23 agosto 1927
Esecuzione di Sacco e Vanzetti

L'America degli Anni Venti era colpita da gravi tensioni politiche e da conflitti sociali molto profondi, che sfociarono spesso in episodi di intolleranza e di repressione violenta verso le minoranze etniche e le forze d'opposizione. In questo quadro sociale estremamente deteriorato, s'inserisce la vicenda dei due immigrati italiani Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. Il 15 febbraio 1920 due dipendenti dell'azienda Slatter e Morril di South Braintree (nel Massachusetts) venivano rapinati e uccisi. La polizia dopo un periodo di ricerche ritenne di poter accusare del delitto Sacco e Vanzetti. Il primo era un guardiano d'officina d'origine pugliese, il secondo un operaio piemontese autodidatta. In realtà, le loro uniche colpe erano di essere italiani, e soprattutto di essere di fede anarchica. Furono celebrati tre processi, l'ultimo dei quali si concluse nel giugno 1921 con la condanna a morte degli imputati. Ma la sentenza, priva com'era di prove decisive, non fece scomparire i dubbi e i sospetti dell'opinione pubblica democratica. Era diffusissima la convinzione, rafforzata dalla vita onesta dei due imputati, che attraverso i due anarchici italiani, si volessero colpire le idee che essi professavano e la classe cui appartenevano. Nonostante la mobilitazione dell'opinione pubblica a favore dei due condannati, la sentenza fu eseguita.

È successo quel giorno:

1869: Nasce Edgar Lee Masters.

RICORDIAMOLI

EDGAR LEE MASTERS POETA – FEDERICO CHOPIN MUSICISTA

Masters nacque a Garnett, Kansas, il 23 agosto 1869 morì il 5 marzo 1950, nel convalescenziario di Melrose Park. Terminati gli studi al Knox College, aprì uno studio d'avvocato a Chicago. Iniziò a scrivere per diletto e tra i suoi primi lavori si ricordano A Book of Verses del 1898 e il dramma Maximilian del 1902. Nonostante lo scarso valore delle poesie iniziali, che si rifanno scopertamente a Keats e a Shelley, superò l'insuccesso di critica chiudendosi in se stesso e procedendo alle successive pubblicazioni con uno pseudonimo. La lettura dell'Antologia Palatina diede impulso nel 1915 alla stesura della Spoon River Anthology; che segnò il pieno riconoscimento della sua poesia. L'opera propone in chiave moderna il metodo epigrammatico come successione di epitaffi attraverso i quali gli abitanti di una cittadina di provincia rivelano dall'oltretomba le loro vite segrete, le aspirazioni frustrate, i paradossi dell'esistenza. La raccolta, anche se una parte della critica ne ha ridimensionato la portata letteraria, resta un esempio di poesia «antilirica», tesa alla rivalutazione del microcosmo provinciale e alla condanna dell'ipocrisia puritana. I contenuti furono ripresi da numerosi scrittori americani, tra cui Sherwood Anderson e Sinclair Lewis. Le susseguenti numerose raccolte poetiche di Masters, autore anche di una autobiografia, di alcuni romanzi, di biografie letterarie e opere polemiche, non aggiunsero molto alla sua fama. In italiano abbiamo una bellissima edizione della Einaudi con prefazione e traduzione a cura di Fernanda Pivano.

Bibliografia
R. Sanesi (a cura di), Poeti americanida E. A. Robinson a W. S. Merwin, Milano, 1958; G. Sertoli, La piccola commedia di Spoon River, in “Studi Americani”, 12, 1966

FEDERICO CHOPIN

Federico Chopin, compositore e pianista nacque a Zelazowa Wola, Varsavia, nel 1810, morì a Parigi nel 1849. Figlio di un professore francese stabilitosi a Varsavia, dimostrò assai precocemente una notevole disposizione musicale. Studiò con Zywny e Elsner e nel 1817 compose la sua prima polacca, divenendo rapidamente famoso come pianista nei salotti di Varsavia. Finiti gli studi, nel 1829 suonò a Vienna con successo e l'anno successivo partì per una nuova tournée che lo avrebbe allontanato per sempre dalla patria. Suonò a Vienna, a Linz, a Salisburgo, a Monaco e a Stoccarda, dove gli giunse la notizia del fallimento della rivoluzione polacca e della caduta di Varsavia. Questi fatti, secondo una tradizione non accertata, gli avrebbero ispirato la composizione del famoso e drammatico Studio op. 10 n. 12. Nel 1832 si stabilì definitivamente a Parigi, dove insegnò pianoforte nell'ambiente artistico e aristocratico e strinse amicizia con molti musicisti Hiller, Berlioz, Meyerbeer e, soprattutto, Liszt, con Balzac, Delacroix, Heine. Dopo un amore poco fortunato per la contessa Maria Wodzińska vissuto dal 1835 al 1836 e un soggiorno a Londra, conobbe la scrittrice George Sand, con la quale iniziò una tormentata relazione amorosa durata oltre dieci anni. Negli ultimi dieci anni di vita il musicista visse quasi sempre a Parigi, tormentato dall'aggravarsi della tisi cui neppure climi più miti, come quello di Maiorca dove aveva trascorso il 1838, avevano giovato. Nel 1847 troncò il legame con la Sand e l'anno dopo si recò in Inghilterra con Jane Stirling, un'allieva innamoratasi di lui. Suonò a Londra, dove conobbe Dickens e Thackeray, e tenne il suo ultimo concerto a favore dei profughi polacchi. Nel gennaio successivo tornò a Parigi, in pessime condizioni fisiche e in serie difficoltà economiche appena alleviate dall'aiuto finanziario degli amici. Assistito dalla sorella Luisa, vi morì nel mese di ottobre. Ebbe grandiose onoranze funebri e fu sepolto a Parigi, accanto a Bellini e Cherubini. Il suo cuore fu portato in Polonia, nella chiesa di Santa Croce a Varsavia. Il nome di Chopin è legato inscindibilmente al pianoforte, strumento cui dedicò la quasi totalità della propria creazione. Inarrivabile maestro nel legato, nel tocco, nella sfumatura dinamica, riuscì a creare un suono pianistico totalmente nuovo, intimo, vellutato, squisitamente romantico. Nelle sue esecuzioni escluse sempre il tono declamatorio ma evitò contemporaneamente ogni concessione al lezioso. Un continuo lavoro di ripensamento, portato avanti meticolosamente, a volte per anni, trasformava semplici spunti e improvvisazioni in capolavori. La purezza e la nobiltà delle linee melodiche chopiniane ricordano a volte stilemi propri dell'operistica italiana, di Bellini in particolare, ma si tratta di accostamenti più apparenti che reali. Con la melodia fa corpo unico un accompagnamento sempre variato nel ritmo e soprattutto nell'armonia, con modulazioni nuove e rivoluzionarie, che anticipano soluzioni di Wagner, di Debussy, di Ravel.

L’ANEDDOTO

PERSONAGGI PADULESI (LO RIMANDIAMO A DOMANI, FORSE…)

LA POESIA DEL GIORNO

AL DI LA' DELLA PAURA

Al di là della paura c'è
idiosincrasia umana che aleggia
sulla pace e la natura trema.

Vita clorofillica
solo
ma
quando anche la foglia sarà distrutta
e terra arida più acqua non darà, allora
ti accorgerai di essere stato idiota
e piangerai per rinverdire le foglie
e piangerai per irrorare la terra
ma non potrai più vivere.

Eppure era tanto semplice amare.

Reno Bromuro (da Musica bruciata)

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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