27 gennaio 1756
Mozart, bambino prodigio

Domenica  alle otto di sera nasceva a Salisburgo, in Austria, Wolfgang Amadeus Mozart.Mozart

Suo padre, Leopoid, era maestro di cappella dell'arcivescovo e professore di clavicembalo. Il piccolo Wolfgang fece i primi passi in una casa dove regnava la musica. A tre anni cominciò a suonare il clavicembalo della sorella.

Dotato di una sensibilità eccezionale e di una memoria infallibile, questo bambino compose le sue prime opere all'età di sei anni. Suo padre lo condusse a Vienna dove il piccolo suonò in un salone del palazzo imperiale. "Sei un piccolo stregone" gli disse l'imperatore, e l'imperatrice lo abbracciò affettuosamente.

Mozart aveva sette anni quando la sua famiglia intraprese un lungo viaggio attraverso l'Europa. Il bambino prodigio riportò un successo trionfale dovunque diede i suoi concerti: in Germania, in Svizzera, in Francia, in Inghilterra.

Componeva davanti al pubblico, suonava il clavicembalo e il piano e suonò perfino un clavicembalo i cui tasti erano ricoperti da un drappo. Con il suo talento e la sua grazia incantò e conquistò tutti. Fu ammirato dai più grandi musicisti.Dopo i successi infantili la vita di Mozart fu difficile, tormentata dalla miseria e dalla malattia.Ma quando mori. a trentasei anni, lasciò un'opera immensa che fece di lui uno dei più grandi compositori di tutti i tempi, degno dell'immortalità.

Oggi la sua musica è suonata in tutto il mondo e parecchie centinaia di migliaia di dischi e di musicassette la fanno conoscere ogni anno a nuovi appassionati.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1901: Si spegne a Milano Giuseppe Verdi.

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RICORDIAMOLI

WALTER PATER

Walter Horatio Pater nato nel 1839 e morto nel 1894, viene considerato il padre e il teorico del movimento estetico inglese. Lo stile raffinato e la lingua ricca di sfumature, l'accento da lui posto sull'intensità dell'esperienza interiore ebbero grande influenza sugli scrittori successivi e soprattutto su Oscar Wilde. Walter Horatio Pater

Nato a Londra, Pater studiò a Oxford, dove poi insegnò conducendo una vita appartata.Si affermò nel 1873 con la raccolta di saggi "Studi sul Rinascimento", in cui illustrava i principi di un estetismo inteso come tensione assoluta verso il bello. L'opera ebbe vasta risonanza in Inghilterra e fece di Pater il precursore del decadentismo. Il relativismo e l'individualismo sono gli elementi fondamentali della sua concezione: l'esperienza personale deve essere l'unico valido criterio di giudizio.

Nella conclusione dell'opera, dopo aver affermato che solo le impressioni sono reali, non le teorie, in quanto l'esperienza è "uno sciame di impressioni", sostiene che il fine autentico della vita non è "il frutto dell'esperienza, ma l'esperienza in sé" e professa l'ideale di una vita di sensazioni che raggiunge la propria realizzazione suprema nel culto della bellezza e dell'arte per l'arte, che viene considerato come il "manifesto" del movimento estetico.

Alle stesse concezioni si ispirava anche il romanzo filosofico "Mario l'epicureo", del 1885, ambientato nella Roma dell'imperatore Marco Aurelio; il protagonista Mario è un giovane patrizio romano, dalle raffinate esperienze spirituali e intellettuali, esempio perfetto di esteta solitario e ascetico, chiuso nel proprio io, lontano dalla volgarità del mondo esterno, che approda a un cristianesimo sentito più come esperienza estetica che religiosa. Interessanti anche gli altri saggi critici: "Ritratti immaginari", del 1887, "Apprezzamenti", del 1889, che comprende diversi studi su Shakespeare, Thomas Browne, Worsdworth, Coleridge e Lamb, "Platone e il platonismo" del 1893.

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IL FATTO

L’UMANESIMO E IL CIVILISMO DI SALUTATI

Prima di affrontare gli atri due grandi del Trecento, è bene, a mio avviso soffermarci per capire l’umanesimo e come vi si è giunti.

La cultura umanistica è caratterizzata innanzi tutto dalla riscoperta dei testi latini e greci e dalla conseguente riaffermazione dell'autonomia dei valori del mondo classico. Il concreto lavoro filologico risveglia un particolare spirito critico, che da una parte si esercita sulla tradizione della Scolastica medievale, dall'altra afferma i doveri politici della cultura. Viene rivalutata l'importanza dell'uomo nella sua vita attiva nel mondo in contrasto con una visione principalmente contemplativa del divino e del sovrannaturale.

Il termine umanesimo deriva dall'espressione studia humanitatis, ossia, studi relativi all'umanità, che nell'antichità classica designava un'educazione mirante alla formazione complessiva dell'individuo attraverso studi letterari e filosofici. Durante i secoli del Medioevo la cultura degli antichi romani, sempre molto ammirati, era stata di fatto omologata e resa subalterna a quella cristiana. Già all'inizio del Trecento tra uomini di cultura appartenenti per lo più all'ambiente dell'università di Padova era sorto un interesse differente e più specifico per l'età classica. A dare un impulso decisivo agli studi umanistici fu tuttavia Petrarca sia con la sua opera latina, in maniera particolare il De viris illustribus e l'Africa, sia con l'attività di scopritore di opere classiche perdute, tra le altre, trovò l'orazione Pro Archia e le lettere di Cicerone e di filologo. Il suo prestigio culturale contribuì notevolmente all'affermazione della nuova cultura, a cui diede un importante contributo anche Giovanni Boccaccio, che introdusse a Firenze lo studio del greco e contribuì a formare una generazione di giovani intellettuali toscani.

La prima figura di rilievo in senso umanistico è quella di Coluccio Salutati, cancelliere di Firenze per più di trent'anni, tenace sostenitore dell'alto valore civile della cultura classica. Compose vari trattati: il De saeculo et religione, ossia "Il mondo e la religione"; il De fato, fortuna et casu "Il fato, la fortuna e il caso", il De nobilitate legum et medicinae "La nobiltà delle leggi e della medicina", il De tyranno "Il tiranno", dove esalta l'impegno civile contro l'ascetismo. Notevole il suo epistolario, in cui si intravede la grande rete di interessi e di rapporti fra Salutati e i suoi contemporanei.

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LA POESIA DEL GIORNO

FREDDA NOTTE D’AMORE

Fredda notte d’amore per chi
nato da una rondine e un gabbiano
vive tra grattacieli di plastica.

Un ascensore rosso,
come il sole al tramonto,
lo porta al terzo piano
dove vive dolore d’infante.

Occhi di carbone acceso
capelli di corvo, bambina
sognava altalene, bambole,
orsacchiotti di peluche
ormai morti nel tempo
e non sapeva; ma lui si
e piangeva senza lacrime:
poche ore lo separavano dal nulla.

Piango perché la sua andata
somiglia alla partenza del mio amore
quest’amore che somigliava alla vita
come il sole al giorno.

Reno Bromuro (da Poesie sparse»

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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