22 dicembre 1971
La chiusa di Le Havre

La più grande chiusa del mondo fu inaugurata a Le Havre il 22 dicembre 1971. La sua lunghezza totale è di 470 metri e la larghezza di 67. Le HavreIl volume è di 645000 metri cubi, 50000 in più della chiusa di Zandvliet, presso Anversa.

Allorché si decise di passare alla realizzazione di quest'opera colossale, non furono poche le difficoltà che si presentarono. La prima fu quella di scegliere il posto più adatto. Le Havre fu scelta per due ragioni: evitare da una parte di creare dei moti di flusso e riflusso estremamente fastidiosi per le navi, e accrescere, dall'altra, al massimo il bacino di marea.

Un altro problema fu posto dal modo di costruzione: o far arenare una specie d'enorme bastimento in cemento precompresso, o effettuare uno scavo, al riparo di uno schermo stagno, da riempire poi con cemento liquido. A Le Havre fu scelto questo secondo procedimento. Il giorno dell'inaugurazione, la porta della grande chiusa fu aperta per far passare la prima nave, la petroliera Port Anna.

L'operazione durò 7 minuti. Il ponte mobile si alzò in 13 minuti. In seguito questi tempi furono notevolmente accorciati: 45 minuti al massimo, comprese le operazioni di svuotamento e riempimento, per il passaggio di una grossa nave. Un ultimo dettaglio: il ponte a bilico s'alza per 75 metri al disopra del suolo, 18 metri più in alto del primo piano della torre Eiffel.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1639: Nasce Racine.
1960:
27 uomini della petroliera Pine Ridge, spezzatasi in due a 100 miglia da Capo Hatteras, sono salvati dagli elicotteri della portaerei Volley Forge.

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RICORDIAMOLI

AMEDEO NAZZARI

Pochi attori italiani, come Amedeo Nazzari, hanno fatto breccia nell’immaginario popolare, guadagnandosi la statura di Divi in tempi dominati dalle star d’oltreoceano. Così come pochi attori hanno saputo mettere in gioco la loro immagine e la loro carriera, con scelte diversissime che ribadivano costantemente il diritto, forse il dovere, dell’attore di non essere mai uguale a se stesso, di far piangere e ridere, di interpretare intrepidi eroi o insopportabili canaglie. Attore a 360 gradi, protagonista di alcuni capolavori della storia del nostro cinema, Amedeo Nazzari sembra oggi ricacciato nell’oblio di una cultura ossessionata dalla contemporaneità.Amedeo Nazzari

Amedeo Carlo Leone Buffa nasce a Cagliari il 10 dicembre 1907, da Salvatore ed Argenide Nazzari. Nel 1913 muore il padre e la madre trasferisce la famiglia a Roma. Amedeo entra nel collegio dei Padri Salesiani di Via Marsala.

Negli anni tra il 1925 e 1926 si iscrive alla facoltà d'Ingegneria dell'Università di Roma, ma la sua passione è la recitazione. Nella Filodrammatica "Fortitudo" conosce Andreina Gentili, poi nota come Andreina Pagnani. Nel 1927 esordisce nel dramma "Giosuè il guardacoste". L’anno successivo entra nella Compagnia di Gualtiero Tumiati; nella stagione successiva è con la Compagnia di Annibale Ninchi; dopo tre anni è nella Compagnia del Maestro Ruggero Ruggeri.

Ma è irrequieto come un puledro alla starter perciò nel 1933 partecipa al concorso indetto dalla Twentieth Century Fox, che ricerca volti nuovi. E’ scartato perché "non fotogenico, troppo alto e magro". Il concorso è vinto da Alberto Rabagliati. I critici cominciano a notarlo. Quando sostituisce il primattore indisposto nella commedia "Un mese in campagna", Pirandello, che lo vede gli pronostica una brillante carriera. Due anni dopo nel 1935 è il protagonista de "La signora X" al Teatro Argentina al fianco della famosa Pavlova. E' un trionfo. Quella sera Elsa Merlini decide di far recitare Nazzari nel cinema, in un film accanto a lei. In settembre inizia appunto "Ginevra degli Almieri". Durante la lavorazione, gli stabilimenti cinematografici sono distrutti da un incendio, ma il film continua lo stesso. Nel 1936, grazie all’interessamento di Anna Magnani è chiamato da Alessandrini, che appena lo vede e gli domanda se sa andare a cavallo, lui con una faccia da… la faccia di chi vuole arrivare al traguardo ad ogni costo, risponde di si, che è un provetto cavallerizzo.

Nazzari inizia una vita da… solo la forza della volontà gli permette di arrivare fino in fondo. La sera a teatro a recitare, finita la recita al galoppatoio di Villa Borghese per imparare ad andare a cavallo, come il copione richiede che sia il personaggio che deve interpretare. "Cavalleria" è un successone e per Nazzari è il lancio definitivo nel cinema. A breve distanza di tempo esce sugli schermi "Luciano serra pilota" (è stato il primo film che ho visto, fu proiettato nel piccolo piazzale antistante la Villa Comunale del mio paese, Paduli sul Calore, in provincia di Benevento, in quel momento decisi che avrei fatto l’attore e in qualche modo ci sono riuscito, ma le commedie le devo scrivere da me), dopo tre mesi proiettarono "Cavalleria" e decisi definitivamente che avrei fatto l’attore ma non del cinema.

Con "La cena delle beffe" di Sem Benelli, adattata per il cinema da Alessandro Blasetti, arriva oltre la gloria, anche il successo economico.Evita Peron

La guerra, il dopoguerra, la crisi economica investe anche il cinema e nel 1948, dopo anni di disoccupazione, Nazzari si imbarca per l'Argentina, dove è stato chiamato per girare alcuni films. Il copione de "Il testimone" prevede per lui la parte di un gaglioffo italiano braccato dalla polizia locale. Nazzari si rifiuta e nasce un caso nazionale argentino.

Interviene Evita Peron che lo invita alla Casa Rosada. Nazzari assiste ai gesti di generosità della Peron che elargisce denaro ai poveri che si rivolgono a lei. Anzi, vuotati i cassetti, Evita Peron chiede a Nazzari di poterle prestare duemila pesos a favore di quei mendicanti. E' un prestito che non è stato mai restituito.

In compenso Evita Peron accetta il consiglio di Nazzari, di rivedere il copione secondo i suoi desideri. Il film che nasce, "Volver a la vida" non arriverà mai in Italia.

L’anno successivo, 1949 torna in Italia e sforna successi su successi. Compagna di lavoro in questo periodo è l'attrice greca Yvonne Sanson.

Nel 1956 incontra l'attrice italo-greca Irene Genna, che diventerà sua moglie. Nel 1958 nasce Maria Evelina, oggi moglie di un grande attore, lei stessa meravigliosa e saggia interprete, Pino Micol, che ha sposato il 20 ottobre 1979, e a Nazzari è conferito, concesso dal "Consiglio Direttivo del Premio David di Donatello", un premio speciale "per una vita dedicata al cinema con appassionata professionalità e straordinario successo". Nazzari è in clinica ed il premio è ritirato dalla figlia Maria Evelina. Il 5 novembre l'attore si spegne.

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IL FATTO

Ieri abbiamo parlato delle origini della lingua italiana oggi affrontiamo il Duecento.

Le origini della letteratura italiana si fanno generalmente risalire alla composizione del Cantico di frate Sole di Francesco d’Assisi prima vera opera in volgare che vide la luce nel 1224. In precedenza, infatti, la produzione letteraria era rimasta vincolata all'uso del latino, considerato lingua dotta in tutta Europa.

Nella seconda metà del secolo, abbandonate le influenze delle opere provenzali che avevano caratterizzato la produzione della Scuola siciliana, i poeti della penisola svilupparono un proprio filone tematico e un originale linguaggio poetico dando vita alla corrente dello Stilnovo: tra i maggiori esponenti, il fiorentino Guido Cavalcanti le cui Rime raccolgono tutti gli ideali poetici del movimento, condivisi con lui da autori del calibro di Guido Guinizelli e Cino da Pistoia. Nello stesso periodo, in netta antitesi con le forme raffinate della civiltà cortese, si affermava anche l'esperienza poetica di Jacopone da Todi.

Non soltanto la poesia, però, caratterizzò fortemente il secolo, anche la prosa visse momenti di splendore grazie al Novellino, raccolta di novelle di autore anonimo dedicate al pubblico colto delle città; e al Tesoretto di Brunetto Latini, poema didascalico-allegorico ispirato al Roman de la Rose francese.

Sul finire del Duecento, intanto, fioriva anche la prima produzione poetica di Dante, preludio alla rivoluzionaria Commedia trecentesca che influenzerà l'intera storia della letteratura italiana.

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LA POESIA DEL GIORNO

STAMANI MI SENTO

Stamani mi sento allegro
una gran voglia di cantare
mi sprigiona il cuore.

M'affaccio alla finestra
il mento poggiato al davanzale
come un bambino lo sguardo
affascinato dalla meraviglia.

Siamo a dicembre il roseto
è fiorito, anche il geranio.
Il cielo è solcato da rondini
cinguettanti, eppure piove.

Chiudo la finestra e come bimbo
il naso schiacciato contro i vetri
seguo il volo delle rondini
guardo il roseto fiorito e il geranio.

Mi scuoto, è Natale!

Natale! Ti ringrazio Gesù
per questo volo di rondini
per il roseto fiorito
il geranio profumato.
Ti ringrazio Gesù nel giorno Tuo
alleggerisci pesante solitudine.

Nella casa immensa e spoglia
non fai sentire il deserto
di questo silenzio innaturale.

I miei bambini raccolti intorno a Te
come miracolo li sento accanto a me.

Per questa gioia non meritata,
per la vicinanza dei figli,
il volo di rondini, il roseto
fiorito e il geranio
ti ringrazio Gesù.

Reno Bromuro

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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