4 novembre 1847
I sogni di Mendeissohn

Quando mori a Lipsia in Germania, il 4 novembre 1847, all'età di trentotto anni, Felix Mendeissohn aveva fatto in tempo a realizzare i due sogni della sua vita: fondare un conservatorio di musica e far rivivere l'opera di Johann Sebastian Bach, caduta nell'oblio.

Il piccolo Felix, il cui nome in latino significa "felice", era stato coccolato da una madre molto colta e da un padre ricco. Sua madre gli diede lezioni di piano e, fin dall’età di tre anni, il bambino dimostrò un'attitudine eccezionale per la musica. Per lui era più un divertimento che uno studio serio.

A nove anni si esibiva in pubblico come pianista e a dodici anni aveva già composto un'opera importante. Il ragazzo suonò alla presenza del grande Goethe che dichiarò che era nato un nuovo piccolo Mozart. E per tutta la vita gli dimostrò un grande affetto. Mendeissohn aveva soltanto diciassette anni quando compose il suo capolavoro. II sogno d'una notte di mezza estate. Formò un'orchestra da camera per interpretare le partiture di Bach.

II 3 aprile 1845 fu inaugurato a Lipsia il conservatorio che aveva fondato. Mendeissohn era chiamato da tutta Europa a dirigere la sua musica. Fu il musicista più celebre e più applaudito del suo tempo. Le sue opere sono entrate nel repertorio di tutti i grandi direttori.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1795:II Direttorio s'installa al palazzo del Lussemburgo

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RICORDIAMOLI

ATON BRUCKNER

Anton Bruckner compositore austriaco nato a Ansfelden, Alta Austria nel 1824 si spense a Vienna nel 1896.

Figlio di un maestro di scuola e cresciuto nell'ambiente contadino della provincia austriaca, per molti anni seguì la carriera didattica paterna, studiando nel frattempo musica presso l'abbazia collegiale di Sankt Florian.Anton Bruckner

Nel 1841 fu assunto come maestro elementare nelle scuole di Windhaag e poi di Kronstorf e nel 1855, dopo aver trovato sistemazione come organista a Sankt Florian, iniziò a frequentare i corsi di composizione di Simon Sechter a Vienna; nello stesso anno fu nominato organista nella cattedrale di Linz. Diplomatosi nel 1861, riuscì finalmente a emergere dalla cerchia provinciale e a farsi conoscere nel mondo musicale europeo: nel 1865-66 incontrò Richard Wagner, Franz Liszt e Hector Berlioz e nel 1868, morto Sechter, divenne professore di armonia, contrappunto e organo al conservatorio di Vienna. Dal 1875 insegnò anche all'università; due viaggi in Francia e Inghilterra nel 1869 e 1871, che consacrarono la sua fama di grande organista. Morì nell'appartamento che il governo imperiale di Francesco Giuseppe gli aveva assegnato nel 1895 presso la villa del Belvedere e venne sepolto, per sua volontà, sotto il grande organo di Sankt Florian.

Lo spirito di Bruckner si manifestò compiutamente nelle sinfonie: dalle incertezze delle prime tre, ancora molto legate alle poetiche di Franz Schubert prima e di Richard Wagner poi, alla compiuta autonomia delle ultime, autentici monumenti del tardo romanticismo musicale germanico. Al di là dei grandi mezzi orchestrali impiegati, del corrosivo cromatismo delle soluzioni armoniche e delle dilatatissime dimensioni temporali, il momento unificatore del sinfonismo bruckneriano va ricercato soprattutto nel candore ingenuo dell'ispirazione schiettamente romantica, impregnata, nei suoi turgidi slanci eroici e nei patetici abbandoni lirici, di un sempre presente misticismo cattolico.

Bruckner scrisse in tutto Undici sinfonie, ma solo le ultime Nove, composte tra il 1865 e l'anno della morte, la Nona rimase incompiuta, sono contrassegnate da una numerazione e sono correntemente eseguite; delle altre due, una è lavoro scolastico, la seconda è curiosamente denominata Sinfonia n. 0.

Scrisse anche musica sacra e fra queste, particolare rilievo assumono le sette messe, anche se le più importanti sono le ultime tre, le uniche numerate, il Te Deum, il Salmo CL per soprano, coro e orchestra del 1892, oltre a numerosi mottetti su testi liturgici in latino; meno espressiva appare invece la produzione vocale profana, comprendente una trentina di pezzi per coro e cappella in forma di Lied, circa altri venti per varie formazioni vocali e strumentali e sei Lieder per canto e pianoforte. Il filone cameristico include alcune composizioni per organo e per pianoforte, oltre a un Quartetto del 1862 e soprattutto a un Quintetto per archi datato 1879, dotati di un respiro quasi sinfonico.

Additato suo malgrado come wagneriano e pertanto contrapposto artificiosamente a Johannes Brahms, osteggiato dalla critica viennese e ancor oggi accolto non senza riserve nei Paesi non germanici, Bruckner dovette attendere gli ultimi anni della sua vita per ottenere quei riconoscimenti che lo hanno posto fra i massimi autori del secondo Ottocento. Il suo stile esercitò un influsso determinante sulla formazione dell'altro grande sinfonista del periodo, Gustav Maheler, che rappresenta forse il punto più avanzato nella crisi del linguaggio musicale post romantico.

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L’ANEDDOTO PERSONAGGI PADULESI "IL TERREMOTO 3"

Dritta sulle macerie mi pareva di rivederla! La ciocca ad ala di rondine sull'occhio destro, il naso all'insù, le narici nette, a triangolo. La sua freschezza che portava qualcosa di allegro e morbido, anche nei gesti. Distratta dal lavoro, lasciava ciondolare le braccia con le palme aperte. Poteva sembrare la versione di certe figure della pittura napoletana del Settecento. Era timida ed energica allo stesso tempo. Non era mai soddisfatta di me, mi avrebbe voluto diverso, più serio, più impegnato, a seconda del suo lunatico umore. In cucina, quando le andavo vicino, le raccontavo delle storie...

Dovevo a lei se avevo conosciuto qualcosa del popolo, delle stagioni, della terra, al di là delle cornici borghesi o proletarie che mi avevano insegnato a rispettare.

Vivendo quel sentimento, puro, candido, profondo, mi sentivo tra tappeti verdi, grandi piante e ombre che infittivano finché non si vedevano più le foglie, ma solo lei, al centro dell'unico raggio di sole che trapassava il fitto fogliame.

Non potevo vedere un giardino ben curato, un geranio fiorito, sentire le risa di un bambino paffuto senza lasciarmi prendere dalla figura di lei che gli si avvicinava vogliosa, con voce armoniosa e voluttuosa, come un oboe in una notte di luna piena, in duetto con gli Usignuoli. Allora non riuscivo a salvarmi da quella giostra fatta di aiuole fiorite, di fronde, lunghi viali nel sole, angoli freschi e solitari.

Non fu solo un momento, ma anni: tanti anni!

Ora sento che ciò che resta intatto è qualcosa che può assomigliare, alle larghe ondate di una sinfonia di Beethoven, che si ingigantisce in lontananza, verso un orizzonte luminoso, identiche alle immagini di un imminente avvicinamento del sole, quando le nuvole si disperdono in carosello e piove pioggia di sole a spruzzi qua e là.

Sorrido a questo ricordo e decido di ritornare alla realtà. Pensando agli angioletti sotto le macerie, mi pare di udire una musica, mi sollevo sulle ginocchia e volgo lo sguardo verso il punto da dove pare provenire la musica. E’ l'ora che precede l'Aurora. Cade una pioggia fitta e sottile. Un colpo di vento spinge una piuma nel punto più asciutto della strada e un'altra raffica la copre di terriccio.

Una voce calda e profonda si leva da una delle piume, che svolazzano sotto l’acqua piovana, così melodiosa che rimango incantato e come ipnotizzato, tanto sono incantato. Dio vorrei tanto otturarmi le orecchie come Ulisse,per non sentire il canto delle Sirene.

- Io sono A. - Disse la voce che sembrava salire dalle viscere della terra. - Avrei dovuto essere zeta.

- Io ero destinato ad essere A. - Rispose un’altra voce, ma era sgradevole e stridula, tagliente come un rasoio, ma con accento malinconico.

- I miei genitori sono gente povera, sgobbano sotto la soma della vita.

- Mio padre lo voleva. - Sospirò quella che affermava che avrebbe dovuto essere A.

3 continua

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LA POESIA DEL GIORNO

MIAGOLII DI SOLE

Miagolii di sole e gemiti di cipressi
i tuoi sospiri, mentre sputi in cielo
un grappolo di stelle, orina di luna
cade su corpi frementi. Lingue
lascive come edera al tronco si
allacciano in questa notte d'amore.

Il vento odoroso filtra dalla finestra
socchiusa e avvolge corpi allacciati
che galleggiano sul freddo pavimento
di una casa vuota e piena.

Le mattonelle sono roventi come fiamma!

Tienimi ancora abbracciato con le tue gambe
mentre spruzzi di luna inondano il tuo ventre.

Reno Bromuro (da "Senza levatrice" Editrice Albatros Roma 1983)

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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