28 dicembre 1895
Nascita della cinematografìa
Il "salone indiano" del
Grand Café del Boulevard des Capucins a Parigi
era uno scantinato di circa cento metri quadri,
dotato di panchine ricoperte di finta pelle e dai
muri foderati di tappezzeria arabescata.
Il
proprietario lo utilizzava raramente, e fu con
vero piacere che accolse Clément Maurice,
amico e proiezionista dei fratelli Lumière,
venuto a proporgli di organizzarvi delle sedute di
Cinematografia a pagamento.
Tuttavia, quando seppe che si trattava d'una "curiosità scientifica", rifiutò la percentuale del 20% e pretese un affitto di 50 franchi al giorno. La prima rappresentazione ebbe luogo il pomeriggio del 28 dicembre 1895.
Era una rappresentazione privata alla quale Maurice e i Lumière avevano invitato dei giornalisti, dei direttori di sala di spettacolo e, per far numero, i loro collaboratori: cinquantatre persone in tutto!...
Il programma comprendeva dei film girati da Louis Lumière fra cui L'innaffiatore innaffiato e L'uscita degli operai dall'officina Lumière. I due fratelli e il loro padre, che ci teneva a essere presente, si aspettavano un successo discreto... Fu un trionfo.
L'illusionista Georges Méliès propose di acquistare il brevetto. Il signor Lumière padre gli rispose: "Giovanotto, ringraziatemi: questa invenzione non è in vendita ed è meglio cosi: essa vi rovinerebbe, poiché non ha nessun avvenire commerciale!"
Il signor Lumière si sbagliava! In pochi giorni l'incasso quotidiano, che era stato di cinquancinque franchi il 28 dicembre, sali a duemilacinquecento franchi. Si davano tre spettacoli quotidiani di mezz'ora ciascuno, e la folla s'accalcava, formando una coda interminabile. Cominciava così il successo del cinematografo...
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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:
1897:E’ rappresentato a Parigi Cyrano de
Bergerac di Edmond Rostand.
1967:L'Australia vince la coppa Davis.
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RICORDIAMOLIEDMOMND ROSTAND
Edmond Rostand nacque a Marsiglia nel
1868, morì a Parigi nel 1918.
Esordì con un volume di versi, "Gli svaghi
poetici", ma solo con le opere teatrali
raggiunse interamente la propria fama. I suoi
lavori teatrali in versi rappresentarono una
reazione al naturalismo e un ritorno al
romanticismo.
In essi i mattatori del tempo e delle generazioni successive trovarono personaggi magniloquenti con cui misurarsi, si pensi soprattutto a Cyrano de Bergerac, commedia eroicomica in versi. Il poeta stravagante del secolo diciassettesimo è posto al centro di una storia romantica e avventurosa: coraggioso quanto generoso, giunge non solo a sacrificare il proprio amore per Rossana a profitto di un rivale, ma a prestare a costui il proprio spirito per far la corte all'amata.
Dopo la prima rappresentazione del 28 dicembre 1897 al Théâtre de la Porte Saint-Martin, protagonista famiglia di attori drammatici francesi attiva dal secolo Diciannovesimo, Constant, detto Coquelin aîné.
Il suo vero nome era Benoît-Constant, nato a Boulogne-sur-Mer nel 1841, e morto a Couilly-Saint-Germain, Seine-et-Marne, nel 1909, fu dal 1864 socio della Comédie Française. Recitò con successo opere comiche e fu il primo insuperabile interprete del Cyrano de Bergerac, al teatro de la Porte Saint-Martin.
Il fratello Ernest, detto Coquelin cadet anch’egli nato a Boulogne-sur-Mer nel 1848 e morto a Suresnes nel 1909, interprete altrettanto valoroso, divenne socio della Comédie ed eccelse soprattutto nel teatro di Molière. Il figlio Jean fu sulle scene dal 1886 al 1922. Jean-Paul, figlio di Jean, svolge attività in teatro e alla radio. Cyrano de Bergerac nella interpretazione di Coquelin, trionfò a lungo sui palcoscenici di tutto il mondo.
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IL FATTO
Lorenzo de’ Medici NATO A FIRENZE NEL 1449 E IVI MORTO NEL 1492
La statura politica e il mecenatismo, accompagnati
dalla vasta cultura e dalla varietà di interessi,
fanno di Lorenzo de' Medici, detto il
Magnifico, una delle più rappresentative
figure del suo secolo e dell'età
umanistico-rinascimentale.
Figlio di Lucrezia Tornabuoni e di Piero della casata de' Medici, il cui potere in Firenze era stato consolidato da Cosimo il Vecchio, da adolescente compì i primi studi umanistici sotto la guida di Marsilio Ficino, Cristoforo Landino e dell'Argiropulo. Nel 1469, alla morte del padre, assunse il governo di Firenze, dedicandosi al rafforzamento politico della sua famiglia, e al consolidamento della signoria. Sfuggito nel 1478 alla congiura dei Pazzi, di cui rimase vittima il fratello Giuliano, partecipò alla guerra veneto-ferrarese, per poi assumere il ruolo di mediatore nei conflitti tra i diversi Stati italiani: la Roma papalina, la Milano degli Sforza e la Napoli dei d’Aragona, riuscendo a garantire un lungo periodo di equilibrio.
La sua spregiudicatezza e abilità politica gli guadagnarono l'apprezzamento di Machiavelli e di Guicciardini che pochi anni dopo lo ricorderanno nei loro scritti con pagine piene di ammirazione. Si circondò di intellettuali, ospitando presso la sua corte letterati come Pulci e Poliziano, e artisti come Botticelli, Lippi, Verrocchio e il Pollaiolo, dei quali raccolse numerose opere d'arte.
Nel 1472 fondò lo Studio di Pisa, dotando la città di Firenze di un’università di stato, favorì i lavori dell'Accademia Platonica, e si fece promotore di un’antologia della lirica italiana, nota come Raccolta aragonese, inviata a Ferdinando d'Aragona nel 1476.
Da accorto politico diede grande impulso all'organizzazione di feste e manifestazioni popolari, indicendo giostre e sfilate di carnevale, tese a garantirsi il consenso dei suoi concittadini. L'eclettismo di Lorenzo de' Medici si riflette anche nei suoi scritti, che abbracciano tutti i generi e le mode letterarie del tempo. Le date di molte opere non sono certe, anche se i critici hanno diviso la sua produzione in tre fasi.
Alla prima, che arriva circa al 1470, appartengono soprattutto scritti in prosa e in versi di carattere licenzioso o comico-satirico, sul modello di Pulci, di cui fu anche amico, tra cui la popolaresca Nencia da Barberino; peraltro di non sicura attribuzione.
La seconda fase 1470/84 appare dominata dall'influsso di Marsilio Ficino ed è caratterizzata da composizioni di ispirazione filosofica o religiosa. Tra queste ricordiamo l'Altercazione, dialogo filosofico in terzine, i Sette Capitoli religiosi e il Comento a 41 liriche d'amore.
L'ultimo gruppo di opere, posteriori al 1484, è percorso da una vena melanconica e da un’amara riflessione sulla caducità della giovinezza e della vita, sentimenti ben rappresentati nel suo capolavoro, il Trionfo di Bacco e Arianna, che fa parte dei Canti Carnascialeschi, il cui ritmo festoso e incalzante fa da contrappunto al senso di inquietudine e di precarietà che attraversa la canzone. A questa fase appartengono anche le due egloghe Corinto (in terzine) e Ambra (in ottave) di ispirazione classicheggiante e il poema Selve d'amore, opere in cui è evidente l'influsso di Poliziano.
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LA POESIA DEL GIORNO
LACRIME DI PIETRA
Lacrime di pietra seppelliscono speranze
coprono le promesse e i bei ricordi
ma non riescono a nascondere la menzogna
all'ombra dell'albero dell'ipocrisia.
Lacrime di pietra mi illudono.
Mi sento più pesante e mi lascio
sprofondare nel mare, senza vita;
annientare nel deserto della verità.
Reno Bromuro
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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno
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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato
Reno Bromuro |

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