3 novembre 1898
Il faccia a faccia di Fascioda

II 3 novembre 1898 il generale inglese Kitchener arrivò davanti a Fascioda.

Dal 10 luglio questa località sudanese, posta sul Nilo, era occupata dal generale francese Marchand, alla testa d'un pugno di uomini. Partiti da Loango nel marzo 1897, la missione di Marchand aveva risalito l'Uban-gui fino alla sua fonte, attraversato con molte peripezie la regione paludosa del Bahr el-Ghaza! e raggiunto il Nilo bianco a Fascioda.

Essa era anche stata costretta a respingere un attacco violento da parte dei Dervisci. Kitchener conosceva bene i Dervisci: li combatteva da anni e li aveva annientati a Omdurman. Ma non era questo a preoccuparlo: se egli aveva risalito il Nilo con alcune cannoniere, era perché l'Impero britannico non poteva sopportare la presenza della Francia su quel fiume.

I due avversar! si scrutarono, perfettamente consci che il minimo sparo poteva scatenare una guerra franco-britannica. Kitchener era il più forte ed era vicino alle sue basi, mentre i francesi erano completamente isolati, senza la minima speranza di ricevere rinforzi.

A Londra e a Parigi gli spiriti s'infiammarono, i giornali pubblicarono titoli giganteschi. La guerra era imminente? No! Poiché, con grande saggezza, il governo francese accettò di ritirarsi dal Sudan. L'11 dicembre 1898, Marchand evacuava Fascioda. L'opinione pubblica francese gridò al tradimento. Questo "tradimento" doveva avere un risultato inatteso, rendendosi conto di quanto fosse assurda la loro rivalità,la Francia e la Gran Bretagna firmavano,dieci anni dopo,l'intesa cordiale.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1968:II corridore automobilista inglese Graham Hill vince il Gran Premio del Messico e il campionato mondiale della categoria.

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RICORDIAMOLI

GRAHAM HILL

Graham Hill è un personaggio abbastanza anomalo nel mondo della Formula 1 poiché arriva tardi alle gare automobilistiche, inoltre la prima volta che guida una macchina è all’età di 24 anni. Graham HillI suoi primi anni sono segnati da una drammatica mancanza di soldi e la prima vettura che possiede è un’Austin del 1929. La macchina è un vero rottame. Quello che ci si aspetterebbe di avere per 70 dollari, che gli mancano anche i freni: per fermarla è costretto a strisciare i pneumatici contro i marciapiedi! Più tardi, con molto sarcasmo, ironizza sul fatto che ogni pilota in erba dovrebbe possedere una macchina come quella che ha avuto lui. "Le principali qualità di un pilota sono concentrazione, determinazione ed anticipazione" dice "Un’Austin del 1929 senza freni le sviluppa tutte e tre e forse più l’anticipazione che le altre due..."

Graham Hill viene assunto nella fabbrica di strumentazione Smiths all’età di 16 anni. Dopo cinque anni di apprendistato viene arruolato nella Marina Militare all’età di 21 anni. Due anni più tardi torna a lavorare alla Smiths. In questo periodo conosce la sua futura moglie, Bette. Un giorno vede su un giornale una pubblicità di una nuova scuola di guida sportiva con la quale, chiunque sia interessato, può guidare una vettura da gara a Brands Hatch per cinque scellini al giro. Hill va e compie quattro giri e, come dichiarerà in futuro, "da quel momento cambiò tutto" La scuola si chiama Universal Motor Racing Club e Hill propone al proprietario di assumerlo come meccanico in cambio della possibilità di guidare una delle macchine da gara. Il proprietario della scuola non accetta la proposta ed Hill, pur di veder coronato il suo sogno, si fa assumere in una nuova scuola di proprietà di una persona che conosceva appena. Ora può finalmente pilotare una delle vetture e presto questa nuova scuola, anche grazie al successo locale di Hill, ha il suo primo gruppo di studenti. Hill diventa così il veterano e la persona più esperta di una serie di circuiti, mentre tutti gli studenti lo considerano il migliore istruttore della scuola.

E’ ora pronto per più grandi e migliori opportunità e, al termine di una gara, torna a Londra con la squadra di un altro partecipante: il suo nome è Colin Chapman. Inizia alla Lotus lavorando per Colin Chapman come meccanico e guadagnando una sterlina al giorno. Non essendo in grado di farsi dare da Chapman un’opportunità per gareggiare, lascia temporaneamente la Lotus prima di riuscire a convincere Chapman.

Dopo molti tentennamenti viene promosso al ruolo di pilota full-time e nel 1958 fa il suo debutto in Formula 1. Dopo un successo molto limitato e troppi guasti meccanici per i suoi gusti, nel 1960 Hill lascia la Lotus per la BRM. Nel 1962 vince la sua prima gara a Zandvoort e diventa il pretendente al titolo di Campione del Mondo.

I due anni successivi lo vedono ancora in lotta per il titolo ma questi ultimi anni in BRM sono segnati da una grande quantità di problemi meccanici. Nel 1967 torna alla Lotus e si forma un super team con lui ed il due volte Campione del Mondo Jimmy Clark. Dopo la tragica morte di Clark ad Hockenheim, Graham Hill colleziona le vittorie dei due successivi gran premi e diventa Campione del Mondo di Formula 1. Gli anni successivi non sono felici per Hill e vengono ricordati soprattutto per la sua ultima vittoria, quella di Monaco. Questa è la sua quinta vittoria a Monte Carlo, un record che non sarebbe stato sorpassato fino al 1993 quando Ayrton Senna conquista la sua sesta vittoria sul circuito monegasco.

A Watkins Glen rimane coinvolto in un terribile incidente che lo vede costretto su di una sedia a rotelle. Dopo essersi rimesso dalle sue ferite ricomincia a correre ma senza ulteriori successi. Nel 1975 Graham Hill muore quando cade l’aereo che stava pilotando dopo che lo si era dato per disperso. Il mondo non vedrà più il famoso casco con le strisce bianche. Ma nel 1993 suo figlio, Damon Hill, riporta in Formula 1 la famosa icona.

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L’ANEDDOTO PERSONAGGI PADULESI "IL TERREMOTO"

Una lunga pausa di sbigottimento nella tragicità dell’esistenza. Udiva ancora, unite alla flebile voce dei bambini sotto la scuola diroccata, mi giunge il fendere delle onde e sento fortemente, di voler ritornare tra gli uomini.

Ripenso al Circolo dove ogni sera incontrava poeti e scrittori che avevano contribuito, con la loro arte, a migliorare la società. Le recite al San Carlino, la pizza da Ivo, dopo lo spettacolo; le voci del Rione San Ferdinando, di Montecalvario, della Pignasecca, della Marina. L'osteria all’Arenella piena di contadini, di operai, di scrittori, poeti e attori, i quali seduti ai tavoli, mangiando semi salati e parlando d'arte giocavano a scopone, scolando litri di vino asprigno.

Avevo desiderio di lei, questa era la verità! Quanto era bella quella donna, che portava i capelli neri legati dietro, a ciuffo, con una banda che le ricadeva incurvata sull'occhio destro, simile all'ala di una rondine.

L'avevo conosciuta alla pizzeria di Ivo, costretta a stare al banco quasi di continuo. Appena la vidi le dissi: "Sembrate un quadro, di quelli che stanno esposti al Museo, non li avete mai visti?" Lei aveva buttato la testa all'indietro stizzita, ridendo. Nel ridere aveva messo in mostra il collo lungo, alla Modigliani, e bianco, dando la sensazione di essere due in una: Rondine per il ciuffo di capelli, e Cigno per il bellissimo collo lungo e bianco. Il petto pareva ridesse per proprio conto. Improvvisamente aveva smesso di ridere ed era ritornata dura, scolpita nel marmo di Carrara.

- Io sono nata per fare la moglie. So dove volete arrivare voialtri uomini. Dove volete arrivare, con le vostre chiacchiere.

Confuso mi ero messo seduto ad un tavolino, con le spalle rivolte verso la donna, ridendo di me e dei miei pensieri.Con tutte le donne che avrei potuto avere! Intorno si era creato un silenzio teso, dopo la risata della donna. Occhi, mille occhi mi tennero sotto il loro fuoco.

- Siete impazziti?

Sentìi sulla nuca lo sguardo, adesso lungo e dolce, della donna che chiamai subito Rondinella. Quello sguardo mi andò diritto al cuore e mi piegò le gambe. Mi voltai lentamente a guardarla e vidi che gli occhi si riempivano di un tenero umidore.

Chiuso in questo ricordo, ho cominciato a correre senza meta e mi sono trovato tra le macerie della scuola. Seduto sulle rovine, ho accarezzato quel ricordo, mentre negli occhi era ritornata l'immagine della donna ma subito l’ho scacciata.

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LA POESIA DEL GIORNO

CURVO SOTTO IL PESO

Curvo sotto il peso della menzogna
vai cercando, come il filosofo,
che aveva scelto la botte per casa
l'incavo delle mani per bicchiere,
il sole senza ombre, l'uomo senza corpo:
puro come l'acqua che attinge alla sorgente,
vergine e caldo come il sole che lo rincuorava.

La menzogna ti appesantisce le gambe
e sprofondi in una pozza di sangue marcioso,
lo stesso in cui affogherà l'intera umanità.

Scrollati del fardello e spicca il volo
come un aquilotto,
la cima è tua non avere paura del sole.
Reno Bromuro (Da "Senza levatrice" Editrice Albatros – Roma 19839)

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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