23 gennaio 1783
Nascita di Stendhal

Henri Beyle, che in seguito avrebbe assunto il nome di Stendhal, nacque a Grenoble il 23 gennaio 1783. Nulla sembrava predisporre questo figlio d’austeri borghesi alle due passioni che avrebbero dominato la sua vita: la gloria militare e la letteratura...

StendhalLa gloria militare, Beyle la cercò invano: ufficiale dei dragoni in Italia egli non partecipò ad alcuna grande battaglia. Tornato alla vita civile dopo la firma della pace, prima studente a Parigi poi droghiere a Marsiglia, nel 1806 fu reintegrato nell’esercito come ufficiale... d'intendenza. Adempiendo questa funzione, che lasciava poco spazio ad azioni eroiche, Beyle percorse l'Europa, visitò Berlino, Vienna e perfino Mosca al seguito dell'esercito napoleonico.

Stendhal ebbe più fortuna nella letteratura. E' opinione diffusa che l'autore abbia descritto se stesso nel protagonista del suo romanzo La Certosa di Parma: il giovane Fabrizio del Dongo, impulsivo, coraggioso, divorato dall'ambizione, che giunge troppo tardi sul campo di battaglia di Waterloo, perdendo cosi l'occasione di coprirsi di gloria. Fino alla sua morte, avvenuta all'età di cinquantanove anni, Stendhal avrebbe nutrito gli stessi sentimenti d’amarezza e delusione. "I posteri" hanno reso giustizia a Stendhal nel modo più clamoroso. I romanzieri moderni lo considerano il loro maestro; è uno degli autori francesi più letti in tutto il mondo, particolarmente nell'U.R.S.S. dove le traduzioni dei suoi libri conseguono un enorme successo. Inoltre tutte le sue opere principali sono state portate sullo schermo.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1832: Nasce il pittore impressionista Edouard Manet.

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RICORDIAMOLI

EDOUARD MANET

Edouard Manet, nacque a Parigi nel 1832 e morì nel 1883. Con l'abolizione della plasticità dei volumi, della prospettiva e del chiaroscuro, sostituiti dal contrasto e dal rapporto fra i toni, fu il protagonista di una rivoluzione pittorica di vastissima portata: Edouard Manetdalle sue opere Le déjeuner sur l'herbe e Olympia si suole, infatti, datare l'inizio di un profondo rinnovamento che ebbe come primo frutto l’Impressionismo e diede l'avvio all'arte moderna.

Entrò nello studio di Thomas Couture e contemporaneamente completò la propria formazione studiando e copiando le opere dei grandi maestri al Louvre e nel corso di viaggi in Olanda, Germania e Italia. Lasciato Couture, aprì nel 1856 un proprio atelier e cominciò a formarsi uno stile personale, nel 1858 nacque Il bevitore d'assenzio, ora a Copenaghen, al Ny Carlsberg Glyptotek. In quest'opera, come nello Spagnolo che suona la chitarra del 1861, ora al Metropolitan Museum, New York, appare già la tendenza a suggerire lo spazio per mezzo della contrapposizione dei neri e dei chiari a colori acidi. Nel 1862 l'arrivo di un gruppo di ballerini spagnoli ispirò a Manet alcuni dipinti, tra i quali la celebre Lola di Valenza ora a Parigi, al Musée d'Orsay. L'anno successivo espose al Salon des refusés il famoso Le déjeuner sur l'herbe, che si trova al Musée d'Orsay di Parigi che suscitò enorme scandalo. Con Olympia, dipinta subito dopo ed esposta al Salon del 1865, Manet portò avanti il suo discorso pittorico.

Dopo un breve viaggio in Spagna, nel 1866 dipinse il Pifferaio. L'opera fu respinta dal Salon e l'anno seguente fu escluso dall'esposizione universale. Per polemica egli espose cinquantacinque opere in un baraccone innalzato vicino all'esposizione. Nel 1868 gli fu accettato al Salon il Ritratto di Zola; nello stesso anno conobbe Berte Morisot, che fece posare per Il balcone. In questo periodo si accostò alla poetica degli impressionisti In barca, Argenteuil, del 1874, è al Tournai, Musée des Beaux-Arts. Nel 1877 Nana fu respinta dal Salon; ciò non distolse Manet dal dipingere il ciclo d’opere ambientate nelle birrerie e nei caffè parigini La cameriera della birreria. Nel 1882 espose al Salon, ottenendo un grande successo col dipinto Il bar delle Folies-Bergère ora a Londra, al Tate Gallery.

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IL FATTO

DANTE ALIGHIERI 3

LA DIVINA COMMEDIA

Pensato semplicemente come Commedia da Dante, il titolo assunse ufficialmente l'attributo "divina" per iniziativa di Ludovico Dolce, curatore di un'edizione stampata a Venezia dal Giolito nel 1555. Secondo Dante, De vulgari eloquentia, Epistola a Cangrande, il concetto di commedia è collegato ad un genere di vicenda orribile negli inizi e felicemente conclusa, nonché ad uno stile medio-umile, rispetto a quello elevato della tragedia. La stesura, avviata probabilmente negli anni 1306/07, impegnò il poeta per il resto della sua vita. Il poema si articola in tre cantiche: l'Inferno, composto di trentatré canti, più uno d'introduzione generale, il Purgatorio e il Paradiso, sono composte di trentatré canti ciascuno, per un totale di cento canti, composti di 14.233 versi endecasillabi riuniti in terzine incatenate che seguono lo schema ABA BCB CDC DED...

Esso è concepito come il resoconto d'un viaggio di sette giorni nei regni d'oltretomba intrapreso dal poeta per risolvere una crisi che lo ha colto a metà del proprio cammino esistenziale, cioè, verso i trentacinque anni di vita. Sarà Beatrice, la donna amata dal poeta nella giovinezza, a scendere dal Paradiso per affidare Dante alla guida di Virgilio, il massimo poeta della latinità. Fortificato dalla sua presenza, l'8 aprile,venerdì Santo,del 1300, anno del Giubileo bandito da Bonifacio VIII, il pellegrino Dante si addentra nella voragine sotterranea dell'Inferno, dove incontra le anime dannate. Il 10 aprile, Pasqua di Resurrezione affronta sulle pendici della montagna del Purgatorio la parte penitenziale del proprio viaggio in compagnia delle anime nella attesa di liberazione. Passato sotto la diretta tutela di Beatrice dopo aver raggiunto il Paradiso Terrestre, spicca il volo; è il 13 aprile, mercoledì di Pasqua, verso il Paradiso, dove nel cielo Empireo potrà finalmente, sia pure per pochi istanti, godere della contemplazione di Dio. È lo stesso Dante a stabilire il fine della sua opera nell'Epistola a Cangrande: affrancare i viventi dalla miseria del peccato e guidarli verso la suprema felicità.

Non vi è dubbio che Dante trasse ispirazione dalla Sacra Scrittura, da testi della latinità classica e dalla letteratura cristiana. Posizione privilegiata nell'immaginario dantesco occuparono il rapimento di San Paolo al terzo cielo, menzionato nella Seconda lettera ai Corinti, 12, e la discesa agli Inferi di Enea nel VI libro del poema di Virgilio. La Commedia è dunque concepita come Eneide della modernità, epica dello spirito cristiano.

La Divina commedia è un'opera di conversione, un lungo percorso attraverso la scoperta del peccato e del male verso la redenzione dell'uomo e la visione mistica. Ambiziosissima enciclopedia della scienza, del pensiero e della spiritualità medievali, prima opera sicuramente classica della tradizione in volgare, monumento di lingua, di poesia e di sentire civile e morale, messaggio prodigiosamente versatile, capace di raggiungere diversissimi settori di pubblico, incluso quello popolare, la Divina commedia si è affermata nei secoli come l'opera della letteratura italiana più nota e più letta in Italia e nel mondo.

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LA POESIA DEL GIORNO

C‘A FIGLIA ‘E DONNA ROSA

Comme le piace ‘e se tené purposa,
a Carmelina, ‘a figlia ‘e donna Rosa.
Quanno cammina tutta se quartea
L’uommene ‘a guardeno, essa se recrea.
Quanno se ferma, ‘mposta ‘o pietto ‘nanze
‘mpuntada ‘mmiez’a via, senza crianza
‘nu giovane ‘a guarda e tira ‘nu suspiro:
“cademe ‘mbraccia nenné comm’a nu piro!”
‘Na sera camminava pe’ palazzine
facette sospirà puro ‘o spazzine:
«quanto si bella, Carmelina mia,
pe’ nu sorriso tujo, che faciarria!»
P’avé ‘nu vaso a te, bella Carmela,
attraversarria ‘o mare senza vela
e po’ venesse ‘ncopp’addu ‘onna Rosa:
“Signò, Carmela vosta è la mia sposa!”
Io esse pur’America pe’ terra
a costo e fa venì ancora ‘na guerra;
e mentre cammenasse ‘ncopp’o mare
allegro cantarria: «Ti voglio amare!»
Ma Carmelina a chesto nun ce penza
È ‘na guagliona e non tene coscienza
Perciò quanno cammina se quartea,
si n’ommo ‘a guarda tanto se recrea!

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Versione in lingua, per capirci meglio:

LA FIGLIA DELLA SIGNORA ROSA

Quanto le piace di tenersi in forma
a Carmelina la figlia di donna Rosa.
Quando cammina ancheggia senza pudore
Gli uomini si voltano a guardarla e lei gode.
Quando si ferma mette il petto in fuori
Appoggiata al muro di una casa, con faccia tosta
Un ragazzo la vede e sospira le sussurra:
«cadimi in braccio piccolì, come un pero maturo!»
Una sera girava da sola per il quartiere
E il suo andare fece impazzire un netturbino
«Quanto sei bella Carmelina mia
per un sorriso tuo cosa farei!»
Per avere un tuo bacio, bella Carmela,
attraverserei il mare senza barca, a piedi,
e poi verrei a casa da tua madre e le dierei:
«Signora Rosa Carmela vostra sarà mia sposa!»
Andrei anche in America a piedi
- pur se dovesse scoppiare un’altra guerra -
e mentre camminerei sopra il mare
allegro canterei: «Carmela ti voglio amare!»
Ma Carmelina a questo non ci pensa
è una ragazzina e ciò che fa è senza malizia
perciò quando cammina ancheggia tutta
e se gli uomini la guardano ne gioisce.

Quando ho visto la data in calce a questo scherzo, 7 settembre 1948, ho riso e mi sono ritrovato ragazzino, e lo vedevo riflesso nello schermo del monitor, per questo ho voluto postarla, per farvi partecipi della mia gioia: mi sono sentito sedicenne e speriamo mi ci senta per altri e altri e altri anni.

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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