'espressione immaginosa e poetica. Potremmo aggiungere che troppo spesso, parla di ricercare una compagnia o un qualcosa cui pensare e perdere i suoi pensieri in quell’immagine che l’anima gli ha fatto creare così divina e d’infinita bellezza dell’amore; che poco manca non diventi la divinità perché tale lo vede la sua anima. Non credo che spingendo ancor più l'analisi si possa accennare ad altro che porti l'impronta della filosofia di scuola, giacché questa vuol dire solamente che lo spiritualismo non ha trovato forma assai diversa da quella ricercata da una grandissima interprete.

VOGLIO

di Monica Carrara

Bello questo momento
Bello il sesso senza amore, bello il perdersi nel nulla che niente porta.
Bello
Bello fino a quando
L’anima non regge più
Finché ogni volta ti perdi e non tutto di te torna
Bello se niente altro vuoi dalla vita
Ma sopravvivere e non vivere
Bello
Essere stanchi di queste cose
Ma dormire
Nel sonno della ragione
Nell’oblio dei sentimenti
Sordi muti

Quando dentro non si fa che urlare
Prigionieri di se stessi
Ed ogni volta un po’ di dolcezza se ne va
Ed anche quella torna in parte
Voglio qualcuno
Voglio ritrovarmi ma non so dove cercare
Ed ogni volta
Ogni colpo ogni sospiro
Mi portano lontana
Ogni piacere diventa poi dolore
Ogni tutto diventa sempre niente
E niente sento più adesso
Anestetizzata
Vuota
Di un vuoto che aumenta
Che niente riempie
Voglio qualcuno di cui aver cura
Voglio pensieri da pensare
E cose da sentire
Cose da odiare ed amare
Voglio vorrei
Ed in questo mi perdo più che mai
Nel volere e non cercare
Nel soffrire senza amare
Nell’esistere senza essere

***

LA POESIA DEL GIORNO

mo il tremore dei corpi
ricantiamo l’amore di sempre
ma solo una mano tremante
lentamente tenta di cancellare
le rughe che scavano il volto.

***

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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