22 gennaio 1905
Domenica di sangue a Pietroburgo

Agli inizi del secolo, le condizioni di vita delle masse popolari in Russia erano disastrose. La protesta si esprimeva attraverso frequenti sommosse che venivano represse sempre con durezza dallo zar. Anche la borghesia, che certo non conosceva la miseria del popolo, si vedeva però negati i diritti politici, persino i più elementari. Zar NicolaIl partito che esprimeva gli interessi della borghesia era il partito democratico-costituzionale, chiamato anche partito-cadetto, mentre il proletariato urbano e i contadini trovavano i loro portavoce negli intellettuali, scrittori e poeti che aderivano al partito socialdemocratico russo. Contro le ingiustizie del regime, domenica 22 gennaio 1905 si svolse a Pietroburgo un’imponente dimostrazione popolare guidata dal pope Gapon.

Il pope è un sacerdote della Chiesa ortodossa russa. Fu presentata allo zar Nicola II una petizione nella quale venivano richieste la convocazione di un'assemblea costituente, migliori salari e una graduale riforma agraria. I capi della manifestazione avevano dichiarato ripetutamente intenzioni pacifiche; ciò nonostante la guardia imperiale aprì il fuoco sui dimostranti, causando centinaia di morti e feriti. L'indignazione fu immensa e in alcuni luoghi della Russia si cominciarono a formare i consigli operai, meglio noti come soviet. I fatti del 1905 sono la prova generale della rivoluzione del 1917.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1972: L'Europa dei Sei diventa per qualche settimana l'Europa dei Dieci grazie all'adesione della Gran Bretagna, dell'Irlanda, della Danimarca e della Norvegia; ma quest'ultima, in seguito ad un referendum, alla fine ritira la propria adesione.

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RICORDIAMOLI

ALCIDE DE GASPERI

Alcide De Gasperi nacque a Pieve Tesino, Trento, nel 1881, morì a Sella di Valsugana, Trento, nel 1954. Tra i protagonisti della storia italiana del secolo Ventesimo, fu tra gli artefici della ricostruzione politica ed economica nel secondo dopoguerra. Alcide De GasperiFu ininterrottamente presidente del consiglio dal 1945 al 1953, in quella che è stata chiamata "età di De Gasperi" per il rilievo duraturo delle scelte da lui operate. Durante gli studi a Vienna, dove si laureò in filologia, ebbe modo di conoscere le esperienze del movimento sociale cattolico austriaco e tedesco, che innestò nella tradizione italiana,divenendo sin dalla fondazione,nel 1904, esponente significativo dell'Unione Politica Popolare del Trentino.

Stretto collaboratore del vescovo di Trento Endrici, animò le organizzazioni studentesche cattoliche, diresse il quotidiano "Il Trentino", e nel 1911, fu quindi eletto consigliere comunale di Trento, deputato alla dieta di Innsbruck e al parlamento di Vienna. Nel primo dopoguerra partecipò alle iniziative del Partito Popolare e nel 1921 fu eletto al parlamento italiano, di cui assunse la presidenza del gruppo parlamentare portandolo su posizioni meno rigide rispetto a quelle di Luigi Sturzo sul tema della collaborazione con il trionfante Fascismo. Dal 1924 il suo atteggiamento divenne tuttavia più critico. Come segretario nazionale dal 1924 al 1925, guidò il PPI durante i mesi dell'Aventino, ma fu poi costretto a dimettersi dall'incarico e nel 1926 dichiarato decaduto dalla carica di deputato. Nel 1927 fu arrestato sotto l'accusa di tentato espatrio clandestino e condannato a quattro anni di reclusione, fu graziato e liberato dopo un anno. Nel 1929 trovò lavoro presso la Biblioteca Vaticana; si dedicò a ricerche di storia del Movimento Cattolico europeo e dal 1933 al 1938 collaborò all'"Illustrazione vaticana" con commenti sulla situazione politica internazionale. Dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale intensificò i rapporti con ex popolari e molti giovani cattolici, culminati tra il 1942 e il 1944 negli incontri da lui promossi per la definizione dei programmi della nascente Democrazia Cristiana. Del nuovo partito fu segretario fino al 1946 e poi dal 1953 al 1954.

Rappresentante della DC entro il CLN, dopo la liberazione di Roma divenne ministro senza portafoglio nel governo Badoglio e degli esteri nel secondo governo Bonomi e un anno dopo, nel 1945, nel governo Parri; nel dicembre 1945 succedette a quest'ultimo nella presidenza del consiglio. Da allora guidò otto diverse coalizioni governative, composte dapprima da tutti i partiti del CLN e dal maggio 1947, dopo l'espulsione dal governo dei socialcomunisti, da DC, PLI, PRI e PSDI.

Consapevole della fragilità della neonata democrazia repubblicana, De Gasperi puntò a consolidarne le basi con il consenso della Chiesa, impegnandosi a far riconoscere nella Costituzione i Patti Lateranensi, e ricercando la fiducia della classe media e imprenditoriale. Alcide De Gasperi Il suo atteggiamento verso il PCI si fece di conseguenza via via più rigido, anche se ebbe cura, assecondato in ciò da Togliatti, di non giungere mai allo scontro globale; agli inizi degli anni '50 crebbero pure le sue preoccupazioni verso la ripresa del neofascismo, e proprio i pericoli posti dalle "estreme" ispirarono le misure di "democrazia protetta" e la nuova legge elettorale maggioritaria, detta legge truffa, da lui proposte negli ultimi anni di governo. In politica economica aderì totalmente alla politica liberista incarnata da figure quali Epicarpo Corbino, Luigi Einaudi e Giuseppe Pella, dovendo a tale riguardo fare fronte non solo all'opposizione delle sinistre, ma anche alle crescenti critiche, all'interno del suo stesso partito, del gruppo facente capo a Giuseppe Dossetti. Originale e determinante fu il ruolo da lui svolto in politica estera. Dominato dalla consapevolezza dell'isolamento internazionale dell'Italia dopo la sconfitta nella guerra e dall'ampiezza dei suoi bisogni materiali, l'orientamento di fondo fu di uno stretto rapporto di fiducia, anche personale, con gli USA, suggellato dall'adesione al Patto Atlantico, cui giunse vincendo enormi resistenze interne e delle altre potenze occidentali. Di grande rilievo fu anche il suo impegno europeistico, alimentato dalla sua formazione mitteleuropea e dal rapporto di fiducia stretto con Konrad Adenauer e Robert Schuman: in un'Europa unita, legata agli USA ma con propri spazi di autonomia, egli vedeva anche un contributo alla stabilità interna dell'Italia e al reinserimento pacifico della Germania nella comunità internazionale.

Uomo di governo prima che di parte, De Gasperi affermò sempre il primato del Governo e delle istituzioni rispetto al Partito, e intese la DC come strumento elettorale funzionale alla raccolta del consenso del mondo cattolico e imprenditoriale. Nei confronti della Chiesa l'atteggiamento fu duttile: da una parte sollecitò l'appoggio della gerarchia per favorire l'unità politica dei cattolici attorno alla DC, dall'altra operò con decisione per contenere le spinte confessionali espresse da settori della destra cattolica e dall'Azione Cattolica di Luigi Gedda.

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IL FATTO

DANTE ALIGHIERI 2 Le opere minori

La "Vita nuova" composta intorno al 1293, a un paio d'anni dalla morte di Beatrice, è la prima opera organica di Dante, narrazione "fervida e spassionata" del suo amore per Beatrice. È anche il primo romanzo autobiografico della nostra letteratura e si compone di 25 sonetti, 4 canzoni, una stanza e una ballata, intercalati da pagine di prosa che narrano la storia di questo amore. Il "libro de la memoria" è povero di avvenimenti: qualche incontro, qualche episodio di scarso valore concreto, ma quello che conta è la storia dei moti interiori, che superano la visione "cortese" dell'amore, propria dello stilnovo e di Cavalcanti, verso una concezione idealizzata in senso cristiano, mezzo di contemplazione e di visione mistica. La Vita nuova contiene alcune delle liriche più alte e famose di Dante, come il sonetto Tanto gentile e tanto onesta pare, oppure Donne che avete intelletto d'amore.

La stesura dell'opera, il "Convivio" progettata con velleità enciclopediche in 15 trattati a commento di 14 canzoni, risale agli anni 1304, 1307. Tre gli argomenti principali: l'ordinamento dei cieli, la natura della filosofia e infine quella della nobiltà, da intendersi non come distinzione di nascita, ma come eccellenza intellettuale e morale. Dante AlighieriCentro propulsivo ideale del discorso non sarà più Beatrice ma la "donna gentile" già apparsa nella Vita nuova in atto compassionevole nei confronti del poeta dopo la morte dell'amata, e che si rivela, qui nel Convivio, descrizione allegorica della Filosofia. L'esaltazione del sapere filosofico rappresenta un fondamentale punto d'arrivo in vista dell'avventura poetico-speculativa della Commedia.

Il "De vulgari eloquentia" iniziato attorno al 1304 e lasciato interrotto nel 1305, è dedicato alla teoria linguistica, un interesse che compare, ma soltanto marginalmente, anche nelle disquisizioni del Convivio. Contrariamente a quanto asserito nel Convivio, nel De vulgari eloquentia è il volgare a essere proposto come superiore rispetto al latino, lingua artificiale. Scopo primario di Dante è l'identificazione d'un volgare unitario che abbia tutte le caratteristiche per affermarsi come lingua della più alta comunicazione artistica. Esso non potrà coincidere con alcuna delle parlate regionali, essendo come una pantera "che fa sentire il suo profumo ovunque e non si manifesta in nessun luogo". Dovrà essere "illustre", "cardinale", "aulico" e "curiale", ovvero risplendente sugli altri volgari, capace di farli rivolgere attorno a sé, ben regolato e caratterizzato da altissimo decoro ed eleganza.

Il "De monarchia" scritto, come accennai ieri, dopo la morte di Arrigo VII, il grande e appassionato trattato politico di Dante si articola in 3 libri. Il primo libro argomenta che una monarchia universale è necessaria per il raggiungimento dei più alti ideali dell'uomo; il secondo specifica che essa dovrà essere romana, essendo la Roma d'oggi erede dell'impero che, voluto da un disegno divino, creò le condizioni ideali per l'avvento del Cristo; il terzo e ultimo illumina i rispettivi ambiti d'azione del pontefice e dell'imperatore. Principio fondamentale è che il potere imperiale non deriva da quello papale, ma direttamente da Dio. Così come perviene al papa il mandato divino di condurre l'umanità alla beatitudine eterna, sarà dell'imperatore quello di facilitare agli uomini il raggiungimento della felicità terrena. Sono obiettivi che le due massime autorità dovranno perseguire in piena autonomia.

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LA POESIA DEL GIORNO

QUELLA LUCE…

Quella luce sulle onde - non vista prima -
mi chiama, mi viene incontro, mi avvince.
Perché l'acqua sulla tua pelle non mi bagna?
Odori di salsedine e di vita eterna
la luce sulle onde ci separa
le onde la notte ci chiamano
ci proteggono. Come il mare
e le onde la notte ci è amica.

Reno Bromuro (da Senza levatrice).

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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