2 marzo 1939
Eletto papa Pio XII
Eugenio Pacelli è eletto papa, con il nome
di Pio XII. Era segretario di Stato
vaticano dal 1930. Alla segreteria di Stato va il
cardinale Luigi Maglione, che terrà la
carica fino alla morte, nel 1944.
Papa Pio XII al secolo Eugenio Pacelli nacque a Roma nel 1876 dove morì nel 1958. Seguì la carriera diplomatica: nel 1911 era sottosegretario e nel 1914 segretario agli Affari Straordinari di Stato. Fu poi nunzio in Baviera e a Berlino e dal 1920 al 1938 segretario di Stato. Eletto papa il 2 marzo 1939, subito si preoccupò di parare la minaccia di guerra gravante sull'Europa ad opera soprattutto del nazismo tedesco. Mantenne buoni rapporti con il governo italiano, ma questi non valsero a distogliere il regime fascista dai suoi folli propositi di guerra.
Contro il regime hitleriano denunciò i crimini della cosiddetta "eutanasia" e della sterilizzazione, ma non si pronunciò in modo altrettanto chiaro contro la persecuzione agli ebrei e agli avversari politici del nazismo. Durante il conflitto organizzò in Vaticano un ufficio d'informazioni per i prigionieri e i dispersi e si adoperò per fare dichiarare Roma "città aperta"; accolse in Vaticano i rappresentanti dei partiti democratici, fra cui De Gasperi.
Già durante il conflitto, ma specialmente dopo la sua conclusione, Pio XII si dimostrò inflessibile contro il comunismo sia come ideologia sia come partito politico e per "salvare" l'Italia non esitò a scatenare una vera crociata anticomunista con scomuniche, che nel 1948 fruttarono un'insperata vittoria al partito dei cattolici italiani, senza tuttavia piegare il comunismo, anzi, provocandone una lenta ma sicura avanzata.
Nell'ambito precipuamente religioso svolse una vasta attività nel campo della dogmatica: pur lasciando ai principi la loro essenziale immutabilità, volle rivedere molti punti per adeguarne la formulazione esterna ai progressi tecnici e scientifici con opportuni aggiornamenti in campo morale e disciplinario.
Obbediscono a questa linea le sue encicliche:
la Divino Afflante Spiritu del 1943,
sui principi che devono informare i vasti problemi
della ricerca biblica specialmente di fronte alle
nuove esigenze e ai progressi scientifici; la
Mystici Corporis
del
1943, dove il pontefice svolge un'ampia
esposizione della dottrina rivelata della Chiesa;
la Mediator Dei, in cui trovano
adeguata puntualizzazione molte questioni di
teologia sacramentaria assieme ad una trattazione
sistematica della teologia liturgica; la
Humani generis e la
Munificentissimus Deus del 1950, che
definisce ex cathedra il dogma dell'Assunzione
di Maria Vergine in Cielo e delinea il
progressivo affermarsi delle verità implicitamente
contenute nella Rivelazione; la Sempiternus
Rex del 1951, pubblicata in occasione del
XV centenario del Concilio di Calcedonia per
respingere la dottrina protestante sulla kenosi
e le nuove interpretazioni sul mistero
dell'Incarnazione.
Nel campo delle scienze diede impulso alla Pontificia Accademia delle Scienze, promosse la traduzione dei Salmi dai testi originali e la impose ai sacerdoti per la lettura del Breviario; ordinò scavi sotto l'altare della confessione in San Pietro per rintracciare il sepolcro del primo pontefice romano; sui problemi morali papa Pacelli ebbe a cuore la tutela del matrimonio come sacramento e della santità della vita familiare conculcandola specialmente nei suoi numerosissimi discorsi ai giovani sposi, con un decreto del Sant'Uffizio del 1944, con un noto discorso alle ostetriche nel 1951, ecc.; nell'ambito del diritto canonico fece pubblicare i libri De Matrimonio, De Iudicibus, De bonis, De religiosis, De verborum significatione del Codice per le Chiese Orientali. Grandissima corrispondenza da parte dei fedeli ebbe la celebrazione dell'Anno Santo 1950, culminata con la proclamazione del dogma di Maria Assunta in Cielo.
Venendo incontro alle nuove esigenze del mondo moderno, permise la celebrazione della Messa anche nelle ore vespertine, ridusse il digiuno eucaristico a tre ore per i cibi solidi, ad un'ora per le bevande e a zero ore per l'acqua e i medicinali. Sotto il suo pontificato fu elevato agli onori degli altari papa Pio X nel 1951, mentre San Francesco d'Assisi e Santa Caterina da Siena furono proclamati patroni d'Italia.
Bibliografia
S. Tardini, Pio XII, Roma, 1960; G. Roche, Ph. Saint-Germain, Pie XII devant l'histoire, Parigi, 1972; F. Engel-Janosi, Il Vaticano fra fascismo e nazismo, Firenze, 1973; J. L. Lichten, Pio XII e gli ebrei, Bologna, 1988.
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RICORDIAMOLIILDEBRANDO PIZZETTI
Ildebrando Pizzetti nacque a Parma nel
1880, si spense a Roma nel 1968. Allievo del
conservatorio di Parma, ne divenne insegnante di
composizione nel 1907, passando poi l'anno dopo
nell'Istituto di Firenze di cui fu direttore dal
1917 al 1923; in seguito diresse i conservatori di
Milano e di Roma.
Già
con Fedra (personaggio della mitologia e
della letteratura classica. Figlia di Minosse
e di Pasifae, fu rapita da Teseo con
la sorella Arianna e fatta sua sposa ad
Atene.
Lì conobbe Ippolito, figlio di Teseo e di Ippolita regina delle Amazzoni, se ne innamorò e di fronte alle sue ripulse si uccise, accusando però Ippolito presso Teseo. Anche Ippolito, maledetto dal padre, morì. Numerosi compositori trassero ispirazione dalla mitica vicenda: Gluck, Paisiello, Mayr, Pizzetti tramite la Fedra di D'Annunzio), Milhaud, Bussotti, da Racine, con opere musicali; Massenet e Honnegger con musiche di scena), appaiono definiti i caratteri essenziali del linguaggio di Pizzetti, improntato allo spoglio e severo diatonismo (tipo di scrittura musicale che fa uso di una scala diatonica, in altre parole quella formata da cinque toni e due semitoni, la cui successione è organizzata secondo i modi maggiore e minore), del gregoriano, in polemica col gusto verista ma anche con gli aspetti più vivi e avanzati del '900 europeo, e attento essenzialmente al rilievo espressivo di un declamato che si rifaceva, talvolta non senza efficacia, al seicentesco "recitar cantando".
Alla stessa concezione si attengono le opere successive, tra cui Debora e Jaele, del 1922; Fra' Gherardo, del 1928; Lo straniero, del 1930; La figlia di Iorio, del 1954, su testo di D'Annunzio; Assassinio nella cattedrale, del 1958, dal dramma di Eliot; Clitennestra, del 1965, senza che si possa notare la minima evoluzione, anche nei temi drammatici costantemente improntati a uno spiritualismo dannunzianeggiante. La produzione di Pizzetti comprende anche musica corale, per film, da camera e sinfonica, tra cui Concerto dell'estate, e il concerto per pianoforte Canti della stagione alta; e liriche per canto e pianoforte che alcuni considerano la parte più felice della sua opera. Numerosi i suoi scritti, tra i quali sono notevoli La musica dei Greci, Intermezzi critici, Musica e dramma, La musica italiana dell'Ottocento.
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IL FATTO
Che cos'è la scuola?
Ieri vi ho parlato di chi ha voluto la scuola, ma che cos'è la scuola? Come la intendiamo oggi? Si potrebbe banalmente rispondere che si tratta di un edificio nel quale è necessario recarsi per diversi anni allo scopo di imparare una o più discipline e prepararsi con un lungo tirocinio alla vita e al lavoro.
Frequentare la scuola è diventato, oggi, un gesto normale della vita quotidiana. Quello però che non tutti sanno è che la scuola non è sempre stata così come noi oggi la conosciamo. Anzi spesso in passato i bambini non frequentavano neppure la scuola, ma erano educati in casa da precettori privati, quando la famiglia era in condizioni economiche tali da poterselo permettere. Se si trattava di nuclei familiari meno abbienti, era spesso la madre che si incaricava di istruire i figli. Insegnava loro a leggere usando talvolta la frutta come bizzarra lavagna: se i bambini riconoscevano le lettere incise, ad esempio, su di una mela, potevano mangiare il frutto come premio. Il Medioevo, o meglio il lungo periodo storico che va dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente dal 476 d. C. alla scoperta dell’America 12 ottobre 1492, conobbe nei dieci secoli della sua durata, diverse forme di istruzione e di scuole. Alcune tipologie di scuole medievali sono giunte fino ai nostri giorni, anche se hanno subito molte trasformazioni nel corso dei secoli. Altre invece oggi non esistono più, ma capire il loro funzionamento e le finalità per le quali erano state create è importante per comprendere dove e come si tramandava il sapere e la cultura nella cosiddetta Età di Mezzo. Innanzitutto dobbiamo tenere presente che nel Medioevo l’istruzione scolastica era un lusso che non tutti potevano permettersi e non era obbligatoria.
Mentre lo Stato oggi impone a tutte le famiglie di mandare i propri figli a scuola e punisce i genitori che non lo fanno, nel Medioevo l’autorità pubblica non sempre aveva la capacità per organizzare scuole obbligatorie e gratuite, accessibili a tutti.
Nell’Alto Medioevo fu soprattutto la Chiesa a occuparsi dell’educazione dei fanciulli. Le scuole avevano quasi sempre sede all’interno dei monasteri. Questo avveniva perché erano stati i monaci a conservare e tramandare la cultura non solo cristiana, ma anche classica, greca e latina, nei difficili secoli delle invasioni barbariche, seguiti alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente. I monaci amanuensi ricopiavano con cura i codici antichi e il loro lavoro ha permesso la conservazione di molte opere che altrimenti sarebbero andate perdute. All’interno dei monasteri si distinguevano due tipi diversi di scuole. Una era chiamata schola exterior, ed era destinata a bambini, sia ricchi che poveri, che venivano a scuola presso il convento. L’altra era detta schola interna. Qui erano educati i cosiddetti "oblati". La pratica dell’oblazione era molto frequente nella società alto-medievale. Gli oblati erano bambini e bambine che all’età di sei o sette anni erano donati dai genitori a un monastero. Tra le mura del chiostro iniziavano la loro istruzione e qui rimanevano tutta la vita dopo aver pronunciato i voti.
La scelta dei genitori segnava per sempre la vita del figlio, al quale naturalmente non era chiesto alcun parere. Un oblato poteva sottrarsi alla vita monastica solo con la fuga. Soltanto alla fine del XII secolo papa Celestino IV diede la possibilità agli oblati di decidere autonomamente se farsi monaci oppure ritornare alla vita laica. Nonostante l’impegno dei monaci nella trasmissione del sapere, nell’Alto Medioevo la maggior parte della popolazione era priva di qualsiasi istruzione.
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LA POESIA DEL GIORNO
PER DIRTI
Ti sei messa sul mio cammino
e non ti ho chiesto chi sei.
Non hai parlato, riflessa l'anima
allo specchio ho visto, la mia.
Ho tremato al tuo sguardo.
Ho pianto al battito del cuore.
Ho aperto le mani a coppa
raccolta di lacrime nelle mani:
non erano gocce di pianto
vapore
polvere
danzavano nelle mie mani.
Inginocchiato ai tuoi piedi
bacio le orme che lasci.
Mare cattivo e amato, passi
come carezza sulla sabbia,
crudele cancelli la gioia.
Mi contorco nel dolore
come l'olivo, per non urlare.
O miracolo di vita, tu piangi!?
Raccolgo quella lacrima viva
bagno le aride labbra
e nelle mani il cuore brilla.
Stringo tra le mani un cuore
e attendo
attendo quella svolta per dirti...
Reno Bromuro (da «Il vaso di cristallo»)
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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno
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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato
Reno Bromuro |

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