20 giugno 1989
Umberto Ortolani si costituisce
dopo sette anni di latitanza

Umberto Ortolani, braccio destro di Licio Gelli nella loggia massonica P2, si costituisce in Brasile dopo sette anni di latitanza. Lo attende in Italia il processo per il fallimento del Banco ambrosiano di Roberto Calvi.Umberto Ortolani

Da una notizia ANSA: "Il collegio di periti incaricati dall' ufficio del GIP di Roma di stabilire le cause della morte di Roberto Calvi hanno ribadito in aula oggi che gli elementi da loro raccolti sono compatibili con la tesi dell'omicidio.Rispondendo alle domande dei PM Maria Monteleone e Luca Tescaroli davanti al GIP Maurizio Silvestri, l'equipe di medici legali capeggiata dal tedesco Bernd Brinkmann ha illustrato le modalità di esecuzione degli accertamenti e la natura delle conclusioni.

L'audizione dei periti è tuttora in corso e si tiene in camera di consiglio sotto forma di incidente probatorio. L'esito degli esami compiuto sui resti dell'ex presidente del Banco Ambrosiano trovato impiccato a Londra sotto il ponte dei Frati Neri nel giugno 1982 è stato depositato nei mesi scorsi. Secondo gli esperti medico-legali, Calvi sarebbe stato ucciso in un cantiere-discarica e il cadavere trasportato nel vicino ponte dei Frati Neri dove sarebbe stato poi inscenato il finto suicidio.

Gli esperti avrebbero, inoltre, verificato l'assenza di lesioni ossee sul collo e l'assenza sulle mani di Calvi di tracce dei mattoni che furono poi trovati nelle tasche del suo vestito. Le mani e le unghie del banchiere, secondo gli stessi periti, presenterebbero inoltre segni di movimenti bruschi compiuti in una zona diversa da quella del ritrovamento del cadavere.

L'audizione dei periti si concluderà probabilmente nei prossimi giorni: il loro interrogatorio da parte dei legali degli indagati comincerà nel pomeriggio e si preannuncia piuttosto lungo. Si tratta dei difensori di Flavio Carboni, Pippo Calò, Ernesto Diotallevi, Francesco Di Carlo e Manuela Kleinszig".

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RICORDIAMOLI

ROBERTO CALVI

Il corpo senza vita di Roberto Calvi è trovato alle prime luci del 18 giugno 1982 da un impiegato delle poste britanniche che, percorrendo la riva londinese del Tamigi, stava recandosi al lavoro. L’impiegato nota un corpo che pende da una corda legata ad un traliccio del ponte dei Blackfriars.Roberto Calvi

Due autopsie, ordinate dall’autorità giudiziaria inglese, arrivano a conclusioni diverse: una stabilisce, senza ombra di dubbio, che Calvi si è suicidato; l’altra, invece, lascia il verdetto "aperto" ad entrambe le ipotesi: suicidio oppure omicidio. Un’inchiesta giudiziaria sulla morte del banchiere viene aperta anche in Italia. La perizia decisa dal giudice istruttore del tribunale di Milano propende per la tesi del suicidio, ma non esclude la possibilità che Roberto Calvi sia stato assassinato.

Nel 1975 Roberto Calvi diventa presidente dell’Ambrosiano. Per impadronirsene completamente, crea una rete di strutture ad hoc, formate da filiali off shore alle Bahamas, holding in Lussemburgo, società pirata in centro-america e casseforti in Svizzera. Nel corso degli anni crea così un impero, giovandosi soprattutto dei suoi legami piduisti e delle entrature che possiede in Vaticano attraverso lo IOR di monsignor Paul Marcinkus, che si sviluppa a dismisura e che diventa punto nodale non solo del riciclaggio dei soldi sporchi della criminalità organizzata, ma anche per operazioni internazionali di vario spettro: dal traffico d’armi per la guerra delle Falkland-Malvine al sostegno della di Somoza, fino al finanziamento del sindacato cattolico polacco Solidarnosc, tanto caro a papa Giovanni Paolo II. Ma il gioco delle scatole vuote di Roberto Calvi non dura a lungo. Nel 1981, travolto dal fallimento del Banco Ambrosiano, viene arrestato. Appena scarcerato, fugge all’estero nel tentativo di salvare un impero in disfacimento con il sistema del ricatto politico: un’operazione che non gli riuscirà. Qualcuno gli legherà un cappio attorno al collo. Il suo corpo verrà trovato, penzolante dal traliccio di un ponte, macabra messinscena di un suicidio che in realtà è solo un altro delitto di potere.

Nel 1988, nel corso di un processo civile intentato da Clara Calvi, vedova del presidente dell’Ambrosiano, contro le Assicurazioni Generali, il tribunale di Milano si pronuncia per l’omicidio: Roberto Calvi è stato ucciso.

Nel 1992 la Cassazione decide il trasferimento dell’inchiesta sulla morte di Calvi da Milano a Roma. L’8 aprile 1997 il GIP del tribunale di Roma, Mario Almerighi, che propende per la tesi dell’assassinio, emette un’ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di omicidio a carico dei presunti mandanti del delitto Calvi: il boss mafioso Pippo Calò ed il faccendiere Flavio Carboni. Il movente del delitto? Roberto Calvi, proprio come aveva fatto anni prima Michele Sindona, si sarebbe impossessato del tesoro di Cosa Nostra con la promessa di investirlo per farlo fruttare, ma alla fine, travolto dai debiti, non sarebbe più riuscito a restituirlo: da qui la condanna a morte ordinata ed eseguita da uomini della mafia siciliana;mentre contrastanti dichiarazioni di "pentiti" di mafia si rincorrono, nel 1998, Otello Lupacchini, il GIP del tribunale di Roma subentrato ad Almerighi, ordina una nuova perizia sulle cause della morte di Roberto Calvi, il cui cadavere viene esumato, 16 anni dopo la sua morte.

La perizia definitiva sulla morte di Roberto Calvi sarà depositata nella cancelleria del tribunale di Roma nel mese di maggio 2002, ma, secondo indiscrezioni di stampa, essa conterrebbe una conferma: il presidente del Banco Ambrosiano è stato ucciso.

Biobibliografia - archivio storico-giornalistico Misteri d'Italia

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IL FATTO

Luciano Somma e gli Echi nel tempo

Luciano Somma è nato e vive a Napoli. Ha pubblicato diverse opere poetiche, ed ha vinto premi letterari fra i più importanti. Somma è un poeta dall'intensa produzione letteraria, sia in italiano sia in "lingua" napoletana; è, forse il Poeta più presente nel mondo internetiano.

In ElbaSun potrete leggere la biografia, la prefazione e alcune delle sue poesie al seguente link

www.elbasun.com/L_angolo_della_lettura/poesie/Luciano_Somma/index.htm

Per me che ho diviso le prime apprensioni, i primi sorrisi per le congratulazioni dei grandi Poeti napoletani, forse più celebri per le canzoni che per le Poesie: Natale Nicola Spadaro, che ci accoglieva nella sua casa di Vico Acitillo, al Vomero e poi in Via Marina poco distante dalla stazione ferroviaria, ogni ultima domenica del mese; Pacifico Vento (autore di Torna e tanti altri successi), Giovanni De Caro, Amedeo Greco, ecc… l’elenco sarebbe troppo lungo, ma non posso non citare Rodolfo Talamo, i quali erano prodighi di consigli; le prime delusioni per il rifiuto di un manoscritto da parte di un editore, non è facile da assorbire… si potrebbe pensare che sono di parte, ma se qualcuno dovesse pensarlo, tenga presente che sono un professionista e la poesia di Luciano, sarà trattata come tutte le altre.

Ho scelto "Echi nel tempo", tra le tante, perché appartiene all’eternità: è una Poesia e come tale non teme il tempo.

Il nodo ruota attorno al discorso, che tra brigantaggio, o banditismo sia di quello storico, sia di quello attuale, esiste una struttura organizzativa, quella mafiosa, la cui articolazione interna non è facile né individuare né descrivere in modo soddisfacente.

In situazioni del genere si creano spazi, anche grandi, nei quali persone particolarmente influenti e per posizione economico-sociale e per puro spirito di sopraffazione, si appropriano di sostanziosi momenti di potere non ufficiale, ma di certo effettivo. Tale processo, ed il conseguente stato di cose generale, è sempre, passato indenne attraverso ogni tentativo finalizzato a reprimerlo. Quindi su ritmi e schemi para-industriali: sequestri di persona, con un giro d'affari di centinaia di miliardi; controllo del traffico di droga; grosse speculazioni edilizie, etc… "… gli agrumi piangono /lacrime di tritolo".

Il Poeta lo sa bene, perciò narrando con parole di fuoco, pur se dagli occhi scendono lacrime più dolenti di quelle al tritolo che cadono dagli agrumi, che la presenza d'una mentalità mafiosa, massimamente in alcune regioni del nostro Paese, è ancora massiccia e preoccupante, soprattutto per la spiccata attitudine mostrata al coordinamento di vari campi d'azione criminale, con interventi metodicamente pianificati, perciò "ci marchia di viltà": la nostra viltà non ci permette di reagire, ma per puro istinto di conservazione. Il Poeta ha avvertito nella sua coscienza creativa, che rimuovere tale fenomeno, che costituisce una seria remora al progresso sociale ed economico d'intere regioni, non è certo obiettivo a portata di mano, da valutare conseguibile in tempi brevi. Ma è certo un obiettivo che impone scelte di fondo, politicamente qualificate; un obiettivo il cui perseguimento chiede più un modo nuovo di far politica, che strumenti nuovi di repressione poliziesca.

Il pregio della poetica di Luciano Somma è Il ritmo, elemento primordiale e fondamentale della poesia. La musicalità dei versi riporta alla memoria quella dei popoli primitivi che è fatta unicamente di ritmi; essi in effetti sono quelli che D'Annunzio ha chiamato "il cuore della musica". Il ritmo, dicevo, è l'elemento che influisce più intensamente ed immediatamente sull'uomo, avendo un'azione diretta sul corpo e sulle emozioni (Prévèrt docet). La vita organica è basata su vari ritmi: il ritmo della respirazione; il ritmo delle pulsazioni; il ritmo dei vari movimenti muscolari; il ritmo dell'attività e del riposo; i ritmi delle diverse funzioni fisiologiche, per non parlare dei più sottili ritmi vibratori di ciascuna cellula, di ciascuna molecola, e di ciascun atomo, sono mossi e messi in funzione dai suoi versi che "gridano" l’impotenza di porre fine ad uno stato di cose che si allarga sempre più; è come una macchia di petrolio nell’Oceano, al punto da subentrare da qualche anno anche nel campo artistico. Non sorprende perciò che il ritmo musicali della poesia sommaiana eserciti una potente influenza su quei ritmi organici, armonizzando o creando discordanze e scissioni.

La Poesia ha la capacita di diventare più potente dell’azione, per divenire oltremodo pressante sulla più sensibile e vibrante sostanza viva dei nostri corpi! Ogni verso ha una particolare qualità che non può essere espressa con parole. Questa qualità produce effetti diversi, perciò non è possibile attribuire una specifica qualità emotiva a ciascun verso che ha creato il ritmo; inoltre i vari tentativi di collegare ogni figura scaturita dall’immaginazione del Vate e tradotta in parole, ha un colore corrispondente che dà un risultato sicuro, poiché le correlazioni variano da lettore a lettore. Maggiore efficacia dei ritmi isolati, hanno le successioni, i gruppi di ritmi, nei quali all'effetto singolo di ciascun verso, di ciascuna parola, si aggiunge a quello dato dal loro avvicendarsi o combinarsi con altri di tonalità differenti.

ECHI NEL TEMPO di Luciano Somma

Sepolte le lupare tra i canneti
nella terra di fichi d'india e zàgare
anche gli agrumi piangono
lacrime di tritolo
tra sguardi freddi rassegnati e stanchi
e bocche mute nonostante tutto
amara è l'isola
sotto il cielo beffardo e un cielo terso
il Cristo siciliano
è stato crocifisso col suo credo
e la speranza naviga in un mare
da forza sette tempestoso e infido .
Risorgere? Ma dove come quando
la nave è ferma là nel continente
evocando fantasmi di promesse
echi nel tempo senza più memoria..

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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