24 marzo 1999
Romano Prodi alla presidenza
della Commissione dell’Unione Europea
Un politico italiano a capo dell’esecutivo
comunitario: il vertice straordinario di Berlino
del Consiglio Europeo ha designato
all’unanimità Romano Prodi alla presidenza
della Commissione dell’Unione Europea,
nuovo nome assunto l'1 novembre 1993 in seguito al
Trattato do Maastricht dalla
Comunità Europea, un’associazione politica
ed economica tra quindici nazioni europee:
Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia,
Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Italia,
Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna,
Svezia, governata da organismi
rappresentativi e direttivi sovrannazionali, che
operano nell'ambito di un mercato unico.
La prima forma associativa, iniziò ad avere i
primi colloqui preliminari subito dopo la fine
della Seconda Guerra Mondiale. La
gravosità del compito della ricostruzione rese
evidente la necessità di una forma di cooperazione
economica e politica tra gli Stati europei. I
primi a muoversi in questa direzione furono
Belgio, Olanda e Lussemburgo, che
realizzarono ad un’unione doganale, denominata
Benelux; Francia e
Gran Bretagna stipularono invece una
tradizionale alleanza militare, il trattato
di Dunkerque, il 4 marzo 1947;
successivamente allargata ai paesi del
Benelux e nelle sue finalità agli ambiti
economici, politico e culturale seguì il 17 marzo
1948,il patto di Bruxelles,che dette
vita all'Unione Europea Occidentale.
Il processo d’unificazione europea sembrava
coinvolgere dunque solo alcuni paesi occidentali,
ai quali avrebbe potuto aggiungersi l'Italia,
con l'esclusione sia degli Stati comunisti
dell'Europa orientale sia di Spagna e Portogallo,
retti da regimi autoritari. I paesi scandinavi dal
canto loro non erano intenzionati ad impegnarsi in
questa direzione, e la stessa Gran Bretagna,
dopo un interesse iniziale, preferì valorizzare i
legami con il Commonwealth.

La spinta ad una maggiore integrazione venne
dagli USA, convinti che un'Europa occidentale
solida economicamente e unita politicamente
avrebbe costituito un partner commerciale ideale,
oltre che un più valido ostacolo all'espansionismo
del comunismo internazionale sostenuto dall'URSS.
L'offerta d’ingenti aiuti economici nel quadro del
piano Marshall redatto il 5 giugno 1947; fu
così condizionata ad una loro gestione comune da
parte dei paesi europei, che fu garantita
dall'OECE: Organizzazione Europea per la
Cooperazione Economica, fondata il 16
aprile 1948, completata il 19 novembre 1950;
dall'UEP: Unione Europea dei Pagamenti.
Il Patto Atlantico firmato il 4
aprile 1949 e il Consiglio d'Europa
col trattato di Westminster, del 5
maggio 1949, costituirono gli ulteriori tasselli
militare e politico nella costruzione di un
sistema europeo integrato.
Il 1° luglio 1987 entrò in vigore l'Atto unico europeo, che precisava i poteri delle istituzioni di governo della CEE impegnando gli Stati membri a realizzare entro il 31 dicembre 1992 uno spazio senza frontiere interne, in cui fosse assicurata la piena e libera circolazione delle persone, delle merci, dei servizi e dei capitali. Sulla base dell'Atto unico fu elaborato il trattato di Maastricht definito l'11 dicembre 1991 e perfezionato nel 1992, nel quale si precisavano i termini dell'unione economica e monetaria, ma anche dell'unione politica, in particolare per la cittadinanza, la diplomazia, la difesa comune e la politica sociale.
Romano Prodi economista nato a Scandiano, Reggio Emilia nel 1936. Docente d’economia a Bologna, cattolico democratico, per due volte fu chiamato alla guida dell'IRI per operarne con successo il risanamento. Nel 1995 si è proposto quale punto di riferimento per la costituzione di un’alleanza tra le formazioni di centrosinistra attorno ad un programma di riforme istituzionali ed economico-sociali finalizzate all'entrata dell'Italia nell'Unione Europea. Vinte le elezioni del 1996 con il simbolo dell'Ulivo, ha assunto l'incarico di presidente del consiglio. Nel 1998 è stato costretto a dimettersi per l'uscita dalla maggioranza di Rifondazione Comunista partito formatosi nel febbraio del 1991 per iniziativa di un gruppo di esponenti del PCI, contrari all'abbandono della tradizione comunista e alla trasformazione del partito in PDS. Dal 1993 ne è segretario Bertinotti. Nel 1998, in dissenso con la linea della maggioranza bertinottiana, il presidente Cossutta guidò una scissione per creare il Partito dei Comunisti Italiani. Prodi, eletto alla presidenza della Commissione europea nel 1999, nello stesso anno ha dato vita al nuovo partito Democratici per l'Ulivo
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RICORDIAMOLILA PRIMAVERA DI PRAGA
La primavera di Praga è un’espressione con
cui si designa la fase di liberalizzazione del
regime comunista in Cecoslovacchia iniziata il 5
gennaio 1968, con l'ascesa di Dubchek alla
segreteria del Partito Comunista:
nel giro di pochi mesi furono adottate misure
favorevoli alla libertà d’espressione e di stampa,
furono riabilitate le vittime dello stanilismo e
posti in discussione gli aspetti più rigidi e
autoritari del Partito Comunista in nome di un
"socialismo dal volto umano".
Il processo di liberalizzazione ebbe un entusiastico appoggio popolare, ma provocò la preoccupata reazione dell'URSS e degli altri regimi dell'Est europeo, culminata nell'invasione della Cecoslovacchia il 21 agosto 1968, da parte delle truppe del Patto di Varsavia e nella successiva deposizione di Dubchek, che si era Iscritto al Partito Comunista Slovacco nel 1939, e partecipò alla rivolta antinazista del 1944. Ricoprì diversi incarichi nel partito, fino a diventarne segretario nel 1962.
Oppositore della politica stanilista e burocratica di Antonio Novotny, riuscì a scalzarlo dalla carica e a succedergli il 5 gennaio 1968. Dubchek promosse allora la "Primavera di Praga", con il nuovo corso più democratico del partito, in vista della costruzione di un "socialismo dal volto più umano". L'intervento militare sovietico dell'agosto 1968 condusse alla capitolazione di Dubchek, arrestato e condotto a Mosca.
Allontanato dalla segreteria nell'aprile 1969,
fu inviato per un breve periodo ambasciatore in
Turchia e infine nel 1970 espulso dal partito e
sottoposto a stretta sorveglianza. Dopo la
"rivoluzione di velluto" del 1989 che
abbatté il regime comunista, fu eletto presidente
del parlamento; morì in seguito ai postumi di un
incidente stradale.
Dopo la morte di Dubchek successero vari scontri che portarono alla luce squilibri che vanno interpretati nelle due successive dissoluzioni della Cecoslovacchia, la prima nel 1938/39 e la seconda nel 1992 in seguito alla crisi del regime comunista.
UN PO’ DI STORIA
La Cecoslovacchia indipendente fu fondata il
28 ottobre 1918, scegliendo la Costituzione di un
governo di coalizione fra tutti i partiti
politici. Il primo presidente della repubblica è
Masaryk. Nel 1920 fu adottata una
costituzione democratica e parlamentare.
Dal 1939 al 1944 si sviluppa, in tutto il Paese una forte resistenza contro l'occupazione tedesca, il protettore del Reich, Heydrich è assassinato dai partigiani, nel 1942. In Inghilterra Benesh costituisce un governo cecoslovacco in esilio.
Dal 1°gennaio 1993 la Cecoslovacchia cessa di esistere. Al suo posto sorgono due Stati indipendenti: la Repubblica Ceca e la Repubblica di Slovacchia.
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IL FATTO
L'OMOSESSUALITA' FEMMINILE
L'omosessualità femminile e il circolo di Saffo (1)
L'omosessualità femminile nell'antica Grecia aveva
una funzione pedagogica analoga a quella maschile
e rappresentava per l'adolescente una fase di
passaggio dall'età infantile al mondo degli
adulti, durante la quale la giovane era educata e
preparata al matrimonio e ad una delle funzioni
essenziali per i greci: la procreazione.
Intorno al Settimo secolo avanti Cristo, in Grecia fiorirono delle comunità femminili nelle quali le relazioni omoerotiche avevano il valore di rito d'iniziazione sessuale analogo a quello della pederastia. Di rilevante importanza fu il circolo di Saffo, che rappresenta il principale modello di questa pseudo-omosessualità. L’attività della poetessa a Mitilene assolveva una ben precisa funzione sociale: Saffo educava fanciulle nobili nella ristretta cerchia del Tiaso, una sorta di associazione femminile in cui le ragazze entravano a farne parte prima del matrimonio e dove trascorrevano un periodo d’istruzione e preparazione alle nozze; poi, una volta sposate, si separavano dal gruppo.
L'aspetto predominante della poesia di Saffo è l'amore per le ragazze della sua cerchia, che aveva un ruolo fondamentale nel processo educativo delle adolescenti e rappresentava la preparazione alla sessualità della fase adulta. L'amore che Saffo provava verso le ragazze era un sentimento sincero, totalizzante e appassionato, che è strettamente legato al culto di Afrodite, come appare nell'Ode ad Afrodite, che apre il primo libro dell'opera di Saffo e costituisce un'accorata invocazione alla dea perché venga in aiuto della poetessa che soffre per un amore non ricambiato.
Di rilevante importanza sono la concezione dell'amore come una forza di origine divina, che trascende la volontà dei mortali e alla quale non è lecito sottrarsi e lo svilupparsi di quest'ode sotto forma di preghiera. Riversando un'esperienza personale in un'ode che veniva cantata tra le fanciulle del Tìaso riunite davanti alla statua della dea, Saffo trasforma l'esperienza individuale in collettiva e il suo intento è paradigmatico in quanto attraverso le parole di Afrodite vuole definire le regole dell'amore proponendo dei precisi modelli di comportamento. Saffo in questo modo vuole sanzionare il proprio ruolo e la sacralità dei rapporti che stabiliva con le ragazze della comunità.
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LA POESIA DEL GIORNO
NASCE NELL'ARIDA TERRA
Nasce nell'arida terra l'olivo
s'aggrappano ai sassi le radici.
Un paese sorto sul tufo, Paduli,
case basse e squallide
in una di quelle nacqui.
Soffre l'olivo nel crescere, le radici
s'aggrappano ai sassi, com'io all'amore.
Vedo le mani squarciate e come l'olivo
non è pago di crescere
(pur soffrendo) finché non vede il frutto
non mi curo di morire dissanguato.
Reno Bromuro (da «Il vaso di cristallo»)
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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno
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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato
Reno Bromuro |

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