1 febbraio 1958
Lancio dell'«Explorer I»

Il 4 ottobre 1957 i russi lanciarono nello spazio un primo Sputnik di 80 chili, e il 3 novembre successivo entrò in orbita anche lo Sputnik secondo che pesava 508 chili apparecchiature comprese, e portava a bordo la cagnetta Laika. Anche gli Stati Uniti avevano elaborato un programma spaziale chiamato Vanguard cioè "Avanguardia", che però, paragonato alle realizzazioni russe, era assai modesto: infatti, esso prevedeva il lancio di satelliti, il primo dei quali avrebbe dovuto misurare 16,4 centimetri di diametro e pesare 1 chilo e mezzo: si trattava del Vanguard I, che gli americani battezzarono Pompelmo per le sue modeste dimensioni.

Contemporaneamente l'esercito americano studiava dei satelliti leggeri che avrebbero avuto il compito di effettuare delle esplorazioni, donde il nome di "Explorers". Superati dall'U.R.S.S., gli Stati Uniti il 1 febbraio 1958 fecero partire Explorer I. Si trattava di un tubo lungo 75 centimetri e largo 15,5, che pesava 8,3 chili apparecchiature comprese. Era dotato di due termometri, uno interno e l'altro esterno, di un microfono per ritrasmettere gli impatti delle meteoriti, di un contatore di raggi cosmici e di due trasmettitori radio. Proprio questi ultimi avrebbero dato delle preoccupazioni agli americani, il primo guastandosi in capo a quindici giorni, l'altro dopo quattro mesi. Explorer I non riuscì nemmeno a portare a termine la sua missione.

Explorer I sarebbe stato seguito da una serie numerosa di Explorers, che avrebbero così costituito la prima generazione di satelliti. Il più noto è Explorer 21 che misurò il campo magnetico interplanetario.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1955: Nei Paesi Bassi gravi inondazioni travolgono le dighe e devastano il paese, suscitando uno slancio di solidarietà internazionale.

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RICORDIAMOLI

EXPLORER

Explorer è il nome di 56 satelliti artificiali lanciati dalla sigla di Amministrazione Nazionale per l'Aeronautica e lo Spazio, ente aerospaziale statunitense costituito nel 1958 e subentrato al preesistente N.A.C.A., Comitato Consultivo Nazionale per l'Aeronautica, fondato nel 1915. Oltre che di ricerche di interesse aeronautico, la N.A.S.A. si occupa di attività astronautiche preparando e coordinando le missioni spaziali, i lanci di satelliti e la messa in orbita di stazioni spaziali. La sede amministrativa è a Washington, le due basi di lancio a Cape Canaveral, sulla costa orientale degli U.S.A., e Vandenberg, su quella orientale; possiede una serie di centri di ricerca e di addestramento l'Ames Center in California, il Goddard Center nel Maryland, il Jet Propulsion Laboratory a Pasadena, lo Johnson Space Center a Houston, e altri, per varie rilevazioni scientifiche a partire dal 1958 sino al 1975.

Le ricerche riguardavano soprattutto i rilievi circa le radiazioni attorno alla Terra, i fenomeni meteorologici e l'inquinamento della stratosfera. Fra i risultati più interessanti vi è la rilevazione delle fasce di Van Allen. Con lo stesso nome è indicato anche un gruppo di satelliti e sonde lanciati dopo il 1975 in collaborazione con altri Paesi. Tra questi si ricordano i tre satelliti denominati International Sun-Earth Explorer, destinati a rilevare gli effetti del vento solare e del campo magnetico interplanetario sul clima mondiale e le relazioni tra il Sole e la ionosfera per quel che riguarda i riflessi sulle comunicazioni, sulla navigazione e sulla variabilità dello strato dell'ozono dell'atmosfera; gli ISEE vennero messi in orbita tra il 1977 e il 1978. Importante anche per le ricerche di astrofisica e cosmologia è il satellite Cosmic Background Explorer, lanciato nel 1989, e noto come COBE.

Lo strato di atmosfera che avvolge la Terra e che è situato al di sopra della troposfera e al di sotto della mesosfera, delimitato in basso dalla tropopausa e in alto dalla stratopausa. Questo strato è localizzato approssimativamente tra i 10 e i 40-60 km di quota. La stratosfera è caratterizzata da isotermia, temperatura costante con la quota, o da inversione, temperatura che cresce con la quota, che di solito è più marcata nella parte più alta al limite con la stratopausa. Nella stratosfera i movimenti delle masse d'aria sono molto violenti, e in genere persistenti, formando due grandi vortici: uno in prossimità del Polo Nord, vortice polare artico, e un altro in vicinanza del Polo Sud, vortice polare antartico. Tra masse d'aria stratosferiche e masse d'aria troposferiche non vi sono apprezzabili scambi d'aria, salvo in prossimità delle correnti a getto.

I fenomeni meteorologici tipici della troposfera, fronti e perturbazioni, meteore varie come nubi cumuliformi, piogge ecc., sono assenti. Inquinanti vari di origine umana, inclusi gli inquinanti radioattivi provenienti da esplosioni o incidenti nucleari, e inquinanti di origine naturale, come quelli provenienti dalle eruzioni vulcaniche, che finiscono nella stratosfera, di solito vi permangono per tempi molto lunghi, impiegando non di rado molti anni prima di tornare nella troposfera e ricadere al suolo. Alcuni studiosi estendono la stratosfera fino a ca. 80-100 km di quota, cioè fino al limite della omosfera, perché ritengono che la mesosfera sia solo la frazione superiore dell'intera stratosfera, dal momento che, salvo il gradiente verticale di temperatura, che a quelle quote perde di significato data la rarefazione dell'aria, le proprietà fisiche e dinamiche della mesosfera non differiscono da quelle della stratosfera, né differisce la composizione chimica.

Ricordiamo le basi teoriche e i primi lanci. Fin dai tempi antichi l'uomo espresse il suo desiderio di uscire dai confini della Terra in numerosi racconti fantastici e strabilianti. Già nel Secondo secolo dopo Cristo Luciano di Samosata descrisse due viaggi sulla Luna nella sua Historia vera; nel periodo che va dal 1600 al 1800 troviamo numerosi scritti, più o meno basati su principi scientifici, a opera del grande Keplero, di Godwin Wilkins, Cyrano de Bergerac, Voltaire. Verso la fine del Diciannovesimo secolo vanno collocati i primi scritti che possono esser considerati progenitori della letteratura fantascientifica, dovuti a Verne, Eyraud, Lasswitz, Welles. In questi si cerca di poggiare il racconto su ipotesi parascientifiche, le quali tengono conto a loro modo del grado di evoluzione raggiunto dalla scienza, per consentire di sviluppare un racconto ricco d'azione, di avventura, di fantasia. Tuttavia l'astronautica come scienza trae le sue origini dagli scritti del russo Ziolkovskij, che ne elaborò in modo rigoroso i principi essenziali su basi fisico-matematiche.

Negli anni successivi vari scienziati, scuole e organizzazioni si occuparono su basi teoriche e sperimentali di motori a razzo come futuri vettori di veicoli artificiali, elemento essenziale e non ancora disponibile per avviare l'astronautica su basi concrete. Nel 1930 fu costituito a Mosca il Centro di ricerche astronautiche, ove confluirono gli studi e le esperienze di numerosi specialisti Zander, Rynin, Korolev e altri, che vi proseguirono i lavori in modo organico. Gli studi del tedesco Oberth portarono prima alla costituzione di alcuni gruppi, molto attivi, di studiosi e sperimentatori Ganswindt, Hohmann, Sänger e altri, poi ebbero un effetto determinante sulla costituzione del Centro di ricerche missilistiche di Peenemünde, diretto da Wernher von Braun e indirizzato dalla Germania nazista alla realizzazione di super-armi. La scuola statunitense, basandosi su quanto fatto da Goddard e dai suoi collaboratori, mise a punto soprattutto missili d'uso bellico. A guerra ultimata, gli Statunitensi si avvalsero dell'apporto di von Braun e dei suoi 200 collaboratori, mentre trasferivano negli U.S.A. tutto il materiale tecnico reperito a Peenemünde; del pari Sovietici, Britannici, quindi Francesi e altri intensificarono l'opera di ricerca.

L'U.R.S.S. anzi avviò per prima un vero e proprio programma astronautico, impostando la progettazione di una "famiglia" di razzi vettori di dimensioni e caratteristiche adatte alla messa in orbita di satelliti artificiali. Tali motori a razzo, opportunamente sviluppati, avrebbero permesso più tardi le imprese lunari, la messa in orbita di stazioni permanenti, i lanci di sonde sulla Luna e su altri pianeti. Il 4 ottobre 1957 l'U.R.S.S. mise in orbita lo Sputnik I e dopo un mese lo Sputnik 2, assai più pesante e con a bordo un essere vivente, un cane. Il terzo venne lanciato nel maggio 1958; l'anno successivo con i primi tre Lunik, o più correttamente Luna, avviò l'esplorazione della Luna. Il primo lancio statunitense fu quello dell'Explorer 1 nel gennaio 1958, seguito dal Vanguard 1 nel marzo 1958; gli U.S.A. ebbero tuttavia notevoli difficoltà a mettere a punto razzi vettori in grado di portare in orbita un carico utile rilevante; la capsula abitata Gemini 3 da 3 t fu messa in orbita nel 1965, mentre la Korabl'; Sputnik 5 da 5 t era stata messa in orbita già nel 1960.

Questa prima fase dell'astronautica si concentrò sulla soluzione di una serie di problemi-base: realizzazione di razzi vettori di forte carico utile; attrezzamento di basi di lancio; messa a punto di automatismi di bordo per direzione e orientamento durante la messa in orbita e di apparati per teleguida; sistemi di telecomunicazioni e realizzazioni di "reti" di stazioni radio terrestri per i collegamenti con i veicoli in volo; studio delle condizioni dello spazio, radiazioni, particelle ionizzate, micrometeoriti, ecc., in vista della messa in orbita di veicoli con equipaggio; messa a punto della tecnica per il rientro a terra; generazione o captazione di energia per i sistemi di bordo e così via . Già in questa prima fase si evidenziarono le principali direttrici di sviluppo dell'astronautica: messa in orbita di satelliti artificiali "specializzati" in maniera diversa l'uno dall'altro; lancio di veicoli con equipaggio e rientro di questo dopo la missione, ciò sarebbe stato successivamente articolato e sviluppato nel programma lunare Apollo, statunitense, e in quello delle Vostok, sovietiche; lancio di sonde sulla Luna, su Marte, Venere, Mercurio e verso i grandi pianeti esterni per avviare lo studio di tali corpi cosmici.

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IL FATTO

GIOVANNI BOCCACCIO 3

Il "Decameron" scritto negli anni immediatamente successivi alla peste del 1348, tra il 1349 e il 1353, reca l'impronta dell'evento luttuoso. È infatti per sottrarsi all'epidemia e al degrado morale della vita fiorentina a essa conseguente, che i 10 giovani protagonisti della storia portante Pampinea, Filomena, Elissa, Neifile, Emilia, Lauretta, Fiammetta, Panfilo, Filostrato, Dioneo decidono, nel corso di un incontro casuale nella chiesa di Santa Maria Novella, di rifugiarsi nel contado. Nel salubre regime di vita comunitaria instaurato in villa, trova luogo, accanto a giochi, danze e gradevoli escursioni, anche il racconto di novelle, il cui tema è giornalmente imposto, per un totale di dieci giornate dal re o dalla regina di volta in volta eletti dalla brigata. Da questa, che viene chiamata la "cornice" e giustifica la produzione narrativa, risulta così una compagine di 100 novelle, alle quali si aggiungono dieci canzoni a ballo intonate a turno dai giovani in fine di giornata. Boccaccio

Amplissimo è il catalogo dei materiali cui Boccaccio attinge, spesso modificando liberamente i contenuti del testo di partenza, talvolta dando vita a vere e proprie parodie. Nel Decameron trova artistica celebrazione la classe borghese-mercantile venuta alla ribalta in Italia tra Duecento e Trecento, una classe che a Boccaccio piacque contemplare nei suoi tentativi di nobilitarsi alla luce degli ideali cortesi. Fulgido modello umano risulta alla fine quel messer Torello da Pavia che, pur se "cittadino e non signore", appare dotato d'animo e modi splendidamente signorili, esibiti nel corso di una gara di cortesie con il Saladino, sultano del Cairo.

Una "Umana commedia", che dà osservazioni comuni a lettori di ogni secolo, è che nel Decameron si concretizzi un progetto narrativo d'inusitata ambizione. E certo Boccaccio, nel pensare all'opera come quadro grandioso della vita, di tutta la vita, con le sue luci e le sue ombre, nella sua infinita capacità di coinvolgere chi la contempla, occasione continua di meraviglia ed emozione, di riflessione psicologica e giudizio morale, teneva presente il grande modello della Commedia dantesca. Quella di Boccaccio è dunque, come ho accennato, una "Umana commedia", caratterizzata da un deciso concentrarsi dell'interesse sull'umano agire nel mondo per il mondo, piuttosto che nella prospettiva dell'eterno.

Il realismo del Decameron è da intendere, tra l'altro, come predilezione per vicende collocate nel presente, in luoghi individuati con precisione, rappresentazione non esclusivamente a fini comici di personaggi che incarnano i più bassi strati sociali. Boccaccio adotta dunque una poetica in cui non hanno più luogo l'esibizionismo erudito e il gusto mitologico, abbandona le sovrastrutture allegoriche, si fa avvocato dei diritti all'appagamento sessuale, propone continuamente all'ammirazione del lettore le risorse pragmatiche dell'individuo, il valore azione in quanto azione. Se è giusto riconoscere che sul Decameron il Medioevo accampa diritti non indifferenti, è perciò quasi impossibile non vederlo anche come vivido ed esaltante preludio alla grande stagione del pensiero e della letteratura rinascimentali.

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LA POESIA DEL GIORNO

PER ANNI, AMORE

Per anni, amore, abbiamo aspettato
il Nunzio
inchiodati alla stessa croce.
Il tuo sguardo rispecchiava
cieli, laghi remoti, non profanati.
Nelle tue pupille la gioia dell'estate:
pagliuzze dorate portate dal vento.
Sole raggiante nelle tue pupille.
Il sorriso come lama di Toledo
era nel cuore.

Da anni, amore, aspettiamo
inchiodati alla stessa croce.
Tu sempre più sola! Nella marea
chiassosa, isolato spirito morente,
ricerca laghi remoti, pagliuzze
dorate, lame senza guaine: io.
Novello Ulisse percorro vie più nuove.
Intanto aspetto il Nunzio
inchiodato
alla stessa croce di sempre.

Reno Bromuro (Da «Il canto dell’Usignuolo»)

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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