4 dicembre 1642
Il testamento di Richelieu

Il cardinale di Richelieu sapeva d'avere i giorni contati: la febbre era ormai costante, i dolori atroci che lo tormentavano da tanti mesi si facevano sempre più insopportabili. Nella sua residenza, circondato dai familiari e da una folla di cortigiani, egli si preparò al momento supremo con calma e devozione.Richelieu

Lucido, il vescovo di Luçon, fece il bilancio del suo ministero: egli aveva sconfitto i protestanti, combattuto i grandi del regno e difeso la Francia dai suoi avversari. Le notizie erano buone: il Rossiglione era stato conquistato; in Germania e in Italia la situazione degli eserciti del re non era mai stata cosi soddisfacente. Eppure il cardinale era inquieto.

Luigi XIII, anch’egli gravemente ammalato, non poteva sopravvivergli a lungo. Il delfino aveva solamente quattro anni... Che cosa sarebbe successo durante l'inevitabile reggenza? Tutti coloro che egli aveva dominato, nemici esterni o interni, non avrebbero forse rialzato la testa per precipitare la Francia in difficoltà innumerevoli?... Luigi XIII, rendendosi conto dell'aggravarsi della malattia, si recò a visitare il suo ministro in due riprese. Fu durante questi ultimi colloqui che Richelieu raccomandò al sovrano Mazzarino, di cui apprezzava l'intelligenza e l'abilità.

Il 4 dicembre 1642, a mezzogiorno, il cardinale spirava; aveva cinquantotto anni. Si dice che Luigi XIII apprendesse la triste notizia con grande freddezza... Gran signore, nel suo testamento Richelieu gli lasciava il suo palazzo e la maggior parte dei suoi beni, ivi compresa la bella somma di centocinquantamila franchi d'argento.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1961:Il DC 4 Thè Sacred Cow (la vacca sacra), aereo personale del presidente degli Stati Uniti, è collocato nel museo dell'Aviazione americana: durante la sua lunga esistenza ha, in particolare, trasportato Roosevelt a Valla e Harry Truman a Potsdam.

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RICORDIAMOLI

HARRY SPENCER TRUMAN

Harry Spencer Truman 33º presidente degli Stati Uniti nacque a Lamar, Missouri, nel 1884, si spense a Kansas City nel 1972. Figlio di un modesto agricoltore, compì gli studi medi e poi si occupò della fattoria paterna.Harry Spencer Truman

Partecipò alla prima guerra mondiale combattendo in Europa. Tornato negli USA, si dedicò all'attività commerciale con esito fallimentare; tentò quindi la via della politica nel Partito democratico, entrando a far parte nel 1923 del gruppo di Pendergast, detto "il boss" per le sue numerose attività illecite.

Mentre svolgeva i primi incarichi locali, studiò legge in una scuola serale. Nonostante la sua discutibile "affiliazione" politica, Truman si guadagnò la fama di persona onesta e nel 1934 ottenne un primo mandato al Senato, che gli fu confermato nel 1940.

La Convenzione democratica del 1944 lo scelse come candidato alla vicepresidenza. Pochi mesi dopo essere entrato in carica, la morte di Roosevelt avvenuta il 12 aprile 1945, lo portò alla Casa Bianca. Sul piano interno il nuovo presidente lanciò il Fair Deal, una versione aggiornata e attenuata del New Deal rooseveltiano, mentre in campo internazionale dovette affrontare decisioni molto gravi, prima fra tutte quella di usare l'arma atomica contro il Giappone. Inoltre, durante la presidenza di Truman, i contrasti con l'URSS si inasprirono rivelandosi insanabili e dando luogo alla guerra fredda.

Di fronte alla situazione internazionale così creatasi, l'avversione ideologica e morale degli americani nei confronti del comunismo esasperava il conflitto di potenza con l'Unione Sovietica, l'amministrazione Truman si attenne alla linea del containment diretto e indiretto del comunismo e del paventato espansionismo sovietico. Misura indiretta di containment fu la "dottrina Truman", che si sviluppò nel piano Marshall e nel Patto Atlantico, col quale per la prima volta nella loro storia gli Stati Uniti si legarono con un'alleanza permanente ad altri Paesi. Direttamente invece Truman si impegnò con l'intervento militare in Corea nel 1950.

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IL FATTO

IL TUMULTO DEI CIOMPI

E’ detta "il tumulto dei ciompi" l’insurrezione dei salariati dell'arte della lana fiorentini, detti appunto ciompi, che il 21 luglio 1378 imposero con la forza alla carica di gonfaloniere della città il loro rappresentante Michele di Lando. Seguì la creazione di un nuovo gruppo di arti, dette arti del "popolo di Dio", che riuniva, oltre ai ciompi, farsettai e tintori, s'inserì nel sistema corporativo garantendosi un terzo delle cariche ufficiali cittadine. Dopo appena un mese, tuttavia, Michele di Lando trovò un accordo con la ristretta oligarchia dei mercanti e banchieri fiorentini, abolì le nuove arti e represse duramente un nuovo tentativo di rivolta popolare.

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UN LIBRO AL GIORNO

Da oggi e fino alla vigilia di Natale vi parlerò di un libro, non di quelli editi dai famosi "Editori", ma dei libri pubblicati dai piccoli o medi Editori che più mi hanno colpito durante l’anno.

Questo 2002 non è stato molto avaro con me, mi riferisco alla lettura e alle manifestazioni culturali: ho avuto l’onore di presentare al pubblico quattro bei libri Editi da Proposte Editoriali e altri che mi sono pervenuti in seguito alla mia richiesta.

Il primo libro cui vi parlerò è "La coscia di Pitagora" di Marcello Vicchio, Edizione Literalia pag. 304, € 12,29.

"La coscia di Pitagora", afferma Sergio Rotino che è un "Giallo di ambientazione storica per la prima uscita in solitario di questo autore calabrese, avvezzo alla frequentazione dei generi (almeno a scorrere le pagine Internet che lo riguardano, e non sono poche). La trama è intricatissima, giocata su più livelli temporali e su più piani narrativi. Un vero stimolo all’attenzione. Peccato per l’uso di una lingua scontata (che a tratti rincorre il semplice riempitivo, a tratti sa di vecchio e basta) non supporti l’impianto storico del romanzo e disilluda un po’ le aspettative. Inoltre alcuni passaggi del romanzo, specialmente nella prima parte) risultano lenti e farraginosi, come se il meccanismo non riuscisse a scattare facendo partire la macchina. Se Wilbur Smith o Clive Cussler sono gli astri cui mirare, appaiono ancora lontani. Ma non tantissimo".

Io sono parzialmente d’accordo con Rotino perché se giallo deve essere Vicchio è più ingegnoso di Camilleri, più machiavellico di Scerbanenco, più analito di Simenon. Linguaggio farraginoso che stenta a partire? Dov’è la farraginosità? La bellezza della narratica vicchiana sta proprio nell’imboccare un treno merci che lentamente si trasforma in rapido. E qui i pregi che non risaltano alla lettura ma si rispecchiano tra le righe, danno al lettore il cardiopalma e l’insonnia, che alla parola fine si placa e trova la pace interiore e dei sensi addormentandosi come se avesse preso dei tranquillanti e sogna sorridente.

CHI E’ MARCELLO VICCHIO?

Marcello Vicchio è autore che, a volte è capace di prove narrative di elevata qualità, come conferma uno degli ultimi suoi lavori "Ritorno a Dalibour", un racconto scritto con il piglio del narratore di "RAZZA", altre volte i risultati sono discontinui, ma sempre interessanti, che non tradiscono, però l’idea originale.

Nato a Spezzano Albanese nel 1957, un paese in provincia di Cosenza, di professione è dermatologo e medico di base, lavoro che esercita dividendosi tra Lungro (CS) e Acquaformosa, dove risiede.

"La coscia di Pitagora" di cui vi ho parlato e che allego anche qualche recensione proprio per darvi il quadro generale di questo libro che non si racconta ma si fa leggere.

"Le incongruenze dell’Anabasi di Senofonte, misteriose pergamene ritrovate nel sottosuolo, ufficiali francesi violenti e gentiluomini, il Progetto pitagorico. Un romanzo teso e avvincente che accompagna il lettore verso la progressiva rivelazione di un mistero".

"E perché un generale francese delle truppe di occupazione nel Regno di Napoli è così interessato a ripercorrere le tracce di Pitagora? "Non tutti i medici, prima di scrivere, si documentano come Marcello Vicchio"" L’Espresso.

Ha affermato Pietro Spirito su "Il Piccolo di Trieste" "Vicchio mette tutto nel frullatore della sua immaginazione e sforna un racconto del mistero colto e divertente""

Ricordo:
Marcello Vicchio
"La coscia di Pitagora" 304 pagine, € 12,29 ISBN: 88-87064-10-5 Collana: Oltre - Literalia

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LA POESIA DEL GIORNO

ASCOLTANDO LA SERENATA DI SCHUMANN

Serenata pervasa di luna azzurrina
di fenditure d'ali quando tagliano le nubi
mi fai pensare a grappoli di vento timidi
a piedi che si corrono incontro sulle onde
a mani che si cercano per la gioia
di stringersi
a bocche che si guardano per il desiderio
di parlarsi.

Serenata che mi porti in un mondo non mio
ma mio desiderio spasimoso, lontano dal silenzio
che pesantemente preme sul cuore.
Disperatamente cerco piedi che mi corrano incontro
mani che si stringano alle mie
bocche che mi parlino.
Musica vestita d'azzurro come la luna
e bello averti compagna mentre sanguina
un fiore.

Reno Bromuro (da "Senza levatrice" Edizione Albatros Roma 1983)

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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