29 giugno 2000
Muore Vittorio Gasmann

È morto Vittorio Gasmann: un arresto cardiaco porta via a 78 anni uno dei più grandi protagonisti dello spettacolo. Dopo aver iniziato come attore teatrale, Gassman fu lanciato da Monicelli, con "I soliti Ignoti", nel mondo del cinema. Da allora aveva recitato in 122 film fra cui alcune pietre miliari del cinema italiano, dal "Sorpasso" alla "Grande Guerra" ai "Mostri". Vittorio GasmannSecondo Ciampi "ricordare Gassman significa ripercorrere le pagine più belle della nostra cultura teatrale e cinematografica".

VITTORIO GASSMAN è stato l’attore più eclettico, più colto e più preparato della scena mondiale. Era nato a Struppa Genova il 1 settembre 1922. Per volere della madre lasciò l’attività agonistica, giocava nella nazionale italiana di Basket, e s’iscrisse all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica "Silvio D’amico" che non portò a termine perché subito scritturato come protagonista de "La Nemica" di Dario Niccodemi da Alda Borelli.

Il successo fu subitaneo e lui si buttò nel cimento di un repertorio variatissimo sia attuale, sia classico, confermandosi in breve tempo uno dei più preparati e dotati attori del dopoguerra. Insieme ai grandi spettacoli shakespieriani Amleto, nel 1952, la cui interpretazione rimane un cimelio del teatro per bravura e per intuizione scenica; Otello, del 1956, dove si alternava con Salvo Randone in Iago e Otello; va ricordata la sua riproposta del Tieste di Seneca e la creazione, nel 1960, del Teatro Popolare Italiano, nel quale interpretò: Adelchi di Manzoni rappresentato sotto una tenda da circo. Nel cinema, dopo un inizio incolore con il film "Preludio d’amore" del 1946 con un'infelice esperienza hollywoodiana, rivelò straordinarie doti comiche nel 1968 interpretando il personaggio del ladro balbuziente de "I soliti ignoti" di Mario Monicelli.

Fu questa la prima di una fortunata e lunga serie di caratterizzazioni, da "La grande crociata" del 1959 e "II Sorpasso", rimasto mitico nella storia del cinema,1961; ai due "Brancaleone", a "Profumo di donna", a "Il deserto dei Tartari". Come regista, oltre all'ironico autoritratto di "L'alibi" del 1969, ha realizzato "Senza famiglia. nullatenenti cercano affetto" con Paolo Villaggio, nel 1972. estrosa e grottesca rappresentazione del romanzo di Malot. In televisione ebbe grande risonanza, come abbiamo accennato, nel 1959 la sua grande interpretazione de "Il Mattatore".

A noi piace in uno dei film più struggenti di Ettore Scola "Scusate il disturbo" la storia di un nonno e della sua nipotina che non si rassegna di vedere il suo amato "innamorato" in un albergo per vecchi e fugge con lui, inseguiti dalla polizia e dai genitori della bambina, i quali fanno credere che il vecchio è pazzo e potrebbe essere un grave pericolo per la bambina. Anche se il film non ha avuto un’adeguata distribuzione, ed è stato poco pubblicizzato, a mio avviso rimane la più bella interpretazione di questo grandissimo attore che il cinema e il teatro mondiale difficilmente riusciranno a sostituire.

 ***

RICORDIAMOLI

LA RIVOLUZIONE PARTENOPEA (fine)

I protagonisti del 1799 napoletano (cenni biografici)

Ferdinando I di Borbóne nacque a Napoli nel 1751 e ivi morì nel 1825, re delle Due Sicilie per nove anni a dal 1816 al 1825, già Ferdinando IV come re di Napoli Ferdinando III come re di Sicilia dal 1759 al 1816. Terzogenito di Carlo III, re di Spagna, e di Maria Amalia di Sassonia, salì al trono nel 1759 e governò, data la sua giovane età, per mezzo di un consiglio di reggenza, di cui facevano parte Bernardo Tanucci e il principe di San Nicandro. Nel 1768 sposò MFerdinando I di Borbónearia Carolina d'Absburgo, il cui temperamento autoritario si impose sul debole consorte, che, licenziato il Tanucci, si lasciò guidare dalla moglie e dal suo favorito, il ministro Acton.

Tuttavia, nel primo periodo del suo regno, Ferdinando favorì, nel clima dell'assolutismo illuminato, una politica di riforme mirante a ridurre il peso dei residui feudali e a limitare la potenza del clero. Le preoccupazioni suscitate dalla Rivoluzione francese nella corte posero però fine a questi tentativi riformistici; Ferdinando aderì così alla prima coalizione contro la Francia, e adottò dure misure contro quanti simpatizzavano per le idee rivoluzionarie. Nel 1798, violando un trattato concluso nel 1796, si lasciò indurre ad attaccare i Francesi che occupavano Roma, i quali però lo sconfissero, entrarono a Napoli e lo costrinsero a rifugiarsi in Sicilia, mentre nella capitale veniva proclamata la Repubblica Partenopea. Rientrato a Napoli dopo pochi mesi con l'aiuto degli Inglesi, scatenò una dura reazione contro i repubblicani, scavando tra monarchia e ceti colti un solco che non sarebbe più stato colmato.

Costretto poi a una pace umiliante da Napoleone con armistizio di Foligno, del 1801, riprese le armi mentre l'imperatore era impegnato nella campagna del 1805 contro gli Austro-Russi; ma, ancora battuto, perdette di nuovo la parte continentale del regno, data da Bonaparte al fratello Giuseppe, e poi a Gioacchino Murat, riparando in Sicilia dove, per le pressioni inglesi, dovette allontanare Maria Carolina e concedere la costituzione del 1812. Rientrato a Napoli dopo il congresso di Vienna, abolì la costituzione e unificò i suoi domini in un solo regno.

Fiero nemico delle idee liberali, dovette consentire al ministro Medici di attuare la cosiddetta politica dell'"amalgama", vale a dire una politica di compromesso tra il partito francese e quello borbonico, e fu costretto nel 1820 a venire a patti con la rivoluzione iniziata dai carbonari e capeggiata poi dal generale Guglielmo Pepe, e a concedere la costituzione. Ma poco dopo, recatosi al congresso di Lubiana, provocò l'intervento della Santa alleanza, e fece occupare il suo Stato dagli Austriaci, ristabilendo il regime assoluto. Durante il suo lungo regno venne riordinata tra l'altro l'università di Napoli e fondata quella di Palermo, furono incrementati gli scavi di Pompei ed Ercolano e creata la colonia di San Leucio (Caserta), organizzata secondo criteri egualitari di stampo rousseauiano.

Giuseppe Poerio, nato a Belcastro, Catanzaro, nel 1775 morto a Napoli nel 1843. Avvocato, si trasferì a Napoli nel 1795, prendendo parte alle cospirazioni antiborboniche ed esercitando una funzione di rilievo nella Repubblica Partenopea del 1799, alla cui difesa contribuì combattendo al ponte della Maddalena e al castel dell'Ovo. Imprigionato e condannato a morte dopo la restaurazione dei Borbone, ebbe la pena commutata nell'ergastolo. Rimesso in libertà nel giugno 1801, ricoprì cariche pubbliche nel periodo francese. Membro della reggenza nel 1815, fu deputato al parlamento napoletano durante la rivoluzione del 1820/1821, e fu tra i ventidue firmatari della protesta del 24 marzo 1821 contro l'intervento austriaco. Relegato a Graz, nel 1823 poté tornare in Italia, a Firenze, da dove fu però espulso nel 1830. Dopo aver viaggiato in Francia e in Inghilterra, nel 1833 fu riammesso a Napoli dove riprese, con successo, la sua professione di avvocato.

***

IL FATTO

UN POETA AL GIORNO

Francesca Battaglia e il Venditore di sogni

Vi sono autori che sostengono che la memoria nei sogni subisca un raffinamento. Bisogna distinguere se per memoria s’intenda la sola emergenza d’elementi percepiti nel subcosciente o d’elementi completamente dimenticati. Nell'uno e nell'altro caso non li riconosciamo come già visti, ma li percepiamo come se fossero nuovi.

Non mancherà chi in questo caso, più che un esempio di memoria, vedrà un intervento preternaturale. Non posso né affermarlo, ne negarlo. Posso assicurare solo che non è necessario ricorrere a quell’intervento, perché può darsi benissimo che in precedenza uno avesse sentito parlare delle scritture notarili e del loro recapito, senza darvi peso, e la sottile traccia rimasta nella memoria, insufficiente per il ricordo da sveglio, può essere stata benissimo sufficiente per la reminiscenza in sogno, galvanizzata dalla preoccupazione della causa, che, "si porta nel cuore".

"Una persona aveva ereditato un pezzo di terra e ricordava di aver sentito dire da suo padre che l'aveva comperato e pagato; però non poteva presentare titoli legali di proprietà, perché non li possedeva, ed ignorava dove fossero stati protocollati. Si trovava quindi in procinto di perdere la causa con la quale gli si contestava la proprietà del terreno. Alla vigilia dell'udienza processuale vide in sogno suo padre, il quale gli comunicò che i documenti stavano in casa di un notaio in pensione. Quando si svegliò, volle accertarsi, se il sogno corrispondesse alla realtà: "era questo che si portava nel cuore?" Spesso in sogno si parlano idiomi che si sono sentiti, oppure che si sono parlati nella prima infanzia, e che successivamente furono sepolti nell'oblio. Frequentemente questi casi non si presentano come conosciuti in anticipo ma come novità, perciò più che ricordi si potrebbero definire semplicemente reminiscenze:

"Un sorriso,
un bacio,
una parola d'amore?"

In altri casi, nonostante non si ricordi né tempo, né spazio, né altre circostanze di conoscenza precedente, si ha la vaga impressione che non sia la prima volta che si presenti. Maury riferisce che in sogno si vide trasportato ai giorni della sua infanzia, nel piccolo borgo di Trilport. Vide un uomo in uniforme, cui domandò il nome: gli rispose che si chiamava… Maury rimase in dubbio se ciò fosse pura invenzione della propria fantasia, o se fosse un ricordo. Ebbe occasione di vedere la sua bambinaia e le raccontò il sogno. La donna gli assicurò che quando era bambino, suo padre aveva costruito in quella località un ponte, e che c'era una guardia che aveva quel nome:

"Ti ho incontrato sul mio cammino
e il mio mondo è cambiato,
tutto è diventato luminoso
sul sentiero della vita.
Camminavo sulle nuvole,
in un mare di fiori
aspiravo il tuo dolce profumo".

Ora è chiaro che era un ricordo positivo. Casi del genere ci fanno pensare che non è impossibile che la sensazione del già visto, per lo meno in molte circostanze, sia solo una supposizione non reale ma rimasta nel dubbio a causa della mancata possibilità di verifica. Certamente dubbi non ne ha Francesca Battaglia, che ha realizzato i suoi sogni le sue reminiscenze, nell’amore. "Il venditore di sogni" incontrato sul suo cammino le ha cambiato la vita, illuminandola, spazzando via le nuvole che l’avvolgevano. Senza dubbio è provato che molte altre volte nei sogni si producono ricordi bugiardi, che ingannano chi sogna; ma non è il caso della nostra. Ella ha visto la realizzazione del "suo sogno" venduto da un uomo sconosciuto, che dandole il sogno che cercava, ha permesso la realizzazione di esso.

Potrete leggere alcune delle sue poesie in ElbaSun http://www.elbasun.com/L_angolo_della_lettura/poesie.htm

VENDITORE DI SOGNI

di Francesca Battaglia

Venditore di sogni
cosa porti nel tuo cuore?

Un sorriso,
un bacio,
una parola d'amore?

Ti ho incontrato sul mio cammino
e il mio mondo è cambiato,
tutto è diventato luminoso
sul sentiero della vita.

Camminavo sulle nuvole,
in un mare di fiori
aspiravo il tuo dolce profumo.

Poi a un tratto
come un sogno
sei svanito nel nulla,
in un risveglio triste.
L'ho pagato quel sogno,
era solo un sogno,
ma a vendere sogni
sei davvero bravo.

E adesso
sei tornato
a vendere sogni
ma chissà
quando,
mai nessuno
li comprerà!

***

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

************************
L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

Torna all'indice

Reno Bromuro
reno.bromuro@elbasun.com

Home ElbaSun
www.elbasun.com - il sito del SOLE