2 novembre 1958
Monsignor Roncalli
diventa Giovanni XXIII

Papa Giovanni XXIIILa morte di papa Pio XII che nei suoi diciannove anni di pontificato aveva dato tante prove di fermezza e autorità, gettò la Chiesa cattolica nello sconforto. Il conclave che riunì a Roma i cardinali di tutto il mondo per designare il suo successore non ebbe compito facile.

Il Sacro Collegio dei cardinali, secondo l'usanza, si rinchiuse per deliberare, sotto la presidenza del decano. Si chiusero le porte della sala riunioni: esse si sarebbero aperte solo quando il nuovo papa fosse stato eletto. La maggior parte dei cardinali riteneva che la situazione esigesse un papa di transizione. La loro scelta cadde sul patriarca di Venezia, Monsignor Roncalli, già nunzio apostolico in Francia.

Era un uomo semplice, d'origine contadina, la cui età (sessantanove anni) garantiva la prudenza e la moderazione. II 2 novembre 1958, la fumata bianca che annunciava secondo la tradizione l'elezione d'un nuovo Santo Padre s’innalzava nel cielo del Vaticano: Monsignor Roncalli era appena stato eletto papa con il nome di Giovanni XXIII.

Coloro che lo avevano scelto s'erano augurati che il suo pontificato fosse breve: esso durò cinque anni. Non avevano però potuto presentire il ruolo, l'influenza e il peso che quest'uomo buono e aperto avrebbe avuto nella storia della Chiesa. Giovanni XXIII riunì il concilio Vaticano II e affrettò in piena coscienza l'evoluzione della Cristianità, dimostrando in ogni occasione la sua fede profonda.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1520:Magellano parte per la circumnavigazione del mondo durante la quale supererà lo stretto che da allora porta il suo nome.

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RICORDIAMOLI

FERDINANDO MAGELLANO

Il portoghese Fernão de Magalhães "Ferdinando Magellano", nacque a Sabrosa nel 1480, morì nelle Filippine nel 1521. Dopo aver navigato per molti anni nel Mediterraneo e nell'Oceano Indiano, si dedicò a studi nautici e cosmografici, in base ai quali maturò la convinzione che le isole Molucche, da cui proveniva la maggior parte delle spezie destinate al mercato europeo, potessero essere raggiunte più rapidamente attraverso l'Oceano Atlantico, doppiando la punta meridionale del continente americano e attraversando poi il mare che separa l'Asia dall'America.

Il progetto, non considerato dal re del Portogallo, fu ben accetto a Carlo V di Spagna, desideroso di verificare se le Molucche si trovassero nel campo di influenza spagnolo, cioè a Est dell'antimeridiano della raya, linea tracciata dal papa Alessandro VI a divisione delle sfere d’azione portoghese e spagnola, riconosciuta dal Trattato di Tordesillas.

La spedizione partì dal porto spagnolo di Sanlúcar de Barrameda il 20 settembre 1519, forte di cinque navi, la Trinidad, la San Antonio, la Victoria, la Concepción e la Santiago, con a bordo 265 uomini, tra cui 24 italiani. Toccate le Canarie, Magellano passò al largo del Capo Verde e raggiunse le coste brasiliane, quindi quelle argentine che costeggiò il 10 agosto 1520, fino all'estuario del Río de la Plata.

Trascorso l'inverno presso la baia di San Julián, proseguì il viaggio verso Sud; perduta la Santiago, si inoltrò nello stretto che porta il suo nome: qui l'equipaggio si ammutinò e la San Antonio fece rotta verso la Spagna. Il 28 novembre 1520, dopo oltre un mese di navigazione, uscì dallo stretto con tre navi ed entrò nell'Oceano che chiamò Pacifico, per le sue acque eccezionalmente tranquille.

La traversata si concluse il 6 marzo 1521 quando le navi raggiunsero l'isola di Guam, nelle Marianne. Di qui fece vela verso le Filippine di cui iniziò la conquista in nome del re di Spagna, ma nell'isola di Mactan fu ucciso da alcuni indigeni, esasperati dagli esosi tributi loro imposti. Il comando della spedizione fu assunto quindi dallo spagnolo Juan Sebastián Elcano che, data alle fiamme la Concepción, priva di equipaggio, raggiunse finalmente le Molucche l'8 novembre 1521.

La Trinidad, partita con l'intenzione di riattraversare il Pacifico, fu distrutta dai Portoghesi, mentre la Victoria, l'unica rimasta, salpò dalle Molucche il 21 dicembre 1521 e, doppiato il Capo di Buona Speranza, raggiunse le isole del Capo Verde e quindi, con soli 18 marinai a bordo, Sanlúcar de Barrameda, il 6 settembre 1522: per la prima volta era stata così compiuta la circumnavigazione del globo. Del viaggio rimangono numerose relazioni: la più celebre è quella del vicentino Antonio Pigafetta.

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L’ANEDDOTO PERSONAGGI PADULESI

L’ANEDDOTO PERSONAGGI PADULESI "IL TERREMOTO"

L’Edizione straordinaria del telegiornale mi ha intronato davanti allo schermo. Dinanzi a me ora c’è il nulla: un’infinita tavola incolore dalla quale provengono voci e pianti soffocati. Mi giunge come ovattata la voce dello spiker, che sovrasta il pianto e le grida. Mi trovo proiettato sullo scoglio al centro della spiaggetta di Santa Severa.

Quante volte, durante la corsa verso quello scoglio ho buttato all'aria anima e cervello per cancellare la mia vita. Mi sento impotente come un uomo che sgobba, per la famiglia ed è costretto a vivere in una stanza, non più ampia di una gabbia per leoni in cui vi è solo l'essenziale, ma che diventa sempre più stretta. Ci si può stare solo in piedi, o seduti sulla tazza del cesso, o sul letto ad una piazza, altrimenti esci fuori, per mangiare, per parlare, per… E se sei stanco di stare seduto, o in piedi vorresti cancellarla dalla planimetria.

Mi sento come quell'uomo che, uscito all'alba da casa per recarsi al lavoro, non si decide mai di rincasare, perché sa il bambino in attesa, per giocare con lui.

Sto lì, con la testa fra le mani, alla mercé delle onde. Non so assolutamente come fare, ma ha tanta voglia di concludere, proprio come quell'uomo che pare rincorrere il momento: il "suo momento", senza trovarlo. Penso ai bambini sotto le macerie vorrei correre ma rimango incollato sullo scoglio, ripensando al fiore nato nella sabbia. Ripenso al fiore, alla sensazione di benessere, di rilassamento, di serenità.

E’ venuta la sera. Nelle prime ore della notte è accaduto un curioso fenomeno che mi ha colto di sorpresa; è apparso, in lontananza, un Delfino velocissimo come il vento, emettendo un fischio lamentoso come una vecchia locomotiva a vapore.

Rimango di nuovo avvolto nel vuoto universo, mentre lontano, lontano il Delfino è solo un puntino contro la parete scura dell'orizzonte. Per compagni solo le voci dei bambini sotto le macerie, sempre più fievoli, sempre di meno… 1°continua

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LA POESIA DEL GIORNO

LETTERA 2
Mia cara,
mentre aspetti una telefonata che non arriva
insegui sulla parete le immagini dei pensieri
nel profondo buio della tua asettica stanza.

Mia cara, apri un libro per ritrovare
quella ricchezza che l'anima avverte
ma il telefono tace e gli occhi tuoi
nel buio profondo cercano immagini.

Mia cara, nel silenzio sepolcrale
la voce calda si leva a ricordare
parole e fatti di un attimo prima,
il sole doveva ancora sorgere.

Mia cara, porto affianco la persona
tua, nell'anima lo spirito tuo,
nel cuore gonfio d'amore i sospiri.
Le carezze sul volto disfatto
le mani navigando nello stomaco
strappano con forza il radicato male
che la gelosia beffarda aveva posto.

Gli occhi si accendono di arcobaleni,
la bocca mi cerca dolce e prepotente.

Mia cara, mi sono scaldato al sole del tuo corpo,
ora tu cerchi queste immagini, sulla bianca parete.

Tuttavia il telefono tace.

La voce tua si leva, calda e melodiosa
l'ascolto, mentre intento a scriver versi
ti vedo e ti parlo, t'ascolto e ti sento.

Vuoi ritrovarti, ma il telefono tace.
Questo è il momento più bello
per rivelare l'amore a chi ti ama.

L’Arcobaleno ti avvolge e sorridi
raccogliendoti nelle mie braccia.
Sei felice perché sai che l'arcobaleno
è il miracolo di questo amore mio per te.

Reno Bromuro (da "Senza Levatrice" Edizione Albatros – Roma 1983)

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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