19 novembre 1665
La gloria di Nicolas Poussin

Nicolas Poussin nacque nel 1594, in Francia, a Villiers, vicino ad Andelys, da una famiglia modesta. Giunto a Parigi a diciottenni, lavorò alla decorazione del palazzo del Luxembourg con il pittore Philippe de Champaigne; ma il suo sogno era di recarsi a Roma, la città dell'arte. Nicolas PoussinPer ben due volte il giovane si mise in viaggio, ma una malattia lo costrinse a tornare a Parigi. Finalmente nel 1624 arrivò a Roma, deciso a realizzare grandi cose. A Roma l'artista visse i primi anni in miseria; in questo periodo seguiva piccoli lavori per vivere e studiava i grandi maestri dell'antichità ai quali s’ispirò.

Nel 1628 gli fu commissionata l'esecuzione di un’opera importante per la basilica di San Pietro. Cominciò allora ad acquistare una certa notorietà. Durante i dieci anni che seguirono, il pittore eseguì numerosi quadri.

Nicolas Poussin tornò in Francia nel 1640, chiamato dal cardinale Richelieu e dal re Luigi XIII a decorare il palazzo del Louvre. I pittori di Parigi, pieni d'invidia, si misero a congiurare contro di lui. Stanco di lottare, Poussin ripartì per Roma nel 1641. Da lì non tornò più. La Città eterna lo accolse come un grande maestro della pittura. In questo clima ideale l'artista si rimise a dipingere quadri pieni di fascino e di serenità, dai colori smaglianti. Mori semiparalizzato il 19 novembre 1665. Il Louvre è pieno di quadri di Nicolas Poussin.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1828:II compositore Fanz Schubert muore a Vienna,vittima di un'epidemia di tifo.

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RICORDIAMOLI

FRANZ SCHUBERT

Franz Schubert, nacque in provincia di Vienna, nel 1797. Studiò a Vienna, allo Stadtkonvikt dal 1808 al 1813 e, dal 1812, per circa cinque anni fu anche allievo di Antonio Salieri. Già a questo periodo risalgono testimonianze compositive di notevole rilievo e, nel campo del Lied, anche qualche capolavoro. Franz SchubertSchubert fu tuttavia costretto a iniziare, nel 1814, l'attività di maestro di scuola nella sede dove già insegnava il padre. Nel 1818 la lasciò per divenire maestro di musica delle figlie del conte Esterházy; in seguito ebbe l'aiuto di diversi amici, tra cui Mayrhofer, il baritono Vogl che fu anche il primo interprete di molti suoi Lieder, von Schober, Sonnleithner, che fu tra i promotori della pubblicazione dei Lieder, e altri, tra cui i pittori von Schwind e Kupelwieser. Non trovò mai una sistemazione stabile e, pur avendo una certa reputazione nell'ambiente viennese, non conobbe grandi affermazioni e non poté ascoltare la sua musica, se non in piccola parte, eseguita in pubblico fino a un importante concerto organizzato a Vienna nel 1828, l'anno stesso della morte, dovuta a febbre tifoide sopravvenuta in un organismo già gravemente minato.

Si riconosce concordemente in Schubert il grande maestro del Lied romantico, il musicista nelle cui mani la breve composizione vocale da camera, dopo alcuni esiti significativi in Mozart e in Beethoven, diventa veicolo di folgoranti rivelazioni, legate a invenzioni melodiche e a intuizioni armoniche di straordinaria originalità. Ponendosi di fronte a testi poetici di valore assai disparato, da Goethe e Heine a poeti assai più modesti, il compositore adotta soluzioni formali assai varie, da quella semplicemente strofica fino alle più libere da schemi, e trasfigura in valori musicali i testi meno validi, o illumina con stupefacente penetrazione situazioni poetiche di per sé altissime. La complessa ricchezza del cosmo dei 603 Lieder schubertiani non può essere riassunta qui, né si può tentare di ricordarne tutti i momenti maggiori: tra questi si citano i cicli del 1823 "La bella mugnaia" e del 1827 "Il viaggio d'inverno", entrambi su testi di Müller, la cui facile vena sentimentale assume in mano a Schubert ben altri significati. Così il viaggio invernale di un giovane respinto dall'amata diviene un tragico percorso verso l'annientamento e la figura del protagonista appare emblematica di una condizione di estraneità, di un disagio esistenziale che è uno dei caratteri essenziali della poetica di Schubert e che nella figura del viandante trova una delle sue incarnazioni più tipiche.

La tematica del viandante è del resto una chiave essenziale per intendere Schubert anche al di fuori del Lied e per cogliere il senso di molta sua musica strumentale, per esempio del suo modo di affrontare le "grandi forme" della sonata, del quartetto, della sinfonia. È stata notata in Schubert una quasi totale indipendenza dai modelli beethoveniani, pur cronologicamente tanto vicini: all'originalissima invenzione melodica si unisce un modo di costruire i pezzi di ampio respiro che ignora la rettilinea stringatezza della dialettica tematica di Beethoven e preferisce indugiare sulla ripetizione, non suscettibile di sviluppo, ma sottoposta a un costante trascolorare, a fantasiose divagazioni, delle idee melodiche fondamentali.

Le espressioni più mature di tale pensiero vanno cercate, nella produzione strumentale, nelle ultime due sinfonie, in si minore Incompiuta, del 1822; in do maggiore La Grande, del 1828, ma anche nelle precedenti sette sinfonie, tra cui quella in do minore La tragica, del 1816, si ravvisano esiti di accattivante equilibrio, pur se meno originali, negli ultimi quattro quartetti, composti tra il 1820 e 1826, tra cui quello in re minore noto come La morte e la fanciulla del 1824, nelle sonate pianistiche degli anni 1823/28, nei due Trii con pianoforte, nel Quintetto per archi in do maggiore, nell'Ottetto.

Ma non vanno dimenticate altre pagine cameristiche come il celebre Quintetto con pianoforte della Trota, in cui si usa la melodia dell'omonimo Lied, le pagine per violino e piano, la Fantasia in do minore, le sonate e i quartetti giovanili: certe rilevanti disparità di livello si spiegano con la mancanza di un accurato riordino nell'enorme mole delle composizioni di Schubert, che non ebbe modo e occasione di separare esercitazioni scolastiche da opere destinate alla pubblicazione, o portare a elaborazione definitiva frammenti e pagine incompiute.

Si fa correntemente riferimento all'eccellente catalogo del Deutsch, perché i numeri d'opera comunemente sono stati attribuiti a caso dagli editori dopo la morte del musicista. Un aspetto complessivamente minore dell'attività schubertiana è quello rivolto al teatro musicale, le cui strade egli tentò più volte senza successo: nella produzione vocale, oltre ai Lieder si ricordano almeno il grande e originalissimo frammento di oratorio Lazarus, i cori, i duetti, terzetti e quartetti. E non si possono infine trascurare le musiche per piano a quattro mani che contengono un capolavoro come la Fantasia in fa minore, le varie marce e danze pianistiche, frutto di una cordiale visione della Hausmusik, cioè del "far musica" in casa, percorse talvolta, nel loro rifarsi a stilemi popolari, da un'anarchica gioia che rappresenta uno degli aspetti del mondo schubertiano, quello della liberazione e dell'utopia.

Bibliografia M. Bortolotto, Introduzione al Lied romantico, Milano, 1962; H. J. Fröhlich, Franz Schubert, Pordenone, 1990.

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L’ANEDDOTO PERSONAGGI PADULESI "IL TERREMOTO"

Ciao, ci ritroviamo. Mi auguro abbiate capito che "Terremoto" è il nomignolo affettuoso che ho dato a Frattocchia, che il computer continua a cambiare in Frattoccia, per cui prima di inviare questo scritto che ci tiene legati col pensiero e con l’affetto, mi tocca rileggere tutto, fare, come si dice in gergo "l’editing"; un lavoro tanto caro al carissimo amico fraterno Remil (speriamo che non mi fulmini con un mail dopo aver letto queste parole).

Ieri sera, non so che cosa sia accaduto, ho ricevuto una telefonata dalla ex moglie dei Frattocchia, la quale lamentava la mancanza degli alimenti dei mesi di settembre, ottobre e novembre…

- Tu che gli sei tanto amico digli di mantenere il suo impegno, andiamo incontro all’inverno e i bambini sono senza scarpe ed hanno bisogno anche di un cappottino, che portano ancora quello comprato tre anni fa. E’ vero che state facendo un lavoro insieme e aspettate che sia finito per avere i soldi?

Mentre la donna parlava mi mordevo le labbra per non urlare… ma adesso che viene… mi sente. Mi deve spiegare un sacco di cose

1) da dove è saltato fuori quest’idea del lavoro;

2) i cinquecento euro che gli ho dato venerdì e che avrebbe dovuto mandare alla moglie, che fine hanno fatto?

3) La donna mi a detto che ha fatto la cessione del quinto, ha preso 2.500,00 euro, più 1.800,00 euro li ha ricevuti in prestito da una finanziaria, a cosa gli servono?

Io proprio non so cosa pensare, la moglie ha sottolineato che avrebbe voluto fare un libro di foto e poesie di Paduli perché i giovani ricordassero com’era prima che la "mente atrofizzata di un uomo seduto sulla poltrona di finta pelle come la sua", aveva ordinato di fare pulizia completa di tutti i detriti lasciati dal terremoto del 1980, senza tener conto delle opere d’arte lasciate dai romani, che vi risiedettero per tutto il tempo della costruzione dell’Arco di Trionfo a Traiano a Benevento, mentre lui ritornava vittorioso dopo la guerra contro Pirro.

E’ una bellissima idea e va sostenuta, ma perché fare debiti? Lo aspetto al varco. Appena arriva, siatene certi, lo mangio vivo, con le parole s’intende.

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LA POESIA DEL GIORNO

TU VIENI DAL MARE

Tu vieni dal mare arsa di salsedine
la luna ti inonda d'amore.
La voce ha il suono delle stelle
la risacca ti rapisce al mio sguardo;
la conchiglia si schiude,
dopo millenni d'attesa.

Voci lontane scuotono l'essere assopito
canti e il canto è triste
come la risata è pianto
come le mani senza forza
come gli occhi ricolmi
come la luna è calda
mentre tenti d'avvinghiare il mio corpo
ma rimani abbracciata alla sabbia.

Vieni dalla terra fertile come la vita,
sotto il sole cocente a braccia aperte,
come l'uccello migratore le ali;
mi vieni incontro e canti e ridi,
ma il palcoscenico non c'è.
La scena è piena di te
ma il sipario è chiuso.

Inondi la stanza come mille riflettori
guardo la tua ombra e piango:
non un insetto mi tiene compagnia.
La terra è troppo fertile
i fari sono spenti
sulla scena ci sono soltanto le nostre
ombre riflesse in una luna lacrimante.
Reno Bromuro (da "Senza Levatrice" Edizione Albatros Roma 1983)

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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