2 ottobre 1851
il maresciallo Foch

Nel marzo 1918, sul fronte francese andava tutto male. Il generalissimo tedesco Hindenburg aveva lanciato tutte le sue forze all'assalto delle posizioni anglo-francesi e il fronte cedette, come nel 1914. Riunitisi a Doullens i capi di governo alleati decisero di creare un unico comando che affidarono al generale Foch.

Chi era dunque questo generale francese che in un momento particolarmente critico accetta di assumersi la responsabilità delle operazioni e di dirigere i dodici milioni di soldati della coalizione? Ferdinand Foch era nato a Tarbes il 2 ottobre 1851. Uscito dall'Accademia Militare, scelse l'artiglieria e si fece notare dai superiori per la sua competenza e per il carattere inflessibile.

Nel 1907, era al comando della Scuola militare; allo scoppio della guerra, del distaccamento militare di Nancy, e comandava un'armata nel corso della prima battaglia della Marna. All'epoca della "corsa al mare", il generale ebbe l'incarico di coordinare l'azione di truppe di origini diverse, britanniche, belghe e francesi e vi riuscì brillantemente. Clemenceau, che però non lo aveva in simpatia, se ne ricordò a Doullens, quando lo impose al comando supremo.

Il 18 luglio Foch scatenò l'offensiva su tutto il fronte. Aveva inizio la battaglia di Francia, che sarebbe finita soltanto con la capitolazione dell'esercito tedesco, l'undici novembre 1918, a Rethondes, nel wagon lit, del maresciallo Foch, che era maresciallo di Francia già dal mese di agosto e sarebbe diventato maresciallo di Gran Bretagna e di Polonia qualche mese dopo.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1535:Jacques Cartier giunge al villaggio indio di Hochelago ch’egli decide di chiamare Mont-Royal o Montreal.

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RICORDIAMOLI

Jacques Cartier e la nascita di Montreal

Jacques Cartier, esploratore e navigatore francese nato a Saint-Malo nel 1491 e ivi morto nel 1557.

Dopo aver preso parte nel 1524 insieme con Verranno all'esplorazione del Canada e nel 1528 del Brasile, fu incaricato da Francesco I della ricerca di un passaggio settentrionale verso i mari del Catai.

Partito da Saint-Malo nel 1534 con due piccole navi, si diresse verso l'isola di Terranova che costeggiò a Nord Est fino allo stretto di Belle-Isle, attraverso il quale si portò nel golfo del San Lorenzo, sbarcando a Gaspé dove prese possesso del Paese in nome del re.

Tornato in Francia convinto di aver trovato il passaggio, salpò nuovamente da Saint-Malo nel 1535 alla volta di quello che però si rivelò essere l'estuario di un fiume, che Cartier chiamò San Lorenzo e che risalì fino a Hochelaga, l’odierna Montréal svernando poi a Stadacone oggi Québec; l'anno successivo, per la decimazione dell'equipaggio, ritornò in Francia. Nel 1541, nel corso di un terzo viaggio fondò un forte a Cap Rouge, presso Québec, e risalì il San Lorenzo fino alle rapide di Lachine.

Dei suoi viaggi lasciò una relazione pubblicata nel 1556. Le sue esplorazioni contribuirono a gettare le basi per il dominio coloniale francese in Canada. Montreal, oggi conta 1.016.376 abitanti; agglomerato urbano conta 3.423.500 abitanti, nella parte meridionale della provincia del Quebec. Montreal sorge sulla costa sud-orientale dell'isola omonima, creata da due bracci del fiume San Lorenzo, su una serie di terrazze di un'altura basaltica, il Mont Royal, così la battezzò Cartier, nel 1642 col nome di Ville Marie , si sviluppò come mercato delle pellicce. Nel 1760 passò alla Gran Bretagna e fu abbandonata da molte famiglie francesi che vi risiedevano, restando tuttavia una delle roccaforti della resistenza francese ai tentativi di assimilazione degli Inglesi. Fu sede del governo canadese dal 1844 al 1848.

Molto attiva anche come centro culturale, essa dispone di varie università, tra cui l'Université de Montréal fondata nel 1878, di lingua francese e la McGill University fondata nel 1821, di lingua inglese. Vi sono inoltre vari musei, biblioteche, accademie, teatri e altri istituti superiori. Tra i monumenti degni di nota, ricordiamo la Basilica di Notre-Dame, in stile neogotico, costruita dall'architetto americano James O'Donnell nel 1829.

È la più vasta città e uno dei maggiori centri commerciali, industriali, finanziari e culturali del Canada. È anche un grande porto di sbocco di tutta la regione dei Grandi Laghi. Notevolissimo per il commercio e il trasporto di cereali e un attivissimo nodo di comunicazioni stradali e ferroviarie: Canadian Pacific Railway, Canadian National Railway.

Il mondo degli affari è concentrato presso il Mount Royal, mentre le industrie e i centri residenziali sono collocati in periferia. Tra le industrie principali vi sono quelle siderurgiche, meccaniche, cantieristiche, automobilistiche,aeronautiche,vetrarie,del legno,cartarie, chimiche, elettrotecniche, del tabacco, delle calzature, dell'abbigliamento e alimentari. Per i collegamenti veloci col mondo c’è l’ Aeroporto intercontinentale di Dorval.

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L’ANEDDOTO

PERSONAGGI PADULESI "Anna Maria"

L’altra sera al "Lettere Caffè" (un circolo culturale grande come una cabina telefonica) a Roma, ho assistito alla premiazione di un’antologia, le solite manifestazioni che lasciano, molto spesso (a me personalmente) tant…issima amarezza, perché sono sempre le solite cose per spillare soldi agli autori, ma come se non bastasse insistono anche nel vendere per proprio conto le copie dell’antologia. L’autore è contento la casa editrice è paga e tutti felici e contenti…

Fortuna che ad un certo momento una bella donna mi si è avvicinata e mi ha invitato ad uscire perché doveva parlarmi, credevo volesse buttarmi fuori con grazia perché "smaniavo", soffrivo per gli autori; invece no. Appena fuori (e faceva pure freddo), la Signora mi ha parlato di una sua iniziativa molto bella; sta lavorando per scrivere la storia e la trasformazione di una forma di poesia che va scomparendo.

Aggiunse, possibile che non ti ricordi di me?

- Perché ci conosciamo?

- Certo, sono padulese. Sono Anna Maria… - e prima che io rispondessi mi chiuse la bocca offrendomi un quadro che, come lessi quanto vi era scritto, rimasi afasico.

L’intestazione è:

"Fiumi di poesia dal cuore del BROM nazionale", sotto una bellissima foto di un’insenatura del fiume Reno e sotto la foto, in gotico inglese:

"Fiore sul Reno,
chiedesti Italia
un Messia campano
e venne al mondo un altro
Nazareno"

Il tutto scritto a mano, tanto che sembra un foglio strappato da un "Tomo" rubato ai Benedettini di Montecassino. Inutile dire, che pur non avendo partecipato al concorso di cui stavano facendo la premiazione e… chiacchiere, il premio più bello l’ho ricevuto io e me lo ha consegnato una Signora del mio paese. E poi dicono… (povero Cicerone, quanto si sbagliava!) "Nemo poeta in Patria".

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LA POESIA DEL GIORNO

OCCHI CHE NON CAPIVANO

47
Mamma ricama e vede sempre meno
(14)
ha preteso a saldo del lavoro
solo grano o farina e le patate.
Il grano si deve macinare
il mulino è fermo, manca la corrente.
Aiutato da Peppino, con coraggio
andiamo a macinare alla "Palata".

E' voluminoso il sacco dopo macinato
uno con l'asino ci aiuta e porta la farina
fino alla "Taverna" ed è ancora lontano
da casa. Peppino, faccia tosta, impertinente
dai - dice - coraggio, cosi domani
mangeremo pane.

Abbiamo trainato il sacco nella polvere
quando siamo giunti a casa mamma
giuliva ci è venuta incontro.

Quando è andata per impastare e farci
un pò di pasta fatta in casa
ha impastato terra con le sue lacrime.

(14) Perché mangiassimo, finalmente, un po’ di pane fatto con farina di grano, mia madre si faceva pagare i lavori di ricamo, con grano e cereali. Quel giorno di gennaio del 1944, l'avevano pagata con 20 chili di grano. Non mi pareva vero! Ma il mulino elettrico non funzionava. Decisi di recarmi al mulino ad acqua, lontano dal paese circa 5 chilometri. Il sacco con il grano non era voluminoso e 20 chili, portati in spalla, non erano pesanti, o fastidiosi; e con l'aiuto di mio fratello Peppino diventava tutto più facile. Però non tenni conto (ero pur sempre un bambino, anche se avevo 12 anni) che il grano una volta macinato avrebbe aumentato il suo volume; per cui non era il peso, ma il volume che non ci permise di portare il sacco, in spalla, come per l'andata al mulino. Mia madre fece di tutto per eliminare la terra infiltratasi e mischiata con la farina, ma senza riuscirvi. Dio le lacrime che pianse!

Reno Bromuro da «Poesie della Vita» Ursini Editore Catanzaro 1991

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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