25 aprile 1967
Incidenti a Napoli

Una manifestazione di giovani comunisti contro la guerra del Vietnam e il colpo di Stato in Grecia è bloccata a Napoli dalla polizia, che ne impedisce l'accesso alla zona in cui ha sede il consolato greco. Il corteo, costretto a ritornare sui suoi passi, è posto così in contatto con gruppi di missini. Si verificano scontri: sedici feriti, un arresto e ventiquattro fermi sono il bilancio conclusivo

Per lo stesso motivo, a Roma, Franco Piperno e Antonio Russo sono arrestati per l'incendio alla sede romana della Boston Chemical, un'azienda accusata di produrre il napalm utilizzato dagli USA in Vietnam.Franco Piperno

Traccio un breve profilo di Franco Piperno, tratto da un’intervista rilasciata a Cesare Lanza di "Sette". Scrive Lanza "Ribelle da sempre, carismatico, affabulatore intelligente, ex terrorista inseguito per alcuni lustri dalle polizie e dai giudici di mezzo mondo, oggi insegnante di fisica a Cosenza. E con un nome che fa notizia: Franco Piperno, 60 anni appena compiuti. E’ bastata una sua intervista, ingiustamente considerata "perdonista", sull’omicidio della giornalista Maria Rosaria Sessa, a riportarlo alla ribalta, a suscitare polemiche. All’appuntamento, in una piazza di Roma, mi aspetta con un enorme pezzo di pizza napoletana in mano. Sono le sei del pomeriggio. Mi fa subito simpatia, per la sua semplicità. Così, quando siamo a tu per tu, gli dico senza giri di parole: Piperno, c’è qualcosa che mi ha sempre colpito, sia nei racconti di comuni amici, sia in ciò che è stato scritto di lei. Mi guarda, interrogativo, con uno sguardo penetrante, vivace".

Quest’Uomo, dallo sguardo profondo e l’aspetto imperioso, che in classe ritorna giovane e impetuoso con lo stesso ardore dei "suoi" ragazzi.

L’anno passato in carcere e i tre mesi di arresti domiciliari sono lontani anche dalla sua memoria, non certo il motivo che lo spinse a dare fuoco, in compagnia di Antonio Russo, alla Boston Chemical lo ricorda molto bene ma non ama parlare di questo con i suoi ragazzi.

Tutto era iniziato all’inizio della "Lunga guerra di indipendenza del Vietnam". Per nove anni dal 1945-1954 la guerra contro i Francesi aveva acceso la miccia, e preparato un intervento a lungo termine.Ho-Chin-Minh

Nel 1945 il capo del partito comunista vietnamita Ho-Chin-Minh forma un governo provvisorio che suscita l’ostilità dei paesi occidentali, sempre timorosi dell’avanzata comunista in Asia. Nel 1946 iniziano le ostilità tra il Fronte nazionale di liberazione del nord del Vietnam (Viet-minh) e i Francesi, aiutati dagli Americani. La guerra termina nel 1954: a Dien-Bien-Phu le truppe del FNL e del Viet-minh, comandate dal generale Giap, infliggono una dura sconfitta alle truppe francesi.

Subito dopo, nel 1954, c’è la "Conferenza di Ginevra". La penisola indocinese viene divisa in tre Stati indipendenti: Laos, Cambogia e Vietnam. Il Vietnam fu diviso a sua volta in due lungo il 17° parallelo: Vietnam del Nord nel quale viene riconosciuta una repubblica democratica guidata da Ho Chi-Min, con capitale Hanoi, Vietnam del Sud, affidato al cattolico Ngo Dinh Diem, con capitale Saigon, sotto il controllo americano. Viene anche stabilito che si tengano entro breve tempo libere elezioni in previsione della riunificazione del Paese. Ma gli USA intervengono facendo sorgere una dittatura militare filo americana, sostenendola con aiuti militari ed economici per fronteggiare la guerriglia dei vietcong i comunisti del Fronte nazionale di liberazione.

Tra il 1969 e il 1970 i morti e le stragi sono numerosi anche tra la popolazione civile. Intanto la politica reazionaria del governo di Van Thieu stimola la diffusione del movimento di indipendenza anche tra le popolazioni contadine del Sud, rifornite clandestinamente di armi dai governi sovietico e cinese e sostenute nel loro spirito di rivolta dal movimento dei Vietcong.

La ritirata statunitense è preceduta da un riavvicinamento di Nixon a URSS e Cina il riavvicinamento consente di ammorbidire l'atteggiamento di Hanoi e di accelerare i preliminari di pace, che vengono firmati il 27 gennaio 1973. Gli Stati Uniti sospendono tutti gli aiuti militari a Saigon, in cambio della formazione di un governo democratico-parlamentare e del mantenimento provvisorio dei due Vietnam.

Questi alti e bassi, questi "tira e molla" scoprono le conseguenze della lunghissima guerra, quando nel 1975 gli ultimi reparti americani lasciano il Vietnam del sud, ed è creato uno stato unico con capitale Hanoi, mentre Saigon è ribattezzata Città di Ho Chi-Min.

La guerra di liberazione vietnamita è costata, secondo calcoli americani, più di 7.300.000 tra morti e feriti totali, di cui poco più di un milione uccisi in combattimenti. Per il Vietnam la guerra significò la rovina della sua economia, duramente colpita dal conflitto. Sul Vietnam, un paese grande quanto l’Italia, erano stati scaricati più esplosivi di quelli usati su tutti i fronti nel corso della seconda Guerra Mondiale, oltre a una enorme quantità di defolianti chimici.

Gli USA persero per la prima volta una guerra, con 60.000 morti e 100.000 mutilati. Tale perdita rappresentò una ferita morale e psicologica per un’intera generazione e un terribile evento militare ed economico che ridimensionò il ruolo planetario degli USA. I soldati americani reduci dal Vietnam, rappresentarono a lungo una mina vagante per la società americana, diventando spesso il simbolo di una colpa da cancellare. E' la "sindrome del Vietnam" dalla quale gli Stati uniti si sono liberati solo negli anni dell'amministrazione Reagan, come dimostrano i film ispirati alla "dirty war", alla sporca guerra del Vietnam. Ridimensionamento del ruolo di Washington nel sistema finanziario internazionale: la prima sconfitta militare li indebolisce anche in campo economico con la crescita dell’inflazione e la perdita di valore del dollaro, culminata nella rinuncia alla convertibilità in oro del dollaro, proposta nel 1971.

 ***

RICORDIAMOLI

ANTONIO RUSSO

Da una notizia ANSA delle ore 10,29 del 28 ottobre:

"CORONA DI FIORI DI AMATO OGGI AI FUNERALI DI ANTONIO RUSSO"

"Il presidente del Consiglio Giuliano Amato sarà rappresentato oggi a Francavilla a Mare ai funerali di Antonio Russo da una corona di fiori trasportata da due carabinieri in alta uniforme. Ne dà notizia un comunicato dell'ufficio stampa della presidenza del Consiglio".Antonio Russo

L'agenzia AGI alle 10:57, lancia quest’altro comunicato: "Francavilla al Mare (Chieti), 28 ottobre; una ghirlanda di rose rosse, enorme, con una sola scritta: "La mamma". E' l'ultimo dono che Beatrice Russo ha voluto fare a suo figlio Antonio, il giornalista di Radio Radicale ucciso a Tblisi, in Georgia, dove stava terminando un reportage sulla guerra. Nella chiesa di Santa Maria Maggiore di Francavilla al Mare (Chieti), citta' natia di Antonio, don Salvatore Travaglini officerà il rito funebre previsto per le 11. All'esterno della chiesa campeggiano diverse gigantografie di Antonio che lo ritraggono nei posti più svariati del mondo dove ha svolto la sua attività di cronista. Oltre alla corona di fiori del Presidente del Consiglio dei Ministri, all'ingresso di Santa Maria Magiore sono state poste da un lato quella del Partito Radicale, dall'altro quella di Radio Radicale. Accanto alla bara, assieme alla corona di mamma Beatrice, ce n'è un'altra a fiori variopinti. Sono gli amici senegalesi del giornalista che non hanno voluto mancare all'ultimo appuntamento con Antonio. Ai piedi del feretro, vicino all'altare, un cuscino multicolore dei Freelance international press. La chiesa è già gremita e sulla piazza sostano il ministro delle Finanze, Ottaviano Del Turco, Marco Pannella ed Emma Bonino che si sono stretti attorno a Beatrice.

E’ l'agenzia ANSA in un comunicato delle 11:01 narra la cronaca del funerale.

"Il rito funebre e' stato officiato nella chiesa di Santa Maria Maggiore dove la salma e' giunta questa mattina dall' Istituto di Medicina legale di Roma, dove nei giorni scorsi e' eseguita l' autopsia su disposizione della Procura di Roma che ha aperto un' inchiesta sulla morte del giornalista. Erano presenti anche due albanesi del Kosovo, amici di Russo, giunti appositamente per i funerali. Domenica scorsa, Antonio Russo era stato ricordato con una messa celebrata a Pristina dove aveva vissuto per diversi mesi durante la guerra e da dove fu costretto a fuggire mischiandosi nelle colonne di profughi. Tra le varie persone presenti alle esequie, vi erano anche il senatore Pietro Milio, i deputati Marco Boato, che ha definito la morte "una tragedia umana e politica" e Sabatino Aracu, che il giorno stesso della morte presentò un'interrogazione sostenendo che si trattava di un delitto. All' uscita dalla chiesa, la bara di Antonio Russo, coperta da una bandiera bianca del Partito Radicale, è stata accolta con un applauso di tre minuti, tra un mare di bandiere radicali bianche e blu, e gigantografie di Antonio Russo ripreso mentre abbraccia un gruppo di bambini profughi. Alle condoglianze personali di Marco Pannella la madre di Antonio Russo ha affermato: "Per me è come se fosse ancora vivo: Antonio, non è mai morto". Tra le altre testimonianze floreali, un copribara di rose rosse della madre di Antonio Russo, due corone di alcuni suoi amici senegalesi. Il feretro e' stato poi accompagnato a piedi in corteo fino al cimitero con le serrande dei negozi chiuse al passaggio in segno di lutto".

Dall’Agenzia AGI delle 11:12:

"FUNERALI RUSSO: DEL TURCO, E' MORTO PER UNA GUERRA DIMENTICATA"

Antonio Russo, sottolinea il ministro delle Finanze, è morto per una guerra dimenticata e questo aumenta la rabbia. Ottaviano Del Turco, scambia qualche battuta con i cronisti prima di entrare insieme in chiesa. Era soprattutto un giornalista libero, che amava il suo mestiere e la sua libertà ed è la ragione per cui tutti quelli che si riconoscono in questi valori dovrebbero essere qui con noi a ricordarlo. E' una grande perdita, per quella idea di libertà che Antonio Russo emanava da ogni suo gesto e da ogni suo servizio. Questa era una bella idea dell'Abruzzo che lui diffondeva da Radio Radicale. La ragione della rabbia dentro di noi è che lui ha partecipato a vicende che hanno sconvolto il mondo, specie nel Kosovo e proprio da lì riuscì ad essere l'ultima voce libera che mandava corrispondenze da una terra dove non entrava più nessuno. Forse questa volta c'e' stata qualche reticenza da parte della stampa, forse bisognava parlarne un po' di più. Quella dei giornalisti e' una corporazione di solito molto legata e solidale. Ma questa volta, per Antonio Russo, si è fatta forse una eccezione in negativo".

Poi c’è stato il susseguirsi dei discorsi commemorativi da parte di Marco Pannella, Emma Bonino, del Parroco.

***

IL FATTO

DANTE ALIGHIERI (4)

Valore universale della "Divina commedia"

La Divina commedia è un'opera di conversione, un lungo percorso attraverso la scoperta del peccato e del male verso la redenzione dell'uomo e la visione mistica. Ambiziosissima enciclopedia della scienza,del pensiero e della spiritualità medievali, prima opera sicuramente classica della tradizione in volgare monumento di lingua, di poesia e di sentire civile e morale, messaggio prodigiosamente versatile, capace di raggiungere diversissimi settori di pubblico (incluso quello popolare), la Divina commedia si è affermata nei secoli come l'opera della letteratura italiana più nota e più letta in Italia e nel mondo.

"INFERNO"
Per Dante il viaggio agli Inferi sotto la guida di Virgilio è, come del resto quello nel Purgatorio e nel Paradiso, un viaggio di conoscenza: conoscenza del peccato, della sua natura, delle sue gradazioni di gravità, delle sue conseguenze per la vita terrena e quella ultraterrena. La struttura della voragine infernale che giunge al centro della Terra, basata su principi aristotelici e ciceroniani, è divisa in 9 cerchi. Incontrate nei 5 cerchi superiori della cavità, detto alto Inferno, le anime di coloro che furono incapaci di controllare naturali pulsioni e appetiti, nel basso Inferno Dante trova i più esecrabili peccatori, nei quali agì una vera e propria lucida volontà di arrecare, con la violenza o con la frode, offesa e danno a Dio, a sé o ai propri simili. Spiccano, nella prima compagine, le figure di Francesca da Rimini, di Ciacco, di Filippo Argenti; nella seconda quelle di Farinata degli Uberti, Cavalcante de' Cavalcanti, Pier delle Vigne, Brunetto Latini, Ulisse, Guido da Montefeltro e Ugolino della Gherardesca. Alla struttura ripetitiva dell'incontro con le anime si accompagnano molteplici elementi di variazione. Per esempio: gli scenari di pena, regolati dalla legge del contrappasso (valida anche nel Purgatorio), secondo cui la pena deve richiamare, per analogia o contrasto, la colpa e soprattutto i sentimenti contrastanti di Dante di fronte ai suoi interlocutori (sdegno, ironia, ma anche palpitante partecipazione).

***

LA POESIA DEL GIORNO

PER ANNI, AMORE

Per anni, amore, abbiamo aspettato
il Nunzio inchiodati alla stessa croce.
Il tuo sguardo rispecchiava
cieli, laghi remoti, non profanati.
Nelle tue pupille la gioia dell'estate:
pagliuzze dorate portate dal vento.
Sole raggiante nelle tue pupille.
Il sorriso come lama di Toledo
era nel cuore.
Da anni, amore, aspettiamo
inchiodati alla stessa croce.

Tu sempre più sola! Nella marea
chiassosa, isolato spirito morente,
ricerca laghi remoti, pagliuzze
dorate, lame senza guaine: io.
Novello Ulisse percorro vie più nuove.
Intanto aspetto il Nunzio
inchiodato
alla stessa croce di sempre.

Reno Bromuro (da Musica Bruciata).

***

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

************************
L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

Torna all'indice

Reno Bromuro
reno.bromuro@elbasun.com

Home ElbaSun
www.elbasun.com - il sito del SOLE