31 luglio 2002
Cancellate le repliche di «Sciuscià»,
programma televisivo condotto da Michele Santoro

Dopo un semestre molto acceso sulle nomine alla Rai, sugli esclusi, sui promossi e sugli indesiderati, l'incontro tra il direttore generale della Rai Agostino Saccà e il conduttore Michele Santoro è carico d’attese. La comunicazione che le repliche di "Sciuscià", previste per agosto, sono ufficialmente cancellate innesca la battaglia. "Porterò la gente in piazza e consulterò i miei legali" è la risposta di Santoro.Michele Santoro

Da "La Repubblica" del 1 agosto 2002: "Il conduttore ha incontrato Saccà per discutere del suo futuro. Subito dopo comunicato ai redattori lo stop della trasmissione Sciuscià, le cui repliche sono state cancellate. Santoro convoca i suoi legali. Baldassarre: "Non so ancora niente dell'esito dell'incontro"

"Repliche cancellate, Santoro va alla guerra. Dopo l'incontro di oggi tra il direttore generale della Rai Agostino Saccà e il conduttore, alla redazione di "Sciuscià" è arrivata la comunicazione che le repliche del programma previste per agosto sono state cancellate. Per tutta risposta, domani mattina Santoro incontrerà i suoi legali e probabilmente nel pomeriggio terrà una conferenza stampa".

"Al ritorno dall'incontro con Saccà - fa sapere il braccio destro Sandro Ruotolo - ci hanno informato che dai palinsesti è stata cancellata la messa in onda delle repliche di "Sciuscià" previste ad agosto, nonostante il successo di ascolti delle quattro puntate nuove andate in onda a luglio".

Da ambienti vicini alla direzione generale l'incontro odierno è stato definito un colloquio "franco ma sereno" al termine del quale Michele Santoro ha annunciato al direttore generale l'invio di una lettera nella quale riassumerà la sua posizione. Per quanto riguarda la cancellazione delle repliche di "Sciuscià", secondo gli stessi ambienti, l'argomento non è stato sollevato durante il colloquio né da Saccà né da Santoro.

"Non ho ancora parlato con Saccà dell'incontro con Michele Santoro: lo farò più tardi o domani" ha detto ai cronisti il presidente della Rai Antonio Baldassarre, che precisa anche di non sapere "nulla della cancellazione dal palinsesto di agosto delle repliche di "Sciuscià"". "Il direttore generale - insiste Baldassarre - aveva il mandato di incontrare Santoro per trattare con lui nell'ambito delle ipotesi che gli erano state prospettate per il futuro. Non so come sia andato l'incontro"

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RICORDIAMOLI
SALVATORE DI GIACOMO

Salvatore Di Giacomo nacque e morì a Napoli. Abbandonati gli studi di medicina, si dedicò alla letteratura e al giornalismo. Fu anche bibliotecario della Lucchesi-Palli di Napoli. Nel 1929 fu nominato Accademico d'Italia. Alla fama di Di Giacomo contribuì la sua affermazione come poeta di canzoni di Piedigrotta, le cui alternanze di tono, dalla malinconia di Marechiaro alla malizia vivace di Spingole francese, costituiscono la vocale modulazione del popolo napoletano, capace di ridere anche nel pianto.

Il maggiore Di Giacomo va tuttavia ricercato nel lirismo intenso e struggente con cui sono evocate le umili cose della vita quotidiana, nella purissima vena musicale che un critico sensibile come Renato Serra ha riportato alle sorgenti della lirica greca.

Di Giacomo esordì come "verista sentimentale", affrontando la tematica delle prigioni, degli ospizi, del mondo plebeo dei "bassi", formicolante di una folla colorita e picaresca di vagabondi, di scugnizzi, di reietti; A San Francisco, 'O funneco verde, Zi' Munacella, 'O munasterio. Passa poi dal sentimentalismo al fiabesco di Donn'Amalia 'a Speranzella, per consacrare la sua pienezza lirica in Marzo, 'Na tavernella, Dint'a Villa, Pianefforte 'e notte, Arillo, animaluccio cantatore.

L'alone d'incanto di queste liriche, raccolte nel volume Poesie, viene meno nelle prose, tra le quali tuttavia spiccano le Novelle napolitane del 1914, le cui pagine migliori trascorrono dalla contenuta commozione di Senza vederlo alla drammaticità abilmente orchestrata di Assunta Spina. Nella trasposizione teatrale di queste e di altre novelle Mese mariano, Assunta Spina, 'O voto, scritto in collaborazione con Cognetti col titolo Malavita, trasferito poi in dialetto col titolo definitivo, si perdono inevitabilmente il colore e l'efficacia descrittiva. Di Giacomo ha scritto anche volumi di antichità e curiosità napoletane: Storia della prostituzione in Napoli dal XV al XVII secolo, Storia del teatro di S. Carlo, Napoli: figure e paesi, Luci e ombre napoletane, I quattro antichi conservatori di musica in Napoli e altri testi di interesse musicale.

Bibliografia

B. Croce, Uomini e cose della vecchia Italia, Bari, 1943; idem, Nuove pagine sparse, I, Napoli, 1949; A. Momigliano, Ultimi studi, Firenze, 1954; R. Preziosi, La poesia di Salvatore Di Giacomo, Cuneo, 1954; S. Rossi, Salvatore Di Giacomo, Catania, 1968; F. Schlitzer, Le tre redazioni di un poemetto di Salvatore Di Giacomo, Firenze, 1969; V. Vitale, Salvatore Di Giacomo e la musica, Napoli, 1988.

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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