30 novembre 1874
Winston Churchill
Sir Winston Churchill nacque il 50 novembre
1874 a Blenheim Piace, nell'Oxfordshire,
da famiglia nobile. Fu educato in due dei migliori
collegi inglesi, a Harrow e a
Sandhurst. Intraprese presto la carriera
politica nella quale avrebbe rivelato grandi doti
di statista e di oratore.
Combatté nella prima guerra mondiale; ma le sue grandi doti Churchill doveva esprimerle come primo ministro del gabinetto di guerra britannico dal maggio del 1940 all'agosto del 1945, durante la seconda guerra mondiale. Fu quello un periodo tragico della storia d'Inghilterra: l'isola fu sul punto di essere invasa dall'esercito di Hitler. Churchill in quella circostanza diede dimostrazione di grande calma e indomita volontà di vittoria.
Davanti a un'Europa che barcollava e si piegava sotto i colpi della Germania nazista, Churchill diceva agli inglesi: "...noi non vacilleremo ne cadremo. Andremo fino in fondo, difenderemo la nostra patria a qualsiasi costo, non ci arrenderemo mai. E quand'anche accadesse, ciò a cui nemmeno per un momento io credo, che cioè quest'isola o gran parte di essa venga assoggettata e affamata, continueremo la lotta".
Queste sue parole di incitamento, che saranno ricordate a lungo, si tradussero in realtà: l'Inghilterra non fu invasa dai nazisti e divenne un punto di forza dell'alleanza antinazista estesa per sua volontà all'Unione Sovietica.
***
E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:
1670:Luigi XIV fonda l'Istituto degli Invalidi, destinato ai soldati vecchi o infermi.
***
RICORDIAMOLIALCIDE DE GASPERI
De
Gasperi nacque a Pieve Tesino, Trento,
nel 1881, si spense a Sella di
Valsugana, Trento, nel 1954. E’ uno dei
protagonisti della storia italiana del Ventesimo
secolo, fu tra gli artefici della ricostruzione
politica ed economica nel secondo dopoguerra. Fu
ininterrottamente presidente del consiglio dal
1945 al 1953, in quella che è stata chiamata
"età di De Gasperi" per il rilievo
duraturo delle scelte da lui operate.
Durante gli studi a Vienna, dove si laureò in
filologia, ebbe modo di conoscere le esperienze
del movimento sociale cattolico austriaco e
tedesco, che innestò nella tradizione italiana,
divenendo sin dalla fondazione nel 1904 esponente
significativo dell'Unione Politica Popolare
del Trentino. Stretto collaboratore del
Vescovo di Trento Endrici, animò le
organizzazioni studentesche cattoliche, diresse il
quotidiano "Il Trentino",
e fu quindi eletto nel 1911 consigliere
comunale di Trento, deputato alla dieta di
Innsbruck e al parlamento di Vienna.
Nel primo dopoguerra partecipò alle iniziative del Partito Popolare e nel 1921 fu eletto al Parlamento italiano, di cui assunse la presidenza del gruppo parlamentare portandolo su posizioni meno rigide rispetto a quelle di Luigi Sturzo sul tema della collaborazione con il trionfante fascismo. Dal 1924 il suo atteggiamento divenne tuttavia più critico. Come segretario nazionale guidò il PPI durante i mesi dell'Aventino, ma fu poi costretto a dimettersi dall'incarico e nel 1926 dichiarato decaduto dalla carica di deputato. Arrestato sotto l'accusa di tentato espatrio clandestino e nel 1927 condannato a quattro anni di reclusione, fu graziato e liberato dopo un anno.
Nel 1929 trovò lavoro presso la Biblioteca Vaticana; si dedicò a ricerche di storia del Movimento Cattolico europeo e dal 1933 al 1938 collaborò all'"Illustrazione vaticana" con commenti sulla situazione politica internazionale. Dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale intensificò i rapporti con ex popolari e molti giovani cattolici, culminati tra il 1942 e il 1944 negli incontri da lui promossi per la definizione dei programmi della nascente Democrazia Cristiana. Del nuovo partito fu segretario fino al 1946 e poi dal 1953 al 1954.
Rappresentante della DC entro il CLN, dopo la
liberazione di Roma divenne ministro senza
portafoglio nel governo Badoglio e degli
esteri nel secondo governo Bonomi del 1944
e nel governo Parri 1945; nel dicembre 1945
succedette a quest'ultimo nella presidenza del
consiglio. Da allora guidò otto diverse coalizioni
governative, composte dapprima da tutti i partiti
del CLN e dal maggio 1947, dopo l'espulsione dal
governo dei socialcomunisti, da DC, PLI e PSDI.
Alcide De Gasperi era consapevole della
fragilità della neonata democrazia repubblicana,
perciò puntò a consolidarne le basi con il
consenso della Chiesa, impegnandosi a far
riconoscere nella Costituzione i Patti
Lateranensi, e ricercando la fiducia della
classe media e imprenditoriale. Il suo
atteggiamento verso il PCI si fece di conseguenza
via via più rigido, anche se ebbe cura,
assecondato in ciò da Togliatti, di
non giungere mai allo scontro globale; agli inizi
degli anni Cinquanta crebbero pure le sue
preoccupazioni verso la ripresa del neofascismo, e
proprio i pericoli posti dalle "estreme"
ispirarono le misure di "democrazia
protetta" e la nuova legge elettorale
maggioritaria, detta Legge truffa,
da lui proposte negli ultimi anni di governo. In
politica economica aderì totalmente alla politica
liberista incarnata da figure quali Epicarpo
Corbini, Luigi Einaudi e Giuseppe Pella,
dovendo a tale riguardo far fronte non solo
all'opposizione delle sinistre, ma anche alle
crescenti critiche, all'interno del suo stesso
partito, del gruppo facente capo a Giuseppe
Dossetti.
Originale e determinante fu il ruolo da lui svolto in politica estera. Dominato dalla consapevolezza dell'isolamento internazionale dell'Italia dopo la sconfitta nella guerra e dall'ampiezza dei suoi bisogni materiali, l'orientamento di fondo fu quello di uno stretto rapporto di fiducia, anche personale, con gli USA, suggellato dall'adesione al Patto atlantico, a cui giunse vincendo enormi resistenze interne e delle altre potenze occidentali.
Di grande rilievo fu anche il suo impegno europeistico, alimentato dalla sua formazione mitteleuropea e dal rapporto di fiducia stretto con Konrad Adenauer e Robert Schuman: in un'Europa unita, legata agli USA ma con propri spazi di autonomia, egli vedeva anche un contributo alla stabilità interna dell'Italia e al reinserimento pacifico della Germania nella comunità internazionale.
Come Uomo di governo prima che di parte, De Gasperi affermò sempre il primato del Governo e delle istituzioni rispetto al partito, e intese la DC come strumento elettorale funzionale alla raccolta del consenso del mondo cattolico e imprenditoriale. Nei confronti della Chiesa l'atteggiamento fu duttile: da una parte sollecitò l'appoggio della gerarchia per favorire l'unità politica dei cattolici attorno alla DC, dall'altra operò con decisione per contenere le spinte confessionali espresse da settori della destra cattolica e dall'Azione Cattolica di Luigi Gedda.
***
IL FATTO
FOSSE ARDEATINE
Le fosse ardeatine sono cave di arenaria che
si trovano all’estrema periferia di Roma dove il
24 marzo 1944 i nazisti trucidarono 335
prigionieri politici ed ebrei, come rappresaglia
per l'attentato compiuto il giorno prima a Roma in
via Rasella da membri delle squadre partigiane dei
GAP, costato la vita a 33 soldati tedeschi.
Soltanto nel 1998 i due maggiori responsabili
della strage, gli ex ufficiali SS Priebke e
Hass, sono stati condannati definitivamente
all'ergastolo.
HIROSHIMA
Hiroshima città del Giappone occidentale
completamente distrutta il 6 agosto 1945, nella
fase finale della Seconda guerra Mondiale, dal
lancio della prima bomba atomica che uccise circa
80 000 persone, un quarto dei suoi abitanti. Fu
scelta dagli americani perché combinava
installazioni militari e un fitto tessuto urbano,
ciò che avrebbe permesso di valutare appieno gli
effetti della nuova arma.
MARZABOTTO
Marzabotto è un comune in provincia di
Bologna, dove, durante la Seconda Guerra Mondiale
il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, le truppe
naziste comandate dal maggiore Reder attuarono una
feroce rappresaglia contro l'attività della
Resistenza, trucidando 1836 persone.
Ricordo che come seppi la notizia scrissi una poesia sulla strage di Marzabotto, il Sindaco mi inviò un elogio asserendo che quella poesia sarebbe stata pubblicata nell’Albo storico di Marzabotto. Quel 29 settembre non lo ricordo solo per questo. Appena riuscirò ad avere uno scanner vi posterò la lettera autografa; mi auguro per il cinque ottobre.
***
LA POESIA DEL GIORNO
L'ARCOBALENO SI E' ROTTO
L'arcobaleno si è rotto. I colori
sono impastati di grigio, ma sporco.
Un colore che a te non è mai piaciuto.
L'arcobaleno è caduto, si è rotto.
La luna pisciando
ha confuso colori e sentimenti.
I vecchi chi sono, un rifugio?
Hai calpestato colori e affetto
perché la tua "presunzione"
non ti ha permesso di dire
"arcobaleno purezza della vita".
Ma addio!
Dell'arcobaleno rimane solo la polvere.
Reno Bromuro (da "Senza levatrice" Edizione Albatros Roma 1983)
Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno
************************
L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato
Reno Bromuro |

www.elbasun.com
- il sito del SOLE