2 gennaio 1968
secondo trapianto cardiaco

Il 2 gennaio 1968 i giornali di tutto il mondo riportano: "II professor Barnard tenta un nuovo trapianto. Il cuore di Philip Blaiberg, un dentista di Città del Capo, è stato sostituito con quello d'un giovane meticcio. Christiaan Neethling BarnardLe condizioni del paziente sono soddisfacenti".

Il sudafricano Barnard non è sconosciuto alla stampa mondiale: nel dicembre del 1967 ha tentato per primo un trapianto cardiaco su un uomo di cinquantaquattro anni, Washkansky. Sfortunatamente quest'ultimo è deceduto pochi giorni dopo. Il trapianto cardiaco pone due ordini di problemi. Anzitutto un arresto cardiaco di qualche secondo può provocare la morte. Quindi la sostituzione d'un cuore malato con un cuore sano è un'operazione rischiosa perché, per qualche minuto nel corso dell'intervento, l'organismo rimane privo del cuore...

La seconda difficoltà è quella comune a tutti i trapianti d'organi: si tratta dei "fenomeni di rigetto". Si ha l'impressione che il corpo umano faccia di tutto per "rigettare" l'elemento estraneo che gli è stato imposto. Negli altri trapianti, in particolare quelli del rene, si cerca di utilizzare organi "affini": ad esempio una madre da uno dei suoi reni al figlio, una sorella al fratello... Ma per quanto riguarda il cuore questo non è possibile, poiché bisogna utilizzare l'organo d'un "donatore", ad esempio la vittima d'un incidente, che non ha nessun legame familiare con il "recettore".

I fenomeni di rigetto avevano provocato la morte di Washkansky. Grazie alle nuove ricerche svolte dal professor Barnard, Blaiberg riprese a vivere normalmente fino al 17 agosto 1969, vale a dire un anno, sette mesi e diciassette giorni dopo il trapianto del quale aveva beneficiato.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1905: Firma a Portsmouth (Stati Uniti) del trattato che pone fine alla guerra russo-nipponica.
1970: Alla Borsa di Londra entra ufficialmente in vigore il sistema metrico.

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RICORDIAMOLI

CLONAZIONE

La clonazione è una Tecnica biologica mediante la quale si ottiene un individuo geneticamente identico al progenitore. È possibile far moltiplicare e coltivare cellule della più diversa origine e ottenere la clonazione di un animale superiore; ciò è alla base di tutti gli studi di trasformazione del patrimonio genetico, data la possibilità di ottenere da cellule variamente modificate individui con nuove caratteristiche ereditarie. In particolare, clonazione genica, tecnica di ingegneria genetica che consiste nel trasferimento di uno o più frammenti di DNA di un certo organismo in un vettore molecolare e nell'introduzione di quest'ultimo in un altro organismo, nel quale i geni possono esprimersi ed essere trasmessi indefinitamente attraverso generazioni successive. Si ottengono così ceppi di cellule trasformate chiamate cloni in grado di riprodurre il carattere codificato dai geni trasferiti. Tale tecnica apre possibilità vastissime, rendendo possibile che cellule viventi producano sostanze naturali complesse, come ormoni umani e animali, fattori di crescita, linfochine, enzimi, proteine e vaccini scarsamente disponibili.DNA

Geneticamente la combinazione delle tecniche di biologia ed embriologia molecolare hanno permesso la clonazione di organismi complessi. Un organismo è identico a se stesso se il suo DNA è lo stesso e le cellule somatiche, quelle che costituiscono il corpo, contengono lo stesso DNA anche se durante il differenziamento assumono aspetti e strutture molto diversi. Le cellule germinali invece vanno incontro durante la loro maturazione a fenomeni di ricombinazione tra il corredo cromosomico materno e il corredo paterno che fanno sì che ciascun gamete prodotto sia unico e quindi diverso da ciascun altro. Per questo nella riproduzione sessuale ogni individuo è unico. Solo nel caso dei gemelli monovulari, un embrione allo stadio di due cellule si divide e dà origine a due embrioni distinti, che, maturando, daranno origine a due individui molto simili.

La clonazione consiste nel generare individui identici a se stessi usando come materiale genetico il DNA delle cellule somatiche. Cellule embrionali di un determinato animale, è stato fatto con topi, pecore e scimmie (di qualche giorno fa è la notizia che è stato clonato anche l’uomo, e questo mi fa impensierire e non poco; chi di voi ha visto il film con Gregory Peck "I ragazzi venuti dal Brasile", in cui uno scienziato preso una cellula di Hitler, clona infiniti piccoli Hitler? E, sapendo che il Poeta è colui che precorre i tempi, ho una certa fifetta…), ma ritorniamo alla genetica: le cellule sono divise e il loro DNA è rimosso e sostituito con il DNA di cellule somatiche di un individuo della stessa specie. Gli embrioni sono impiantati nell'utero di "madri ospiti", perché portino a compimento la gestazione. Gli individui che riusciranno a nascere saranno tutti uguali perché il loro DNA è identico.

Tuttavia gli individui nati saranno identici tra loro, ma non perfettamente identici all'individuo di origine, perché nell'embrione dove il suo DNA è stato impiantato, sono presenti componenti cellulari, come i mitocondri che derivano dall'uovo dal quale l'embrione è stato originato. Questi esperimenti sono stati al centro di violenti dibattiti. I governi di molti Paesi hanno chiesto una loro sospensione a causa delle forti implicazioni etiche legate a queste nuove possibilità della biologia.

Noi della cultura occidentale, rinviano ancora una volta a quel politeismo di valori descritto da Weber agli inizi del Novecento e puntualmente proposto da una discussione controversa come quella che riguarda la clonazione

Bibliografia
C. Cirotto, S. Privitera, La sfida dell'ingegneria genetica, Assisi, 1985; A. Serra, E. Sgreccia, M. L. Di Pietro, Nuova genetica e embropoiesi umana, Milano, 1991.

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IL FATTO

Renato Serra

Renato SerraIl romagnolo Renato Serra nato a Cesena nel 1884 e ivi morto nel 1915, fu forse il più grande critico letterario di inizio secolo.

Partito da interessi classici, tesi di laurea sul Petrarca, nel 1904, si dedicò alla letteratura contemporanea italiana e straniera, l'inglese Kipling, i francesi Péguy e Rolland, lontano da ogni preoccupazione di metodo, in realtà geniale precursore degli studi sui legami tra scrittura e fatti storici.

Tutte le sue Opere uscirono postume dal 1919 al 1923, tranne i suoi libri più belli: Le lettere del 1914, un bilancio della letteratura italiana contemporanea, e l'Esame di coscienza di un letterato del 1915, il suo capolavoro pubblicato prima di cadere in battaglia, in cui è riconoscibile l'intensità impressionistica di una riflessione intorno al senso dello scrivere e del leggere.

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LA POESIA DEL GIORNO

VOLUTTA'

Rossore di viso
tremore
di labbra dischiuse.
Pallore di viso
fremere
del corpo flessuoso.
Pudore di luna
gemere
di erba in germoglio
rossore di sesso
a contatto di carne.
E le stelle feriscono
il turgido seno.

Reno Bromuro

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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