23 ottobre 1956
Rivolta d'Ungheria

La breve rivolta ungherese scoppiata il 23 ottobre 1956 ebbe inizio con una dimostrazione pacifica; il popolo ungherese voleva il ritorno al potere del moderato Imre Nagy, che aveva governato la repubblica fino a qualche tempo prima, e l'allontanamento dei dirigenti staliniani allora alla direzione del partito. Il governo reagì ed ebbe inizio la rivolta.

L'ottobre ungherese, caratterizzato da manifestazioni di massa e da episodi di eroismo, fu all'inizio vittorioso: Imre Nagy, sull'onda di imponenti moti popolari, tornò al governo e cercò subito di demolire l'apparato autoritario del precedente regime. In questo modo, il nuovo governo consentì la rinascita dei partiti minori e annunciò l'uscita dell'Ungheria dal Patto di Varsavia.

All'inizio il governo sovietico temporeggiò nella speranza che l'Ungheria non avrebbe rotto completamente i ponti col blocco comunista; però, dopo l'uscita del paese dal patto militare delle potenze orientali, apparve chiaro e ineluttabile l'intervento armato russo, cosa che accadde poco tempo dopo. In questo modo la sollevazione che aveva suscitato speranze in parte del popolo ungherese fu completamente domata; iniziò una vasta serie di epurazioni e l'Ungheria tornò a far parte del blocco sovietico. Alla testa del Consiglio dei ministri fu posto Kadar che, nonostante le diffidenze occidentali, cercò in tutti i modi di ostacolare la feroce repressione poliziesca.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1927: E’ presentato al pubblico il film sonoro II cantante di jazz.

1969: II premio Nobel per la letteratura è assegnato a Sumuel Beckett.

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RICORDIAMOLI

SAMUEL BECKETT

Samuel Beckett romanziere e autore drammatico irlandese nacque a Foxrock, Dublino, nel 1906; morì a Parigi nel 1989.Samuel Beckett

Dopo aver compiuto gli studi a Dublino, fu nominato, nel 1928, lettore d'inglese all'École Normale Supérieure di Parigi e in questo periodo conobbe e frequentò Joyce, di cui divenne segretario.

Si stabilì definitivamente in Francia al 1938,e partecipò attivamente alla Resistenza francese. Alle prime opere, scritte in inglese, tra le quali il romanzo Murphy del 1938, seguirono, dal 1947, romanzi e commedie in lingua francese, tradotti in inglese dallo stesso Samuel, il cui tema principale è l'assurdità della condizione umana; egli ha provocatoriamente rifiutato ogni concessione a una facile comprensibilità e ha mirato a presentare l'uomo spoglio del suo aspetto sociale, delle sue stesse facoltà fisiche e intellettuali, che sconta "il peccato di essere nato", alle soglie dell'assurdo e del silenzio, onde la disgregazione del suo stesso linguaggio.

Il suo pensiero sull’assurdità della vita dell’uomo è manifestato soprattutto nel teatro, da cui il critico Martin Esslin, in un saggio pubblicato nel 1961, denominò "Il Teatro dell’Assurdo" e definisce una corrente della letteratura drammatica contemporanea affermatasi sulle scene francesi negli anni Cinquanta. Di tale corrente, che raggruppò diversi scrittori, in parte di origine straniera, sono state date anche definizioni differenti: "teatro di protesta e di paradosso", "teatro di nuova avanguardia", ecc.

In effetti il teatro dell'assurdo rimanda alle esperienze rivoluzionarie e molteplici dell'avanguardia novecentesca, ma la sua tematica ha suggerito anche riferimenti all'esistenzialismo e ad altre possibili ascendenze. Esso, assumendo sovente forme di "antiteatro", si propose di denunciare l'assurdità della condizione umana, con un accento di irrisione, ora angoscioso e tragico, ora irriverente e grottesco.

Da un lato si abbattevano le tradizionali strutture portanti dell'azione scenica, dall'altro veniva, per così dire, contestato un linguaggio ormai logoro ed era negata la possibilità stessa di comunicazione tra gli esseri umani, prigionieri del luogo comune, sarcasticamente stravolto, oppure ridotti a uno sterile monologare o addirittura all'afasia. Nel teatro dell'assurdo rientrano, con distinte fisionomie, Eugenio Ionesco, Samuel Beckett, il primo Arthur Adamov, Jean Genet e, tra gli epigoni, Fernando Arrabal. Fuori di Francia si sono mossi in direzione analoga vari autori, fra cui l'inglese Harold Pinter e in Italia Nino de Tollis, Giancarlo Nanni, Giuliano Vasilcò, ecc… ecc…

Tra i romanzi ricordiamo Molloy del 1951; Malone muore, dello stesso anno; L'innominabile del 1953 e Come mai del 1961. Alla prima commedia, Aspettando Godot, del 1953, hanno fatto seguito Fin de partie (1957; Finale di partita e Tutti quelli che cadono, nel 1957; L'ultimo nastro, nel 1958; (1961; Giorni felici nel 1961; ecc… Beckett è anche autore di una raccolta di meditazioni in versi e in prosa. Nel 1969 ha ottenuto il premio Nobel per la letteratura e nel 1975 il Grand Prix national du Théâtre.

Bibliografia
R. Oliva, Samuel Beckett prima del silenzio, Milano, 1967; A. Tagliaferri, Beckett, o l'iperdeterminazione letteraria, Milano, 1967; G. Frasca, Cascando. Tre studi su Samuel Beckett, Napoli, 1988.

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L’ANEDDOTO PERSONAGGI PADULESI "PASSATO 3"

- Diventava cattiva ogni volta che si lasciavano.

Perché la mente mi ha fatto formulare questa frase? E perché le lettere dell’alfabeto mi ballano davanti agli occhi? Oh, maledetta abitudine! Non mi sono reso conto neanche di essere in compagnia tanto è stata forte la sopraffazione della deformazione professionale.

Mentre la macchina sfreccia a zig zag in mezzo al traffico dell’ora di punta, la mente continua a imbastire pensieri; le frasi si accavallano e le lettere dell’alfabeto ballano e ballando s’intrecciano per formare parole e le parole diventano frasi, le frasi diventano periodi. Sto con gli occhi chiusi; le orecchie non odono il rumore assordante e fastidioso dei motori. Solo il pensiero è vigile e segue un suo ragionamento logico…

- Siamo soltanto al piano rialzato, non desistere.

- Ma perché non apre, 'sto rincoglionito?

- Rincoglionito, sì, rincoglionito! Hai ragione, ma non desistere!

- Ci voleva anche il consiglio! Sarei rimasto a scuola, se non ci fosse stato.

- Forse è in bagno e non sente. Aspettiamo un po’, vedrai che aprirà. Forse è uscito.

- Ma che dici? La macchina è al parcheggio, le imposte sono aperte... E' dentro ti dico.

- Dai, entra dal balcone. Vieni, aiutami!

- Perché non provi ad entrare dal balcone?

- Così, dopo mi spezza le ossa!

- Dai, sali dal balcone!

- Non c'è nessuno, entra.

- Allora, come mai era chiuso dall'interno?

- Chi lo sa! Quello è mezzo matto, avrà chiuso la porta, lasciando tutto aperto, ed è saltato dal balcone per farci qualche dispetto.

- Allora è tutto matto, non mezzo!

- Sarà andato a festeggiare… il compleanno della sua amica.

E poi di nuovo la spiaggia deserta, le capriole sulla sabbia, il gioco nella pineta, gli assalti amorosi.

- Ho una barca, se ti va domani potremmo andare al largo a prendere un po’ di sole? – La voce calda e carezzevole della donna ha spezzato il corso dei pensieri; pensieri senza senso se vogliamo, ma che nel raccoglimento della mia stanzetta, avrei potuto elaborare per scrivere un racconto…

- Si, sì! Se ti fa piacere andiamo. Domani sono libero!

- Lo vedi che sei assente? Che non ascolti quello che dico? Andiamo, dove, se non sai nuotare? Vuoi morire annegato?
Una pace immensa si è impossessata della mia mente e dell’anima.

L’auto ha cambiato velocità, cammina più lentamente eppure la strada è libera, come mai? Lei non se ne cura. Senza dire una parola continua a cambiare marcia senza un perché.

Suona il telefonino.

- Rispondi per piacere, dì quello che ti pare.

Premo il tasto d‘ascolto e senza aprire bocca; subito una voce mi giunge e penetra nel cervello:

"Dottoressa Landini? La cerca il dottor Mira. Il trentuno vuole vederla".

- Un momento…

- E’ una chiamata d’emergenza. Allora tu sei medico?

- Credevo lo sapessi. Non ti agitare, stai calmo. Che differenza fa? Sono donna e sto vivendo una giornata da donna. E poi ci siamo incontrati solo ieri sera, non ho avuto l’occasione di dirtelo.

- Infatti non conosco nemmeno il tuo nome.

- E sì, che lo conosci! Pensaci un po’…

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LA POESIA DEL GIORNO

Frattocchia mi ha tolto la salute, tutto il pomeriggio di ieri, insistendo che ho postato la stessa poesia due volte, e se lo dice lui gli devo credere perché non sa mentire. Domando scusa per questo inconveniente. Intanto ecco un’altra poesia dalla raccolta "Il canto dell’Usignuolo" pubblicata nel 1971 ma le poesie sono… No, se sono poesie non hanno età, perché la poesia è la donna/uomo più bella/o che Dio abbia donato all’essere umano.

MI AMERAI SEMPRE?

Mi amerai sempre
quando sarò vecchia
e il tempo tiranno
avrà scavato la penna
sul mio volto?

Tu sarai sempre bambina
ora con questi versi
ho fermato i tuoi anni.

Reno Bromuro (da "Il canto dell’Usignuolo" Gabrielli Editore–Roma 1971)

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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