29 luglio 1998
Bocciata alla Camera la legge
sul voto degli italiani all’estero

La Camera boccia per 12 voti mancanti la legge costituzionale sul voto degli italiani all’estero proposta da Alleanza Nazionale. Determinanti le assenze nelle file di Forza Italia, definite da Mirko Tremaglia di "banditi". Berlusconi, assente dall’aula, dice che si è trattato di una malaugurata circostanza. Tre anni più tardi, il 20 dicembre 2001, però "La legge è approvata in via definitiva dal Senato: Sì al voto per gli emigranti. Potranno essere eletti e scegliere 18 parlamentari".Silvio Berlusconi

Anche gli italiani che vivono all'estero potranno votare ed essere eletti nel Parlamento italiano. E' stata infatti approvata definitivamente dal Senato la legge sul voto degli emigranti. Il provvedimento è passato a larghissima maggioranza, 185 i sì, 1 no, 10 astenuti. I soli a votare contro sono stati Prc e Pdci, i Verdi si sono astenuti. Tutti gli altri a favore con un voto "trasversale" fra i gruppi di maggioranza ed i restanti di opposizione.

Un mese fa anche la Camera aveva detto sì con 412 voti favorevoli, 20 astenuti e solo 35 contrari. Soddisfatto e commosso il ministro per gli italiani all'Estero Mirko Tremaglia. "Non è soltanto un successo - ha detto - è la vittoria di una vita. Ma è un grande giorno anche per il Parlamento italiano che ha saputo dare una prova di maturità nel quadro di una battaglia di civiltà". Tremaglia ha dedicato questo successo al figlio scomparso e al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi "che ha sempre sostenuto il diritto degli italiani a sentirsi una cosa sola in qualsiasi parte del mondo si trovassero".

La proposta originariamente fu presentata dall'allora deputato Tremaglia, poi divenuto Ministro per gli Italiani nel mondo nel governo di Silvio Berlusconi, che ne ha fatto la sua bandiera politica. Con il voto del Senato diventano operative le modifiche costituzionali approvate nella passata legislatura. La modifica prevede l'istituzione di una circoscrizione Estero, nella quale verranno eletti 12 deputati e 6 senatori. Potranno essere eletti soltanto italiani che vivono all'estero. E' stata infatti bocciata, alla Camera, la proposta avanzata da alcuni parlamentari che prevedeva la possibilità di elezione anche per cittadini residenti in Italia. Volge così al termine la lunga vicenda del voto. Già dalla prossime elezioni per i nostri connazionali sparsi nel mondo sarà possibile eleggere propri rappresentanti al Parlamento italiano.

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RICORDIAMOLI

CARLO AZEGLIO CIAMPI

Carlo Azeglio Ciampi Presidente della Repubblica Italiana, è nato a Livorno il 9 dicembre 1920.Carlo Azeglio Ciampi Presidente della Repubblica Italiana

Ha conseguito la laurea in Lettere e il diploma della Scuola Normale di Pisa nel 1941, e la laurea in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa nel 1946. In questo ultimo anno è stato assunto alla Banca d'Italia, dove ha inizialmente prestato servizio presso alcune filiali, svolgendo attività amministrativa e di ispezione ad aziende di credito.

Nel 1960 è stato chiamato all'amministrazione centrale della Banca d'Italia, presso il Servizio Studi, di cui ha assunto la direzione nel luglio 1970.

Segretario generale della Banca d'Italia nel 1973, vice direttore generale nel 1976, direttore generale nel 1978, nell'ottobre 1979 è stato nominato Governatore della Banca d'Italia e presidente dell'Ufficio Italiano Cambi, funzioni che ha assolto fino al 28 aprile 1993.

Dall'aprile 1993 al maggio 1994 è stato Presidente del Consiglio, presiedendo un governo chiamato a svolgere un compito di transizione. Durante la XIII legislatura è stato Ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica, nel governo Prodi, dall'aprile 1996 all'ottobre 1998, e nel governo D'Alema, dall'ottobre 1998 al maggio 1999. Dal 1993 Governatore onorario della Banca d'Italia e dal 1996 membro del consiglio di amministrazione dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana.

Ha ricoperto numerosi incarichi di rilevanza internazionale, tra cui quelli di: presidente del Comitato dei governatori della Comunità europea e del Fondo europeo di cooperazione monetaria, nel 1982 e nel 1987; vice presidente della Banca dei regolamenti internazionali, dal 1994 al 1996; presidente del Gruppo Consultivo per la competitività in seno alla Commissione europea, dal 1995 al 1996; Presidente del comitato interinale del Fondo Monetario Internazionale, dall'ottobre 1998 al maggio 1999.

Dall'aprile 1993 al maggio 1994, Ciampi ha governato durante una fase di difficile transizione istituzionale ed economica. Il referendum elettorale e la congiuntura sfavorevole caratterizzata da un rallentamento della crescita economica richiedevano immediate risposte.

Il governo Ciampi ha garantito l'applicazione della nuova legge elettorale approvata dal Parlamento, attraverso il complesso lavoro per la determinazione dei collegi e delle circoscrizioni elettorali, e il passaggio da un Parlamento profondamente rinnovatosi tra la XI e la XII legislatura.

Sul piano economico gli interventi più significativi sono stati rivolti a costituire il quadro istituzionale per la lotta all'inflazione, attraverso l'accordo governo-parti sociali del luglio del 1993, che segnatamente ha posto fine ad ogni meccanismo di indicizzazione ed ha individuato nel tasso di inflazione programmata il parametro di riferimento per i rinnovi contrattuali. Inoltre il Suo governo ha dato avvio alla privatizzazione di numerose imprese pubbliche, ampliando e puntualizzando il quadro di riferimento normativo e realizzando le prime operazioni di dismissione, tra cui quelle, nel settore bancario, del Credito italiano, della Banca commerciale italiana, dell'IMI.

Come Ministro del Tesoro e del Bilancio del governo Prodi e del governo D'Alema, ha dato un contributo determinante al raggiungimento dei parametri previsti dal Trattato di Maastricht, permettendo così la partecipazione dell'Italia alla moneta unica europea, sin dalla sua creazione.

Tra i provvedimenti più significativi di questo periodo si ricorda la manovra correttiva della politica di bilancio varata nel settembre del 1996 dal governo Prodi, che ha consentito un abbattimento di oltre 4 punti percentuali del rapporto indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni rispetto al prodotto interno lordo, il parametro di Maastricht di più arduo conseguimento per il nostro Paese.

Il 13 maggio del 1999 è stato eletto, in prima votazione, decimo Presidente della Repubblica Italiana.

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IL FATTO

UN POETA AL GIORNO

ROBERTA VENARUCCI "AMORE IMPOSSIBILE"

Roberta Venarucci si autodefinisce: "una persona molto sensibile e spiccatamente generosa ma spesso, troppo spesso, la maggior parte delle persone hanno turbato e violentato il suo reale modo di essere. Mi piace molto leggere e anche studiare, ma non potete neanche immaginare quanto io abbia dovuto, anche in questo caso, lottare per frequentare la facoltà di scienze delle comunicazioni".

Non sono pochi gli studiosi che, in un modo o in un altro, si rifanno al moto romantico, vuoi per rilevare il venir meno dei motivi che alimentavano il Risorgimento come anche la più ampia crisi dei valori romantici che avevano fatto scadere il movimento europeo e, per più complesse ragioni, quello italiano.

Altri, viceversa, pensano che occorra prendere atto semplicemente della flessione delle affermazioni positivistiche che, reclamando una verifica del reale, avevano finito per appiattire ogni ansia umana sul mondo concreto nel tentativo di offrire ai vari problemi una spiegazione scientifica risultata alla fine insoddisfacente.

In effetti, di là dalla solida realtà, fuori del tentativo piuttosto ingenuo di conciliare scienza e fede, s'intuiva l'esistenza di un mondo privo di contorni precisi e di dati certi, di una realtà non dimostrabile ma non per questo meno valida: le certezze e i valori assoluti della scienza non reggevano davanti all'imponderabile, al senso del mistero, alle ansie, ai brividi dell'ignoto e al capogiro che l'uomo prova affacciandosi agli abissi inesplorati dell'inconscio; però è la parola crisi quella che maggiormente ricorre in tutte queste ipotesi che varrebbe la pena di verificare.

Ed è, quindi, più che mai conveniente soffermarsi preliminarmente a sondare lo stato d'animo dell'uomo decadente che si trova turbato da questo sbandamento spirituale ma anche in preda a nuove tensioni che vorrebbero portarlo fuori dalle incertezze e dai dubbi.

È proprio tale esigenza che crea un'ansia religiosa e inappagata della verità, un desiderio e una ricerca di Dio che rimangono irrisolti in un misticismo vago e generico che aggrava lo stato di dolore e inquietudine in cui trova a dibattersi la precaria esistenza terrena. L'uomo non si riconosce più nei valori tradizionali, si vede frastornato dall'angoscia del vivere, avverte i limiti della vita, tenta di reagire chiudendosi in una disperata solitudine, dilatandola in un solipsismo che sottolinea i termini di un soggettivismo esasperato quando non si lascia prendere dalla tentazione d'infrangere le barriere del comune e del banale e di affermare orgogliosamente solo la grande virtù dell'uomo superiore.

Gli esiti di questi atteggiamenti spirituali sono anticipati dai poeti che sottolineano frontiere nuove per la poesia, intuiscono con le loro illuminazioni e folgorazioni improvvise una realtà diversa sotto quella usuale e consunta delle apparenze, oscillano tra lucidità, intimismo e surreale, riconoscendosi nell'uomo solo e nell'uomo doppio di Baudelaire e nel rapporto interattivo quanto misterioso tra l'uomo e le cose oppure tra l'uomo e i suoi stati d'animo.

L'analogia diventa il mezzo indispensabile per tentare di mettersi in relazione con il mondo noto e ignoto e trasformare in simbolo la realtà nella quale si vive, mentre la musica e la poesia acquistano un valore immortale di mezzi con i quali l'anima può intravedere quello che c'è al di là della vita. La poesia diventa intuizione, il poeta un veggente che interpreta la realtà sul filo della vertigine, della sofferenza, della pazzia e dell'estasi, mentre la parola si assottiglia e diventa magia nel ritmo che cambia col verso libero, per estenuarsi nella perfezione della forma, nella poesia pura che corre ai limiti dello estetismo.

Nonostante l'apparente semplicità della lirica la Venarucci ha saputo dare una collocazione diversa ed una prospettiva nuova alla poesia, mostrandosi capace di intuire e interpretare, con modernità sconcertante, l'inquietudine e l'incertezza dei tempi. La sua sensibilità le fa avvertire la presenza dell'abisso e del mistero e le sotterranee analogie esistenti tra il suo spirito e le cose. La sua poetica può apparire come quella del "fanciullino" pascoliano, con gli occhi del quale ella riesce a guardarsi attorno con stupore e curiosità, rintracciando il grande e l'eterno anche nelle cose piccole e precarie dell'esistenza.

AMORE IMPOSSIBILE

di Roberta Venarucci

Se il giorno e la notte fossero un unico mondo
l'amore che provo per te
sarebbe come un fuoco che arde sulla sabbia
ad un passo dal mare....
Ma il giorno continua a vivere pur non incontrando mai la notte....
così io ti amo pur sapendo che non ti avrò mai!

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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