19 ottobre 1216
Giovanni Senzaterra e la Magna Charta

II 19 ottobre 1216 moriva re Giovanni Senzaterra, succeduto sul trono d'Inghilterra al fratello Riccardo Cuor di Leone. L'atto più importante della vita di Giovanni che compi, per quanto assai a malincuore, apponendo il suo sigillo al celebre documento noto sotto il nome di "Magna Charta Libertatum". Giovanni vi fu costretto da una sollevazione dei nobili, che erano fermamente decisi a vincolare il re al rispetto delle antiche consuetudini, particolarmente per quanto riguardava i diritti nobiliari. La "Magna Charta" è un documento che obbliga il re a consultare il Consiglio dei nobili e degli ecclesiastici prima di imporre tributi. Il re non può punire nessuno senza un giudizio emesso secondo le leggi del paese. La Charta contiene l'enunciazione di principi generali: tutela della Chiesa, rispetto delle leggi, dei diritti acquisiti, e la precisazione di diritti e doveri. Tutta la libertà del popolo si fonda su queste garanzie. Questo celebre documento apriva una nuova era nella storia dell'Inghilterra: dal diritto tradizionale, tramandato a memoria, si passava, infatti, alla legge scritta, che rendeva stabile il diritto, limitando enormemente la possibilità di soprusi e usurpazioni nei confronti del singolo da parte del potere costituito. La Magna Charta Libertatum, poiché limita i poteri assoluti del sovrano, è considerata il documento precursore delle moderne costituzioni. Se si considera che essa fu concessa il 15 giugno 1215, quasi otto secoli fa, se ne può capire il carattere moderno ed avanzato.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1812:Inizia la ritirata dalla Russia, che vedrà la disgregazione della Grande Armée.

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RICORDIAMOLI

IL CONGRESSO DI VIENNA

Il congresso internazionale tenuto a Vienna dall'ottobre 1814 al giugno 1815, ridisegnò la carta geopolitica dell'Europa dopo le guerre napoleoniche, secondo i principi della restaurazione dell'ordine e della legittimità dei sovrani, oltre che dell'equilibrio tra le potenze europee.

I negoziati furono condotti tra le quattro potenze legate dal trattato antinapoleonico di Chaumont il 14 marzo 1814, che speravano di poter imporre un direttorio al Congresso: Gran Bretagna, Austria, Prussica e Russia. Charles M. Talleyrand riuscì però a reinserire la Francia sconfitta, facendo leva sul principio di legittimità, vi era stata restaurata la monarchia borbonica, appoggiato dalle potenze minori.

Di più, Talleyrand riuscì a coagulare la sensibilità austriaca e britannica per l'equilibrio di potenza, opponendosi ai piani russi e prussiani di ottenere una posizione dominante in Europa centrale con l'annessione rispettiva di Polonia e Sassonia. La Russia conservò la Finlandia e ottenne la Bessarabia ma non l'annessione della Polonia, che formò un regno costituzionale unito alla corona di Russia. La Prussia mantenne la Posnania, ottenne la Pomerania svedese e la Prussia renana, ex regno di Vestfalia, che la rafforzò come baluardo antifrancese sul Reno.

L'Austria riprese tutti i territori perduti nei trattati imposti da Napoleone, cedette i Paesi Bassi austriaci al nuovo Regno dei Paesi Bassi, altro Stato rafforzato come Stato cuscinetto, ottenne tutto il territorio della Repubblica di Venezia che unito alla Lombardia austriaca diede origine al Regno Lombardo-Veneto. Fu abolita la Confederazione del Reno, sostituita dalla Confederazione Germanica, che riunì tutti gli Stati tedeschi sotto la presidenza dell'Austria; fu riconosciuto il titolo di regno alla Sassonia, alla Baviera e al Württemberg.

La Gran Bretagna riacquistò la corona dell'Hannover, mantenne il possesso di Malta, delle Isole Ionie, della colonia del Capo di Buona Speranza, dell'isola di Ceylon e delle Antille. La Francia mantenne la sua integrità statale e il possesso della Corsica, poiché la Repubblica di Genova non venne ricostituita. La Confederazione Svizzera perse la Valtellina a vantaggio dell'Austria.

Il regno di Sardegna riottenne la Savoia e Nizza e il territorio dell'antica Repubblica di Genova. In Spagna e Portogallo vennero ripristinate le dinastie dei Borbone e dei Braganza. La Danimarca perse la Norvegia e ottenne il ducato di Lauenburg. L'impero ottomano cedette la Bessarabia alla Russia e dovette riconoscere l'autonomia amministrativa alla Serbia, alla Valacchia e alla Moldavia.

La Santa Sede perse Avignone e mantenne solo i domini di Benevento e Pontecorvo nel Regno di Napoli. Nella penisola italiana il ducato di Parma, Piacenza e Guastalla venne assegnato a Maria Luisa d’Asburgo, moglie di Napoleone; il ducato di Modena, Carpi e Reggio andò a Francesco IV d'Austria-Este; il ducato di Massa e Carrara a Maria Beatrice d'Austria-Este; il granducato di Toscana, a Ferdinando III d’Austria-Lorena; la repubblica di Lucca venne trasformata in ducato.

A tutela dell'ordine ripristinato, Austria, Prussia e Russia sottoscrissero il 26 settembre 1815 la Santa Alleanza.

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L’ANEDDOTO

PERSONAGGI PADULESI "UNA PROPOSTA DI FRATTOCCHIA"

- Avanti, sentiamo. Se tiri fuori un’altra delle tue fantasiose invenzioni, giuro che questa volta!…

- Dai, che le mie non sono fantasiose invenzioni; sono considerazioni nate dalla logica filosofica e dall’esperienza.

- Frattò, ho capito. Tu non dovevi laurearti in filosofia ma in fessologia…

- Fessologia?… Perché, secondo io sarei un fesso?

- Noo! Tu non ci sei, ci fai... e faie ‘mpazì a chille che te stanne vicine!

-‘Stavolta volevo esprimerti una considerazione sul rapporto medico-paziente. Stammi bene a sentire, fammi finire l’esposizione della considerazione e poi parli, accetterò tutte le critiche…

- Come io ho accettato quelle di Laura e dei suoi compagni di scuola?

- E dai, non fare lo stronzo. Ti espongo una cosa seria cui il ragionamento logico mi ha condotto…

- Hai accennato ad una considerazione sul rapporto medico-paziente o paziente-medico?

- Si pensandoci, potrebbe essere ambivalente.

- Sentiamo.

- Fino a quando internet diventasse popolare, il rapporto medico-paziente era in massima parte, telefonico. Pensa ci sono pazienti che non conoscono per niente il proprio medico, telefonano e dicono alla segretaria di che tipo di medicina hanno bisogno, oppure lo fanno di persona, si presentano alla segretaria,esprimono la loro richiesta e questa prende il ricettario già firmato e timbrato scrive il nome del medicinale e quello del paziente e tutto è fatto; mentre, telefonicamente, il paziente dice di che cosa ha bisogno e il giorno successivo va all’ambulatorio e ritira la ricetta. Pensa quanta gente si affatica per poter e potersi curare? Io dal telefono passerei alla richiesta telematica, il paziente scrive in un E-Mail i dolori che accusa, se ha febbre o meno, se ce l’ha scrive il valore e il medico, non solo riesce da queste notizie a fare la diagnosi, ma sempre telematicamente dire al paziente la terapia da fare e di inviare qualcuno per ritirare la ricetta.

- Senti posso capire la ricetta per un medicinale assegnato prima e che hai terminato, considerando una malattia cronica, ma addirittura la diagnosi di un male!…

- Tu che hai contatti con molti in Internet, domanda che cosa ne pensano e vedrai che ho ragione io.

- Ma niente, niente, sei diventato pure scemo? Adesso scrivo a Michele e gli domando cosa pensa della tua proposta, chillo me ride ‘nfaccia ed è la cosa più facile che potrebbe capitarmi, sebbene, conoscendolo, potrebbe anche farmi fare un viaggio a quel paese.

- Allora non hai afferrato lo spirito della mia considerazione…

- … e sarebbe?

- … che il medico avrebbe più tempo a disposizione per i malati più gravi. Quanto ci vuole per leggera un centinaio di E-Mail? Liquidate queste può recarsi con calma e serenità dal paziente più grave, visitarlo, fare una diagnosi più precisa ed assegnare la medicina più adatta al suo male.

In questo momento squilla il telefono, è mio figlio che mi annuncia che l’aereo è atterrato a Fiumicino e che sarà a casa verso mezzogiorno. Finalmente, quest’altra missione è terminata, fra nove mesi gli spetta un’altra volta. Domani gliela voglio proprio raccontare. Avete capito perché mi piace la compagnia di Frattocchia?

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LA POESIA DEL GIORNO

ERA D'ESTATE

Non un alito di vento
ho sete
la fonte
dove sempre bevevo si è intorpidita.

Era d'estate
estate calda
estate afosa
la fonte fresca a pochi passi m'invitava.

Mi avvicinai all'acqua cristallina,
l'invito mi vinse, bevvi.
Vi ritornai ogni giorno
per dissetarmi alla tua bocca.

Estate calda, afosa,
non un alito di vento.
Ho sete.
La fonte dove abitualmente bevevo
si è infangata, come te che a primavera
fosti fresca e sincera.

E' luglio non un alito di vento
non un filo di speranza
che l'acqua si rischiari

Reno Bromuro (da "Il canto dell’Usignuolo" Gabrielli Editore–Roma 1971)

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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