28 ottobre 1517
Le 93 tesi di Martin Lutero

II 28 ottobre 1517 un monaco tedesco, Martin Lutero, dichiarò senza mezzi termini di disapprovare il sistema delle indulgenze. Nel corso dei secoli, la Chiesa cristiana aveva perso in gran parte la sua purezza iniziale. S'era instaurata una pratica scandalosa: si vendevano le indulgenze, vale a dire che un peccatore poteva comprare il perdono dei suoi peccati!

Tre giorni dopo, le 93 tesi di Lutero furono affisse alla porta della Schlosskirche di Wittenberg, in Turingia, suscitando un vero scandalo i cui echi giunsero fino a Roma. Martin Lutero non era però un ribelle e a quel tempo non pensava ancora a staccarsi dalla Chiesa. Egli si limitava a protestare richiamandosi alle parole di San Paolo che aveva dominato la sua vita: "Il giusto vivrà per la fede".

Ma il papa non poteva tollerare un attacco di cui valutava molto bene la portata. Tanto più dei santi, la gerarchia e l'autorità di San Pietro, che Lutero, trascinato più lontano di quanto volesse all'inizio, criticò via via la messa, il culto. Nel 1520 il papa lanciò contro Lutero una bolla di scomunica. Quest'ultimo, ben lontano dal sottomettersi, la bruciò sulla pubblica piazza di Wittenberg il 16 dicembre di quello stesso anno. Era la rottura

Citato in giudizio l'anno seguente davanti alla dieta di Worms, messo al bando dall'impero, Lutero si nascose per dieci mesi presso l'elettore di Sassonia, dove tradusse in tedesco la Bibbia. Lo Scisma era avvenuto: era la Riforma.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1893:L'Havoc, primo cacciatorpediniere costruito da Yarrow, percorre per la prima volta il Tamigi.

1922: I Fascisti marciano su Roma

1971: La Camera dei Comuni vota con maggioranza di 356 voti contro 244 l'adesione della Gran Bretagna al Mercato Comune.

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RICORDIAMOLI

LA MARCIA SU ROMA DALL’APERITIVO AL DIGESTIVO
(ossia dalle manganellate all’olio di ricino)

Dall'Aperitivo...

24/10/1922 si tiene a Napoli il primo Convegno del Partito Nazionale Fascista

Mussolini in un discorso al teatro San Carlo proclama: "O ci daranno il governo, o lo prenderemo calando su Roma". Sfilano di fronte al capo del fascismo, in una sorta di prova generale della marcia su Roma, 40 000 camicie nere.

25/10/1922 Mussolini propone di dare vita ad un ministero esteso ai fascisti, ma nel frattempo, torna sui suoi passi e ritira la proposta; contemporaneamente, rifiuta anche un'ipotesi di accordo con Giolitti, che prevede, in un ministero presieduto da questi, la partecipazione di quattro ministri e di altrettanti sottosegretari fascisti.

26/10/1922 Inizia la marcia su Roma. Michele Bianchi, chiudendo i lavori del consiglio nazionale del PNF riunito dal giorno precedente a Napoli, lancia un incitamento alla mobilitazione generale delle squadre fasciste. Inizia la marcia su Roma. Sotto la guida di un quadrumvirato insediato a Perugia, composto dai quattro partecipanti alla riunione di Milano del 16 ottobre, Bianchi, Balbo, De Bono e De Vecchi, le squadre fasciste convergono su Roma da varie regioni d'Italia, occupando prefetture e stazioni ferroviarie. Mussolini è a Milano, barricato nella sede del "Popolo d'Italia", da dove negozia a distanza con il re e il governo. Dappertutto le autorità civili, dopo lievi resistenze incruente, cedono i poteri alle autorità militari secondo le direttive giunte da Roma. In generale, la resistenza delle autorità militari dura poco e per lo più è subito seguita dall'apertura di trattative con i capi delle colonne fasciste.

27/10/1922 Dimissioni del gabinetto in questo giorno ci sono due avvenimenti: Giolitti che si precipita a Roma e la dimissione del gabinetto Facta. Contemporaneamente il presidente del consiglio prepara un decreto per la proclamazione dello stato d’assedio.

28/10/1922 Il re si rifiuta di firmare il decreto per lo stato d'assedio. Intorno a Roma le colonne fasciste contano circa 25.000 uomini, armati solo in parte e malamente. A presidio di Roma vi sono 28.000 uomini delle forze armate.

29/10/1922 Il re invita Mussolini a Roma per affidargli la guida del governo, mentre a Milano i fascisti impediscono l'uscita dei giornali e danno l'assalto alla sede dell'"Avanti"

30/10/1922 Mussolini giunge a Roma Si presenta al re come suo "fedele servitore" e gli sottopone immediatamente la composizione del governo che intende costituire, nel quale figurano: i fascisti Aldo Oviglio alla Giustizia e Alberto De Stefani alle Finanze; i popolari Vincenzo Tangorra al Tesoro e Stefano Cavazzoni al Lavoro e previdenza sociale; i nazionalisti Luigi Federzoni alle colonie e Giovanni Giuriati alle terre liberate; i democratico-sociali Gabriello Carnazza ai lavori pubblici e Giovanni Antonio Colonna Di Cesaro alle poste; il salandriano Giuseppe De Capitani all’agricoltura e il giolittiano Teofilo Rossi all’industria e commercio; il filosofo Giovanni Gentile all’istruzione e gli alti ufficiali Armando Diaz alla guerra e Paolo Thaon di Revel alla marina. Mussolini tiene per sé i ministeri degli esteri e dell'interno

31/10/1922 Costituzione del ministero Mussolini. Nel pomeriggio si tiene una solenne parata per celebrare la vittoria fascista. La manifestazione si conclude con una lunga serie di violenze: sono invase e devastate sedi di vari giornali tra cui "Il Paese", "L'Epoca" e "Il Comunista". E’ dato l'assalto alla direzione del Partito socialista e alla Casa del popolo. Si contano molti morti e feriti. La Confederazione generale dell'industria inneggia al nuovo governo, con la diffusione di un comunicato.

... All’olio di ricino

L’azione dimostrativa delle camicie nere, decisa il 16 ottobre 1922 e pubblicamente annunciata il 24 dello stesso mese al congresso di Napoli, come abbiamo visto, consiste in una marcia sulla capitale italiana. Vinta ogni opposizione di sinistra grazie alla violenza squadrista e alla connivenza degli organi dello Stato, nell'autunno di quell'anno i fascisti mirarono, infatti, alla conquista definitiva del potere.

Costituitosi un comando generale con sede a Perugia e formato dai "quadrunviri", gli squadristi ebbero quindi l'ordine di concentrarsi a Santa Marinella la colonna toscana, comandata da Dino Perrone Compagni e il generale Ceccherini; a Monterotondo la colonna laziale-umbra, comandata Umberto Igliori e il generale Fara e a Tivoli la colonna marchigiano-abruzzese, al comando di Bottai.

La marcia sarebbe dovuta avvenire il 28 ottobre, ma le squadre d'azione, già organizzate nei giorni precedenti, furono bloccate dalle forze dell'ordine e dalle trattative in corso a Roma. Dopo che il governo presieduto da Facta aveva stabilito di resistere ad ogni costo il re si rifiutò, infatti, di firmare lo stato d'assedio e, dopo febbrili consultazioni, decise di chiamare al governo il 29 ottobre lo stesso Benito Mussolini.

La mattina del 30, quando il capo dei fascisti era già nella capitale impegnato a formare il governo, fu finalmente concesso alle camicie nere di marciare su Roma dove arrivarono in parte a piedi, in parte su autocarri, ma per lo più su treni speciali. Il successo aveva aumentato il loro numero: forti di circa 27.000 uomini all'inizio, al momento di entrare in città erano circa 40.000 e al momento di abbandonarla, quasi 70.000.

***

L’ANEDDOTO PERSONAGGI PADULESI "SULLA SPIAGGIA 3"

- Senti. – ho detto con tutta la dolcezza cui sono capace. - Non posso lasciarti in questo stato. Vedi quanto è bella l’aurora? Respira a pieni polmoni, dimentica per poco... La notte! - Mi sono accorto di aver detto qualcosa che non avrei dovuto e ho tentato di cambiare argomento. - Vuoi fumare?

- Fuma prima tu. Non mi fido.

- Allora ti hanno anche rimbecillito? Dai? Ho acceso una sigaretta ho aspirato qualche boccata e poi l’ho passata a lei, che prima di metterla tra le labbra, l'ha odorata. Sembra rilassarsi, ma di tanto in tanto un forte singhiozzo interno le solleva il petto con ritmo disuguale. Il suo è un pianto interiore ed ho la sensazione di sentire il calore del sangue dentro l’anima. Fuma in silenzio, guardandomi sottecchi. Si ode, per qualche secondo, solo la risacca del mare e il nostro respiro.

- Ti va di ascoltarmi?

- Se non avessi voluto!…

- Sono giunta… Ma che serve? - E di nuovo è presa dal delirio e dal ricordo. - Non voglio. Non voglio, vattene. Vattene o grido!

Mi sono alzato e mi sono allontanato di qualche passo, poi ci ripenso. Ritorno e le dico:

- Ho la macchina poco distante, perché non vieni con me?

Ella mi guarda con uno sguardo pulito, ridente. Calma domanda:

- Secondo te, perché è accaduto? Stavo bene con Mariano. Non credo ci amassimo, ma stavamo bene insieme… Ma perché ti racconto queste cose?

- Forse perché hai capito che sono buono, sincero, onesto e soprattutto… disinteressato.

- Non esistono uomini buoni e disinteressati. Solo Gesù! E poi perché sei convinto che ti creda? So una cosa, l'unico uomo, veramente buono, di cui ho sentito parlare è Gesù Cristo. Ma è morto da tempo, da un bel pezzo! Che uomo può essere uno come te che dice delle cose e ne pensa altre?

- Ti sbagli! Dico sempre quello che penso.

- Allora sei un altro Gesù Cristo?

- Non è vero, non lo sono. Pero sento di essere un uomo.

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LA POESIA DEL GIORNO

IL GIALLO SOLE AUTUNNALE

Il giallo sole autunnale baciava la verde terra di Puglia
mentre un treno come tartaruga accompagnava
col suo monotono sferragliare, i miei pensieri altrove.

Mi avevi detto di venire e lo volevo.

Le mie ali costantemente staccate tra ruota e rotaia,
in collisione perenne tra cuore e pensiero:
tu m'aspettavi!

Per occupare il pensiero
guardavo gli interminabili vigneti
gli olivi duri senza chioma di foglie;
rami robusti attorcigliati o pungenti
sembrano branchi di alce inquadrati
come soldati in piazza d’arme;
riflettono strani effetti di luce e nel raggio
di quella più pura, i tuoi occhi puliti,
il tuo volto onesto, il tuo sorriso aperto:
specchio puro dell'anima mia.

La tua voce fatta di parole precipitose
come il battito del cuore che corre più del treno
in conflitto con la velocità del pensiero
vorrebbero dire sensazioni del momento
ma solo i tuoi occhi narrano ridenti l'accaduto.

Reno Bromuro (da "Se m’addormento" Edizione in proprio Roma 1983)

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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