29 novembre 1929
Byrd parte in volo per il polo Sud

Richard Byrd, ammiraglio, aviatore ed esploratore americano nacque a Winchester, in Virginia, nel 1888. Ufficiale di marina nel 1912, ottenne il brevetto di pilota sei anni dopo. Il 9 maggio 1926 Byrd sorvolò per primo il polo Nord in aeroplano. Richard ByrdNel 1927 attraversò l'Atlantico con tre compagni, dall'America alla Francia, ripetendo l'impresa di Lindbergh, ma con un'attrezzatura assai più imponente.

Nel novembre 1928 l'esploratore, deciso a sorvolare il polo Sud, compi varie esplorazioni sull'Antartide. Il 29 novembre dell'anno successivo l'aereo di Byrd, pilotato da Bernt Belchen, sorvolò l'immensa distesa di ghiaccio. Dovette superare una catena di montagne e salire a oltre 2700 metri. Per riuscire a prender quota gli aviatori furono costretti a gettare giù più di 200 chili di viveri. Ciò significava correre un grave rischio, in caso di avaria. Fortunatamente non ve ne furono e il 30 novembre 1929, alle 1 e 14 del mattino, i due aviatori sorvolavano il polo Sud. Byrd lanciò sul suolo una bandiera americana e poi, in segno d'omaggio ai pionieri delle esplorazioni polari, la bandiera norvegese, inglese e francese.

Dopo un volo di 2500 chilometri l'aereo atterrò alla base di partenza quella sera alle 19. L'ammiraglio Byrd, morto nel 1957, diresse numerose missioni polari. Il suo nome rimane legato all'attraversamento dei poli per via aerea.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1944: La portaerei giapponese Shinamo di 68000 tonnellate è colata a picco alla sua prima uscita in mare.
1971: Le prime dodici donne elette al Parlamento svizzero assumono le loro funzioni.

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RICORDIAMOLI

GUSTAVE FLAUBERT

Gustave Flaubert, nato da famiglia borghese, il padre, medico, era uomo di eccezionale rettitudine, idolatrato dalla famiglia e da tutta la città di Rouen, dove era primario chirurgo all'ospedale, e la madre, figlia anch'ella di un medico, era ricca proprietaria terriera. Gustave non conobbe mai ristrettezze. Gustave FlaubertCrebbe a contatto con la sofferenza, in un appartamento ricavato in un'ala dell'ospedale, in cui la sensibilità del padre non riusciva a nascondere la quotidiana lotta, spesso perduta, con la morte. Soprattutto per dare maggiore serenità alla famiglia, fu acquistata una splendida villa a Croisset, sulla Senna, a valle di Rouen, qui Flaubert scrisse quasi tutti i suoi capolavori.

Compiuti gli studi al liceo della città natale, dove tra il 1834 e il 1839 redasse il giornale Le colibri e scrisse moltissimo, tra cui i Mémoires d'un fou, che possono essere considerati il primo segno del suo talento, si trasferì a Parigi nel 1842 per seguire gli studi di diritto, detestati e interrotti nel 1844, quando ebbe il primo attacco di epilessia, la malattia che lo convinse a ritirarsi a Croisset.

Da qui si allontanò solo per alcuni viaggi: in Italia nel 1845; e nel 1847, un lungo peregrinare a piedi in Bretagna e in Normandia con l'amico Maxime du Camp, l'esperienza sarà rievocata in Par les champs et par les grèves, che fu pubblicato postumo; un itinerario pieno di fascino, sempre con lo stesso amico, in Egitto, Mar Rosso, Libano, Rodi, Turchia, Grecia e ritorno attraverso l'Italia che durò due anni 1850 e 1851; infine, nel 1858 in Algeria e Tunisia. Morì per un attacco di epilessia.

Flaubert visse in disparte dal gran mondo: si sentiva un provinciale e tale era considerato. La sua vita affettiva e sentimentale fu semplice: l'adorazione per il padre, morto nel 1846, e per la madre, morta nel 1872, e il grande affetto per la sorella Carolina, morta giovanissima dando alla luce la prediletta nipote, la futura Signorina de Commanville, alla quale si devono fra l'altro i quattro volumi scritti dal 1887 al 1893, dell'illuminante corrispondenza.

L'infatuazione infantile per Henriette Collier non lasciò tracce. La passione romantica, nata nel 1836, per Elisa Foucault, conosciuta come Madame Schlésinger, rappresentò il sogno d'amore inappagato della sua vita, ispiratore de "L'educazione sentimentale". Louise Colet, conosciuta nel 1846, è l'amore sensuale, e il tentativo di corrispondere con un'anima, ma senza illusioni, tanto che due anni dopo, in quel 1848 che lo vide partecipare alla Rivoluzione di febbraio, Gustave già era in disaccordo con l'amata. Il loro rapporto continuò fino al 1856, ma senza slanci, almeno da parte di lui, se non volle mai che Louise mettesse piede a Croisset, dove egli viveva con la madre. Lo stesso anno della rottura con la Colet, cominciò a lavorare a Madame Bovary.

La critica colloca questo scrittore, tra la scuola romantica e quella naturalista. Ammiratore di Hugo, Balzac, Byron, avversario acerrimo di ogni concezione borghese tanto da urlare la sua condanna, le sue idee in ogni conversazione con gli amici, con quel vocione roboante che faceva da guida ai battellieri della Senna nei giorni di nebbia, Flaubert, in realtà supera il romanticismo, per lo studio metodico della realtà, secondo i principi del positivismo e dello scientismo che sovrintendono al realismo dell'arte francese, e va oltre il naturalismo per l'immedesimazione nei protagonisti.Madame Bovary

Dentro e contemporaneamente fuori da ogni scuola; scrive i due romanzi più importanti e più determinanti del secolo: Madame Bovary e L'Éducation sentimentale. L'arte ha per Gustave il fine di rappresentare il mondo, mentre l'autore partecipa con il suo eroe all'aspirazione della felicità, data l'impossibilità di raggiungerla. Ecco perché può dire: "Madame Bovary c'est moi". Ciò elimina ogni falsa interpretazione di autobiografismo nella famosa dichiarazione dello scrittore.

Madame Bovary cominciò ad apparire nel 1856 nella Revue de Paris, dove Maxime du Camp era uno dei direttori. La storia semplice di una giovane signora inquieta e irrequieta che, sognando la passione, trova soltanto squallidi piaceri, fece scandalo.

Il realismo dell'opera scosse la borghesia. Ne nacque un processo per immoralità rimasto famoso nella storia delle lettere. Il giudice nel motivare infine l'assoluzione non poté fare a meno di scrivere che alcuni passaggi di Madame Bovary "un'opera [...] lungamente e seriamente meditata sono impregnati di un realismo volgare e sovente urtante". Sainte-Beuve e Baudelaire riconobbero immediatamente i meriti dell'opera; Zola nel 1881 scrisse: "Quando Madame Bovary apparve, ci fu una rivoluzione letteraria. Sembrò che la formula del romanzo moderno, sparsa nell'opera colossale di Balzac, fosse ridotta e chiaramente enunciata nelle quattrocento pagine di un libro. Il codice dell'arte nuova era scritto". Intanto lo scandalo aveva giovato al successo del libro.

Il bovarismo divenne una maniera di sentire. Flaubert già volto ad altro lavoro, partì per la Tunisia nel 1858 per documentarsi su Salammbô, che pubblicò nel 1862. Lo compose con lo stesso metodo, anteponendovi l'indagine scientifica, rigorosa. Ne nacque un'opera poetica, dall'avvio ormai famosissimo: "C'était à Megara, faubourg de Cartate". Qui, la rivolta dei mercenari di Amilcare favorisce l'incontro del capo libico Matho con la figlia di Amilcare, Salammbô, e un sogno d'amore che si consuma nell'ultimo sguardo dell'eroe per la donna amata, effimera cristallizzazione di un mondo regolato dalle classi. Subito dopo aver dato alle stampe Salammbô, Flaubert dal 1863 al 1869 si dedicò alla seconda stesura dell'Éducation sentimentale, la prima era del 1845, che a ragione molta parte della critica accomuna per valore e profondità a Madame Bovary. Storia del fallimento d'una vita e di una generazione, quella della Rivoluzione di febbraio del 1848, essa è contemporaneamente la satira feroce della borghesia.

Lo scrittore ch’era nato a Rouen nel 1821, morì a Croisset nel 1880. Morto Flaubert, molti dei suoi scritti cominciarono a vedere la luce, ma tante pagine restano tuttavia ancora inedite.

Bibliografia
A. Thibaudet, Gustave Flaubert, Milano, 1960; P. Citati, Il migliore dei mondi impossibili, Milano, 1982; H. James, D'annunzio e Flaubert, Milano, 1983; J. P. Sartre, L'Idiot de la famille. Flaubert de 1831 à 1957, Parigi, 1988 (trad it. a cura di C. Pavolini); V. Brombert, I romanzi di Flaubert, Bologna, 1989.

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IL FATTO

PROCESSO DI VERONA

Processo celebrato a Verona tra l'8 e il 10 gennaio 1944 da un tribunale della Repubblica Sociale Italiana (RSI), formazione statale fascista costituita da Benito Mussolini nell'Italia settentrionale, occupata dai tedeschi dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, durante la Seconda guerra Mondiale; l'Alto Adige e la Venezia Giulia furono annessi alla Germania.Mussolini

La sede del governo fu fissata a Salò, da cui anche l'appellativo "Repubblica di Salò", sul Lago di Garda. Mussolini, che aveva annunciato da Radio Monaco il 23 settembre 1943 il ritorno del fascismo alle sue origini rivoluzionarie e repubblicane, era capo dello Stato, ma in realtà privo di reale potere. Fu ricostituito un esercito, affidato al generale Rodolfo Graziani, un Partito Fascista Repubblicano, segretario fu Alessandro Pavolini, il cui compito precipuo fu la lotta antipartigiana, condotta anche da formazioni autonome quali X Mas, Battaglioni Mussolini, Brigate nere e da bande irregolari, banda Koch, banda Carità.

Nonostante la proclamata volontà di attuare una politica "antiplutocratica", attraverso provvedimenti come la socializzazione della produzione, vedi il Manifesto di Verona, del 14 – 16 novembre 1943, la RSI non riuscì a ottenere il consenso della popolazione: ostile fu la classe operaia, con gli scioperi del marzo 1944, diffidente il Clero. Nella primavera 1945 la RSI fu definitivamente travolta dalla pressione congiunta degli anglo-americani e della Resistenza. contro i diciannove gerarchi fascisti che nella seduta del Gran Consiglio del 24-25 luglio 1943 avevano votato contro Mussolini. Gli imputati furono tutti condannati, tredici in contumacia, e i presenti, con l'eccezione di Cianetti che aveva ritrattato, furono fucilati l'11 gennaio: Ciano, De Bono, Gottardi, Marinelli, Pareschi.

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LA POESIA DEL GIORNO

I MIEI PASSI LENTAMENTE VANNO

I miei passi lentamente vanno
quasi a voler conficcare il piede
nel duro selciato che parla di passato.

Dolore e dolore e lacrime e sangue
da prima della croce e dopo speranze.

Incredibile speranza:
Resurrezione sul sangue versato!

Pur'oggi la terra è concimata
dall'umano sangue e la croce
non ha più ragione d'esistere.

Intanto continuiamo ad innalzare la croce
ad ogni nostro pensiero per sentirci vivi
nella sfacciata viltà di sempre.

Reno Bromuro (da "Senza levatrice" Edizione Albatros Roma 1983)

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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