26 aprile 1987
Giovanni Malagodi presidente del Senatoi

Giovanni MalagodiGiovanni Malagodi è eletto presidente del Senato in sostituzione di Fanfani passato alla guida del governo.

Giovanni Malagodi nacque a Londra il 12 ottobre del 1904. Suo padre Olindo grande giornalista e deputato liberal-giolittiano e nazionalista: fu proprio a lui che Giovanni Giolitti concesse la famosa intervista in cui, schierandosi contro l’intervento dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale, ipotizzava una politica con cui barattare la cessione dei territori da parte dell’Impero Austro – Ungarico con la neutralità del Regno italiano.

Nel 1930 è collega e discepolo di Ugo La Malfa alla Comit di Raffaele Mattioli, amico di Togliatti. Afferma Luca Molinari, che "Fu l’ultimo grande rappresentante della grande borghesia liberale e imprenditoriale e sostenitore di una svolta liberale e liberista nell’economia italiana palesemente in contrasto con ogni tentativo dirigista presente in tutte le altre forze politiche democratiche".

Fu l’ambiente industriale a spingerlo a candidarsi alle elezioni del 1953 nelle liste del Partito Liberale Ugo La MalfaItaliano, di cui divenne segretario spostando il partito della tradizione liberale risorgimentale su posizioni moderate e conservatrici in chiara opposizione ad ogni tentativo di coinvolgimento del PSI nel governo del Paese.

Nonostante i successi elettorali del PLI si oppose energicamente all’operazione della triade Fanfani – Moro – Gronchi, il centrosinistra decollò nel 1960 e, l’estromissione del PLI dai governi e dalle loro maggioranze, perché strenuo oppositore della sinistra, offuscarono Malagodi, che tornò a far parlare di sé negli anni Settanta quando, dopo le elezioni del 1972 che avevano visto una emorragia a destra che aveva colpito la DC, si formò un governo di centro-destra guidato da Giulio Andreotti, composto dalla DC, dal PSDI di Mario Tanassi, dal PLI di Malagodi e che godeva dell’appoggio esterno del piccolo, ma influente PRI di Ugo La Malfa.

Malagodi fu Ministro del Tesoro, ministero a lui congegnale per le sue capacità e abilità di economista. Dal Ministero di Via XX Settembre Malagodi autorizzò il primo grande boom di prepensionamenti della nostra storia.

Eletto alla camera dei Deputati fino al 1976, fu, in seguito, nominato Senatore a vita e, quando il Presidente del Senato Amintore Fanfani lasciò la presidenza del Senato, nella primavera del 1987, per guidare il suo VI e ultimo governo, Giovanni Malagodi fu eletto presidente del Senato e ricoprì tale carica dal 22 aprile 1987 al 1 luglio del medesimo anno, quando gli succedette il repubblicano Giovanni Spadolini.

Giovanni Malagodi a 86 anni muore a Roma il 17 aprile 1991.

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RICORDIAMOLI

PIERRE EMMANUEL

Pierre Emmanuel è lo pseudonimo dello scrittore francese Noël Mathieu nato a Gan, Bassi Pirenei, nel 1916. Mosso da un profondo senso religioso, esordì nel 1938 con i versi di Christ au tombeau. La guerra e l'occupazione tedesca diedero nuovo impulso poetico e civile alla sua lirica Combats avec tes défenseurs; Jours de colère; La liberté guide nos pas, con cui proseguì sulla strada di un difficile impegno spirituale. Più che mai preoccupato di rispondere alle angosce del tempo presente, Emmanuel riprese i grandi temi epico-religiosi di Babel nel poema Jacob, in Sophie, Tu, Duel e Le Grand Oeuvre, raccolte, queste ultime, di poesie d'ispirazione umana e metafisica.

Emmanuel spiegò il suo credo politico-religioso e artistico in alcuni saggi: L'ouvrier de la onzième heure, Le goût de l'Un, Le monde est interieur, Choses dites, Pour une politique de la culture, La révolution parallèle. Nel 1968 entrò a far parte dell'Académie Française.
"E' da duemila anni, o Cristo, che i tuoi piedi sanguinano sulle strade del mondo..."

Questo verso di una lirica del poeta francese contemporaneo Pierre Emmanuel esprime suggestivamente l'indiscutibile e tormentata presenza della figura di Gesù di Nazaret all'interno di questi venti secoli che hanno preso da lui nome e cronologia. Se volessi sinteticamente delineare questa presenza, oggetto di contestazione e di amore, radice di tradimenti e di eroismi, dovrei ricorrere quasi a due volti che si sovrappongono.

Da un lato, infatti, c'è il fenomeno storico che si sviluppa attorno a Gesù di Nazaret, Che inizia forse attorno al 6 avanti Cristo sotto il regno di Erode il Grande e l'impero di Augusto, passa attraverso un’esecuzione capitale in Gerusalemme attorno al 30-33 dopo Cristo, sotto il governo locale del procuratore romano Ponzio Pilato, e approda a una grandiosa eredità raccolta dalle varie comunità dei suoi seguaci sempre più attivi e numerosi. D'altro lato, invece, c'è il mistero "Gesù Cristo, Figlio di Dio", che anima una letteratura considerata minore, quella del Nuovo Testamento, che in realtà è divenuta per secoli "il grande codice e il grande vocabolario" dell'arte, della cultura e del pensiero dell'Occidente.

In quell'ebreo crocifisso i credenti proclameranno la presenza suprema di Dio nella storia per cui "Gesù è lo stesso ieri, oggi e nei secoli", come aveva dichiarato lapidariamente un cristiano anonimo della fine del Primo secolo, autore di uno scritto neotestamentario giunto a noi col titolo di Lettera agli Ebrei.

Sulla scia di questa fede milioni di uomini e di donne hanno consacrato la loro esistenza e hanno assunto la parola di quel predicatore ambulante di Galilea e di Giudea come la lampada per i passi della loro esistenza. Per tutti costoro è vero ciò che scriveva una teologa tedesca contemporanea, Dorotea Solle: "Confronta il Cristo con altri grandi, Socrate, Rosa Luxenburg, Gandhi: lui regge al confronto. Ma sarà meglio che tu Io confronti con te!".

"E' da duemila anni, o Cristo,

che i tuoi piedi sanguinano

sulle strade del mondo..."

Cogitate, amici miei, e vedrete passare davanti ai vostri occhi duemilatre anni di storia, e i piedi di Gesù che continuano a sanguinare per le strade del mondo, specialmente in estremo Oriente, nella Sua Terra.

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IL FATTO

DANTE ALIGHIERI (5)

IL PURGATORIO

Immaginato da Dante, in relazione all'Inferno, come montagna prodotta da uno spostamento di masse terrestri a contatto con Lucifero precipitato dal cielo, il Purgatorio si erge su un'isola situata agli antipodi di Gerusalemme nell'emisfero delle acque. Lo spazio della montagna tra le due zone estreme dell'Antipurgatorio e del Paradiso Terrestre, diviso in 7 balze, sulle quali i penitenti passano purificando di volta in volta l'inclinazione verso uno dei peccati capitali. Mentre nella discesa infernale ci s'imbatteva in colpe sempre più gravi, l'ascesa purgatoriale rivela un criterio di gravità decrescente: dall'amore rivolto al male (superbia, invidia e ira) all'amore del bene tiepidamente esercitato (accidia) per giungere, nelle balze più elevate, all'amore eccessivo di beni mondani (avarizia, gola e lussuria).

Se nell'Inferno Dante aveva sperimentato l'operare divino come giustizia, nel Purgatorio egli diviene partecipe della divina misericordia. Di centrale interesse risultano gli incontri con artisti e poeti quali Casella, Sordello da Goito, Bonagiunta da Lucca, Guido Guinizelli, Arnaut Daniel, Stazio e Oderisi da Gubbio. Gli ultimi canti sono fortemente marcati dalla presenza di Beatrice, la donna amata che ha acquisito connotazioni allegoriche di Rivelazione, Amore Divino, Grazia, Fede, Teologia, e sostituisce Virgilio.

IL PARADISO

La regola strutturale del 9+1, valida per Inferno e Purgatorio, nove cerchi più il vestibolo nel primo caso, nove ripartizioni inferiori più il Paradiso Terrestre nel secondo, vale anche per il Paradiso, dove ai 9 cieli dei pianeti, delle Stelle Fisse e Primo Mobile si aggiunge l'Empireo. Da quest'ultimo, dove godono della beatitudine eterna, gli spiriti scendono a manifestarsi al pellegrino nel cielo di cui subirono l'influsso in vita. Il Paradiso risulta così organizzato gerarchicamente. I tre cieli inferiori: Luna, Mercurio, Venere, ospitano coloro che non raggiunsero l'assoluta perfezione. A questi seguono, in ascesa, i cieli degli spiriti attivi: quello del Sole con i sapienti, di Marte con i militanti per la fede, di Giove con i giusti, e quello degli spiriti contemplativi, Saturno. I rimanenti due cieli sotto l'Empireo consentono al pellegrino di perfezionare la propria preparazione all'ultima ascesa assistendo al trionfo di Cristo, della Vergine e degli angeli e sottoponendosi a un esame sulle virtù teologali: fede, speranza, carità. Nel cielo Empireo, il vero e proprio Paradiso, sede di Dio e dei beati, gli appare una "candida rosa" composta da innumerevoli anime assise su troni in file disposte come in un anfiteatro. Tra queste egli scorge Beatrice, che ha lasciato il ruolo di guida a San Bernardo di Chiaravalle. La preghiera di Bernardo assicura l'intercessione della Vergine Maria, grazie alla quale il pellegrino ottiene infine l'inusitato privilegio di penetrare nel mistero della divina essenza.

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LA POESIA DEL GIORNO

CANTAVI L'INNO ALLA VITA

Cantavi l'inno alla vita nel seno di mamma,
cucciolo d'uomo, ed ho pianto.
Gridavi "Osanna" e non capivo
perché amare quando è sofferenza?
Ma tu amavi!
Inutilmente ho sperato al tuo ripensamento.
Oggi ti vedo festante, occhi neri e profondi
come la vita, il destino, la bocca di un lupo.
Sorridi felice! Piango, non so perché.
Aiutami a capire, cucciolo d'uomo.
La vita non è male?
Allora, perché sorridi?

Reno Bromuro (da Musica bruciata).

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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