24 giugno 1997
Sgominata dai carabinieri
un’organizzazione di pedofili

A Torre Annunziata (Napoli), viene sgominata dai carabinieri un’organizzazione di pedofili, probabilmente legata alla camorra, con l’arresto di diciassette persone, tra cui alcune donne. La banda avrebbe adescato bambini dai 6 ai 9 anni in una scuola elementare con la complicità di un bidello, sottoponendoli a violenze all’interno dell’edificio scolastico o in appartamenti privati e filmando le scene che poi venivano messe in vendita. Ai bambini sarebbe stata anche somministrata droga. I familiari degli arrestati scendono in piazza per protestare. Indagato il PM di Torre Annunziata.

Il fascicolo della Procura di Roma su Paolo Fortuna e alcuni agenti della polizia postale. L'accusa è violazione del segreto istruttorio per le immagini consegnate ai TG. Il nome del PM di Torre Annunziata, Paolo Fortuna, è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma in relazione all'inchiesta sulla violazione del segreto istruttorio e sulla trasmissione delle immagini, mandate in onda dal TG1 e dal TG3, che accompagnavano i servizi sugli arresti per pedofilia fatti dalla Procura campana. Oltre a Fortuna, che è uno dei pubblici ministeri titolari dell'inchiesta sulla pedofilia, sono stati indagati anche alcuni agenti della polizia postale.

Ed è salito così a nove il numero degli indagati, che fino a qualche giorno fa contava solo i quattro giornalisti del TG1 e del TG3 responsabili dei servizi andati in onda. Al momento, stando a quanto si è appreso, non sarebbero stati iscritti i nomi dei due direttori dei telegiornali coinvolti nella vicenda. La procura di Roma, in sostanza, sta lavorando per appurare in che modo e da chi siano state fornite le immagini trasmesse il 27 settembre scorso.

Il diretto interessato preferisce non commentare la notizia di una indagine che lo riguarderebbe. Ma se il PM Paolo Fortuna sceglie il silenzio, così non fa il procuratore di Torre Annunziata, Alfredo Ormanni che non esita a dirsi "amareggiato".

"Non ne sapevo nulla né sono stato informato. Apprendo dall'Ansa la notizia di una indagine che riguarderebbe un mio sostituto - spiega Alfredo Ormanni - ferma restando la fondatezza e la correttezza delle indagini aperte dalla Procura di Roma e la stima che va ai miei colleghi della capitale, ribadisco l'amara constatazione che ho fatto nei giorni scorsi: agli occhi dell'opinione pubblica, gli accertamenti di indagine, ripeto giusti e sacrosanti quanto si vuole sulla vicenda che riguarda la fuga di notizie, hanno avuto il risultato di deviare l'attenzione dai gravi fatti che la nostra inchiesta ha messo in luce e concentrare la stessa attenzione della gente su altri accadimenti". L'inchiesta della Procura di Roma, condotta dal procuratore Salvatore Vecchione con il PM Majorano, non eviterà tuttavia al PM Fortuna di continuare le indagini, condotte insieme con il PM Giancarlo Novelli, sul giro di pedofilia Italia-Russia via Internet.

Per il Corriere della Sera i pedofili progettavano attentati contro magistrati, arrestati dai carabinieri, che hanno scoperto che le vittime: 91 minorenni erano costretti a prostituirsi. Sequestrati in casa di alcuni inquisiti i filmati delle violenze. 37 sono stati già identificati.

Su questi cardini si regge l'inchiesta che ha portato in carcere sei persone, a Roma. Nella indagine, denominata "Operazione Gerione", sono rimasti coinvolti anche professionisti, medici, imprenditori, che hanno ricevuto informazioni di garanzia e hanno avuto le abitazioni e gli uffici perquisiti dai carabinieri.

Nel corso delle perquisizioni i militari hanno sequestrato schedari, fotografie, filmati delle violenze sui minori e documenti contenenti progetti di attentati contro magistrati, carabinieri, sacerdoti impegnati nella lotta alla pedofilia. Tra gli arrestati anche un romano di 37 anni che, secondo i carabinieri, sarebbe l'ideologo del sedicente "Fronte di liberazione pedofilo" e della "Brigata pretoriana" e il bidello di una scuola elementare della capitale che, secondo quanto avrebbero accertato i carabinieri, metteva a disposizione dell'organizzazione i locali della scuola, di cui aveva le chiavi, per filmare, in diretta, le violenze sessuali ai ragazzi. Le indagini, coordinate dal pm Maria Monteleone della procura di Roma e nelle quali sono stati impegnati, per nove mesi, 23 investigatori, hanno portato alla scoperta di circa 89 mila foto, 128 videofilmati, 5000 file informatici crittografati. Inoltre 34 utenze cellulari sono state controllate e sono state riscontrate oltre 2000 telefonate tra gli indagati. È stato inoltre sequestrato materiale ideologico che si riferisce all'attività di due sedicenti organizzazioni: il "Fronte di liberazione pedofilo" e la "Brigata pretoriana".

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RICORDIAMOLI

LA RIVOLUZIONE PARTENOPEA (2)

I protagonisti del 1799 napoletano (cenni biografici)

Gli elementi biografici dei principali esponenti del 1799 napoletano ci aiutano a comprendere questo periodo storico.

Abamónti Giuseppe, nacque a Caggiano, Salerno, nel 1759 – morì a Napoli nel 1819. Fautore della Rivoluzione francese, dovette fuggire dal regno di Napoli e rifugiarsi a Oneglia, a Loano e nel 1796 a Milano, dove collaborò a giornali patriottici. Alla proclamazione della Repubblica Cisalpina fu nominato ispettore di polizia, ma caduto in disgrazia fu incarcerato nel 1798. Liberato, raggiunse Napoli dove fu membro del governo della Repubblica Partenopea nel 1799. Alla caduta di questa, fu condannato a morte, pena successivamente commutata in ergastolo. Liberato nel 1801, si recò a Milano e nel 1806 tornò definitivamente a Napoli dove entrò nella magistratura. Nel 1809 fu nominato da Gioacchino Murat consigliere di Stato.

Abrial conte André Joseph, magistrato francese nato a Annonay nel 1750, morto a Parigi nel 1828. Incaricato nel 1799 dell'organizzazione della Repubblica Partenopea, fu ministro della giustizia all'inizio del consolato, senatore sotto l'Impero, pari di Francia sotto Luigi XVIII.

Astóre Francesco Antonio, letterato, filosofo e patriota nato a Casarano, Lecce, nel 1742 morto a Napoli nel 1799. Aderì alla Repubblica Partenopea del 1799 e perciò fu impiccato durante la reazione borbonica. Scrisse, oltre a poesie di scarso valore, La filosofia dell'eloquenza o sia l'eloquenza della ragione, in cui condanna la retorica e difende un modo d'esprimersi più spontaneo, e un Catechismo repubblicano, dedicato a Mario Pagano.

Baccher Gennaro, ufficiale borbonico nato a Napoli nel 1767 morto a Castelnuovo di Napoli nel 1799. Congiurò contro la Repubblica Partenopea nel 1799 per restaurare i Borboni, ma fu scoperto da Luisa Sanfelice e fucilato.

Baffi Pasquale, nacque a Santa Sofia, Cosenza, nel 1749 morì a Napoli nel 1799. Dotto filologo e paleografo, bibliotecario a Napoli della Biblioteca reale, ricoprì la carica di presidente del comitato di amministrazione interna nella Repubblica Partenopea e fu giustiziato alla caduta di essa.

Bassal Jean, francese nato a Béziers nel 1752 morto a Parigi nel 1802. Sacerdote, aderì nel 1789 alla Rivoluzione. Amico di Marat, deputato alla Legislativa e alla Convenzione, contribuì a organizzare la rivoluzione di Roma del 1798 e la Repubblica Partenopea del 1799.

Bausan Giovanni, ufficiale di marina nato a Gaeta nel 1757 morto a Sorrento nel 1825. Di nobile famiglia napoletana, fu imbarcato dal 1774 su navi borboniche e poi su navi inglesi distinguendosi in azioni contro Americani e Francesi. Partecipò all'infruttuosa spedizione contro Algeri e combatté più volte i Barbareschi. Seguì re Ferdinando IV in Sicilia ma, tornato a Napoli, aderì alla Repubblica Partenopea, contribuendo a difenderla. Profugo in Francia fino al 1806, rimpatriò e, sotto le bandiere di Giuseppe Bonaparte e poi di Gioacchino Murat, combatté contro gli Inglesi, segnalandosi per il valore. Durante la rivoluzione del 1820 fu deputato al parlamento napoletano.

Antonio Capece Minutolo, principe di Canosa, nacque a Napoli nel 1763 morì a Pesaro nel 1838. Fautore dei Borboni e difensore dei privilegi baronali, cercò dopo l'occupazione francese del 1799 di impedire la proclamazione della Repubblica Partenopea. Imprigionato e condannato a morte, fu liberato dal cardinale Ruffo. Con la restaurazione borbonica fu nominato ministro della polizia. Inviso alla popolazione, fu costretto a dimettersi nel 1816; ricoprì lo stesso incarico nel 1821 e, per la feroce repressione dei moti liberali, fu nuovamente allontanato, per intervento della stessa Santa alleanza, divenendo capo della polizia di Francesco IV di Modena. Collaboratore assiduo alla Voce della verità, scrisse numerosi libri antiliberali e fu nella prima metà dell'Ottocento il simbolo della reazione in Italia.

Duca Francesco Caracciolo, ammiraglio nato a Napoli nel 1752 e ivi morì nel 1799. Entrato giovanissimo nella marina da guerra, partecipò, a bordo di una nave britannica, alla guerra d'Indipendenza delle colonie nordamericane; al comando di uno sciabecco e poi di una fregata si distinse contro i pirati di Algeri e di Tunisi. Nel 1793 comandò i quattro vascelli napoletani che, agli ordini dell'ammiraglio Hood, combattevano contro i Francesi, partecipando alla presa di Tolone e allo sbarco in Corsica.

Valoroso ed esperto uomo di mare, e promosso nel frattempo ammiraglio al comando della divisione navale che scortò la famiglia reale in Sicilia, mal tollerò che i reali avessero scelto il vascello di Nelson per la traversata. Addolorato per l'autodistruzione della flotta partenopea a Napoli, avvenuta su ordine di Nelson, e costretto a disarmare il proprio vascello ammiraglio, a Messina, chiese al re licenza di recarsi a Napoli per curare il suo patrimonio.

Vi giunse poche settimane dopo la proclamazione della repubblica il 23 gennaio 1799, e, accolto con entusiasmo e onori, accettò dopo qualche incertezza di porsi a capo della marina repubblicana. Al comando di pochi legni sottili, combatté contro i regi e gli Inglesi, finché, restaurata la monarchia per opera delle forze britanniche e delle bande del cardinal Ruffo, fu condotto, contro i patti della capitolazione, dinanzi a un tribunale che lo condannò a morte. Caracciolo non si era attenuto all'impegno di condursi, a Napoli, da privato cittadino, e anzi aveva levato le armi contro il suo re; tuttavia il giudizio e la sentenza, in contrasto con i patti, e ancor più l'ignominiosa morte: venne impiccato nel golfo di Napoli a un albero della fregata siciliana Minerva, benché egli avesse chiesto la fucilazione, nobilitarono la sua figura e ne fecero un martire della rivoluzione napoletana, mentre alla sommarietà e crudeltà della sua fine non è estraneo il sospetto di risentimenti personali di Nelson, che sovrintese al giudizio e all'esecuzione.

(Rivoluzione Partenopea del 1799 (2 continua)

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IL FATTO

UN POETA AL GIORNO

VOGLIO VIVERE di Michela Montrasi

"Voglio vivere tenendoti nel cuore,
per cullarti ancora un po’,
finché anche tu non vorrai vivere quanto me".
Afferma Michela Montrasi in questa lirica, che ha il sapore e la bellezza delle grotte di Castellaneta. Michela è cancerina ascendente Bilancia, ama viaggiare, forse in compagnia dei più belli personaggi nati sotto il segno del Cancro, da Soraya, a Marcel Proust, Luigi Pirandello, Alberto Bevilacqua ed anche il sottoscritto, perché no?

La poesia non diminuisce l’affetto familiare, anzi… l'effetto dell'elemento sonoro, la rende più forte e insidiosa. Gli studi sul meccanismo della suggestione e sulla importanza dell'inconscio nella vita psichica hanno dimostrato che le impressioni ricevute inconsciamente, cioè quelle che sfuggono alla coscienza di veglia e di conseguenza al suo giudizio critico, agiscono per questo motivo più liberamente, penetrano più profondamente e possono avere ampie ripercussioni, non soltanto sulla psiche ma anche sul corpo, ecco perché i versi sono sempre più corposi e… insidiosi, in senso buono. S’insidiano nell’anima e l’accompagnano per tutto il tempo che vivendo cantano la dolce melodia dell’amore, che valica i sentieri dello spirito, per ricongiungersi col Creato.

La musica aumenta la recettività delle impressioni trasmesse dai versi piani e criticamente spezzati, appare necessario, studiare accuratamente gli effetti della poesia musicale sui lettori. Spesso la musica che scaturisce dai versi è di natura sensuale ed emotiva e il suo effetto sul lettore è piacevole e affascinante. Non di rado avviene che quei versi intensifichino la musicalità e il senso d’angoscia o di terrore che oggi stiamo vivendo con la gola secca, per il braccio di ferro incredibile e odioso tra una potenza e il resto del mondo.

Ma oggi l’umanità non sa come riposarsi; ignora persino ciò che significhi il vero riposo. Oramai è abituata ad un continuo movimento e perciò incapace di starsene tranquilla e sopportare il silenzio. E' ora che la musica viene in aiuto: una poltrona, il suono silenzioso di un notturno di Chopin. A questo proposito cito Padre Gratry: "Non vi è mezzo più potente per procurarci realmente il riposo che la vera musica... essa produce per il cuore e per la mente ed anche per il corpo quello che il sonno produce soltanto per il corpo" (Les Sources).

La poesia è un atto religioso, che produce o favorisce molto efficacemente questa sintesi. Essa risveglia e stimola i germi spirituali esistenti in ognuno di noi, e che attendono di svilupparsi. Essa ci trasporta oltre il livello della coscienza ordinaria, nei livelli eterei ove regnano perenni luce, amore e gioia.

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LA POESIA DEL GIORNO

VOGLIO VIVERE

Di Michela Montrasi

Voglio vivere tenendoti nel cuore,
per cullarti ancora un po',
finché anche tu non vorrai vivere quanto me.
Voglio vivere perché ho tanto da imparare,
tanto da capire.
Voglio vivere per amare,
per dare tutto ciò che ho e che mi è permesso dare.
Voglio vivere, per i tuoi occhi che piangono,
per la tua disperazione vestita di sorrisi.
Voglio vivere per me,
perché mi piace ciò che sono;
perché a volte ho superato me stessa e i miei limiti,
ma ancora tanti ce ne sono.
Voglio vivere, per arrivare a quella meta ,
che tanto, tanto, desidero….”Dio”!
Voglio vivere per comprendere,
tutto ciò che ancora non ho compreso.
Anche per chi come te ha scelto di morire.
Vivere per dimostrarti quanto sia bella la vita.
Voglio vivere, per imparare a vivere. .

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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