18 settembre 1943
Mussolini annuncia la fondazione
della Repubblica di Salò

II 10 settembre 1943 Mussolini era stato liberato da un gruppo di paracadutisti tedeschi che si erano calati sul Gran Sasso dove il dittatore era tenuto prigioniero. Il 18 settembre 1945 da radio Monaco Mussolini annunciava l'instaurazione della Repubblica Sociale Italiana, più nota come Repubblica di Salò, dal nome della località del lago di Garda dove avevano sede alcuni ministeri.

Questo governo fantasma era semplicemente un complice passivo dei tedeschi nell'opprimere il popolo italiano. Esso esercitava la sovranità nominale nemmeno su tutto il territorio italiano non occupato dagli Alleati: infatti, buona parte del Veneto era amministrata direttamente dai tedeschi e si trovava in una situazione intermedia tra territorio occupato e territorio annesso.

L'Italia restava in ogni modo, di fatto, divisa in due parti: quella meridionale dalla quale gli Alleati risalivano lentamente verso il Nord, contrastati dall'esercito tedesco, e la parte settentrionale, nominalmente governata da Mussolini.

Il fascismo e i suoi complici avevano ridotto l'Italia ad un campo di battaglia: toccava al popolo italiano, guidato dalle sue forze politiche più sane, l'arduo problema di ricostruire l'unità d'Italia e ricreare nuove basi di convivenza: questo fu il difficile compito che si assunse la Resistenza italiana che tanta parte aveva avuto nel tracollo delle forze tedesche e fasciste.

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È successo quel giorno:

1945: Tre B-29 americani, pilotati ciascuno da un generale, volano dal Giappone a Chicago senza far scalo.

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RICORDIAMOLI

LA RESISTENZA

Benito Mussolini ormai stanco e malato e in completa balia delle decisioni di Hitler, s’insediò quindi a Salò, capitale della nuova Repubblica Sociale Italiana fondata inutilmente, cercando di far rivivere le parole d'ordine del fascismo della "prima ora".

Fu ricostituito un esercito, affidato al generale Rodolfo Graziani, un Partito Fascista Repubblicano,il cui compito precipuo del segretario Pavolini, fu la lotta antipartigiana, condotta anche da formazioni autonome: X Mas, Battaglioni Mussolini, Brigate nere e da bande irregolari quali banda Koch, banda Carità.

Nonostante la proclamata volontà di attuare una politica "antiplutocratica", attraverso provvedimenti come la socializzazione della produzione, vedi il Manifesto di Verona, del 14-16 novembre 1943, la R.S.I. non riuscì ad ottenere il consenso della popolazione: ostile fu la classe operaia: scioperi del marzo 1944, diffidente il clero.

Nella primavera 1945 la R.S.I. fu definitivamente travolta dalla pressione congiunta degli anglo-americani e della Resistenza.

I primi nuclei di partigiani furono costituiti già all'indomani dell'armistizio dell'8 settembre 1943 da reparti militari sbandati, che si rivelarono però inadatti alla guerriglia.

Una reazione morale portò molti italiani ad opporsi all'occupante tedesco come ai fascisti, e su questa lotta originaria (nazionale e civile al tempo stesso) si innestarono poi esigenze più radicali di rinnovamento sociale e visioni politiche più definite da parte delle forze antifasciste organizzate. Tre furono i principali gruppi della Resistenza:

1) - le formazioni autonome, come le Osoppo in Friuli, le Fiamme Verdi in Lombardia, le divisioni di Mauri in Piemonte, apolitiche, guidate da militari, fedeli al governo Badoglio e più o meno esplicitamente alla monarchia; quando il CLNAI impose un collegamento dei partiti, si avvicinarono alla Democrazia Cristiana e al Partito Liberale;

2) - le formazioni Giustizia e Libertà (circa il 25%) costituite dal Partito d'Azione;

3) le Brigate Garibaldi (circa il 40%), costituite e guidate dal Partito Comunista; comandante generale fu Longo, commissario politico Secchia. Vi furono poi alcuni gruppi legati ai Socialisti, quali le Brigate Matteotti o alla Democrazia Cristiana, le Brigate del Popolo. La collaborazione fra i tre gruppi principali non fu sempre facile e vi furono anche sanguinosi episodi fratricidi. Nel giugno 1944 fu costituito il comando generale del Corpo Volontari della Libertà, al cui vertice fu insediato, dopo molte polemiche tra i moderati e le sinistre, che rivendicavano un comando più politicizzato, il generale Cadorna.

Tra le imprese maggiori della Resistenza vi furono la battaglia per la liberazione di Firenze nell’agosto 1944, la costituzione di temporanee "zone libere" nell'estate 1944; le "repubbliche" dell'Ossola, dell'alto Monferrato, della Carnia e di Montefiorino, le insurrezioni nelle grandi città del Nord nell'aprile 1945 e la tutela degli impianti industriali e delle infrastrutture al momento della ritirata tedesca.

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LA POESIA DEL GIORNO

OCCHI CHE NON CAPIVANO

32
In questa notte di sussulti e di bagliori
di boati infernali, di rombanti aerei,
di grida di dolore e di spavento
ho tanta paura che domani
non saprò più amare nessuno.

Ho paura di non sapere amare
più nessuno perché mia madre
sono tre notti che piange e non dorme.

33
Cinque coperte sono pronte
pronte per ogni evenienza:
mia madre le ha preparate
per farci dormire tranquilli
mentre lei veglia nella notte
illuminata dai razzi
e dai bagliori dell'incendio.

34
Arrampicato su per Montesanto
sotto la camicia e sulla pelle
tutta la ricchezza di mia madre
in una scatola dei medicinali.

Quattromila lire guadagnate
inchiodando strisce su pezzi di legno
ricamando letti per fanciulle
ancora bambine, per ragazze
rimaste vedove prima di sposare.

Arrampicato su per Montesanto
deciso ad arrivare su a "Saglieta".
Mia madre mi ha giurato
che avrei trovato anch'io la farina:
sono tre giorni che mangiamo ceci
ceci, fagioli e lupini al sugo.

I carpini mi tagliano la carne
non mi curo del sangue e del dolore
un ritornello canta il mio cervello
stasera mamma ci farà la pizza.
Ecco la strada, ormai sono arrivato.

Il gelo del metallo, un grido acuto
corro pel pendio come una palla
tra i rovi e i carpini in germoglio.

La sera abbiamo ancora mangiato
lupini fatti al sugo, con le bucce.

Reno Bromuro (Da Poesie della Vita – Ursini Editore – Catanzaro 1991)

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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