30 settembre 1949
Mao Tse-tung e la rivoluzione cinese

La fine dell'impero cinese e la proclamazione della repubblica erano avvenute nel febbraio 1912. Questo era solo l'inizio del lungo travaglio che doveva portare il popolo cinese al riscatto.

Dopo il crollo dell'impero, le domande di rinnovamento trovarono espressione nel Kuomintang di cui era a capo Sun Yat-Sen. Sun Yat-Sen tendeva ad un'avanzata politica ed economica, portando avanti i "tre principi del popolo": unificazione nazionale, democrazia politica, democrazia economica, in collaborazione con la Russia e i comunisti. Il suo successore Ciang Kai-shek, inizialmente fedele al programma di Sun, attuò il programma di unificazione nazionale eliminando i "Signori della guerra" che imponevano il loro dominio su vaste regioni del paese. In seguito ruppe l'alleanza con la Russia e con i comunisti cinesi

Poiché all'interno era impegnato contro i comunisti, capeggiati da Mao Tse-tung, egli doveva subire l'aggressione giapponese, il che contribuì a squalificarlo dinanzi al paese, che si venne sempre più riconoscendo nel programma del partito comunista.

Dopo la seconda guerra mondiale il governo di Ciang Kai-shek, benché appoggiato dagli Stati Uniti, non poté più reggere all'offensiva comunista, la cui vera ragione di vittoria va vista nel fatto che essa seppe stabilire dei legami organici col popolo. Ciang Kai-shek fu costretto a rifugiarsi nell'isola di Formosa.

Il 30 settembre 1949 Mao Tse-tung divenne presidente del governo centrale e il 1° ottobre 1949 fu proclamata la Repubblica Popolare Cinese.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1846: II dottor Morton di Boston pratica la prima anestesia con l'etere.

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RICORDIAMOLI

MORTON SAMUEL GEORGE

La pratica dell'anestesia venne effettuata fin dall'antichità mediante la somministrazione di sostanze a effetto narcotico. Tuttavia solo verso la metà del secolo XIX ebbe origine la moderna anestesia con le prime applicazioni cliniche dei vari gas anestetici.

Già verso la fine del secolo XVIII Humprey Davy aveva descritto l'azione analgesica del protossido d'azoto, chiamato anche gas esilarante perché causava euforia.

La sua scoperta non ebbe seguito sino al 1844, quando Wells, un dentista americano, praticò la prima estrazione indolore di un dente su un paziente reso insensibile mediante inalazione di tale gas.

Negli stessi anni, per merito di Samuel Gorge Morton venivano scoperte le virtù anestetizzanti dell'etere che, oltre a essere maneggevole e sicuro per il paziente, era anche potente. Consentiva, infatti, di ottenere un'anestesia completa, con insensibilità al dolore per "analgesia" e perdita di coscienza o "ipnosi".

Fu applicato con successo in un intervento di chirurgia generale effettuato a Boston nel 1846, dai medici Morton e Jackson. Successivamente altri gas, tra cui il cloroformio, il ciclopropano, l'etilene, entrarono nella pratica anestesiologica insieme ai primi due, ormai sempre meno usati a causa dei loro effetti secondari.

L'anestesia può essere organica, determinata da diversi processi patologici, oppure artificiale o chirurgica.

L'abolizione della sensibilità è conseguita artificialmente mediante l'impiego di farmaci anestetici e ha lo scopo di eliminare la percezione del dolore durante l'esecuzione di interventi chirurgici, di porre il paziente in condizione di sopportare lo stress fisico ed emozionale dell'intervento e di mettere il chirurgo nelle condizioni di lavorare con tranquillità.

I rischi dell'anestesia sono minimi e dipendono non tanto dall'anestesia in se stessa ma dalle condizioni fisiche del paziente e dalla gravità dell'intervento chirurgico.

Gli effetti collaterali che possono insorgere sono bocca secca, amnesia di breve durata al momento del risveglio, senso di irritazione alla gola se è stata utilizzata l'intubazione tracheale. La nausea e il vomito possono essere prevenuti attenendosi in modo scrupoloso alla prescrizione dell'anestesista di non assumere alcun alimento o bevanda nelle ore che precedono l'intervento.

Durante l'intervento, l'anestesista controlla istante per istante tutte le funzioni vitali, adegua la profondità dell'anestesia alle esigenze chirurgiche e alle condizioni del paziente e ne corregge le alterazioni indotte dal trauma chirurgico.

Dopo l'operazione si assicura del completo recupero dello stato di coscienza e mette in atto le terapie più opportune per lenire il dolore e prevenire qualsiasi complicanza. Nell'anestesia chirurgica si possono disntinguere un'anestesia periferica o locale e un'anestesia generale o totale.

Con la prima si ha eliminazione della sensibilità dolorifica senza compromissione della coscienza; essa è, infatti, caratterizzata dal fatto che abolisce la sensibilità solo di una parte del corpo e che il paziente rimane sveglio. A seconda se l'anestetico è somministrato sotto forma di vapore attraverso le vie aeree e i polmoni o in forma liquida direttamente in vena, l'anestesia generale si distingue in anestesia generale inalatoria e in anestesia generale endovenosa. Se le due tecniche vengono associate per sfruttare al massimo i vantaggi dell'una e dell'altra, si parla di anestesia bilanciata.

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L’ANEDDOTO

PERSONAGGI PADULESI "IL TELECOMANDO"

Non mi accadeva da un’eternità; sì, da quando ebbi l’infarto non mi lasciavano uscire più da solo; ma ieri sera avevo il tasso glicemico altissimo e il medico che mi rispose al telefono della "Guardia Medica", una donna dalla voce così musicale che mi fece subito pensare alle Sirene che dovette combattere Ulisse, mi tranquillizzò e continuava a dire, "stia calmo". Farfugliai non ricordo quali parole e la voce musicale disse di andare a fare una passeggiata, camminando piano, un giro o due intorno all’isolato, e non esca da solo. Risposi che mia moglie dormiva e che non l’avrebbero svegliata nemmeno le cannonate.

- Vengo io e la porto a spasso, ma stia calmo. Mi rivestii e attesi.

Dopo mezz’ora era a casa. Aprii la porta e me la trovai di fronte: Angela! Un passato burrascoso che tornava.

- Perché hai voluto vedermi?

Ella mi guardò con sfida, con una cattiveria che mi fece tremare d’orrore. Si eresse in tutta la sua persona, e come "un gigante furente":

- Per dirti che anche tu sei come gli altri! Mi guardò fisso negli occhi sibilando. – Sei proprio come tutti gli altri, forse peggio, lo leggo nei tuoi occhi. E senza una ragione logica, mi afferrò per il bavero della giacca e mi tirò addosso a lei; mentre si stendeva sul pavimento, apri volgarmente le gambe, e gli gridò in faccia: - Dai, che aspetti? Non volevi questo da me?…


- … Ma che dici?

- Oppure ti faccio schifo perché non sono bella come lei?

- Tu sragioni.

- Non è vero. Non è vero. E' una bugia. Solo Gesù...

- Non dire fesserie io sono buono e giusto.

Bava di rabbia repressa le imbrattava la bocca.-Tu sei più sozzo di tutti:Sei ipocrita!

- Che cosa te lo fa pensare? Ti va di ascoltarmi?

- Sta’ zitto non esistono uomini buoni.

- Ti sbagli! Dico sempre quello che penso.

- Mi vien da ridere! Sì, mi vien da ridere…

Col suo peso addosso mi sentivo soffocare: mi mancava l’aria, invocavo mia moglie ma nessuno rispondeva.

Quando mi ebbe strapazzato per bene… Si alzò, mi prese per mano e uscimmo da casa. Camminavamo mano nella mano come se non ci fossimo detto niente.

M’invitò a salire sulla sua auto e partì come un razzo sgommando. Avrei voluto gridare tutta la mia paura, sbatterle in faccia la mia preoccupazione: ero certo che sarei morto da un momento all’altro. A Castel Fusaro si fermo e m’invitò a camminare sulla sabbia, mi buttò sulle spalle una coperta e ci fermammo in riva al mare, leggermente mosso.

- Sai, credevo ancora, nell'uomo intendo. Io e te abbiamo fatto l’amore sempre fra quattro mura, sopra un letto caldo e soffice. Fare l'amore… - parlando disegnava figure sulla sabbia, col dito indice. - è una cosa bellissima!… Ma tu l’hai insozzata…

- Dove hai messo il telecomando del televisore? Non lo senti quanto è alto?

- In piedi all’altezza della mia testa, la figura di una sonnambula con un lungo camicione. Così non saprò mai come sarebbe andata cl medico di guardia in riva al mare.

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LA POESIA DEL GIORNO

OCCHI CHE NON CAPIVANO

46

Ritornano i reduci e mio padre?
l'hanno preso i nemici hanno detto;
una delle lettere ha parlato...
mio nonno lavora con più rabbia.

Il passerotto è ritornato alla finestra
il nonno piange ed è la prima volta.

Reno Bromuro da «Poesie della Vita» Ursini Editore Catanzaro 1991

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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