26 maggio 1995
Arrestato Marcello Dell'Utri

Arrestato Marcello Dell'Utri presidente di Publitalia, su richiesta della procura di Torino con l'accusa di false fatturazioni e frode fiscale. Sarà scarcerato il 16 giugno, dimettendosi poco dopo dalla sua carica, per evitare la richiesta di commissariamento dell'agenzia di pubblicità della Fininvest, avanzata dai giudici milanesi.Marcello Dell'Utri

Marcello Dell'Utri è nato a Palermo l'11 settembre 1941. Vive a Milano, è sposato con quattro figli: Marco, Chiara, Margherita e la piccola Marina. Frequenta gli studi presso la scuola dei Salesiani del "Don Bosco" e frequenta poi i Gesuiti del "Gonzaga" a Palermo.

Conseguita la maturità classica nella sua città natale, compie a Milano gli studi universitari laureandosi in giurisprudenza presso l'Università Statale.

Dopo un periodo dedicato allo sport fondando e dirigendo una Scuola di formazione sportiva dell'Opus Dei a Roma, ritorna a Palermo dove lavora alla Cassa di Risparmio di Sicilia.

Nel 1973, Silvio Berlusconi, che aveva conosciuto negli anni dell'università milanese, lo richiama a Milano per lavorare con lui all'Edilnord in qualità di assistente. Per Dell'Utri è una grande occasione che non si lascia scappare attirato anche dall'energia vitale dell'amico e dal desiderio di raggiungere nuovi traguardi. Sono gli anni in cui si pongono le basi del futuro gruppo Fininvest che il suo presidente fonda in un clima di grande entusiasmo e con la convinzione che non ci sia nulla di impossibile, nulla di difficile, se si è animati dalla ferma volontà di riuscire. Dopo una breve e travagliata esperienza anche all'estero con la Bresciano Costruzioni, dal 1980 ritorna da Berlusconi e lavora subito nel settore della pubblicità.

Dapprima dirigente, diventa poi Presidente e Amministratore Delegato di Publitalia '80, concessionaria di pubblicità televisiva per le tre reti del gruppo Fininvest e di network europei di cui Fininvest è azionista, dove rimane fino al giorno in cui fu arrestato.

E' stato nel 1994 fondatore di Forza Italia, nel 1996 è deputato al Parlamento nazionale, dal 1999 è parlamentare europeo e nelle elezioni politiche del 2001 è eletto Senatore della Repubblica. E' presidente della "Fondazione Biblioteca di Via Senato" e dell'Associazione Culturale "Il Circolo", che ha più di 40 sedi dislocate sul territorio nazionale. E' presidente della Biblioteca del Senato, che ha sede a Palazzo Madama a Roma.

Che cosa è Publitalia? Un’organizzazione di vendita che mette al servizio dei propri clienti 20 anni di esperienza nel settore dell'incentivazione, del business to business e della pubblicità tramite l'oggetto.

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RICORDIAMOLI

SILVIO BERLUSCONI

Silvio Berlusconi è nato a Milano il 29 settembre 1936. Laureato in Giurisprudenza alla Università Statale di Milano, ha cinque figli: Pier Silvio e Marina, nati dal primo matrimonio con Carla Dall'Oglio, e Luigi, Eleonora e Barbara, nati dal secondo con Veronica Lario.Silvio Berlusconi

Inizia come imprenditore edile: nel 1962 fonda la "Cantieri Riuniti Milanesi" e nel 1964 avvia la realizzazione del centro residenziale di Brugherio che, proponendo una "città senza macchine", si pone come idea innovativa per l'Italia dell'epoca.

Nel 1969 realizza Milano 2, ora abitata da Diecimila persone, Milano 3 che ora vanta Dodicimila abitanti, e "Il Girasole", primo importante centro multifunzioni italiano. Nel 1978 fonda il network Canale 5 e poco dopo acquisisce anche Italia 1 e Retequattro, il controllo de "Il Giornale" e nel 1983 il settimanale "Sorrisi e Canzoni Tv".

Tra il 1986 e il 1989 crea la rete televisiva francese La Cinq, la tedesca Telefünf e la spagnola Telecinco.Nel 1986 diventa presidente della squadra di calcio del Milan.

Il 1994 è l'anno di inizio della carriera politica del Cavaliere, onorificenza ottenuta nel 1977.

Il 26 gennaio dello stesso anno annuncia, infatti, la sua entrata in politica e il 6 febbraio presenta il suo partito: Forza Italia, alleato nel "Polo delle Libertà" con An, Lega e Ccd. Le elezioni del 26 e 27 marzo 1994 segnano la vittoria del Polo e il 10 maggio Berlusconi è eletto Presidente del Consiglio dei Ministri.Silvio Berlusconi

L'esperienza di governo termina sette mesi dopo. Nell'aprile 1996 le elezioni sono vinte dalla coalizione di sinistra guidata da Prodi.

Nelle ultime elezioni del 13 maggio 2001 Berlusconi ottiene la maggioranza e l'11 giugno giura al Quirinale davanti al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Silvio Berlusconi si appresta a guidare l'Italia.È stato lui a trionfare nel duello con Francesco Rutelli nelle elezioni politiche in maggio. Un'affermazione personale che ha trascinato ad un record di consensi anche il suo partito, Forza Italia.

Il paese esce dalle elezioni del 13 maggio con una netta maggioranza di centrodestra e si avvia, dunque, ad una fase di stabilità di governo.

La coalizione che sostiene Berlusconi ha una cinquantina di seggi oltre la maggioranza assoluta alla Camera e un margine di quindici, oltre la maggioranza assoluta, al Senato. Il governo potrà, si presume, lavorare nella massima tranquillità.

Leggiamo insieme il servizio di Jean-Paul Bellotto.

" ...e quindi è stata una campagna molto dura, molto tesa, piena di insulti, piena di calunnie. Ma però vi devo dire che oggi, qui, forse per questa tensione, mi avete commosso... Silvio Berlusconi piange, commosso, durante la prima manifestazione pubblica dopo la vittoria alle elezioni del 13 maggio. È vero: è stata una campagna elettorale lunghissima. Ed era stato lo stesso Berlusconi a partire per primo. Già dallo scorso mese di settembre aveva riempito le città di cartelloni sei metri per tre, con il suo volto e le sue promesse: meno tasse per tutti, più lavoro, pensioni più alte, città più sicure. Questi slogan riassumono il programma elettorale della Casa delle libertà, così si chiama la coalizione di centrodestra guidata dall'imprenditore lombardo. Ne fanno parte, Alleanza nazionale, partito di destra, il Biancofiore, partito di centro che raccoglie alcuni degli eredi della Democrazia cristiana, e la Lega nord, un movimento che fino a due anni fa aveva nel suo programma la secessione del Nord dal resto dell'Italia. Silvio Berlusconi ha promesso che ridurrà drasticamente le tasse, introdurrà una legislazione più dura contro gli immigrati clandestini e dimezzerà i reati commessi nel paese. Berlusconi ha un colossale piano per le infrastrutture, a cominciare dalla costruzione del ponte sullo stretto di Messina. In questa campagna elettorale ha fatto di tutto per presentarsi come imprenditore e non come politico di professione. "Sarò un presidente operaio", ha promesso il nuovo primo ministro, nel senso che lavorerà molto e parlerà poco. Il patrimonio personale di Berlusconi però non è da operaio. Con una fortuna valutata attorno agli undicimila miliardi di vecchie lire è uno degli uomini più ricchi della terra. In Italia è proprietario di un impero economico con ramificazioni in diversi settori, dall'edilizia all'editoria. È proprietario delle tre più importanti reti televisive private e, con la vittoria alle elezioni, controllerà ora anche le reti Rai, la tv di stato. Esiste dunque un vasto problema di conflitti d'interesse. Berlusconi si è impegnato a risolverlo. Sul conflitto d'interessi ha fatto campagna elettorale lo sconfitto, Francesco Rutelli, il capo della coalizione di centrosinistra, l'Ulivo. L'alleanza vedeva schierati insieme otto partiti: dalla sinistra, passando per i verdi, ai cattolici e moderati, ma non Rifondazione comunista, votato dal cinque per cento degli italiani. Il mancato accordo con Rifondazione comunista è costato caro all'Ulivo. Rutelli, già sindaco di Roma per più di sette anni, è giovane e dinamico, ha attraversato l'Italia in lungo e in largo, ma questo non è bastato. La sua guida ha comunque ridato coesione ad una coalizione altrimenti frantumata dalle polemiche interne. E adesso si candida a guidare stabilmente l'Ulivo all'opposizione".

(dai siti personali di Dell’Utri e di Berlusconi)

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IL FATTO

FRANCESCO DE SANTIS: critico e storico della letteratura italiano

Francesco De Sanctis nacque a Morra Irpina, oggi Morra De Sanctis, nel 1817, si spense a Napoli nel 1883. Compì gli studi a Napoli, dapprima sotto la guida dello zio paterno don Carlo Maria e dell'abate Lorenzo Fazzini, poi presso la scuola del purista Basilio Puoti; ma si allontanò presto dai metodi del maestro, sostituendo il concetto di purismo con quello di proprietà linguistica: principio che ebbe modo di applicare nella sua prima scuola, cioè nell'insegnamento presso il Collegio militare della Nunziatella e nelle lezioni private di lingua e di grammatica, impartite agli allievi del Puoti in una scuola del Vico Bisi.Francesco De Sanctis

La sua posizione ideologica fu caratterizzata, in questa prima fase, da una fervida adesione al programma cattolico-liberale di Gioberti, cui subentrò l'influsso dello spiritualismo eclettico di Cousin. Ma l'esperienza che doveva segnare una svolta nella maturazione della sua personalità fu la partecipazione all'insurrezione napoletana del 1848, durante la quale perse la vita il suo diletto allievo Luigi La Vista; rifugiatosi in Calabria,fu arrestato nel 1850 e, tradotto a Napoli, fu imprigionato fino al 1852 a Castel dell'Ovo; in carcere compose il carme in endecasillabi La prigione e un dramma d'influsso goethiano, Torquato Tasso, e tradusse il Manuale di una storia generale della poesia di Rosenkranz e la Logica di Hegel.

La solitudine in Calabria e la prigione segnarono per De Sanctis l'inizio di un nuovo orientamento ideologico, caratterizzato dal ripudio del giovanile romanticismo neocattolico e dall'adesione a una concezione laica e democratica, fondata sulla struttura dialettica della realtà. Liberato ma espulso dal Regno di Napoli, andò esule prima a Torino, dopo due anni a Zurigo, dove ottenne un incarico di letteratura italiana al Politecnico: fu un periodo di crisi interiore, cui sono testimonianza le Lettere a Virginia, le Lettere dall'esilio e le Lettere a Teresa, pubblicate rispettivamente nel 1917, 1938, 1954, aggravata dalla freddezza dell'ambiente e dall'amore non corrisposto per un'allieva torinese, Teresa De Amicis; ma superò la crisi, approfondendo la propria meditazione filosofica in direzione di un superamento dall'interno del pensiero estetico hegeliano.

Rifiutando come troppo schematico il concetto hegeliano della morte dell'arte, destinata a risolversi nella forma superiore della filosofia, volse ogni suo sforzo a chiarire la distinzione tra l'idea astratta della filosofia e l'idea concreta dell'arte, pervenendo alla fortunata formula dell'arte come forma, intesa non come ornamento, ma come trasfigurazione del contenuto attivo nella mente dell'artista e quindi coincidente con esso.

Venivano respinte, in questo modo, le due ipotesi opposte dell'astratto contenutismo e del vuoto formalismo e nasceva il metodo critico desanctisiano, che aveva il suo fulcro nella ricerca della situazione, cioè della materia messa in una posizione sua propria, nella sua personalità, con un suo carattere, e nella duplice distinzione tra la fantasia, la facoltà creatrice che fonde contenuto e forma in unità organica, e l'immaginazione, che si limita a radunare il materiale descrittivo, e tra il poeta, che esprime una robusta concezione della vita, e l'artista, per il quale la perfezione formale diventa fine a se stessa.

Nel 1860 rientrò in Italia e si dedicò all'attività politica: governatore della provincia di Avellino, s'impegnò a preparare il plebiscito unitario; fu quindi assessore all'Istruzione nella luogotenenza napoletana, deputato al primo Parlamento italiano, ministro della Pubblica Istruzione con Cavour e Ricasoli dal 1861 al 1862, direttore del giornale L'Italia.

Negli anni successivi, videro la luce i Saggi critici, il Saggio critico sul Petrarca e la Storia della letteratura italiana. Capolavoro assoluto della nostra storiografia, definita da Wellek "la più bella storia che mai sia stata scritta di una letteratura", la Storia desanctisiana rimane il fondamentale punto di riferimento per qualsiasi ricerca sulla cultura letteraria italiana nel suo svolgimento storico.

Nel 1871, fu chiamato alla cattedra di letteratura comparata nell'Università di Napoli e iniziò le lezioni della sua seconda scuola con una importante prolusione su La scienza e la vita, che costituisce il testo più avanzato dell'idealismo ottocentesco: precisando la sua posizione nei riguardi del positivismo contemporaneo, De Sanctis sostenne, in quel discorso, la necessità di non separare la scienza dalla vita per ristabilire l'unità dialettica di questi due momenti della realtà e ricostruire il tessuto morale dell'individuo e della nazione.

La sua simpatia verso il realismo naturalistico, manifestata negli scritti successivi: Studio sopra Emilio Zola, Zola e l'Assommoir, Il darwinismo nell'arte, fu pertanto temperata dalla disapprovazione per quelle rappresentazioni del reale che implicassero una degradazione del sentimento etico. All'attività politica, passato alla Sinistra, fu di nuovo deputato e per due volte ministro della Pubblica Istruzione, nel 1878 e dal 1879 al 1881, congiunse una fervida operosità critica, testimoniata dai Nuovi saggi critici e dai quattro corsi universitari sul Manzoni, sulla Scuola cattolico-liberale, su Mazzini e la scuola democratica e su Leopardi: queste lezioni furono pubblicate postume con il titolo La letteratura italiana del secolo XIX.

Scrittore di pagine autobiografiche tra le più vive della nostra prosa memorialistica, raccolse le sue impressioni di propagandista politico nel Viaggio elettorale e narrò la storia della sua educazione sentimentale e intellettuale nel frammento La giovinezza.

Bibliografia

G. Contini, Introduzione alla Scelta di scritti critici di Francesco De Sanctis, Torino, 1949; B. Croce, Terze pagine sparse, I, Bari, 1955; R. Wellek, Storia della critica moderna, Bologna, 1958; W. Binni, Critici e poeti dal Cinquecento al Novecento, Firenze, 1963; A. Lombardo, Shakespeare e De Sanctis, Firenze, 1963; E. e A. Croce, Francesco De Sanctis, Torino, 1964; S. Landucci, Cultura e ideologia in Francesco De Sanctis, Milano, 1964; G. Macera, Francesco De Sanctis, Napoli, 1968; M. Aurigemma, Francesco De Sanctis, Roma, 1974; C. Muscetta, Francesco De Sanctis, Bari, 1990.

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LA POESIA DEL GIORNO

COME UCCELLI MIGRATORI

Come uccelli migratori andiamo e ritorniamo
cerchiamo il sole, disperatamente
il nostro sole.
Pedissequamente aggiornati cosciente
peculiarità… non lasciamo le abitudini
imprimendo profonde orme nell'aria
- sempre più incrostata - con fatica dimenticata.
Noi uccelli senz'ali voliamo per godere
nel nido di ieri quelli che avremmo
voluto essere: noi, semplicemente.

Reno Bromuro (da Il vaso di cristallo).

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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