5 novembre 1922
La tomba di Tutankhamon

Nel cuore dell'Egitto, vicino alle rive del Nilo, la "valle dei Re" è sede dei sepolcri dei faraoni che regnarono sul paese dal 1500 al 1200 avanti Cristo. Il tempo ha sotterrato queste tombe, e i tesori in esse contenuti, sotto spessi strati di sabbia. Gli scavi per riportare alla luce queste preziose testimoTutankhamonnianze del passato iniziarono nel 1902 ad opera dell'americano Davis e furono continuati nel 1914 da Lord Camarvon e da Howard Carter. Nel 1917 Carnarvon e Carter scoprirono l'ingresso di parecchie tombe nella valle dei Re. Continuarono a scavare...

Qualche mese dopo, la scoperta di "capanne" di operai, come quelle che si trovano nei pressi dei sepolcri, furono la prova che i due archeologi erano sulla buona strada. Il 5 novembre 1922 i loro sforzi furono finalmente premiati. Sotto una capanna scoprirono un gradino in pietra: era l'ingresso di una tomba!

Durante le settimane seguenti, Carnarvon e Carter scoprirono successivamente alcune statue, la sala del tesoro ed infine il sarcofago. Il 23 febbraio 1923, con emozione facilmente comprensibile, procedettero all'apertura del sarcofago e vi trovarono intatta la mummia di Tutankhamon. Quando domandarono a Carter che cosa lo avesse commosso maggiormente durante quei sei anni di ricerche, lo scienziato rispose:"La coroncìna di fiori, ultimo addio della giovane vedova al suo sposo, i cui colori non erano stinti... benché fossero trascorsi tremilacinquecento anni"

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1968: Richard Nixon è eletto Presidente degli Stati Uniti con una maggioranza di 499704 voti sul suo concorrente Humphrey.

1971:II missile Europa II, lanciato dalla base francese di Kourn nella Guyana, esplode in volo.

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RICORDIAMOLI

RICHARD MILHOUS NIXON

Richard Milhous Nixon nacque a Yorba Linda, California, nel 1913 morì a New York nel 1994.

Richard Milhous NixonDi modesta famiglia quacchera, riuscì a laurearsi in legge e nel 1946 entrò nella vita politica, venendo eletto alla Camera per il Partito repubblicano. Rieletto nel 1948 ed eletto senatore nel 1950, nel 1952 il Partito repubblicano lo affiancò a Eisenhower, come candidato alla vicepresidenza.

Eletto, nel 1960 tentò di conquistare la presidenza, ma fu sconfitto di stretta misura dal democratico Kennedy. Dopo un fallito tentativo, nel 1962, di diventare governatore della California, sembrò abbandonare la vita politica.

Nel 1968 però ritentò la scalata alla presidenza e questa volta riuscì eletto, con un'esigua maggioranza relativa, contro il democratico Humphrey. Nel 1972, invece, ottenne un trionfale successo contro McGovern.

Precipitato, poco dopo, nelle torbide vicende dello scandalo del Watergate, fu infine costretto, il 9 agosto 1974, primo caso nell'intera storia americana, a dimettersi drammaticamente dalla presidenza. Così finiva nel discredito e nell'esecrazione una presidenza che pure poteva vantare non pochi punti a proprio favore, specie in politica estera. Basti accennare ai suoi aspetti fondamentali: nuova politica asiatica, donde il disimpegno militare del Vietnam e l'"apertura" alla Cina; consolidamento e formalizzazione della distensione con l'Unione Sovietica, con i primi accordi per la limitazione delle armi strategiche; efficace intervento nel Medio Oriente, dopo la guerra dell'ottobre 1973.

La politica interna, durante i cinque anni e mezzo delle presidenze Nixon, fu improntata al conservatorismo, mentre sul piano economico l'eredità lasciata da Nixon fu una grave crisi, della quale il suo governo e i suoi consiglieri erano stati in buona parte responsabili.

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L’ANEDDOTO PERSONAGGI PADULESI "IL TERREMOTO 4"

- Avrei dovuto aiutarli nel lavoro e l'ho fatto. Ma ho anche amato il mio prossimo.

- Mia madre lo pretendeva. Alle sette del mattino mi dava la sveglia.

Parlano in fretta, quasi non avessero più tempo per narrare la loro storia, per farsi conoscere. Allora mi sono arrampicato sulle macerie, per non perdere una sola parola, mi sono seduto sopra una lastra di marmo, nella classica posizione "Yoga" seguendo con lo sguardo attento, ora una voce, ora l’altra:

- Mio padre faticava e faticava, senza sentire la stanchezza.

- Lo studio. Soprattutto lo studio, poi il resto.

Il dialogo è così serrato che gli occhi miei sembrano palle da tennis che balzano, da una racchetta all'altra, senza tregua.

- Ho avuto sempre tutto.

- Ho avuto solo e sempre la voce di mia madre nelle orecchie. Soprattutto lo studio!

- Ah, la gioia del risveglio! Mia madre mi svegliava con un bacio. Mi sedevo in mezzo al letto e il sorriso di mio padre illuminava la stanza.

- La faccia arcigna di mio padre, era sempre la prima cosa che vedevo. Ho notato che ieri abbiamo studiato poco.

- Stanotte ti ho sentito, sai? Hai fatto tardi. Già lavori tanto, troppo studia meno.

- Mi sarebbe piaciuto imparare musica, suonare il pianoforte. Non dire eresie, prima il titolo di studio.

- So suonare il pianoforte,

- Un giorno mi scopersero a dipingere, un putiferio.

- I miei quadri vanno a ruba,

- Perché avevo scritto una poesia, si litigò per mesi.

- Un mio libro di poesie è andato esaurito, già prima di essere stato messo in vendita,

- Mia madre non permetteva a mio padre di fare all'amore, per paura di un altro figlio,

- Mia madre glielo permetteva una volta al giorno, per non farlo stancare molto. Mio padre lavorava dodici ore al giorno, ora ne lavora sei.

- Mio padre non ha mai lavorato, neanche per fare all'amore. Lui è Zeta e pretendeva che io divenissi, A.

- Prima che io nascessi, mio padre era considerato Zeta ed io ero destinato ad essere Zeta, ma sono diventato, A.

- Ho accontentato mia madre, soddisfatto mio padre. Ho preso la laurea, ma sono diventato Zeta, come lui.

- Io ho anche amato.

Cominciavo a sentire simpatia per l’immagine che ha detto di essere diventato Zeta, quando, come ad un ordine, ho visto le figure scomporsi, con armonia.

- Io sono Bi, sono stato buono, ma sono arrivato sempre secondo.

- Io sono Elle, ho sempre amato la libertà.

- Ho sempre sopportato tutto.

- Mi sono sempre ribellato, ad ogni sopruso.

- Ho sempre scontato io le condanne tue.

- Ed io ho sempre lottato perché tu non sopportassi. La tirannia, va combattuta e annientata.

- Ad ogni tua rivolta, c'ero io che pagavo.

- Ecco perché non ho mai vinto.

- C'è sempre un Bi. Non vincerai mai la tua battaglia perché ci sono io, Bi, a calmare gli animi e ad accogliere l'ira dei tiranni.

- Sei un fesso, allora! Diventa anche Erre e sali la china, per essere Elle. Gli uccelli sono Elle, tutti. L'aria è Elle e come l'aria sono nati gli uomini, perché la società impone dei nomi?

- Perché ha bisogno di Ti e di Di.

Sono movimenti armoniosi, quanto fulminei. Sempre danzando, formano la lettera "Elle" si spostano sulla sinistra, mentre gli altri cinque che avevano formato la "Bi", spostandosi sulla destra, hanno formato la lettera "Enne". Agiscono come attori su di un palcoscenico di cui io sono l'unico spettatore.

- Io sono Enne e vi ho aiutato molte volte.

- Non hai aiutato me. Ti ho sempre amato e ti ho presa ad esempio, altrimenti non mi chi amerei. Elle.

- Anch'io ti ho amato e ti amo, ma tu n’approfitti.

- Mio padre era schiavo. Fu mandato ad uccidere per non essere ucciso. E il nero divenne di moda!

- Anch'io mi vestii di nero e fui coperta di croci. - Disse una voce di pianto, da lontano.

- Mia madre, per sfamarmi, inchiodava tomaie su pezzi di legno, che chiamava zoccoli. Apparteneva a Bi.

- Anch'io l'aiutai!

- Bell'aiuto!

- Ti feci diventare Erre.

- La Elle me la sono conquistata. Anche se tu ti sei rammollito, trasformando molte lettere,

- Non ricordarle, non nominarle. - Grida Enne, coprendosi gli occhi, come volesse annullare una visione costante della sua memoria.

4 continua

***

LA POESIA DEL GIORNO

SE MI RITORNASSE LA MEMORIA

Se mi ritornasse la memoria,
potrei dirti le cose che ho pensato
ricorderei il melograno nel giardino
e il confronto che con esso facevo:
se mi ritornasse la memoria!

Ma sono smemorato e ricordo oggi
- mentre il sole avvolge il cuscino -
i tuoi baci brucianti
il mio corpo tremante
le tue parole consolanti.
In quell'attimo sono stato io.
Io felice e tenero, invidioso e tenace
uomo fortunato: tu sei nata nel mio tempo.
Povero me se fossi nata al tempo di Fidia!

Lui non avrebbe amato Atena Nike
ed io non avrei avuto te.
Ah, se mi ritornasse la memoria!

Reno Bromuro (da "Senza levatrice" Editrice Albatros Roma 1983)

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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