29 agosto 1862
Maurice Maeterlinck

Quando nel 1892 fu presentato a Parigi Pelléas et Mélisande, opera teatrale di un giovane autore belga, Maurice Maeterlinck, il pubblico si rese perfettamente conto di scoprire un'arte nuova in cui leggenda, poesia ed espressione teatrale si fondevano armoniosamente. Tutt'al più rimase un po' sconcertato dal dialogo d'un'ingenuità commovente, che moltipllcava le immagini e i simboli, come in una favola per bambini. Maurice Maeterlinck era nato a Gand il 29 agosto 1862. Dopo un'infanzia felice studiò diritto e intraprese la professione d'avvocato. Ma il giovane avvocato, irresistibilmente attratto dalla poesia, pubblicò i primi versi nel 1889 e quello stesso anno fece rappresentare la sua prima commedia. La Princesse Moleine. Octave Mirbeau, che a quel tempo era una delle personalità più in vista del mondo letterario, gli dedicò un articolo: quello fu il suo lancio.

Dopo Pelléas et Mélisande, Maeterlinck continuò a pubblicare opere poetiche. Scrisse pure tre drammi per teatro di marionette, non esitando a mettere il suo talento al servizio dei più piccini. Nel 1909 l'autore fece rappresentare L'Oiseau bleu, che fu un vero trionfo. Ricevette il premio Nobel per la letteratura nel 1911. Aveva solo cinquant'anni, e gliene restavano da vivere altri trentasei, durante i quali avrebbe approfondito e modificato la sua opera. Così dal 1926 al 1950 Maeterlinck pubblicò tre libri sulla vita delle api, delle termiti e delle formiche, che testimoniano un acuto spirito d'osservazione. Scritte con grande purezza di linguaggio, queste opere dimostrano che il maestro del teatro simbolico era al tempo stesso uno scienziato

È successo quel giorno:

1935:La regina Astrid di Belgio resta uccisa in un incidente automobilistico.

RICORDIAMOLI

IJOHANN WOLFGANG GOETHE (2 parte)
Ieri abbiamo parlato dell’inizio dell’attività artistica e della vita di Johann Wolfgang Goethe, oggi affronteremo il periodo dello studio scientifico e dell’attività politica.

Il predominio dell'intuizione e del cuore sulla ragione, celebrato nel dramma «Egmont» dove, sullo sfondo dell'insurrezione antispagnola nei Paesi Bassi, l'eroe del popolo e della libertà soccombe di fronte alle forze ostili del mondo esterno, si fa tragica fatalità nel 1774 in «Die Leiden des Jungen Werther»; I dolori del giovane Werther, sono  lo specchio di un'altra vicenda vissuta: l'amore non corrisposto per Lotte Buff, fidanzata dell'amico Kestner, a Wetzlar, dove Goethe faceva il tirocinio d'avvocato, e la vicenda parallela occorsa a un compagno di Wetzlar, poi suicida. Il libro, impregnato di un sentimento rousseauiano della natura, di un titanismo sentimentale incapace di compromessi e d'integrazione nella realtà, rese il Poeta improvvisamente famoso anche fuori della Germania e lo mise in contatto con Klopstock e Lavater, col quale compì anche un viaggio sul Reno. Nell'ultimo periodo francofortese egli compose alcune delle sue liriche più famose, quali la ballata «Il re di Tule» e «All'auriga Cronos», l'«Urfaust», il cui manoscritto fu ritrovato soltanto nel 1887, delle farse satiriche e i due drammi minori «Clavigo» e «Stella» (questo dramma piaceva tanto a Mormorale, che ogni volta che mi vedeva mi consigliava di leggerlo, dimenticando che già me lo aveva fatto leggere e commentare, infinite volte) . Si era nel frattempo fidanzato con la bella e ricca Lili Schönemann e la sua vita sembrava volersi fissare nell'ambiente borghese e patrizio della città natale, quando venne inattesa la chiamata a Weimar, dove il duca Carlo Augusto, allora diciottenne, lo volle suo precettore. In realtà nel piccolo Stato lo attendevano svariate mansioni amministrativo-politiche che lo indussero a sviluppare il già vivo interesse per le scienze naturali, soprattutto per la geologia, per l'ottica, nel cui ambito formulerà nel 1810, la «Teoria dei colori», e per la botanica, che lo porterà negli anni della maturità sulle tracce della «pianta primigenia». Egli assunse la direzione delle strade e delle miniere e delle finanze. Nel 1780 fu fatto consigliere di Stato, nel 1782 ricevette il titolo nobiliare e nel 1815 divenne ministro. Questi anni d'intensa attività al di fuori della poesia e l'amore della colta e raffinatissima dama di corte Charlotte von Stein, la figura femminile dominante della sua vita, che assurse a educatrice del giovane genio, operarono il distacco di Goethe dallo Sturm und Drang e la sua conversione a una nuova classicità, in cui giunse a maturazione artistica l'osmosi, fino allora soltanto culturale, del mondo tedesco coi Latini e coi Greci. L'ideale, già pietistico, dell'anima dotata di fermezza, calma e purezza, s'incarna in «Ifigenia» nel dramma in giambi scritto dal 1779 al 1786; e s'impone alla scomposta passionalità del poeta nel Torquato Tasso, concluso nel 1789, centrato appunto sulla difficile conciliabilità fra poesia e vita. L'amore per la von Stein, che gli ispirò un ciclo di lettere e poesie, tra cui «Alla luna» e «Perché ci desti», era al culmine e insieme al declino. (2 continua)

L’ANEDDOTO

PERSONAGGI PADULESI «LA DECISIONE»
Tra i libri che don Benedetto m’inviò, quello che mi spinse alla conoscenza pura e per «conoscenza pura» intendo quella fatta non sui libri, che ti danno solo il pensiero e la conoscenza vista dalla scrittore, ma quella acquisita da autodidatta, empiricamente, furono i saggi filosofici, cui il saggio più letto e analizzato fu ed è: «La storia come pensiero e come azione».

Intanto don Giulio mi aveva preso a ben volere e m’impose con autorità al gruppo di studenti che non volevano accettarmi. Così mi trovai nel gruppo teatrale stabile che faceva due rappresentazioni l’anno. Avevo sempre delle piccole particine, ma mi faceva bene, mi piaceva stavo con persone che parlavano bene e se qualcuno sbagliava un vocabolo o un verbo si discuteva per ore fino a quando uno di loro andava a casa a prendere il vocabolario e mettere il dito nella piaga come San Tommaso; mi piaceva, perché imparavo. In questo modo mi trovai a sostenere gli esami di «ammissione alla scuola media», pagando le tasse con i soldi guadagnati andando a spigolare, e in questo modo, giunsi a sostenere gli esami di seconda media; gli esami della terza non potetti farli perché papà era ritornato e non voleva che stessi dieci ore sotto il sole di luglio per duecento lire il giorno e gli esami svanirono. Non rimasi per niente deluso o mareggiato di non aver sostenuto gli esami di terza, c’era il teatro, la parte da imparare, stare attento a quanto suggeriva il regista (la regia era sempre collettiva), ma io ubbidivo solo ai consigli dati da don Giulio.

Un giorno stavano provando un dramma ambientato durante la rivoluzione francese ed io non avevo nemmeno una battuta, piccolo com’ero non potevo nemmeno fare la comparsa di soldato; però mi era permesso assistere alle prove. Una sera non ne potetti più e scattai in piedi gridando ma possibile che non riesci a dire quattro parole con la tragicità nella voce, sei fuori parte, non te ne accorgi? Il mio più acerrimo nemico (un ragazzo che filava con la sorella del ragazzo che faceva il protagonista, mi invitò a salire sul palcoscenico per ridicolizzarmi), disse:

-visto che sei così bravo perché non vieni qui e ci fai vedere? Non mi feci ripetere l’invito e dopo aver recitato, don Giulio impose che quel personaggio l’avrei recitato io.

La sera della rappresentazione insistetti con mia madre di venirmi a vedere. Mamma venne, ma dopo lo spettacolo mi diede tante di quelle botte, che mi brucia ancora il «popò», perché, disse, che aveva sofferto tanto perché aveva creduto che fossi morto veramente.

Dopo due giorni, ero definitivamente sulla via di Napoli, finalmente sapevo qual era la strada che avrei dovuto percorrere.

La prima recita che feci a Napoli avevo per compagni di scena Agostino Salvietti, Giulia Melidoni, il giovane Gigi Reder e Alighiero Noschese.

LA POESIA DEL GIORNO

ALL'OMBRA DI UNA LUNA VERGOGNOSA

All'ombra di una luna vergognosa
cicale ciarliere e usignuoli
piangenti confondono suoni e lacrime
con quelle copiose degli occhi.

Una voce calda e sensuale si leva
nella notte e tu, mi baci la bocca.

I tuoi baci hanno sapore di vita.

Un fiore germoglia e un Gabbiano
guarda curioso l'andare del mare.

Reno Bromuro (da Musica bruciata)

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

************************
L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

Torna all'indice

Reno Bromuro
reno.bromuro@elbasun.com

Home ElbaSun
www.elbasun.com - il sito del SOLE