1 agosto 2001
Rita Levi Montalcini senatrice a vita

Il presidente Carlo Azeglio Ciampi nomina Rita Levi Montalcini senatrice a vita per gli alti meriti scientifici della sua opera di ricerca. La scienziata, nata il 22 aprile 1909 è premio Nobel per la Medicina nel 1987, dirige dal 1969 il laboratorio di biologia cellulare del CNR di Roma. Rita Levi Montalcini

Neurobiologa. Trasferitasi negli USA, nel 1948 scopriva che se un frammento del "sarcoma 180", un tumore dei topi, era impiantato in un embrione di pollo, in breve tempo esso veniva invaso da fibre nervose prodotte dall'embrione. Nel 1953 dimostrava che il "sarcoma 180" produceva gli stessi effetti in una coltura di tessuto nervoso rimossa dall'embrione. Nello stesso anno riusciva, insieme a Cohen, a isolare il fattore che determinava questa crescita, la proteina oggi nota come NGF (fattore di crescita nervosa). In collaborazione con Cohen determinava la struttura principale di questa molecola proteica e preparava un antisiero specifico che, se somministrato ad animali neonati, provoca la distruzione del sistema simpatico. Otteneva, con Cohen, il premio Nobel per la medicina e la fisiologia per gli studi sulla proteina che controlla la crescita dei neuroni. Tornata in Italia nel 1977, le era affidata la direzione dell'Istituto di biologia cellulare di Roma. Nel 2001 è stata nominata senatrice a vita. Ha pubblicato: Elogio dell'imperfezione, Senz'olio, controvento, L'asso nella manica a brandelli, La galassia mente.

Il saluto del Presidente del Senato, nella seduta n. 41 del 25 settembre 2001, giorno dell’insediamento: "Saluto alla senatrice a vita Rita Levi Montalcini. Prima di iniziare i nostri lavori, colleghi, permettetemi di rivolgere con piacere personale e certamente con soddisfazione unanime – ne sono certo – da parte di tutti voi, di tutto il Senato, un saluto molto cordiale di benvenuto e auguri affettuosi al neosenatore a vita che da oggi è entrato in quest’Aula, la senatrice Rita Levi Montalcini. Si leva in piedi tutta l’Assemblea. Vivi, prolungati applausi. Ho già avuto modo – come voi sapete – di ricordare la figura e l’opera della senatrice Rita Levi Montalcini la sera in cui il Capo dello Stato ci dette comunicazione ufficiale della nomina. Io sono certo che la senatrice Levi Montalcini aumenterà di gran lunga il prestigio del nostro Senato e saprà anche dare prova di quelle due principali virtù che già i greci tenevano in grande considerazione soprattutto per i politici: la saggezza e la sapienza. Grazie ancora e auguri cordiali, signora Levi Montalcini. (Generali applausi)"

***

IL FATTO

UN POETA AL GIORNO
STEFANIA "RAPSODIA UNGHERESE"

Il Poeta di oggi si chiama Stefania. E' una ragazza, appena ventinovenne. Milanese, laureata in legge (conosco più avvocati poeti io!… Tra cui anche due giudici che stimo moltissimo. Uno di questi ha fondato "il movimento antiarte" in cui in 26 tesi spiega quanto la cultura deve la sua sopravvivenza proprio all’antiarte. Lo scorso anno le ho commentate tutte le tesi, chissà che non lo rifaccia). Ma ritorniamo a Stefania e alla sua poesia "RAPSODIA UNGHERESE"

Stefania si narra assicurandoci che ha iniziato a scrivere per gioco, che da bambina ha sofferto d'autismo, "vivendo prigioniera in un mondo fantastico e irreale, dove i serpenti nascondono nella pancia, un elefante. Che esisterà finché tu, con il tuo pensiero, la farai vivere". Stefania che mette i versi incandescenti in un caleidoscopio che li fa scintillare, come fuochi d’artificio, in un cielo limpido ma senza stelle perché noi li potessimo meglio distinguere. Nella sua arte (ho letto anche altre poesie per capirla meglio ed essere il più coerente possibile) non c’è sottomissione o sentimento di esclusione come per la Dickinson, non c’è la pacatezza molto serena della Gaspara Stampa, c’è lo scoppiettare dei colori in un caleidoscopio che irradia fuochi d’artificio: "…Colori che narrano sulla tela bianca l’accendersi del rosso, dell’invasione del giallo sopra una cima sfrontata (non so se vuole dire cima senza fronde, oppure proprio sfrontata, perché vinta dall’orgoglio per questo colore, che rappresenta il sole, conquistato)".

Penso proprio, però che sia sfrontata come la spiga che essendo più alta dell’erba che le fa da ala, sbuffando per mandare via le foglie secche. A questo punto, nasce la Rapsodia: dalle foglie secche che l’erba manda via e che fa diventare passi di danza; ma quando questa è all’apice della gioia più sincera ecco affiancarsi al rosso e al giallo il bianco del nulla e piange. Non si sa se di dolore o d’immensa felicità perché la vittoria della musica sui colori è una metamorfosi voluta dalla storia che, senza tradire la poesia, nel sentimento, nella fantasia e nell'arte si ravviva e s'innalza:pare anzi che attraverso l'anima di Stefania palesi l'intimo valore ideale e scopra così avanti a noi luminosa l'alta bellezza della chiusa.

Com'è solenne e commovente la scena, che rapida, sicura, Ella compie!

Quell’ultimo colore che si sovrappone al rosso incandescente dell’amore per la vita e al giallo caloroso della sorgente della vita, la fa lacrimare di gratitudine: e il grido formidabile, che prorompe dall'entusiasmo è il grido dell'anima echeggiante, tanto da dare sfogo al pianto, perché nasca un sorriso. Leggere questa poesia è stato come rivivere quel "maledetto 11 settembre" quando la rapsodia è stata un solo e roboante tuono e i colori, scintillanti dei versi sono stati assorbiti, come alito di vita dai malcapitati nella bolgia infernale.


RAPSODIA UNGHERESE
di Stefania
Ecco un colore che narra
mentre di rosso s’accende,
sulla tela bianca.
Ecco il giallo che avanza
sulla cima sfrontata,
della spiga più alta.
Fili d’erba al lato,
foglie secche dall’alto,
sbuffo buffo su per il campo.

Rapsodia Ungherese
di un bel suono,
passo ed inchino
su per il chino.
Ritornello, il più bello…
Sale e pepe,
nero e bianco io piango
per ogni nota,
un sorriso in te.

***

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

************************
L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

Torna all'indice

Reno Bromuro
reno.bromuro@elbasun.com

Home ElbaSun
www.elbasun.com - il sito del SOLE