21 novembre 1893
Nasce Harpo Marx
Il 21 novembre 1895 nasceva Harpo Marx che, insieme ai suoi fratelli, costituì il più formidabile gruppo d’attori comici che si siano mai presentati sulle scene.
I fratelli Marx esordirono recitando in
cinque: Chico, Harpo, Gummo, Groucho e
Zeppo. Con questa formazione i Marx,
agli inizi
del
secolo, intrapresero un'attività teatrale che in
virtù della loro eccezionale qualità di fantasisti
e suonatori, conobbe un successo straordinario.
Rimasti in quattro, dopo il ritiro di Gummo,
le loro quotazioni presso il pubblico non
diminuirono, anzi, con gli spettacoli che diedero
a Broadway tra il 1924 e il 1928,
attraversarono la fase più fortunata della loro
attività.
Successivamente il gruppo si ridusse a tre unità, per l’abbandono di Zeppo, avvenuto nel 1955. Ormai erano i comici meglio pagati degli Stati Uniti e decisero di dedicarsi al cinema. Film come Una notte all'opera, Un giorno alle corse, II bazar delle follie, Una notte a Casabianca, ecc., girati tra il 1935 e il 1946, collocano i fratelli Marx tra i maggiori rappresentanti del cinema comico di tutti i tempi. I tre fratelli avevano una personalità molto caratterizzata.
Groucho era il furbo della compagnia, contraddistinto da foltissime sopracciglia nere, un paio di baffi finti e un lungo sigaro spento tra le labbra. Harpo era biondo e riccio di capelli, non parlava mai e si esprimeva a gesti; la sua specialità era di suonare l'arpa in maniera molto buffa, mentre il terzo fratello Chico suonava in modo ridicolissimo il piano. Chico era il buono del terzetto e cercava di riparare i guai che gli altri combinavano: ma finiva col combinarne di ancora più grossi.
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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:
1918:La "flotta d'alto mare" tedesca viene radunata nella rada di Scapa Flow sotto la sorveglianza britannica. Essa comprendeva 5 corazzate, 9 incrociatori, 46 torpediniere e varie altre imbarcazioni.
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RICORDIAMOLIRODOLFO VALENTINO
Rodolfo Alfonso Raffaello Filiberto Guglielmi,
in arte Rodolfo Valentino, nacque il 6
maggio 1895 a Castellaneta, in
provincia di Taranto, da Giovanni
ex capitano di cavalleria divenuto medico
veterinario e da Beatrice Bardin di origine
francese. La famiglia Guglielmi proveniva
da Martina Franca (Taranto), dove
possedeva alcuni terreni. Fu per il massacro
operato da una banda di briganti nel 1850 che si
trasferirono a Castellaneta.
Rodolfo aveva un fratello maggiore di nome Alberto e una sorella, più giovane, di nome Maria. Nel 1906, morto il padre e vista la difficile situazione economica, Rodolfo venne affidato al Collegio Convitto per gli Orfani dei Sanitari Italiani, con sede a Perugia, dove rimase tre anni.
Di carattere chiuso e scontroso. I compagni lo chiamavano "pipistrello" per via delle sue orecchie appuntite. Rodolfo non era un allievo modello e venne radiato per indisciplina. Nel 1909 tentò di entrare all'Accademia di Marina a Venezia, ma fu dichiarato inabile per insufficienza toracica e disturbi alla vista.
Si orientò dunque allo studio della Tecnica Agraria, trasferendosi al San Ilario di Nervi, in provincia di Genova, dove si diplomò. Il ritorno a casa fu piacevole. Sua madre era felice, la famiglia soddisfatta. Dopo alcuni mesi trascorsi a Taranto, partì in vacanza a Parigi, dove rimase affascinato dalla "Ville Lumière", facendosi presto coinvolgere dai frivoli piaceri della vita mondana.
L'esperienza parigina gli era servita non poco, perché fu proprio a Parigi che affinò le sue doti di ballerino. Quando ritornò a Taranto si rese conto che non avrebbe potuto realizzare i suoi sogni, le sue ambizioni. "L'Italia è troppo piccola per me" disse al fratello Alberto e decise di partire per l'America. Probabilmente ad aumentare il fascino dell'America contribuirono anche i racconti dei successi del musicista tarantino Domenico Savino, compositore e direttore d'orchestra che, anni addietro, era partito per l'America al seguito del tenore Tito Schipa. Rodolfo raggiunse New York il 23 dicembre del 1913.
Inizialmente, condusse una vita spensierata poi, quando i soldi cominciarono a scarseggiare si vide costretto a impiegarsi nei più disparati mestieri, da giardiniere a cameriere, ad altri ancora. Sembra che sia stato proprio l'amico tarantino Domenico Savino a regalargli un tight con il quale si presentò al Night-Club Maxim dove, avendo fatto una ottima impressione, fu immediatamente assunto come Taxi-dancer.
Le
mance che riceveva dalle signore erano abbastanza
cospicue e ciò gli permetteva di sopperire alle
necessità di ordine economico. Nel frattempo, la
nota ballerina Bonnie Glass nel pieno della
sua fama, separatasi dal compagno Clifton Webb
cercava un nuovo partner. Vedendo ballare
Valentino, il cui nome veniva spesso riportato
sulle locandine di tutta la città e ritenendo
possedesse dei buoni requisiti, lo ingaggiò per
cinquanta dollari alla settimana.
Dopo Bonnie Glass, Valentino fece coppia con un'altra ballerina, Joan Sawyer, con la quale lavorò per sei mesi. Secondo Alexander Walker, nel settembre del 1916, in seguito a una denuncia di falsa testimonianza e istigazione alla prostituzione fu arrestato, ma rilasciato dopo tre giorni per insufficienza di prove.
Successivamente la Paramount avrebbe fatto sparire il fascicolo riguardante questo caso giudiziario per tutelare l'onorabilità del proprio divo.
Dopo l'infelice eperienza newyorkese, venne
ingaggiato da una compagnia teatrale di operetta,
che per mancanza di fondi si sciolse a San
Francisco. Allettato dal clima e dai
fertili terreni californiani, decise di entrare in
contatto con la Società Agricola Italiana,
il cui scopo era quello di aiutare i contadini
italiani emigrati in America, per acquistare
qualche ettaro di terra e in seguito una fattoria,
dove poter ospitare, un giorno, sua madre, quando
la guerra fosse finita. A San Francisco
non trovò quell'aiuto in cui sperava: per poter
acquistare dei terreni agricoli bisognava versare
un anticipo di mille dollari che naturalmente egli
non possedeva.
Incontrò
un vecchio amico di New York,
Norman Kerry, che nel frattempo era diventato
attore e che si trovava in California a girare un
film con Mary Pickford. Kerry lo
convinse a trasferirsi a Hollywood,
reputando che il suo fisico fosse adatto per il
cinema. A Hollywood girò una serie di film a basso
costo in ruoli marginali prima di interpretare "I
quattro cavalieri dell’Apocalisse" il film che
diede alla sua carriera cinematografica una svolta
decisiva verso il successo.
Douglas Gerrard uno dei direttori del Circolo Atletico di Los Angeles, suo amico, lo aveva invitato a una festa danzante durante la quale gli venne presentata Jean Acker come una delle stelle nascenti dello schermo. Trascorsero tutta la serata insieme e dopo incominciarono a frequentarsi. Si sposarono il 5 novembre 1919. Alla festa dopo la cerimonia era presente anche Norman Kerry. Avrebbe dovuto essere l'inizio di un periodo felice, ma così non fu: dopo appena un mese, si separarono. Grazie al film "Camille" Valentino incontrò Natascia Rambova che sarebbe diventata la sua seconda moglie.
La Rambova fu importante sia per la sua
vita sentimentale che per la sua carriera
artistica. A Hollywood era molto apprezzata per
gli scenari e i costumi che disegnava.
Valentino e Natascia discutevano sempre
animatamente sulle scelte artistiche da operare.
La Rambova era molto ambiziosa, aveva un
carattere tenace e risoluto e si indignava quando
il marito veniva impiegato in ruoli di scarso
valore qualitativo; ma otto giorni dopo il
matrimonio, fu arrestato con l'accusa di bigamia,
per non aver rispettato una legge californiana che
obbligava i divorzianti a non contrarre matrimonio
prima di un anno dalla sentenza di divorzio. La
notizia si diffuse rapidamente su tutti i
giornali. Natascia, irritata, ritornò a
Hollywood da sola. Fu June Mathis a versare
la somma della cauzione e, dopo tre giorni,
l'attore venne rilasciato. I due si sposarono
definitivamente l'anno successivo. La delusione
del risultato artistico del film "The Young
Rajah", portò alla rottura definitiva con
la Paramount. La casa di produzione
cinematografica ottenne però dal tribunale
un'ingiunzione che vietava a Valentino la
partecipazione a film prodotti da altri. Fu grazie
a George Ullman che i coniugi Valentino
riuscirono a superare la difficile situazione
finanziaria in cui si erano imbattuti.
In attesa del processo con la casa di produzione, decisero di fare un viaggio in Europa. Era la prima volta che Rodolfo tornava in Italia a trovare i suoi familiari. Ritornato a Hollywood girò i film "Monsieur Beaucaire", "A Sainted Devil" e "Cobra", prima di separarsi dalla moglie. Gli ultimi suoi due film "The Eagle" e "The Son of the Sheik" furono prodotti dalla United Artists, che da contratto vietò alla Rambova di intervenire nelle scelte artistiche del marito. Probabilmente questo fu uno dei motivi della separazione tra i due. Nell'ultimo periodo della sua vita Valentino ebbe una relazione sentimentale con la nota attrice Pola Negri, che pur non essendo fredda e insensibile come Natascia, non fu ricambiata dello stesso amore. Quando ancora il film "The Son of the Sheik" non era uscito nelle sale cinematografiche, il 15 agosto 1926 Valentino ebbe un malore e, ricoverato a New York al Polyclinic Hospital, fu sottoposto a un intervento chirurgico per ulcera gastrica e appendicite. Ma era ormai troppo tardi: morì il 23 agosto 1926.
Furono organizzati due cortei funebri, il primo a New York e il secondo a Hollywood; la salma venne poi sepolta nella Corte degli Apostoli del Memorial Park Cemetery di Los Angeles, dove tuttora si trova.
Non me la sono sentita di raccontarvi la vita del "Latin Lover" più celebre del mondo a metà, perciò vi chiedo di pazientare, domani riprenderemo il discorso interrotto con quello scapestrato di un filosofo.
***
LA POESIA DEL GIORNO
LE TUE LACRIME NON VANNO
Le lacrime non vanno verso il fiume
il corpo non è una barca
le braccia non più alberi
la bocca non più sorgente di vita.
Iguane mangiano pensieri
salamandre cancellano parole
coccodrilli bevono lacrime.
Tu e io solo pane e sola vita,
separati dall'oceano popolato di delfini
che giocano e portano altrove un amore,
che come giovane cipresso viveva
come quercia era forte, come olivo
si rinverdiva ad ogni stagione.
Uccello migratore che va
tronco d'albero alla deriva.
Mi ribello. Ma so soltanto piangere.
Reno Bromuro (da "Senza Levatrice" Edizione Albatros – Roma 1983)
Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno
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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato
Reno Bromuro |

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