28 luglio 1998
I primi quattro protocolli della cura
del professor Di Bella

I risultati della sperimentazione dei primi quattro protocolli (su nove) della cura anticancro del professor Di Bella sono sconfortanti: nel 75% dei casi 137 pazienti su 397 hanno visto peggiorare la loro malattia e metà sono morti; nel 9% non vi sono stati cambiamenti, nel 13% si è dovuto rinunciare per gravi effetti collaterali; solo nel 3% i risultati non sono valutabili. Di Bella reagisce, accusando i medici di non aver sperimentato il suo metodo e di non aver impiegato i farmaci adatti. Dal comitato dell’Istituto superiore della sanità si ribatte: "La terapia è quella approvata e sottoscritta da Di Bella, ma la cura è inefficace".Luigi di Bella

Luigi Di Bella nasce a Linguaglossa (Ct) il 17 luglio 1912, ultimo di tredici figli. Conseguita la maturità scientifica a Messina, si laurea il 14 luglio 1936 in Medicina e Chirurgia con 110/110 e lode all'Università di Bari. Lo stesso anno si abilita all'esercizio della professione medica nell'Università di Parma, presso la quale è aiuto incaricato per tre anni nell'Istituto di Fisiologia Umana. Nel luglio 1939 è nominato assistente ordinario, avendo superato il Concorso Nazionale per assistenti. Il 3 settembre 1939 sposa Francesca Costa, scomparsa il 13 marzo 1993; dal matrimonio nasceranno due figli: Giuseppe nel 1941 e Adolfo nel 1947. Dal 1939 al 1947 è Aiuto Ordinario alla Cattedra di Fisiologia Umana dell'Università di Modena.

Nel 1941, col grado di capitano medico di complemento, parte per la Grecia, dove dirige l'Ospedale da campo della 39° divisione Acqui e, nel 1942, della 209° divisione Modena. Contrae la malaria ed il 4 settembre 1943 è rimpatriato e messo in congedo illimitato per motivi di salute. Dal 1943 è incaricato del Corso di Fisiologia Generale per Scienze Naturali, Scienze Biologiche e Farmacia. Nel 1948 consegue la libera docenza in Fisiologia Umana e, sempre lo stesso anno, in Chimica Biologica. Gli sono riconosciute le seguenti maturità: scientifica e didattica per la Cattedra di Fisiologia Generale e Speciale degli animali domestici con elementi di Chimica Biologica; per la Cattedra di Fisiologia Umana; per la Cattedra di Fisiologia Generale. É incaricato di Fisiologia I fondamentale nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Modena.

É socio: della Soc. Medico Chirurgica di Modena, della Società Italiana di Biologia Sperimentale (SIBS), della Soc. It. della Nutrizione Umana (SINU), della Società It. di Fisiologia (SIF), della European Chemoreception Organisation (ECRO), della European Pineal Study Group (EPSG), della New York Academy of Sciences. Comunica e/o presenta posters a numerosi congressi nazionali ed internazionali. Dal 1984, anno del pensionamento, continua la sua attività di ricerca nel laboratorio di proprietà, presso il quale continua a ricevere i propri pazienti. Nel gennaio 1990 è insignito del "Premio della Bontà" presso la Chiesa di Villanova (Mo), per avere visitato i propri pazienti sempre gratuitamente. Ha tenuto conferenze in diverse città italiane, illustrando i principi ispiratori del suo metodo per la terapia di emopatie e tumori solidi applicato fin dal 1966 su oltre diecimila pazienti. Muore il 1 luglio 2003 a Modena.

 ***

RICORDIAMOLI

LA TERAPIA DI BELLA
La terapia Di Bella può essere applicata in tutti i tipi di tumore e in ogni stadio della malattia. E' quindi inutile compilare la scheda per sapere se è il caso di iniziarla o meno. Nessuno dispone di terapie certe (ufficiali o meno) se si escludono pochissime forme di tumori del sangue o del testicolo. Cosa è: la terapia o multitrattamento Di Bella (MDB) prende il nome dal suo ideatore Prof. Luigi Di Bella che da moltissimi anni applica un metodo alternativo a quello chemioterapico per il trattamento dei tumori solidi e del sangue. Può essere applicato ad ogni tipo di neoplasia ed è privo di tossicità tanto che sia pure in dosi di mantenimento può essere assunto a vita. La terapia può essere applicata in tutti i casi anche se coesistono altre malattie (diabete, ipertensione, cardiopatia). I farmaci utilizzati si distinguono in essenziali e complementari. Le sostanze essenziali rientrano nella cosiddetta tetralogia di base ad effetto terapeutico esponenziale. Si tratta di una miscela costituita da retinoidi, bromocriptina, melatonina e somatostatina o suoi analoghi (octreotide).

Le sostanze complementari coadiuvanti, alcune specifiche per alcune patologie neoplastiche (isoniazide, urotropina, selenio metionina, clodronato di sodio, aminoglutetimide, cortisone, glucosamina, condropolisolfato, gluconato lattato di calcio, carbonato di calcio, diidrotachisterolo, vitamina C, ACTH simile). Pochi chemioterapici a dosaggio molto basso, la ciclofosfamide, l’idrossiurea ed il mitobronitol, che come tutti gli altri farmaci sono modulati in base alle indicazioni dei periodici esami di laboratorio.

Soprattutto l’assenza di tossicità a breve e lungo termine. Lo scopo della terapia non è quello chemioterapico di distruggere le cellule tumorali insieme a quelle sane ma quello di aumentare le capacità delle cellule di difendersi dalla neoplasia e al tempo stesso di limitare gran parte degli stimoli fisiologici all’accrescimento cellulare e quindi anche delle cellule tumorali. Impedire al tumore di crescere accerchiando le cellule tumorali riducendo la loro capacità di crescita incontrollata. La cellula tumorale utilizza l’ormone della crescita (GH) 500 volte più del normale. La modulazione di questo ormone avviene per mezzo della somatostatina.

Lo scopo fondamentale è di restituire al paziente una qualità di vita dignitosa: renderlo più autosufficiente, limitargli la sofferenza fisica prolungando il più possibile la sopravvivenza determinando in pratica una convivenza con la malattia. In alcuni casi si assiste ad una scomparsa della malattia, quindi ad una guarigione che deve in ogni caso essere seguita da un impiego dei farmaci, sia pure a dosi ridotte, e dai periodici controlli diagnostici. La cura può essere fatta a domicilio perché si tratta di assumere solo terapia per via orale, compresse ed uno sciroppo, prima e dopo colazione, dopo pranzo e dopo cena, mentre la sera dalle ore 22 alle ore 6 va somministrata la somatostatina per mezzo di un infusore automatico, una specie di portasiringa elettronico dotato di un timer (siringa temporizzata) che mentre il paziente dorme provvede ad infondere il farmaco gradualmente sotto la pelle, con un ago a farfalla, proprio per ostacolare l'azione di una sostanza che l’organismo produce ad ondate durante le ore notturne e che farebbe accrescere la neoplasia.Al posto della somatostatina si può usare con pari efficacia l'OCTREOTIDE LAR, un'iniezione intramuscolare da somministrare ogni 25 giorni. L'uso è limitato a volte per i costi circa 1500 Euro, tuttavia è prescrivibile a totale carico del sistema sanitario tenendo conto delle relative note.

Come far procedere la cura. Almeno una volta al mese occorre fare un prelievo di sangue comprensivo dei markers specifici per patologia. Utili esami ecografici trimestrali, TAC o Risonanza Magnetica Nucleare ogni sei mesi. Il resto (ecg, radiografie, scintigrafie, ecc.) su consiglio del medico al quale vanno segnalati eventuali effetti collaterali per apportare le modifiche necessarie. Il costo complessivo per la terapia da assumere per un mese è di circa seicentoventi Euro, ma varia a secondo dell'uso della somatostatina o dell'octreotide LAR. Alcuni farmaci sono prescrivibili ed in vendita in tutte le farmacie. La somatostatina, meglio quella biologica-galenica, in alcune farmacie italiane ed estere è in vendita ad un prezzo accessibile, intorno a Quindici euro e cinquanta per una dose di 3 mg. La melatonina, il complesso ai retinoidi ed altri farmaci cosiddetti galenici perché creati nel laboratorio del farmacista, hanno un costo contenuto e si trovano in alcune farmacie italiane ed estere.

Nel 1998 si è conclusa la sperimentazione voluta dal Ministero della Sanità che non ha fornito risultati positivi. Il prof. Di Bella ha contestato i risultati dichiarando che quella sperimentata non è la sua cura, riferendosi alla qualità ed alla quantità dei farmaci utilizzati. Alcune Procure italiane hanno indagato sulla validità dello studio osservazionale mentre la procura di Maglie ha raccolto centinaia di cartelle cliniche che attesterebbero guarigioni e stazionarietà delle patologie. A distanza di tre anni dalla fine della sperimentazione il Ministero della Sanità ha disposto, per motivi compassionevoli, di continuare a fornire gratuitamente i farmaci ai pazienti arruolati nella sperimentazione, allora definiti terminali con prognosi di circa tre mesi di vita... e sono circa ottocento pazienti. Nel marzo 2001, alcune regioni italiane Emilia, Lazio, Lombardia hanno chiesto che gran parte delle spese per sostenere la terapia Di Bella sia a carico della Regione. A febbraio dello scorso anno fu fatta richiesta di istituire quindici posti ospedalieri per pazienti da curare con la terapia del Professore modenese. Se sono rose fioriranno!

***

IL FATTO

IL POETA DEL GIORNO
ANDREA SALERNO "LIBERTA' DI VIVERE"

Più nuovo, per la maggior parte dei lettori, e credo riesca più gradito il canto lirico di Andrea Salerno. Per dare un'idea quanto ali questa lirica è necessario che mi soffermi un poco sulla poesia, "Libertà di vivere" per capire come questo desiderio di libertà, che è atavico e legato alla vita stessa degli esseri viventi Andrea Salerno la rappresenti in uno dei momenti più tragici della sua esistenza. Attenzione, però, quest’aggettivo tragico, riferito ad un momento dell’esistenza di Andrea, non può avere il significato che le diamo comunemente.

Se per un verso, non conosco la sua vita, non avendo trovato un rigo di biografia, per l’altro leggo quanto la sua anima aneli una libertà che gli spetta perché nata con lui; e forse è stata la parola gridata nel primo vagito. Non conosco nemmeno le bugie che si possano raccontare al vento e che narrino una vita che spiri mitezza. Docilità cosciente, acquistata a forza di riflessione e di volontà; pacatezza che non perde mai la signoria di se stessa, non perché ignara del male o incapace di misurarne il valore; ma perché lo vede e intanto, volendo negarlo, sopprimerlo, sterminarlo totalmente da sé e dagli altri, non trova mezzo migliore che cercare sempre e in tutto il bene. È l'altezza suprema cui l'uomo possa giungere; è un segno che dev'essere così, si potrebbe ravvisare nel fatto che, levato in quella stanza dell’anima, culmini "senza stupore" e l'uomo si ricongiunga al bambino, davanti al cui occhio il male sembra non esistere.

Il poeta dunque è di fronte a se stesso, in colloquio serrato con la sua anima che non ha voglia di raccontare bugie, sebbene potrebbero fare bene. Egli lo sa, lo vede, lo legge in ogni cosa, perché tutto parla al suo cuore di questa "Libertà di vivere". Perciò nella sorte dello scritto vergato egli la rivede nel suo giorno indimenticabile. Tuttavia il pensiero va alle braccia incatenate, agli occhi chiusi e vorrebbe rifiutare lo stimolo che lo vuole nella prigione della solitudine. Lui ama, anela quella libertà, non può assolutamente chiudersi in questa prigione. Egli vorrebbe che al suo passare lo salutassero dicendogli: "Ave, fratello!". Ma poiché sente davvero la necessità di vivere in libertà tutto quanto dice e fa, rinnovano il presentimento della morte; quando, invece, vorrebbe tanto bruciarsi al fuoco dell’amore. Ecco anche spiegato perché desidera che vedendolo passare lo salutassero come fratello, perché sente che gli altri siamo noi e quindi fratelli figli dello stesso Padre.

Con l'ombra nella voce ascolta il guizzo del mare che manda l’umanità a godersi la sospirata libertà. L'immagine del mare che potrà portare ovunque i sogni di ognuno e per mezzo del quale egli è riuscito a scuotere gli animi e dare un senso di serenità, seppur nella tragica presenza, risorge e subito dilegua. "Libertà di vivere" è poesia, nella sua semplicità, grande e commovente, e insegna a esser buoni meglio di qualunque ragionamento.

LIBERTA' DI VIVERE

di Andrea Salerno

Dove finiscono i limiti dello spazio,
si erge il monte dell’inquietudine.
Siamo sazi di guardare nubi vagare e dissolversi
nell’intenso traffico del cielo.
Avrai visto le stanze della mia anima
senza stupore.
Il mio grido risveglia i tuoi pensieri
somiglianti ad ombre selvagge
al cospetto delle tenebre.
Lasciati raccontare un’altra bugia,
implora i venti
di scuotere gli alberi solitari delle foreste.
Incredibile ci sembra la melodia degli uccelli
quando vaghiamo per sentieri estranei.
Il giorno annulla la paura
di blandire i segreti della notte,
la notte accende il fuoco del nostro amore.
Prova a camminare
con le braccia incatenate e gli occhi chiusi,
prima di rinserrarti nella prigione della solitudine.
Qual è la tua fine?
Hai guardato attraverso le sbarre
per fissare il mondo che ti eri inventata.
Stringiti a me, urla il bisogno di trovare un luogo
dove celare i segreti,
oltrepassa il muro che hai eretto
per non far entrare la malinconia.
Il mare dei sogni potrà trascinarti ovunque,
nello spazio e nel tempo,
non pregare che Dio spinga la tua barca,
lotta per la gioia di vivere,
segui il destino per goderti la libertà.

***

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

************************
L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

Torna all'indice

Reno Bromuro
reno.bromuro@elbasun.com

Home ElbaSun
www.elbasun.com - il sito del SOLE