30 marzo 1951
L'onorevole Laura Diaz
del PCI viene processata

L'onorevole Laura Diaz del PCI, in seguito all'autorizzazione a procedere concessa dalla Camera col voto dei soli deputati democristiani, viene processata e condannata a otto mesi, poi condonati, con l'accusa di aver recato offesa al pontefice nel corso di un comizio tenuto nel 1948 a Ortona a Mare. Il processo suscitò forti polemiche in tutto il paese.George Bryan Brummel

In questo giorno del 1840, muore George Bryan Brummel, detto Lord Brummel, il prototipo inglese dei dandies. Il Dandy è una persona che veste con raffinata eleganza, alla moda, curando in modo esagerato il suo aspetto esteriore. Si diffuse in Inghilterra dal 1815, il termine indicava un tipo di nobile che si distingueva per un particolare modo di vivere e di abbigliarsi. Il dandy rappresentò il tentativo di realizzare un ideale estetico nell'uomo, basato sul concetto della "distinzione" portato agli estremi.

L'iniziatore del fenomeno dandy, detto dandysmo, fu proprio lui George Brummel, nato a Londra il 7 giugno 1778. La fortuna dei dandies fu anche letteraria: non solo fornirono materia a molti romanzi inglesi e francesi, ma persino poeti e scrittori incarnarono il tipo del dandy facendone il simbolo di una protesta aristocratico-romantica contro il livellamento di un'epoca conquistata dal concetto di massa.

Da Byron a Baudelaire, da de Musset a Huysmans, molti furono gli interpreti di quest’estetismo elevato a filosofia di vita. Intorno alla metà del secolo il dandysmo si affievolì e dopo un ultimo periodo di splendore tra Otto e Novecento, si pensi a Oscar Wilde e al suo Ritratto di Dorian Gray scomparve nel suo significato originario. Lord Brummel fu molto amico del principe di Galles e quest’amicizia con il principe di Galles, divenuto re Giorgio IV, gli spalancò le porte della nobiltà inglese, alla quale s'impose per il suo spirito impertinente e per un nuovo stile nell'abbigliamento, fatto di quella calcolata sobrietà che è rimasta alla base del concetto di eleganza maschile. Tra le sue invenzioni le cravatte, chiamate appunto alla lord Brummell, il frac e il cilindro. Persa la protezione del principe, perseguitato dai creditori, nel 1816 si rifugiò in Francia, dove visse in miseria il resto della sua vita.

 ***

RICORDIAMOLI

FRANCISCO GOYA Y LUCIENTES

Francisco Goya y Lucientes nacque a Fuendetodos, Saragozza, il 30 marzo 1746. Allievo a Saragozza di Luzán y Martínez, si trasferì a Madrid nel 1763. Francisco Goya y LucientesIn quanto sintesi e superamento degli esiti estremi dell'arte barocca e di quella neoclassica, l'opera di Goya assume un significato essenziale, d'anticipazione, nell'ambito della coeva cultura europea, aprendo la via alle esperienze dell'impressionismo, del surrealismo e dell'espressionismo. Nel 1770 si recò in Italia; di ritorno a Saragozza gli fu affidata la decorazione a fresco del coretto di Nostra Signora del Pilar e della certosa Aula Dei.

Tornato a Madrid, nel 1776 gli fu commessa una serie di quarantatre cartoni per la manifattura d’arazzi di Santa Barbara, oggi al Prado, eseguiti tra il 1776 e il 1791. Nominato accademico di San Fernando nel 1780, nel 1781 gli fu affidata l'esecuzione di una pala per San Francisco el Grande, ovvero Predica di S. Bernardino.

Il crescente successo negli ambienti aristocratici è testimoniato da una serie di bellissimi ritratti, da quelli di classica eleganza, quali il Conte di Miranda, ora a Madrid, è proprietà della collezione La zara, a quelli ispirati alla scuola inglese di Gainsborough e Reynolds, La duchessa d'Alba,per approdare al Ritratto.

Il ritratto se nell'Ottocento la fotografia destituì il ritratto da alcune delle sue tradizionali funzioni, allineandolo agli altri generi tradizionali, esso tuttavia conservò intatto il suo favore presso tutte le classi sociali.

Entro un contesto idealizzante si svilupparono nel corso del secolo tanto la ritrattistica neoclassica, che per la sua suprema purezza e freddezza meglio si espresse nella scultura funebre o commemorativa, vedi Antonio Canova e nella pittura celebrativa di Jacques-Louis David, quanto la ritrattistica romantica, tenebrosa e scapigliata, come lo intendeva Eugéne Delacroix.

Al di fuori di queste due grandi correnti, il ritratto "fisiologico", da Francisco Goya a William Hogart a Téodore Géricault, costituisce il capitolo più drammaticamente moderno della ritrattistica ottocentesca. Un accento d’equilibrato accordo tra imitazione e idea informa la ritrattistica di Jean Auguste Dominique Ingres.

Nella seconda metà del secolo gli impressionisti, da Claude Monet a Edgar Degas, da Henri Toulouse Lautrec a Pierre Auguste Renoir, superarono la fredda artificiosità della "posa" accentuando l'attenzione al carattere e alla fisionomia del modello.

Da Vincente van Gogh a James Ensor, dagli espressionisti tedeschi al cubismo, il ritratto moderno si è configurato come immagine soggettiva di un'individualità umana, la cui forma può essere distrutta, secondo la concezione di Pablo Ricasso e Francis Bacone, ai fini di un'intensificazione psicologica. Per Goya, come ho accennato, il ritratto psicologico e naturalistico è dimostrato nelle due Maja; del 1799, anno in cui Goya venne nominato primo pittore del re, sono i ritratti di Carlo IV a cavallo e Maria Luisa a cavallo, dell'anno successivo la Famiglia di Carlo IV ora tutti al Prado.

Segnano altrettanti momenti nell'approfondimento di nuove tematiche le Divulgazioni popolari del 1793, dove il soggetto popolaresco assume un significato che va ben oltre la pittura di genere; gli appunti dei taccuini di Madrid e Sanlúcar, immenso materiale di "pensieri" per le ottantaquattro incisioni dei Capricci, edite nel 1799; gli affreschi di Sant’ Antonio de la Florida; le incisioni dei Disastri della guerra; le incisioni dei cicli Tauromachia, Disparates o Proverbios.

Goya si aprì a un nuovo linguaggio figurativo che usa la deformazione espressionistica e una tecnica impressionistica che esaspera i contrasti: punto d'arrivo le allucinanti visioni dipinte sulle pareti della sua casa, la Quinta del Sordo, di Crono divora i suoi figli, Rissa a bastonate, le Parche, Visione fantastica, tutte al Prado di Madrid. Dopo la restaurazione dell'assolutismo,lasciò Madrid per Bordeaux, dove visse un estremo periodo di fervida attività.

***

IL FATTO

L’AMORE IN GRECIA NELL’ETA’ CLASSICA

LA SESSUALITA'

Un’idea precisa sul sesso e la sua concezione nell’antica Grecia lo si può avere della pitture vasali. Vi erano vasi a carattere religioso-devozionale, il più delle volte associati alla fertilità, altri erano a carattere apotropaico, altri ancora erano sicuramente intesi a stimolare sessualmente. Infine vi erano alcuni vasi di intento umoristico, nei quali l’artista dipingeva le sue fantasie, rappresentando soprattutto creature mitologiche nell’atto di compiere il rapporto sessuale in ogni modo possibile.

Nella prima categoria rientrano vasi che rappresentano il Matrimonio Sacro, ossia rapporti sessuali di uomini e animali; questi vasi venivano offerti a un tempio o a un santuario, con la supplica per la fertilità di una donna, un gregge o un campo. Il Matrimonio Sacro era un rito rurale collegato alla fertilità della terra e associato al culto di Dionisio. Nella seconda categoria rientrano vasi e sculture che, attraverso la rappresentazione del fallo, erano intesi a scacciare il male: di conseguenza Atene era piena di erme, ossia colonne quadrangolari sormontate dalla testa di Ermes e con un fallo in erezione. Infine, nell’ultima categoria rientrano vasi con rappresentazioni erotiche intese all’eccitazione sessuale, da non confondere con la pornografia, in quanto venivano usati nei simposi. Questi vasi nella maggior parte rappresentano uomini con donne, mentre sono pochi quelli con temi pederastici. Sono rappresentati tutti i modi e le posizioni possibili del coito: vaginale, anale, il contatto sulle coscie, la fellatio, il cunnilingus, l’onanismo, l’uso di strumenti di piacere, menage a trois, sessantanove, sadismo, orge, bestialità ecc..

Vi è però una differenziazione tra le rappresentazioni erotiche del Sesto secolo e quelle del Quinto e Quarto secolo avanti Cristo; sino a verso la fine del Sesto secolo, le scene rappresentate, inizialmente su vasi a figure nere e più tardi a figure rosse, includono esclusivamente rapporti vaginali e anali, mentre sono assenti scene di sesso orale e orgiastico. Queste pratiche non erano quindi completamente accettabili. Scene di orge risalenti allo stesso periodo riguardano o Satiri con Satiri o Satiri con Menadi: questo sta a significare che un tale tipo di condotta non era appropriato per gli esseri umani. Più tardi verso la fine del Sesto secolo, in un periodo in cui i simposi erano diventati un costume radicato, scene di fellatio, cunnilingus e orge cominciano ad apparire per la prima volta sui kylikes, le coppe principali usate in quei banchetti. Il fatto che questo genere di illustrazioni siano riconducibili ai simposi è deducibili da particolari quali le corone di fiori sul capo degli uomini, i flauti e le nacchere tenuti e suonati dalle etere, triclini ecc.. Questo probabilmente indica che tale condotta era accettata solo nel contesto dei simposi.

Il cunnilingus era ritenuta comunque una pratica impropria, come si può dedurre anche da alcuni passi tratti dalle commedie di Aristofane: Pace, e Vespe, in quanto era considerato sminuente per un uomo dare piacere a una donna senza trarne a propria volta. Nel caso della fellatio, in cui è la donna a dare piacere, l’uomo di fatto resta passivo, essendo la donna a svolgere la parte attiva, ed essere passivo era inaccettabile per un uomo. Per bilanciare la passività dell’uomo, l’artista rappresenta sempre le donne inginocchiate, in una posizione di sottomissione, e con i tratti del viso alterati. E’ interessante notare come la più diffusa posizione del missionario non si trovi raffigurata da nessuna parte, ma di solito si vedano donne piegate in avanti, inginocchiate, sdraiate sulla schiena con i piedi appoggiati sulle spalle dell’uomo: quest’ultima posizione ha il vantaggio di offrire una buona visuale dei genitali maschili, cosa che era nell’intenzione dell’artista. Le posizioni tradizionali non sono rappresentate in quanto non erano abbastanza esplicite e secondariamente l’artista non voleva rappresentare la donna in stato di sottomissione.

Nei visi dei protagonisti è comunque assente un’espressione sentimentale, fatta accezione di una oinokè dove sono rappresentati un giovane uomo e un’etera della stessa età. Per quel che riguarda il coito anale, pare fosse socialmente accettabile, in quanto non risultano testi o illustrazioni di condanna. Non vi era nessuna legge contro la bestialità, probabilmente per il fatto che non era praticata dai Greci: le sole scene del genere o erano associate a soggetti mitologici o riguardavano Satiri e Menadi. Tuttavia esisteva una legge contro lo stupro per proteggere le donne e i bambini, sia nati liberi sia schiavi. La pena consisteva in un’ammenda e il colpevole doveva pagarla due volte: una alla vittima e una allo stato. Lo stupro era un serio atto criminale e quindi l’ammenda doveva essere alta in proporzione: secondo una legge emanata da Solone, il violentatore doveva pagare cento dracme, notizie tratte da "Solone" di Plutarco.

***

LA POESIA DEL GIORNO

TALVOLTA

Talvolta negli orrori notturni senza fine
mi trovo ad accarezzare il corpo
e il gelo delle mani anchilosate
pare l'abbraccio di mille serpenti.
Le tue mani sapevano di sole!
In ogni piccola parte della mia pelle
è impresso il marchio della tua bocca.
Negli orrori di queste notti
interminabili, accompagnate
nemmeno da un alito di vento,
solo ricordi senza fantasmi cerco
mentre le tue mani sono attaccate
ad un albero senza più radici.

Reno Bromuro (da «Il vaso di Cristallo»).

***

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

************************
L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

Torna all'indice

Reno Bromuro
reno.bromuro@elbasun.com

Home ElbaSun
www.elbasun.com - il sito del SOLE