24 novembre 1864
Toulouse-Lautrec

Henri de Toulouse-Lautrec nacque il 24 novembre 1864, da una famiglia di antichissima nobiltà. Fin dall'infanzia disegnare era per lui l'attività preferita. Henri de Toulouse-LautrecAmava molto la vita sportiva e all'aria aperta, ma due terribili cadute lo resero deforme per tutta la vita.

Decise di dedicarsi completamente alla pittura facendo pratica negli studi di artisti e accademici dell'epoca, ma fu attratto soprattutto dalle opere degli impressionisti, in particolare di Degas.Toulouse-Lautrec visse intensamente il clima culturale, artistico e mondano della Parigi fine secolo. L'oggetto della sua pittura fu la società in cui viveva, della quale fissò alcuni tipi psicologicamente e estremamente caratterizzati, che rese secondo uno stile più violento di quello impressionista, dal quale aveva preso l'avvio.

L'alta società lo allontanò da sé e lo disprezzò per la sua deformità. Così egli si trovò a frequentare l'ambiente di Montmartre: caffè-concerto, sale da ballo, teatri. Ma di quel mondo seppe nei suoi quadri e manifesti ritrarre l'intima sofferenza e la tristezza nascosta dietro il luccichio dei costumi delle ballerine e dei clowns, e dietro i velluti delle case. In un certo senso Toulouse-Lautrec anticipò l’arte nuova e lo stile decorativo. Disegnò circa trenta manifesti per cabaret, pubblicità, programmi teatrali. SÌ spense nel 1901, a soli trentasette anni.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1971:L'accordo firmato a Salisbury tra Jan Smith e Douglas-Home normalizza i rapporti tra la Gran Bretagna e il suo ex-dominio della Rodhesia.

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RICORDIAMOLI

DEGAS E L’IMPRESSIONISMO

Hilaire-Germain-Edgar Degas nasce a Parigi nel 1834 e vi si spegne nel 1917.

Nel 1855 entrò alla Scuola di Belle Arti, ma si formò soprattutto al Louvre, copiando i grandi maestri e studiando le opere del Quattrocento a Roma, Napoli e Firenze. Nelle prime opere, ritratti e dipinti di soggetto storico, dipinti dal 1860 al 1865, mostrò l'influenza del linearismo di Ingres e del colorismo di Delacroix. Nel frattempo incontrò Claude Manet (Manet, anch’esso parigino ma di sei anni più giovane essendo nato nel 1840, trascorse la sua giovinezza a Le Havre, dove ottenne fama locale come caricaturista; venne quindi in contatto con Boudin, che lo iniziò al paesaggio.Hilaire-Germain-Edgar Degas

Recatosi a Parigi nel 1859, fu attratto dalla pittura di Delacroix, Daubigny, Corot e preferì ai corsi regolari dell'Accademia quelli dell'Académie Suisse e le discussioni alla Brasserie des Martyrs, dove i realisti si raccoglievano attorno a Courbet), che lo introdusse nell'ambiente dei pittori impressionisti. Rinunciò alle composizioni storiche e i suoi soggetti preferiti divennero le corse dei cavalli, il mondo dell'Opéra e le ballerine: Le Foyer de la danse del 1872, ora a Parigi, Musée d'Orsay fu il primo dipinto che ritraeva tale mondo.

Nel 1873 si recò col fratello a New Orleans dove subì molte suggestioni esotiche Il negozio del cotone a New Orleans, ora al Museo Civico di Pau. Tornato a Parigi dipinse opere che mostrano una maggiore libertà compositiva e l'uso di un colore vivo, vedi l’Assenzio del 1876, ora a Parigi, Musée d'Orsay.

Nel 1874 partecipò attivamente alla prima mostra degli impressionisti, di cui doveva divenire un protagonista di primo piano, che si tenne nello studio fotografico Nadar. Nel 1881 modellò in cera la sua prima scultura, la Danzatrice quattordicenne, ora al Musée d'Orsay, alla quale applicò un tutù di tulle e il corsetto e le scarpette di raso. Pur continuando a dipingere ippodromi, ballerine e ritratti, altri temi cominciarono ad apparire nella sua pittura: Le lavandaie, fa parte della collezione dei signori Howard J. Sachs, Stamford; Le stiratrici a Parigi, Musée d'Orsay; Donne alla toilette.

Disturbi alla vista lo costrinsero a dedicarsi al pastello, all'incisione e alla scultura. Divenuto quasi cieco, visse in solitudine e non espose più sue opere, fatta eccezione per una serie di quaranta pastelli presentati alla galleria Durand-Ruel nel 1892. Il valore della sua opera ebbe giusto rilievo soltanto dopo la morte dell'artista, quando i suoi lavori, poco noti al pubblico, furono venduti all'asta a Parigi.

Degas, fu forse uno dei maggiori esponenti di quella corrente pittorica che si ricorda col nome di "Impressionismo", un movimento artistico sviluppatosi in Francia nella seconda metà del sec. XIX, inteso a rendere più libera la sensibilità dell'artista in opposizione all'arte accademica.

In pittura, la prima manifestazione ufficiale dell'impressionismo risale all'aprile-maggio 1874, in occasione della mostra organizzata nello studio fotografico Nadar dalla Société Anonyme des artistes con intenti di polemica indipendenza dal salon ufficiale. Vi esposero una trentina di pittori tra cui Bazille, Cézanne, Degas, Monet,Berthe Morisot, Pissarro, Renoir, Sisley.

L’Esposizione degli Impressionisti, come venne definita sul Charivari dal critico Leroy, con un neologismo di tono dispregiativo derivato dal titolo di un quadro di Monet Impression, soleil levant, del 1872 e ora a Parigi, Musée Marmottan, non fu compresa. Il termine "impressionista", criticamente efficace, fu invece accettato dai pittori stessi, entrando poi nell'uso comune. La mostra segnò il punto d'arrivo di un periodo di formazione del movimento, il cui nucleo primo si era costituito intorno al 1860 dall'incontro all'Académie Suisse di Pissarro, Cézanne e Guillaumin, cui si erano aggiunti, intorno al 1863, Monet, Renoir, Sisley e Bazille che avevano incominciato a frequentarsi nello studio di Gleyre.

Le personalità, pur così diverse, di questi pittori erano accomunate dallo stesso desiderio di rompere con gli schemi accademici, sollecitati da una particolare sensibilità ai problemi relativi della "visione" e dall'indifferenza per il contenuto classicamente inteso. Alla pittura in studio venne preferita la pittura all'aria aperta; le vibrazioni luminose del paesaggio, dell'oggetto, della figura umana immersa nell'atmosfera furono fissate con istantaneità nei loro aspetti mutevoli, ricreate attraverso la giustapposizione di rapidi tocchi di colore; eliminando il disegno e il chiaroscuro con effetti plastici, per un sensibile non-finito, gli impressionisti operarono una fusione tra oggetto, spazio e atmosfera, che coincise con l'impressione momentanea e soggettiva dell'artista.

La tecnica adottata, pur trovando un sostegno teorico nei contemporanei studi sulla complementarità dei colori, non seguì un metodo rigorosamente definito, come avvenne poi per alcuni movimenti posteriori che proprio dall'impressionismo presero impulso: neoimpressionismo, divisionismo, puntinismo, ma si realizzò sul piano della sensibilità pittorica individuale. Il carattere rivoluzionario dell'impressionismo nei confronti della cultura figurativa ufficiale non costituì un'improvvisazione, ma una parziale ripresa di motivi che avevano caratterizzato l'opera di Corot e dei paesaggisti di Barbizon, il realismo di Courbet e il romanticismo di Delacroix, rispetto ai quali tuttavia rappresentò, anche per l'importanza di certe formulazioni critiche che proprio in seno all'impressionismo trovarono una prima espressione, un fenomeno di incalcolabile portata per l'arte moderna.

Nella fase formativa del movimento ebbe grande importanza il programma antiaccademico di Manet, che dal 1863, con l'esposizione del Déjeuner sur l'herbe al Salon des Refusés, poi di Olympia al salon del 1865, infine con la polemica partecipazione all'esposizione del 1867, divenne il portabandiera delle tendenze innovatrici, pur non potendo essere considerato propriamente un impressionista. La critica ufficiale accolse negativamente le opere di Manet, mentre Zola, sull'Événement, scriveva una serie di articoli in favore dello stesso Manet e degli altri pittori del gruppo che avevano esposto ai salons di quegli anni: Pissarro, Morisot, Renoir, Degas, Sisley.

La guerra del 1870 disperse il gruppo: gli artisti si arruolarono, Bazille morì sul campo, Monet, Pissarro, Sisley si rifugiarono in Inghilterra dove non furono insensibili alle interpretazioni che del paesaggio avevano dato Turner e Constable; a Londra conobbero Durand-Ruel, mercante d'arte, che divenne a Parigi un fervente sostenitore e finanziatore degli impressionisti. Nel 1876 venne aperta al pubblico la seconda esposizione, nel 1877 la terza, che vide per l'ultima volta il gruppo presentarsi al completo; nelle cinque mostre successive, infatti, si ebbe la defezione prima di Cézanne, poi di Renoir, Monet, Sisley, mentre vi figurarono di volta in volta nomi come Redon, Seurat, Signac, Zandomeneghi.

La mostra del 1877 espresse dunque il momento di massima coesione del movimento. Il più vivo interesse del pubblico spinse gli artisti a pubblicare il giornale l'Impressioniste, sul quale oltre a difendersi dagli attacchi della stampa puntualizzarono le caratteristiche del loro stile: "trattare un soggetto per i valori tonali e non per il soggetto in sé: ecco che cosa distingue gli impressionisti dagli altri pittori".

Nella Musica, l'impressionismo ebbe origine qualche tempo dopo. I suoi principi si riassumono nel rifiuto delle regole formali accademiche, nella valorizzazione della dimensione timbrica, nella liberazione dai consueti rapporti tonali e dagli schemi ritmici della tradizione e nella ricerca di un linguaggio raffinato e aristocratico, incline all'esotismo. Sebbene non sia difficile riconoscere antecedenti in vari autori romantici e non, il padre riconosciuto dell'impressionismo musicale è Debussy.

Bibliografia
C. L. Ragghianti, Impressionismo, Torino, 1944; L. Venturi, De Manet à Lautrec, Parigi, 1953; L. Venturi, La via dell'Impressionismo, Torino, 1970; R. Eberle, Impressionisti francesi, Trento, 1990.

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LA POESIA DEL GIORNO

PREGIUDIZIO FORMALE

Quando nella tua vecchia
ricorderai i versi che ti ho scritto,
i versi che al telefono ti recitavo,
i versi che su di un nastro registravo,
allora la mia adolescenza sarà finita
e disperatamente piangerò l'amore:
quell'amore che ho sempre donato
quell'amore che non ho mai goduto.

Le mie mani anchilosate dalla penna
cercheranno di carezzare il tuo corpo
- ma non potranno stringerlo -
allora amore saprò,
allora amore saprai,
allora amore sapremo
tutta la grandezza
di una gioia passata, sprecata, uccisa
da un formale pregiudizio sociale
sciocco, insulso, inutile.
Allora, dicevo,
non avremo lacrime bastanti
per scrostare le nostre anime.
Non ci saranno,
rami robusti per raddrizzare
le dita anchilosate
e i tuoi seni si sentiranno tristi
per non essersi lasciati carezzare.

Allora i tuoi occhi capiranno
di aver intravisto, solo intravisto
la primavera e si faranno opachi
per nascondere visioni soltanto sognate.

Allora, in me, in te
vivranno l'amore e la pena.
L'amore che vuotai come in un'anfora,
nella tua vita e la pena griderà il suo lamento
nell'anima mia, per non aver trovato la forza
di rubarti, strapparti, al pregiudizio formale.

Allora, mia cara,
vedremo la morte
sui tuoi seni avvizziti
nelle mie mani vuote.

Allora sarà troppo tardi
e anche se mi chiamerai
e anche se ti chiamerò
ci sarà sempre il tuo seno avvizzito,
come un fiore non colto a primavera;
ci saranno sempre le mie mani inutili
ormai, che hanno pensato solo a scrivere,
a gridare al mondo intero che
per un formale pregiudizio sociale
non abbiamo raccolto il fiore più bello della vita
quando il sole era splendido e sincero a primavera.

Allora, mia cara, non basteranno
le acque di tutta la terra
per lavare la nostra colpa.

Reno Bromuro (da "Senza levatrice" Edizione Albatros 1983)

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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