19 aprile 1969
Fermate tre persone per l'assassinio
del piccolo Ermanno Lavorini

A Viareggio sono fermate tre persone per l'assassinio del piccolo Ermanno Lavorini. Nei giorni e nei mesi successivi tre giovanissimi, Marco Baldisseri, Rodolfo Della Latta e Andrea Benedetti accuseranno del delitto alcuni personaggi noti della città, coinvolgendo anche il sindaco di Viareggio e scatenando una vera caccia alle streghe, in particolare contro gli omosessuali. Uno dei fermati, Adolfo Meciani, tenterà il suicidio in carcere l'8 maggio e morirà il 24 giugno. Inchieste successive appureranno l'assoluta estraneità delle persone chiamate in causa dai tre e le indagini si indirizzeranno verso alcuni gruppi di estrema destra.

"Fosse accaduto ai giorni nostri sarebbe stato catalogato come l'ennesimo delitto del branco, un misto di violenza gratuita, noia e rancore contro una piccola vittima inerme.

In effetti, il sequestro e l'omicidio del dodicenne Ermanno Lavorini è stato un delitto del branco, ma di un branco molto diverso: un mucchio selvaggio politico della estrema destra più assetato di soldi e di trame che di sesso e macabri rituali di morte, anche se sulle pagine della cronaca furono il sesso, la pedofilia, l'omosessualità a farla da padroni.

La dimensione tutta politica del caso Lavorini verrà compresa troppo tardi,quando la Strategia della tensione avrà ormai raggiunto i suoi obiettivi".

La scomparsa di Ermanno Lavorini fu il primo kidnapping italiano. Un bambino di 13 anni scompare alle 14,30 del 31 gennaio 1969, in un annoiato pomeriggio nella ricca Viareggio lontana dalle frenesie dell’estate. Qualcuno telefona a casa sua per chiedere 15 milioni di riscatto, qualcun altro è già pronto a costruire un intricato disegno di depistaggi per occultare la verità. Alle 11.45 di domenica 9 marzo il cadavere del piccolo Ermanno viene scoperto, seminascosto, tra le dune di Vecchiano. Alle 17 di un'altra domenica, quella del 20 aprile, il caso Lavorini, così viene comunicato alla stampa dal colonnello Mario De Julio, comandante della legione dei carabinieri di Livorno, è da ritenersi definitivamente chiuso: un sedicenne, Marco Baldisseri, ha confessato di aver ucciso Ermanno per futili motivi.

Tra confessioni, ritrattazioni, racconti di festini e balletti verdi, false piste e colpi di scena, il caso Lavorini resterà aperto per altri otto anni, fino al 13 maggio 1977 quando la Cassazione stabilirà che ad uccidere Ermanno fu un gruppetto di estremisti neri con l'obiettivo di raccogliere fondi per la propria associazione eversiva.

Non c'entrava nulla l'omosessualità nascosta di Adolfo Meciani, ricco proprietario di stabilimenti balneari, che con la sua duetto rossa rimorchiava i ragazzini della pineta, esponendosi a feroci ricatti. Non c'entrava nulla neanche Giuseppe Zacconi, figlio del grande Ermete, l'attore, vittima della sua solitudine. Entrambi morti di dolore: il primo suicida, l'altro di crepacuore. C'entrava invece la Versilia. Non quella dei giochi proibiti tra i pini marittimi, ma dove cresceva una tensione nuova e incontrollata: la contestazione della Bussola che precede di un mese la fine di Ermanno, con il giovane Soriano Ceccanti condannato alla sedia rotelle da un proiettile sparato forse dalla polizia, forse da un cliente del locale notturno e sul versante opposto la nascita di quel laboratorio eversivo della lucchesia dove stanno già maturando le strutture più ambigue del partito del golpe.

E dietro di loro personaggi di ben altro spessore come il principe Junio Valerio Borghese che si precipita a Viareggio: il suo tentativo di colpo di stato personale, lo tenterà un anno e mezzo dopo. E poi inquirenti che rimangono imbrigliati nella ragnatela di versioni, una diversa dall'altra, che gli imputati fanno mettere a verbale. Ed investigatori che sono soltanto incapaci di mettere a fuoco i dettagli di quanto è accaduto su quella spiaggia, tra quelle dune, in un pomeriggio d'inverno, nella ricca Viareggio delle vacanze.

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RICORDIAMOLI

PIERRE CURIE

Pierre Curie nacque a Parigi, dove il padre era un medico generico, il 15 maggio del 1859. Ricevette a casa delle nozioni basilari, prima di entrare alla facoltà di Scienze alla Sorbona. Si laureò in fisica nel 1878 e rimase come assistente nel laboratrio di fisica fino al 1882, anno in cui andò ad insegnare alla scuola tecnica e di fisica. Nel 1878 divenne dottore in scienza e professore di fisica. Nel 1900 divenne professore alla facoltà di fisica e nel 1904 ottenne la carica di titolare.Pierre Curie

Durante i suoi primi studi sulla cristallografia, effettuati insieme col fratello Jaques, Curie scoprì gli effetti piezoelettrici. Più tardi propose teorie sulla simmetria con riferimento a certi fenomeni fisici focalizzando l'attenzione sul magnetismo. Mostrò come le proprietà magnetiche di una data sostanza cambiano al variare della temperatura. Per effettuare i suoi esperimenti costruì apparecchiature molto delicate come bilance...

Gli studi sulla radioattività furono effettuati insieme con la moglie, con la quale si era sposato nel 1895. Riuscirono nel loro intento nonostante le difficoltà: avevano a loro disposizione un laboratorio molto povero e dovevano dedicarsi all’insegnamento per procurarsi da vivere. Nel 1898 annunciarono la scoperta del radio e del polonio ottenuti dalla divisione della pechblenda e più tardi misero in luce le proprietà del radio e i suoi prodotti di trasformazione. La loro opera è la base delle moderne ricerche di fisica e chimica nucleare. Nel 1903 ricevettero, insieme con Henry Becquerel, il Premio Nobel per la Fisica.

L’opera di Pierre Curie è raccolta in numerose pubblicazioni del Comptes Rendus de l’Accadémie des Sciences, il Journal de Physique e gli Annales de Physique et Chimie.

Sua moglie fu Marie Sklodowska, figlia di un insegnante di scuola secondaria a Varsavia, in Polonia. Una figlia, Irene, sposò Frederic Joliot e, insieme, i due coniugi ricevettero il premio Nobel per la Chimica. La figlia più giovane, Eve, sposò il diplomatico americano Labouisse. Entrambi si interessarono di problemi sociali e, in veste di Direttore del United Nations’ Children’s Fund, egli ricevette nel 1965 il premio Nobel per la Pace. Eve è autrice di numerose biografie della madre.

Pierre Curie si spense il 19 aprile del 1906 a Parigi, a causa di un incidente stradale.

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IL FATTO

DIDONE ABBANDONATA DI METASTASIO

Metastasio compone la Didone abbandonata, che diversi critici considerano il suo capolavoro, in età giovanile, nel 1724. Nei tre atti in versi del melodramma l'autore si allontana dagli schemi tradizionali dell'opera barocca, avviando quel processo di rinnovamento del melodramma che caratterizzerà anche la sua produzione successiva.

Utilizzando le sue qualità di verMetastasiosificatore, Metastasio modifica la struttura dell'opera, precisando sia la funzione del recitativo, che si avvicina al parlato naturale, sia quella dell'aria che, in chiusura di scena, ha il compito di esprimere i sentimenti dei diversi personaggi.

Nella Didone abbandonata, che si ispira all'Eneide, il dramma si impernia sulla figura della regina, fondatrice di Cartagine, che ama Enea, oggetto anche di una segreta passione da parte di Selene, sorella di Didone. La vicenda prende avvio dalla decisione di Enea di lasciare Cartagine per riprendere la ricerca di una patria per i troiani, mentre Didone, che ignora i preparativi della partenza, è felice e innamorata.

Sulla scena appare anche Iarba,re dei Numidi, che minaccia la guerra se Didone non acconsentirà a sposarlo. Insidiata da Iarba e circuita dall'infedele consigliere Osmida, quando la regina viene a conoscenza delle intenzioni di Enea, disperata decide di trattenerlo e, per ingelosirlo, finge in sua presenza di accettare la proposta di matrimonio. Abbandonata infine da Enea, Didone si ucciderà sul rogo, mentre Cartagine viene data alle fiamme da Iarba.

Pur scivolando spesso dal tragico al patetico, talora con non voluti effetti grotteschi, l'opera costituisce un tentativo di approfondimento della psicologia dei personaggi, combattuti tra gli opposti sentimenti della passione amorosa e del senso del dovere. Sebbene Metastasio non riesca a esprimere a pieno la drammaticità della figura della protagonista, egli manifesta comunque una grande padronanza nella tecnica teatrale e nell’uso di un linguaggio poetico sciolto e aggraziato che caratterizza tutti i suoi melodrammi.

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LA POESIA DEL GIORNO

AUGURIO

Amico insperato or è un lustro
che avvenne il miracolo, nato
nell'anima nobile, prima che
sprizzasse dalle mani pure.
Spuntò un fiore dal fango!

Era aprile, il tiepido sole
di primavera gli dava vita,
vigore di vita
la nuova vita.
Le campane suonavano a festa.
Era Pasqua! Odorosa e gioiosa.
Nel volger di un anno
qualcuno recise quel fiore.
Gli uomini passarono
incuranti calpestarono
quel piccolo fiore che
gridava
senza voce
dal fango.
Ancora la fievole voce si leva
per dire Buona Pasqua
alla sola persona che l'ascolterà.

Reno Bromuro (da Il vaso di cristallo).

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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