26 dicembre 1835
Gaetano Donizetti

Gaetano DonizettiIl 26 dicembre 1855 l'esito trionfale della Lucia di Lammermoor, al San Carlo di Napoli, consacrava definitivamente la fama di Gaetano Donizetti in Italia e all'estero. Contemporaneo di Vincenzo Bellini, Donizetti nacque a Bergamo e cominciò gli studi musicali nel conservatorio di questa città, fondato e diretto da Simone Mayr.

Questi intuì l'avvenire luminoso del suo allievo e ottenne per il giovane musicista una sovvenzione che gli permise di completare la sua educazione musicale al Liceo di Bologna, dove Donizetti superò brillantemente gli esami.

Tuttavia il primo periodo della sua attività operistica non fu molto brillante: egli sembrava destinato al continuo confronto con Rossini e Bellini, che il pubblico gli preferiva. E questo avvenne fin dalla sua prima opera, Enrico di Borgogna, subito oscurata dall'Italiana in Algeri del Rossini, e con quelle che seguirono, accolte da successo buono ma non entusiastico, qualcuna addirittura con freddezza.

Finalmente con l'Anna Bolena il maestro compì un felice e decisivo mutamento. Segui il successo strepitoso dell'Elisir d'Amore, scritto in due sole settimane, vero capolavoro di freschezza e vivacità che tenne cartellone per ben trentadue sere.

All'insuccesso di Lucrezia Borgia segui, nel 1835, il trionfo della Lucia di Lammer-moor, il suo capolavoro.

Nel 1840 il genio donizettiano riprese a brillare: La favorita, e soprattutto Linda di Chamonix e Don Pasquale incontrarono il consenso incontrastato del pubblico. Furono i suoi ultimi lavori, perché cominciavano i segni della malattia che doveva condurlo alla morte nel 1848.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1883: Nasce a Parigi il pittore Maurice Utrillo, figlio della pittrice Suzanne Valadon.
1969: Un trapianto del complesso cardiopolmonare è realizzato per la prima volta in ospedale idi New York dal professor Lillehei. Sfortunatamente non riesce.

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RICORDIAMOLI

MAURICE UTRILLO

Maurice UtrilloMaurice Utrillo necque a Parigi nel 1883 e morì a Dax nel 1955. Figlio naturale di Susanne Valadon, ebbe il cognome dallo scrittore spagnolo Miguel Molins.

Avviato alla pittura dalla madre, fu amico di Modiglioni e di Soutine, formandosi e operando nel clima della Montmartre del tempo, la cui immagine fu uno dei suoi temi dominanti.

Dopo una fase formativa sensibile all'impressionismo e caratterizzata da una tavolozza scura a densi impasti. Nella pittura di Utrillo si delineano due periodi distinti; nel primo, definito come il "periodo bianco", l'artista, influenzato dai fauves, schiarisce progressivamente la tavolozza e già fa ricorso per le sue vedute a immagini riprodotte su cartoline illustrate; nel secondo si manifestano una visione più ricca di richiami e una più salda costruzione pittorica, attraverso la quale Utrillo propone immagini di una Parigi viva, affollata, pittoresca.

Dopo il 1935 l'artista abbandonato il vizio dell'alcol, cui si era precocemente dedicato passando anche vari periodi in ospedale, mutò totalmente esistenza e, in pittura, contrappose alla produzione giovanile una pittura spesso desunta da soggetti del passato, priva di vitale slancio creativo, del tutto estranea all'evolversi dei linguaggi contemporanei

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IL FATTO

Trecento

Il Trecento è considerato il secolo aureo della nostra produzione letteraria vista la presenza di tre grandi figure che, proprio per la loro importanza, sono definite le tre corone della letteratura italiana: Dante Alighieri, Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio. Grazie a questi autori, la poesia e la prosa italiane subirono una decisiva trasformazione e il volgare ricevette la definitiva consacrazione letteraria.

Dante, con la Commedia, raggiunse la pienezza del suo percorso creativo: dagli inizi stilnovisti in cui la donna era ancora un essere umano e, quindi, simbolo di un amore terreno, alla figura di Beatrice, donna che scende dal cielo per prendersi cura dell'anima del suo amato, non soltanto del suo cuore.

Petrarca si impegnò nella produzione in lingua latina, considerando la civiltà classica un insuperato modello di cultura, ma la sua fama è legata al Canzoniere, una raccolta di liriche in volgare che ripercorrono la storia d'amore tra il poeta e Laura.

Boccaccio, con il suo Decameron, rinnovò la tradizione novellistica e cronachistica duecentesca; la sua raccolta di cento novelle coniuga uno stile di narrazione dinamico a una scelta di temi inusuali per l'epoca, con la classe borghese e mercantile protagonista delle vicende raccontate dall'"allegra brigata" di sette fanciulle e tre ragazzi, riuniti per una settimana in una villa nei pressi di Firenze per sfuggire all'epidemia di peste del 1348. La prosa visse momenti di splendore anche grazie ai racconti di viaggio: la testimonianza più importante è indubbiamente Il Milione di Marco Polo, resoconto del soggiorno in Oriente del mercante veneziano.

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LA POESIA DEL GIORNO

MURA FREDDE DI OMBRE INCOLLATE

Mura fredde di ombre incollate,
callose gomme masticanti;
non voci, in gran festa, di bimbi;
anche il "Bambinello", nella grotta,
ha più freddo di questo gelato cuore.

Radici sterili, frutta in marciume
aspettano. Anche la terra vorrebbe…
ma mura cercano sole
e il calore lo portano
bimbi in gran festa, tra le mura fredde
di ombre incollate, come la terra
In attesa.

Reno Bromuro

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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