1 luglio 1995
Privatizzato l'IMI

Viene privatizzato l'IMI, Istituto Mobiliare Italiano, con la cessione dell'ultima parte della quota di controllo in mano al tesoro. La privatizzazione ha permesso un incasso di 100mila miliardi le privatizzazioni portate a termine negli ultimi cinque anni. Con i 7.732 miliardi dell'Opv BNL sale, infatti, a 103.308 miliardi l'ammontare globale delle dismissioni che hanno riguardato società, banche e assicurazioni controllate dallo Stato. A partire dalla privatizzazione dell'Imi, avviata nel febbraio 1994, le sole privatizzazioni gestite dal ministero del Tesoro hanno raggiunto gli 82.400 miliardi, assegnando così al dicastero di via XX settembre la leadership europea.Davide Croff

Per il Tesoro è stato il 1997 l'anno più fruttuoso, con 38.104 miliardi incassati, seguito dal 1998, con 19.700 miliardi, e dal 1996, 9.373 miliardi. Dei 7.732 miliardi derivanti dalla vendita BNL, circa 5.150 miliardi saranno frutto dell'offerta globale, comprensiva di Opv, quota riservata agli investitori istituzionali e greenshoe; 2.586 miliardi verranno invece dalla vendita al nucleo stabile, 25% tra Banco de Bilbao, Popolare Vicentina ed Ina che pagheranno il prezzo dell'Opv maggiorato del 4%. Per numero di sottoscrittori di 1.592.000, la BNL ha conquistato il primo posto tra le privatizzazioni bancarie effettuate in Italia, seguita dalla Comit, con 1.000.000 e, a molta distanza dagli altri istituti: San Paolo con 395.000, Imi 375.000, Credito Italiano, 292.000 e Banca di Roma 280.000.

Grande soddisfazione dei vertici di BNL per l'operazione di privatizzazione che ha registrato un vero e proprio boom di richieste. "Siamo molto orgogliosi di questo successo, raggiunto con l'impegno di tutta la Banca e la qualità del lavoro svolto dall'intero consorzio di collocamento. Un grazie particolare va alla rete BNL che ancora una volta ha saputo dimostrare la sua forza e la capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati", sottolinea in una nota l'amministratore delegato Davide Croff.

Il presidente Luigi Abete ha a sua volta indirizzato un ringraziamento a tutta la Banca ed ha sottolineato come fondamentali per raggiungere il successo dell'operazione siano state da un lato l'opportunità delle scelte del Tesoro, dall'altro la coesione del management di BNL, i cui membri, ognuno nel suo ruolo, ha dimostrato di saper svolgere al meglio il proprio compito. "Sono felice - ha dichiarato Abete - di aver potuto vivere in qualità di presidente la privatizzazione di questa grande banca, che ha sempre partecipato allo sviluppo del Paese. La forte tensione verso questo obiettivo ha visto ognuno dei membri del management di BNL ottimizzare le sinergie di capacità e di ruolo, raggiungendo una coesione che è risultata e risulterà una carta vincente anche in futuro".

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RICORDIAMOLI

IL DELITTO DI RINA FORT

Il 30 novembre 1946 una ventata di orrore allo stato puro attraversò l’Italia intera: la notizia di un orrendo massacro scoperto in un appartamento di Via San Gregorio, numero 40, nella zona di porta Venezia, a Milano.

Una donna e i suoi tre figli, un maschietto di sette anni, una bambina di cinque e un altro piccolo di dieci mesi, erano stati trovati ammazzati a colpi di spranga: la moglie e i tre figli di Pippo Ricciardi, commerciante dagli affari incerti, di origine catanese, da qualche tempo immigrato nel capoluogo lombardo. Dall’appartamento, letteralmente a soqquadro e invaso dal sangue, mancano solo pochi gioielli. Il movente non può essere stato la rapina. E allora perché commettere un simile scempio? Perché uccidere anche tre bambini? Perché finire a sprangate un piccolino ancora sul seggiolone, incapace di parlare, che non sarebbe certamente stato neppure uno scomodo testimone?

Il "caso" è risolto in poche ore: la "belva" di via San Gregorio è Caterina Fort, 31 anni, commessa in un negozio del Ricciardi e da tempo la sua amante.

Interrogata per diciotto ore la donna crolla e confessa. Poi ritratta parzialmente le sue ammissioni. Conferma di aver ucciso la moglie di Pippo Ricciardi, Franca Pappalardo, ma nega ogni addebito sui bambini.

Nonostante la condanna all’ergastolo, nei tre gradi di giudizio, Caterina Fort, detta Rina, sosterrà la sua versione: in quella casa non era entrata da sola, ma con un fantomatico "Carmelo", amico di Pippo Ricciardi. Fin sul letto di morte, avvenuta nel 1988, Rina Fort ha negato di aver massacrato quelle innocenti creature.

La macabra storia di Rina Fort e del suo delitto colpì moltissimo l’opinione pubblica di quegli anni. Molti sottolinearono il contrasto tra il suo delitto ed un altro, avvenuto nello stesso periodo, che appassionò i lettori: quello commesso dalla contessa Pia Bellentani che assassinò l’amante. A Rina Fort fu sempre negata l’incapacità di intendere e di volere, cioè la seminfermità mentale. La stessa fu invece concessa alla Bellentani.

Brani tratti dal libro di Luigi Cecchini – 10 GRANDI PROCESSI DI AMORE E DI MORTE – De Vecchi editore, Milano 1965)

Domani 2 e dopodomani 3 vi racconterò la ricostruzione integrale della vicenda.

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IL FATTO

UN POETA AL GIORNO

Vlad al secolo Filippo Carloni: D R O G A

Vlad (Filippo Carloni?), abita, vive, sopravvive, lavora e si diverte a Cattolica e dintorni dal 17 settembre del 1977. Da allora è alla ricerca dell'uomo, davanti alle innumerevoli difficoltà della vita, per approfondire la sua conoscenza; come Diogene sente il bisogno di evadere e addirittura di estraniarsi in un mondo sereno, in cui dimenticare gli affanni quotidiani e sfuggire alle paure, alle angosce che, in alcuni momenti difficili, lo assillano e lo perseguitano. Per il passato il vizio faceva le sue vittime tra alcuni disadattati sociali soltanto ed allignava in ambienti ben determinati e particolari di artisti o pseudo tali. Oggi purtroppo il fenomeno si estende sempre di più, tanto da far pensare alla droga come a una delle malattie di questo secolo. L'uso e, quel che è ancora più grave, l'abuso di sostanze stupefacenti, diventa sempre più comune e si diffonde soprattutto tra i giovani.

Il poeta lo ha detto al giovane, non è la prima volta, e non la sola, ma lui l’ascolta e si mette in coda con quelli che chiedono la libertà di drogarsi mentre eminenti studiosi vedono una stretta connessione tra diffusione della droga e aumento della criminalità, specie minorile. Infatti, in primo luogo, non è Gesù che è all’Inferno ma la brama dei giovanissimi di provare, senza pensare, ma sanno, che molti eccitanti suscitano nel drogato un comportamento aggressivo; in secondo luogo il tossicomane per procurarsi i mezzi che gli permettono di assecondare il suo vizio, non può trovare di meglio, in genere, che dedicarsi al furto o ad altre attività delittuose, come lo sfruttamento della prostituzione. Un tempo il fenomeno della droga non aveva le dimensioni odierne e non aveva assunto gli aspetti allarmanti di oggi, tanto che poteva dirsi ben controllato dagli organi preposti alla salute pubblica. Ora il flagello dilaga innanzi tutto perché il vizio trova un terreno più fertile per allignare, data la crisi strutturale della società moderna e l'ancora più preoccupante crisi della gioventù, poi in secondo luogo perché la produzione ed il commercio degli stupefacenti consentono guadagni favolosi a chi, senza scrupoli, si dedica a tali attività. D'altra parte si viene a generare un circolo vizioso che spinge a poco a poco il consumatore a diventare spacciatore, per procurarsi le somme che il soddisfacimento del suo vizio richiede; lo spacciatore poi ovviamente sarà il miglior propagandista, creando così nuovi consumatori.

"Metrica inesistente no poesia"
La metafora esplode come una bomba al neutrone, come un’arma chimica, nella mente del lettore; i genitori si preoccupano sempre di più per non far mancare niente ai figli, che non riescono a diventare adulti, proprio per questa eccessiva preoccupazione, proprio perché ad essi è dato troppo. D'altra parte l'eccessiva dinamicità dell'attuale società, il propagandarsi dei mezzi di comunicazione, le modificazioni e le trasformazioni, che si sono verificate all'interno della struttura della famiglia, hanno messo in crisi il rapporto educativo, che ha ricevuto un duro colpo anche per l'incapacità dei genitori a fronteggiare le continue innovazioni:
"Trasgressione in progressione".
Ecco il motivo perciò assistiamo ad un fenomeno, che potremmo dire di autonomia culturale dei figli rispetto alla famiglia, che costituisce un motivo di distacco profondo dalla famiglia stessa, con conseguente rifiuto dei modelli di vita da essa proposti e con la contemporanea ricerca di altre norme di condotta. Da ciò la difficoltà del dialogo e quindi la ribellione e l'isolamento dei giovani. Da ciò nasce uno stato di insicurezza, la convinzione dei giovani che l'adulto voglia reprimere la loro volontà di autonomia ed allora reagiscono con la passività, l'aggressività, la fuga dalla famiglia, e, spesso e molti, ricorrono alla droga.
"Trasgressione in progressione".
Il fenomeno della droga è sì importante, ma contro i gruppi di sbandati che passano le giornate in inutili meditazioni sulle scarse e, molte volte, balorde idee che hanno in testa, ci sono i giovani che lottano per cambiare il mondo, come il nostro Vlad, e come lui il mondo artistico e specialmente poetico, che assumono atteggiamenti critici, e lavorano, consapevoli che tutta l'umanità ha bisogno della loro opera.

DROGA

di Vlad

Da una parola può nascere un discorso
Se la tua logica lo permette
Ti darò la droga perfetta
Non puoi scegliere
Non permetto libero arbitrio
Sei forte quando non serve
Gesù è all’inferno lo sai?
Si al movimento mentale
Da spore di insensatezza nasce vita
Condizione terrena di nullità
Non puoi volare perché sei merda
"Ricordati che il mondo va anche senza di te"
Sei te che non puoi esistere senza il mondo
Metrica inesistente no poesia
Trasgressione in progressione
Tu sei il mio cane e io sono Dio
Ho la facoltà di distruggerti se serve
Me ne frego! A noi! Boia chi molla!
Un pretesto per simulare l’Amore assoluto
Inesistente da lontano
Vicino sei già migliore
Fuori è come dentro solo diverso
L’Amore ha un prezzo troppo alto per permettertelo
E l’odio è gratis
Rapido rapito
Raptus davanti allo specchio per sfogare i pensieri repressi
Non cercare di cambiare è inutile
Al massimo puoi sperare
Solo la natura e il tempo e gli eventi possono cambiarti
Io intanto sto invecchiando ma senza morire
C’è spazio ancora e il vuoto ti sorride

Scusate ma… scrivendo la data mi sono accorto che domani compio settantuno anni: Dio ti ringrazio per avermi dato tanto.

PREGHIERA

Tutto quel che m’è dato
È tuo gratuito dono,
ed io l’accetto, Signore,
deciso a non ribellarmi.
Ma come è grande quel peso
d’ansiosi tormenti!
ed è pur sempre un dono
che solleva me indegno
al dolore che pare la via
al tuo Regno.

Da "Note e Motivi" - C. Armanni Editore Napoli 1955

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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