4 agosto 2002
Muore suicida lo scrittore Franco Lucentini

Ammalato da tempo di tumore ai polmoni, lo scrittore Franco Lucentini si è tolto la vita gettandosi nella tromba delle scale del suo appartamento a Torino. Nato a Roma il 24 dicembre 1920, arrivò al successo con il libro "La donna della domenica", scritto a quattro mani con l'amico Carlo Fruttero.Franco Lucentini

Per la maggior parte dei lettori, Franco Lucentini è il &Lucentini della coppia che formava assieme a Carlo Fruttero. Un sodalizio artistico che durava da quasi mezzo secolo, anche se negli ultimi anni il loro rapporto letterario si era un po’ allentato. La formula del racconto perfetto è sempre stata per loro: "Tenere il lettore col fiato sospeso con una storia sempre imprevedibile". Amava come il suo compagno di lavoro la letteratura codificata in un "genere", come il giallo o la fantascienza, e non a caso ebbe insieme a Fruttero per lunghi anni la responsabilità della collana della Mondadori, Urania, e anche della rivista omonima.

Il genere era per loro "uno schema apertamente preordinato che permette di gestire con più facilità la materia del romanzo".

E a queste categorie appartengono quasi tutti i volumi, scritti rigorosamente a quattro mani, come: "La donna della Domenica", "A che punto è la notte", "Il palio delle contrade morte", "L'amante senza fissa dimora", "La verità sul caso D.","Enigma in luogo di mare", "La morte di Cicerone".

Fruttero & Lucentini, che solo nel 1987 per motivi mai chiariti firmarono "Il colore del destino" come "Lucentini & Fruttero", si trovarono però divisi in un libro, quel "L'idraulico non verrà", del 1971 che raccoglieva insieme le loro liriche. Qui le loro individualità si colgono appena e il poemetto "Epigrafica e metafisica" di Lucentini, è un diario realistico e "metafisico" insieme, riflessione sul tempo e sul valore della cultura:

"Quel pallido tempo ideale, dicevo, è oggi trascorso
Varia da luogo a luogo il Tempo dell'universo
a un accordo
valido a tutti gli effetti e sotto qualsiasi riguardo".

Da "L’Unità" del 5 agosto 2002

 ***

RICORDIAMOLI
GIOVANNI SPADOLINI

Non è molto tempo che abbiamo ricordato Giovanni Spadolini, la sua vita di Docente di Storia, Storico e Politico, ma oggi ricorre nono anniversario della morte e non me la sono sentita di far passare questa giornata sotto silenzio. Aveva 69 anni quando ci ha lasciato, ma la sua vita è stata piena di attività è stato: Giornalista, Storico, Uomo politico, Professore di storia contemporanea dell’università di Firenze, collaboratore di vari quotidiani, direttore del Resto del Carlino, dal 1955 al 1968, e del Corriere della Sera, dal 1968 al 1972.Giovanni Spadolini

A me piace ricordarlo, come quella sera di agosto del 1989, quando mi consegnò il premio per la poesia inedita, "Città di Palestrina", quando disse che la mia poesia gli piaceva e come mai durante l’intervista di Augusto Giordano avevo detto che ero il Poeta più premiato e meno pubblicato d’Italia; presi la palla al balzo (come si suol dire) e gli proposi di scrivere lui una presentazione all’opera che aveva vinto il Premio. "Volentieri – rispose – anche perché ho avuto modo di leggerla e mi è piaciuta", ma tra un impegno di governo e la nomina a Senatore a Vita il mio manoscritto chissà in quali meandri è finito. Avevo trovato un Editore di Catanzaro, Vincenzo Ursini cui piacquero quelle poesie e furono pubblicate nel 1991.

Giovanni Spadolini aveva una carica umana non comune, quel giorno della premiazione lo vidi conversare con molte persone, per tutte aveva una parola buona e un sorriso che dava speranza. Scrisse numerose opere di carattere storico e politico, tra cui Il Quarantotto, Realtà e leggenda di una rivoluzione, Lotta sociale in Italia, Il Papato socialista, L'opposizione cattolica, Giolitti e i cattolici, 1901-1914, Il Tevere più largo, da Porta Pia a oggi, Il mondo di Giolitti, Il 20 settembre nella storia d'Italia, Autunno del Risorgimento, Il cardinale Gasparri e la Questione romana, Le due Rome, Chiesa e Stato tra '800 e '900, Cultura e politica Gobetti, Albertini e altri saggi, L'opposizione cattolica, La questione del Concordato, Firenze mille anni, L'Italia della ragione, L'ultimo La Malfa. Vi ho ricordato ancora una volta i titoli delle sue opere, nel caso qualcuno volesse approfondire sull’argomento.

Ma nella dipartita ha lasciato oltre al suo patrimonio culturale anche una "Fondazione":

"La Fondazione Spadolini Nuova Antologia è stata costituita da Giovanni Spadolini quattordici anni prima della sua scomparsa, col decreto di riconoscimento del Presidente Pertini del 23 luglio 1980. Obiettivo principale quello di "garantire attraverso la continuità della testata senza fine di lucro la pubblicazione della rivista Nuova Antologia, che nel suo arco di vita più che secolare riassume la nascita, l'evoluzione, le conquiste, il travaglio, le sconfitte e le riprese della nazione italiana, nel suo inscindibile nesso coi liberi ordinamenti" (ex art. 2 dello Statuto).

Altri compiti previsti dallo Statuto sono quelli di tenere aperta al pubblico la grande biblioteca, l'emeroteca e l'archivio, arricchendone i fondi con acquisizioni qualificate. Di promuovere e coordinare altresì ricerche e pubblicazioni; organizzare dibattiti, convegni e seminari; collaborare con istituzioni culturali pubbliche e private con comuni interessi scientifici e culturali. Di particolare rilievo la Convenzione stipulata con la Fondation Nationale des Sciences Politiques, che prevede fra l'altro lo svolgimento annuale di una giornata di studio su temi di reciproco interesse, da tenersi di volta in volta a Firenze e a Parigi.

La Fondazione, alla quale Spadolini che ne è stato presidente a vita, promotore e finanziatore, ha voluto lasciare la Villa "Tondo dei Cipressi", i libri, i cimeli e i suoi beni, intende proseguirne l'opera con spirito di assoluta continuità, alimentando nei giovani, attraverso studi e ricerche, l'amore per quella certa idea dell'Italia e dell'Europa cui lo stesso Spadolini ha dedicato intera la sua vita e la sua opera.

Fondamentale importanza ha il "Centro di studi sulla civiltà toscana fra '800 e '900", promosso da Spadolini alla fine del 1992 per iniziativa congiunta della Fondazione Nuova Antologia e dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze: esso "si propone la pubblicazione delle fonti (carteggi, diari, opere inedite o rare e studi di erudizione documentaria e saggistica) relative alla civiltà toscana fra l''800 e il '900" (ex art. 3 della Convenzione).

In questi anni di attività il Centro ha erogato borse di studio a giovani e qualificati ricercatori che hanno portato alla pubblicazione di importanti carteggi Capponi-Vieusseux, Ridolfi-Vieusseux, Capponi-Lambruschini, Lambruschini-Vieusseux ed ha favorito e promosso altre iniziative nell'ambito dei propri obiettivi scientifici e culturali. La Fondazione Spadolini Nuova Antologia ha sede presso il "Tondo dei Cipressi", via Pian dei Giullari n. 139, 50125 Firenze,tutti i giorni dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17.

***

IL FATTO

UN POETA AL GIORNO
Massimiliano Badiali "Sipari di cartapesta"

Massimiliano Badiali Dottore in Lingue e Teologia è nato ad Arezzo il 24/08/72 e si può dire che è un poeta affermato. Un poeta che si è interessato e s’interessa anche di teatro. Afferma Marilla Battilana (La Nuova Tribuna Letteraria, Padova , n° 1 trimestre 1998 pag.42) "che la sua poesia rivela un’inventiva pudicamente nascosta nei dettagli" noi, siamo d’accordo con il terzo dei suoi estimatori, di cui non si riesce bene a capire chi è, quando afferma che la poesia del Badiale è "difficile tanto nella comprensione, quanto nella lettura. Troppo spesso le parole prevaricano i significati,o si assiste ad un totale disinteresse verso le regole della punteggiatura e della sintassi"

"Sipari di cartapesta", è un perpetuo avvicendarsi di un vertiginoso volo della fantasia. Gli anelli che balzano dal cuore, come lava ardente da un vulcano, contrastano fieramente e tragicamente coi mezzi di cui l’artista, ancora poco esperto del maneggio del verso, poeta d’istinto e non di scuola, dispone per riprodurre la visione poetica interiore che lo soggioga.

Chi può dire quante volte nella cruda lotta egli vedesse reciso il filo del pensiero, troncato il volo dell'immagine, tramortita la passione nel cuore, e maledicesse il verso, che egli cercava e non trovava, e che adorava pur sempre, come conforto d'ogni sua afflizione, mentr'era il suo carnefice spietato? Chi saprà i concetti sublimi sorti nella sua mente, le visioni superbe naufragate nel vano tentativo di dar loro un'acconcia espressione sia in metrica sia in rima? L'espressione poetica, indocile al pensiero, viene forse macerata dalla medesima fretta con cui l’autore vorrebbe realizzata l’idea? Da questo tormento eterno esce un verso tormentato, secco, aspro e duro:
" I sipari di cartapesta
Con finto fragore
Sulle nostre colpevoli parvenze"
O io m'inganno, o costui, nonostante l'opera dei poeti che più ha nell'anima, leggendo e rileggendo diventa per lui una sempre nuova manifestazione dello spirito.

SIPARI DI CARTAPESTA
di Massimiliano Badiali

Opachi all’orizzonte
Vestiti uguali, stessi colori
In confusa festa
Calano logori
I sipari di cartapesta
Con finto fragore
Sulle nostre colpevoli parvenze

Sulle vetrate della notte
Serpeggiano residui di
Confuse e graffiate memorie
Come frecce di sangue nel grano.

Lontano, più tardi
si spegneranno le luci
Nelle città palcoscenico,
Teatro dell’umano.

filosofi eper necessità inerenti alle pratiche guerriere, che rappresentano la più prestigiosa attività dell'uomo greco. In questo senso, l'autodisciplina del sesso, era assimilata alla capacità di sopportare la fame, la sete, il sonno, e rientrava tra le forme di privazione che erano incoraggiate presso i giovani per temprare la resistenza fisica dei futuri soldati.

***

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

************************
L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

Torna all'indice

Reno Bromuro
reno.bromuro@elbasun.com

Home ElbaSun
www.elbasun.com - il sito del SOLE