29 dicembre 1170
Assassinio nella cattedrale

Thomas Becket era un giovane avvocato di cui il re Enrico II Plantageneta aveva fatto il suo favorito. Il sovrano lo aveva fatto nominare arcidiacono di Canterbury. Ma la sua ascesa non si fermò li. Enrico II, che sapeva riconoscere i meriti del suo protetto, nel 1154 l’insigni del titolo di gran cancelliere d'Inghilterra.

I due uomini erano inseparabili, uniti da una grande amicizia. Fu allora che nacque nella mente del re un progetto veramente ambiguo: egli bramava le immense ricchezze del clero inglese, e pensò che avrebbe potuto impossessarsene più facilmente facendo nominare il suo protetto arcivescovo di Canterbury... Ora, dopo la nomina, Thomas Becket portava il saio monacale: era diventato un altro uomo. Ritenendo di non poter servire due padroni, lasciò il suo posto di gran cancelliere e si dedicò esclusivamente alla difesa della Chiesa.

Enrico II si senti tradito. La sua collera fu terribile: costrinse Becket a rifugiarsi in Francia. Ma fu disapprovato da un gran numero di sudditi. Alcune province si sollevarono. Dinanzi a questa situazione, il re si rassegnò a riconciliarsi con l'arcivescovo che rientrò in Inghilterra. Enrico II, vessato, gridò:"Ma non v'è dunque nessuno che riesca a sbarazzarmi da questo prete?"

La notte del 29 dicembre 1170, quattro cavalieri del re d’Inghilterra Enrico II irrompono nella cattedrale di Canterbury, sede della massima autorità religiosa del regno, e uccidono a colpi di spada l’arcivescovo Thomas Becket. L’evento segna il punto più alto e drammatico di una vicenda che, in apparenza, si incastra perfettamente nel quadro del conflitto tra potere laico e potere ecclesiastico, elemento dominante della Storia d’Europa.

Alla luce di questa interpretazione, Becket è visto come un martire, immolatosi sull’altare di una libertà di culto costantemente minacciata dalle ingerenze di un sovrano dispotico. Vestita di un’aura di santità, la sua figura è fatta oggetto di una venerazione che sopravvive allo scorrere del tempo e arriva ad ispirare un grande scrittore del XX secolo, Thomas S Eliot, che sul quel dramma costruisce uno tra i suoi più apprezzati lavori, Assassinio nella cattedrale. Ma tra le pieghe della storia si possono cogliere elementi che offrono spunti diversi e riportano la vicenda sul piano dello scontro personale tra due uomini, più che tra due simboli politici.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1970: Un'ondata di freddo e di neve s'abbatte sulla Francia:10000 automobilisti restano bloccati sull'autostrada A-7, rendendo necessario l'intervento dell'esercito.

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RICORDIAMOLI

THOMAS STEARN ELIOT

Thomas Stearn Eliot letterato statunitense naturalizzato inglese nacque a Saint Louis, Missouri, nel 1888 si spense a Londra nel 1965. Formatosi alla Harvard University, perfezionò i propri studi alla Sorbona, a Oxford e in Germania, manifestando subito un profondo interesse per la filosofia e per le lettere. Stabilitosi in Gran Bretagna nel 1915, divenne cittadino inglese dal 1927. Dopo alcuni tentativi giovanili fu "scoperto" da Pound, che gli fece pubblicare sulla rivista Poetry di Chicago alcune poesie poi incluse nel volume "La canzone d'amore di J. Alfred Prufrock".Thomas Stearn Eliot

L'amicizia con Pound fu fondamentale nella formazione poetica di Eliot, che gli dedicò, con l'epigrafe dantesca "al miglior fabbro", il celebre poemetto "La terra desolata", rievocazione e insieme epitaffio di un mondo in piena crisi dopo la Prima guerra mondiale. "La Terra desolata" mostra non soltanto l'influsso di Pound, che apportò pure correzioni al testo, ma anche l'interesse per i poeti metafisici inglesi, per Blake e per Dante, nonché una nuova visione dinamica della tradizione, intesa come utilizzazione e modificazione costante del patrimonio letterario e culturale.

Gli anni successivi alla pubblicazione di "Gli uomini vuoti", in cui la visione negativa di Eliot raggiunse il suo apice, segnarono un profondo ripensamento critico e poetico, espresso con estrema chiarezza nel 1930, quando Eliot si dichiarò monarchico in politica, classico in letteratura e anglocattolico in religione. Tale mutamento si rifletté anche nelle opere creative, soprattutto nella raccolta "Mercoledì delle Ceneri", che rivela marcati interessi devoti e religiosi e un tono più pacato. Seguì tutta una serie di opere teatrali Assassinio nella Cattedrale Riunione di famiglia; L'impiegato di fiducia; Il grande statista, guastate sovente da un messaggio troppo vistoso e dall'ancoraggio a tesi troppo esplicite.

Thomas Stearn EliotEliot comunque non abbandonò la poesia e anzi toccò uno dei suoi vertici più alti con i Quattro quartetti, dove, attraverso l'uso del simbolo come strumento di diretta comunicazione emotiva e razionale tra autore e lettore, tentò una sintesi del percorso terreno, mentale e spirituale dell'uomo. Importante è anche l'attività critica e saggistica che non ha mai conosciuto soste; le opere più significative sono: Il bosco sacro, Dante, L'uso della poesia e l'uso del criticismo, Dopo strani dei, L'idea di una società cristiana, La letteratura della politica.

Considerato concordemente uno dei massimi esponenti della letteratura angloamericana del secolo Ventesimo, Eliot, nonostante si sia dovuto registrare un certo declino di interesse nei suoi confronti, soprattutto per il suo progressivo ritrarsi su posizioni conservatrici e in taluni casi addirittura reazionarie, rimane tuttavia, con i grandi maestri del Novecento, il cantore della crisi dell'uomo e della società occidentale tra le due guerre mondiali.

Bibliografia A. Serpieri, Eliot: le strutture profonde, Bologna, 1973; V. Fissore, Invito alla lettura di Thomas S. Eliot, Milano, 1991.

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IL FATTO

Cinquecento

Il Cinquecento fu un secolo denso di importanti avvenimenti politici e religiosi: su tutti la creazione dell'impero di Carlo V e la grande divisione religiosa della Riforma protestante promossa da Martin Lutero. Gli intellettuali del tempo si concentrarono su queste vicende, con importanti scritti di stampo civile e storico; ad esempio, Il Principe di Niccolò Machiavelli e i Ricordi politici e civili di Francesco Guicciardini e le testimonianze dello spirito del tempo e dell'affermarsi di una nuova coscienza politica.

Il Sedicesimo secolo, in Italia, si caratterizzò anche per la prima vera codifica della lingua letteraria, assumendo come modello per la lirica Petrarca, Boccaccio per la prosa. Nacquero opere stilisticamente molto curate che abbracciavano diversi campi della letteratura: per la trattatistica è da ricordare Il libro del Cortegiano di Baldassar Castiglione, per l'epica il poema La Gerusalemme liberata di Torquato Tasso, per il genere cavalleresco l'Orlando furioso di Ludovico Ariosto. Anche il teatro ebbe, in questo secolo, una spinta innovativa dovuta soprattutto al contributo delle opere dialettali: Angelo Beolco, vero nome di Ruzante, scrisse le sue commedie in pavano, cioè il padovano parlato nel contado, come testimonia la Bilora.

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LA POESIA DEL GIORNO

L'ADDIO DELLA RONDINE

Mai più verrà la rondine
al richiamo della primavera.

Mai più vedrò le rose sbocciare
nel triste giardino della vita
come illusione di vita serena.

Rondine partisti
come morte furono le rose
del mio triste giardino.

Non tornerai più.

Se ritornassi non più il corpo
troveresti all'ansiosa attesa
ma l'anima desiderosa d'amore
ci sarà in quel triste giardino
ch'è la vita mia.

Reno Bromuro

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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