30 gennaio 1948
Il Mahatma Gandhi:
la «Grande Anima»

Mohandas Karamchand Gandhi,soprannominato il "Mahatma",cioè la "Grande Anima", nacque nel 1869 a Portbandar in India, da una ricca famiglia.Mohandas Karamchand Gandhi

Dopo aver compiuto gli studi nel suo paese e in Inghilterra, intraprese la professione d’avvocato. Tornato in India, divenne il campione dell'indipendenza del suo paese, governato e occupato dagli inglesi. S'impegnò in una lunga lotta non violenta, facendo lo sciopero della fame fino all'estremo limite delle sue forze e trascinando dietro a sé masse sempre più numerose. Quando non era in prigione, il Mahatma viveva poveramente, riceveva i visitatori seduto per terra e dormiva su di un sottile materasso posto sulla nuda terra.

Davanti ad un avversario così strano, che pretendeva di ottenere la liberazione d'un paese di 400 milioni d’abitanti senza il minimo spargimento di sangue, il potente impero britannico si sentiva "disarmato"...

Nel 1947 fu finalmente proclamata l'indipendenza dell'India: Gandhi aveva raggiunto il grande scopo della sua vita. Disgraziatamente il 30 gennaio 1948, mentre partecipava ad una riunione assieme alle due nipotine, un uomo sparò tre revolverate contro di lui. Gandhi cadde mormorando: "Hey Rama" che significa "O Dio". Trasportato a casa, mori pochi istanti dopo. L’India intera lo pianse e lo venerò come un santo. Dopo la sua morte parecchi movimenti, in particolare di giovani, hanno adottato il principio della non violenza di Gandhi per diffondere e far trionfare le loro aspirazioni pacifiste.

è successo quel giorno:

1882: Nasce Franklin Delano Roosevelt, futuro presidente degli Stati Uniti.

1933: Adolf Hitler diviene cancelliere del Reich tedesco.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1969: Una macchina per la ricerca del petrolio sotto il mare esplode al largo della California, scatenando una enorme "marea nera".

1972:La prima sessione del Consiglio di Sicurezza dell'O.N.U. all'estero si apre ad Addis Abeba, capitale dell'Etiopia.

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RICORDIAMOLI

FRANKLIN DELANO ROOSEVELT

Franklin Delano Roosevelt nacque ad Hyde Park, New York, nel 1882, morì a Warm Springs nel 1945. Senatore democratico di New York a 28 anni, convinto sostenitore dell'internazionalismo del presidente Wilson, cui fu segretario aggiunto alla marina, dal 1913 al 1920, nel 1921 fu colpito da un grave attacco di poliomielite che gli pregiudicò la piena efficienza delle gambe. Rientrato in politica, fu eletto governatore dello Stato di New York in concomitanza con la gravissima crisi economica del 1929. Candidato democratico alle presidenziali del 1932, si impose sul presidente uscente Hoover con oltre il 57% dei voti, puntando a risollevare una nazione giunta a contare 12 milioni di disoccupati.

Con la collaborazione di un ristretto e qualificatissimo gruppo d’intellettuali, Roosevelt mise a punto la politica del New Franklin Delano RooseveltDeal, con una serie di misure tese innanzi tutto a riattivare il processo economico e solo progressivamente, assurte a tentativo di riforma del sistema capitalista sul suo versante sociale: mantenuta indiscussa la centralità della libera iniziativa economica, un accresciuto intervento dello Stato avrebbe dovuto, oltre che promuovere la stessa imprenditorialità, prevenire il crearsi di posizioni di privilegio e garantire il rispetto della lealtà nella concorrenza, facilitare la pace sociale mediando le relazioni tra management e lavoratori, proteggere infine le fasce di popolazione più deboli o esposte tramite sussidi e una vasta legislazione sociale.

La vastità e difficoltà del compito lo spinse a inaugurare la sua opera di governo chiudendo i rapporti con l'Europa, abbandono della parità aurea, e concentrandosi sul fronte interno. In una sessione passata alla storia come i "cento giorni" dal 9 marzo al 16 giugno, il Congresso fu chiamato a votare un'ampia serie di misure, dal riordino del sistema bancario e borsistico alla promozione della produzione agricola, da una nuova politica dei prezzi alla riforma delle relazioni industriali con il riconoscimento della libertà sindacale e della contrattazione collettiva, unitamente a eccezionali misure di spesa pubblica per l'assistenza sociale e la lotta alla disoccupazione, realizzazione di opere e servizi pubblici secondo programmi coordinati da agenzie federali, e a un vero e proprio esperimento di economia pianificata su scala regionale con la creazione della Tennessee Valley Authority. Dopo alcune difficoltà iniziali, gli indici di produzione giunsero a pareggiare quelli del 1929, assicurando a Roosevelt un nuovo e più largo successo alle presidenziali del 1936.

La dimensione internazionale avrebbe dominato i successivi mandati di Roosevelt, nonostante la firma nel 1935, in concomitanza con il rafforzamento dei regimi totalitari in Europa e Giappone, di una Legge sulla neutralità di ispirazione decisamente isolazionista. RooseveltIn realtà già l'enunciazione della "politica di buon vicinato" alla conferenza panamericana di Montevideo, con la quale il governo statunitense pose fine all'interventismo nella politica interna dei vicini latinoamericani, e il successivo riconoscimento dell'URSS nel 1933, avevano espresso il convincimento di Roosevelt della necessità di ridefinire la politica estera nazionale secondo le linee dell'internazionalismo wilsoniano. Sorretto dal segretario di Stato Hull, e superata la fase acuta della crisi interna, rilanciò la prospettiva di un ordine unico mondiale che trovasse nell'azione congiunta delle potenze maggiori entro istituzioni sovrannazionali indirizzi di governo capaci di garantire pace, stabilità e benessere generalizzati.

A questo fine guidò gli Stati Uniti alla progressiva presa di coscienza delle proprie responsabilità di grande potenza fino all'entrata nella Seconda Guerra Mondiale contro i regimi nazifascisti del febbraio 1941;dichiarazione di guerra a Giappone, Germania e Italia, nel dicembre 1941 e alla contestuale definizione di un nuovo ordine postbellico secondo linee e principi definiti nella Carta Atlantica dell'agosto 1941. La loro realizzazione fu oggetto della serrata collaborazione con Churchill e Stalin scandita dalle numerose conferenze in tempo di guerra. Roosevelt incentrò fortemente la sua diplomazia sulla personale capacità di influenzare i due interlocutori. Ciò aprì un serrato dibattito sull'opportunità di molte concessioni fatte al leader sovietico nei suoi continui sforzi di mediazione e rassicurazione per prolungare il rapporto di alleanza oltre il periodo bellico. La morte, giunta sei mesi dopo la quarta rielezione e dodici anni di governo, bloccò comunque sul nascere questa operazione, prima della fine della guerra.

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IL FATTO

GIOVANNI BOCCACCIO

A concludere la miracolosa corona trecentesca dei tre grandi padri fondatori della letteratura italiana è la figura di Giovanni Boccaccio. È il nostro più grande narratore: il Decameron vuole essere un quadro grandioso della vita con le sue luci e le sue ombre, una "Umana commedia" che ha al suo centro l'agire dell'uomo nel mondo, piuttosto che la prospettiva dell'eterno. L'opera di Boccaccio è un ponte tra il Medioevo e il grande rinnovamento del Rinascimento. La sua prosa di straordinaria versatilità, capace di passare dai toni solenni delle costruzioni ricche di subordinate a grande secchezza narrativa e dialogica, rimarrà modello insuperato per lunghi secoli.Boccaccio

Giovanni Boccaccio nacque nel 1313 a Firenze,figlio illegittimo di ser Boccaccino di Chellino, ricco uomo d'affari di Certaldo, che l'avviò giovanissimo alla carriera finanziaria, portandolo con sé a Napoli nel 1327, dove si era trasferito in qualità di agente della banca dei Bardi, finanziatrice del re di Napoli Roberto d'Angiò.

Il trasferimento a Napoli segnò un momento decisivo nella formazione di Boccaccio. Mentre si dedicava alla pratica di banca, ebbe l'opportunità di frequentare gli ambienti signorili della città e la stessa corte angioina. Al 1334 risale la Caccia di Diana, poemetto allegorico-mitologico di 18 canti in terza rima in cui sono vagheggiate e celebrate le belle donne dell'aristocrazia napoletana.

Assai maggiore l'impegno riversato nella composizione del Filocolo, romanzo in prosa che narra un'avventurosa ed edificante storia d'amore: è la prima consistente testimonianza di un vitale bisogno espressivo. In esso appare per la prima volta, in veste di ispiratrice e dedicataria, una Fiammetta, sembra sia Maria d'Aquino, figlia illegittima di re Roberto d'Angiò, che rimarrà privilegiato punto di riferimento della sua ideale autobiografia sentimentale. Attorno al 1335, o forse al 1339,lavorò al Filostrato, romanzo sentimentale in ottave sull'amore tradito di Troiolo per Criseida. Del 1339/41 è il più sofisticato Teseida delle nozze d'Emilia: un poema in dodici canti in ottave, che narra una vicenda d'amore sullo sfondo delle gesta guerresche di Teseo e delle Amazzoni.

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LA POESIA DEL GIORNO

HO CAVALCATO...

Ho cavalcato le onde dei marosi
sbattendo sugli scogli a destra e a manca
per raggiungere te sirena canterina;
ma allo spuntare della luna nuova
sentii furiose scorrere come fiume in piena
lacrime più cocenti a formare rivoli
lungo le rughe profonde dell’anima.

Reno Bromuro ( da Poesie sparse)

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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