23 novembre 1957
Robert Oppenheimer
e la «caccia alle streghe»

Il 23 novembre 1957 fu data la notizia che Robert Oppenheimer, il grande fisico, era stato riabilitato dopo le persecuzioni di cui era stato oggetto qualche anno prima, nel corso della lotta del governo degli Stati Uniti contro le "attività anti-americane", nota anche come "caccia alle streghe".

La caccia alle streghe, cosi battezzata per il suo carattere irrazionale e fanatico, si scatenò negli Stati Uniti nel dopoguerra fino agli anni cinquanta ed ebbe il suo maggiore interprete e promotore nel senatore Joseph McCarthy.

Con una serie di provvedimenti intolleranti e antidemocratici, si tentò di far tacere le voci libere e aperte della politica e della cultura statunitense. La Commissione permanente d'inchiesta sulle attività anti-americane, presieduta dal senatore McCarthy, perseguitò non solo funzionari del governo e intellettuali sospetti di simpatia per il comunismo, ma anche cittadini democratici e progressisti.

Oppenheimer era professore di fisica all'università di California.

Durante la seconda guerra mondiale aveva avuto dal governo statunitense l'incarico di dirigere le ricerche per la costruzione della bomba atomica. Diede così un contributo decisivo alla creazione della prima bomba atomica, che fu fatta esplodere in Giappone nel 1945.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1847: L’emiro Abd-el-Kader, animatore e capo della resistenza algerina, si arrende al generale Lamorcière.
1944:Dopo quattro anni e mezzo di occupazione tedesca, Strasburgo è liberata.

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RICORDIAMOLI

ENRICO FERMI

Enrico Fermi nasce a Roma il 29 settembre 1901. Durante l'infanzia il suo unico amico e compagno di giochi è il fratello Giulio, di un anno più grande. Enrico FermiNel 1915, poco dopo la drammatica morte dell'amatissimo fratello, Fermi fa amicizia con Enrico Persico, compagno di scuola di Giulio. Il grande interesse per la fisica accomuna i due ragazzi, che insieme fanno lunghe passeggiate per la città, durante le quali il giovane Persico scopre con meraviglia l'intelligenza del tutto singolare del suo compagno. Già allora per lui conoscere un teorema o una legge scientifica significava soprattutto conoscere il modo di servirsene. Durante gli anni del liceo ha un interlocutore importante nell'ingegner Adolfo Amidei, amico e collega del padre, appassionato di matematica e fisica, che contribuisce alla sua formazione scientifica prestandogli numerosi trattati di livello universitario.

Laureatosi nel 1922 alla Scuola Normale di Pisa, nel 1927 fu chiamato da Corbino a ricoprire la cattedra di fisica teorica all'Istituto di fisica di Roma. Nel 1929 fu nominato accademico d'Italia. Gli scritti di fisica teorica pubblicati in questo periodo lo resero noto in campo internazionale, specialmente quelli riguardanti l'elaborazione della statistica, detta di Fermi-Dirac, cui obbediscono elettroni, protoni e neutroni e altre particelle subatomiche, in seguito dette fermioni.

Successivamente propose una teoria matematica, di cui fornì le prove sperimentali, relativa al decadimento beta e all'esistenza del neutrino. Tali studi lo portarono a svolgere negli anni 1933-34, in collaborazione con Amaldi, Segré, Rasetti, Pontecorvo e D'Agostino (chiamati poi "I ragazzi di Via Panisperna"), una serie di fondamentali ricerche sperimentali sulla radioattività provocata mediante bombardamento con neutroni, nonché sul rallentamento dei neutroni per mezzo di nuclei di idrogeno e sull'azione dei neutroni lenti. Per l'insieme di questi lavori sui neutroni nel 1938 gli fu conferito il premio Nobel per la fisica.

Recatosi a Stoccolma per ricevere il premio, Fermi preferì non rientrare in Italia in seguito alla promulgazione delle leggi antisemitiche e si stabilì negli U.S.A., prima come professore alla Columbia University e quindi all'Institute of Nuclear Studies dell'Università di Chicago, che oggi porta il suo nome. Qui si dedicò al problema di ottenere la liberazione controllata di energia nucleare da materiale radioattivo in misura praticamente utilizzabile. Il risultato fu raggiunto il 2 dicembre 1942 con l'entrata in funzione del primo reattore nucleare, detta anche la pila di Fermi, alla cui realizzazione contribuì in maniera decisiva.

Dal 1944 prese parte agli studi per la realizzazione della prima bomba atomica, a Los Alamos. Successivamente, tornato agli incarichi universitari, svolse ricerche sulla fisica delle alte energie, nel 1947 propose una teoria sull'origine della radiazione cosmica ed elaborò matematicamente l'elettrodinamica quantistica. Fu anche valente didatta e divulgatore; tra le sue opere si ricordano: Introduzione alla fisica atomica, Molecole e cristalli, Thermodynamics, Elementary Particles

Bibliografia
L. Fermi, Atoms in the Family, Chicago, 1954 (trad it., Milano, 1965); M. Born, Atomic Physics, Londra, 1961; E. Segré, Enrico Fermi Physicist, Chicago, 1970 (trad. it, 1973); B. Pontecorvo, Fermi e la fisica moderna, Roma, 1972; E. Segré, Enrico Fermi, fisico. Una biografia scientifica, Bologna, 1987.

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IL FATTO

Il 17/09/1985 Enzo Tortora è condannato a dieci anni di reclusione

Enzo TortoraIl processo contro la camorra si conclude alla Corte d'assise di Napoli con la condanna di 137 dei 241 imputati.

Il presentatore televisivo Enzo Tortora è condannato a dieci anni di reclusione.

La sentenza provoca un durissimo intervento di Partito Socialista Italiano e Partito Radicale, che entrano in conflitto con la magistratura.

Tortora si dimetterà il 10 dicembre da deputato europeo per non ostacolare le successive fasi del processo.

L’11/04/1988 chiede un risarcimento, per i danni morali e materiali subiti nel corso dei ventidue mesi trascorsi in carcere sotto l'accusa rivelatasi infondata di far parte della camorra, chiede un risarcimento di 100 miliardi di lire. Il popolare presentatore televisivo, malato di cancro, morirà a Milano il 18 maggio 1988.

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LA POESIA DEL GIORNO

PER DIRTI

Ti sei messa sul mio cammino
e non ti ho chiesto chi sei.

Non hai parlato, riflessa l'anima
allo specchio ho visto, la mia.
Ho tremato al tuo sguardo.
Ho pianto al battito del cuore.
Ho aperto le mani a coppa
raccolta di lacrime nelle mani:
non erano lacrime
vapore
polvere
nelle mie mani.

Inginocchiato ai tuoi piedi
bacio le orme che lasci.

Mare cattivo e amato, passi
come carezza sulla sabbia,
crudele cancelli la gioia.
Mi contorco nel dolore
come l'olivo, per non urlare.

O miracolo di vita, tu piangi!?
Raccolgo quella lacrima viva
bagno le aride labbra
e nelle mani il cuore brilla.
Stringo tra le mani un cuore
e attendo
attendo quella svolta per dirti...

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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